Apri il menu principale
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Leopoli (disambigua).
Leopoli
comune
(UK) L'viv (Львів)
Leopoli – Stemma Leopoli – Bandiera
Leopoli – Veduta
Panorama
Localizzazione
StatoUcraina Ucraina
Oblast'Flag of Lviv Oblast.svg Leopoli
DistrettoNon presente
Amministrazione
SindacoAndrij Sadovyj
Territorio
Coordinate49°50′30.8″N 24°01′53.4″E / 49.841889°N 24.0315°E49.841889; 24.0315 (Leopoli)Coordinate: 49°50′30.8″N 24°01′53.4″E / 49.841889°N 24.0315°E49.841889; 24.0315 (Leopoli)
Altitudine296 m s.l.m.
Superficie182 km²
Abitanti735 000 (2007)
Densità4 038,46 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale79000–79490
Prefisso322
Fuso orarioUTC+2
Codice KOATUU4610100000
Cartografia
Mappa di localizzazione: Ucraina
Leopoli
Leopoli
Sito istituzionale
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Centro storico di Leopoli
(EN) L'viv – the Ensemble of the Historic Centre
Lwow-panorama-m.jpg
TipoCulturali
Criterio(ii) (v)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1998
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Leopoli (in ucraino: Львів?, traslitterato: L'viv, ascolta[?·info]; in polacco Lwów ascolta[?·info]; in russo: Львов?, traslitterato: L'vov; in tedesco Lemberg; in yiddish לעמבערג, traslitterato Lemberg; in latino Leopolis, "la città del leone") è una città di 729.842[1] abitanti dell'Ucraina occidentale, capoluogo dell'oblast' omonimo e uno dei maggiori centri culturali dell'Ucraina.

Ogni giorno alla popolazione locale si aggiungono circa 200.000 pendolari. Nella città si trovano varie industrie, due istituzioni per l'educazione superiore, l'Università di Leopoli e il Politecnico di Leopoli (in precedenza Università Tecnica di Leopoli). Leopoli è inoltre sede di un'orchestra filarmonica e del Teatro d'Opera e di Balletto di Leopoli. A partire dal 1998 il suo centro storico è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Leopoli è collocata sull'altopiano Rostoccja, parte del più vasto ripiano podolico, a circa 70 km dal confine polacco e a 160 km dai monti Carpazi orientali. L'altezza media è di 296 m, ma vi sono molte zone collinari, il suo punto più alto è l'"Alto Castello" (Vysokyi Zamok), a 409 m. Esso è posto in una posizione dominante con vista su tutto il centro storico.

La vecchia città fortificata era situata ai piedi dell'altura dell'Alto Castello sulle rive del fiume Poltva. Nel XII secolo, il fiume era un'importante via di comunicazione commerciale. All'inizio del XX secolo è stato coperto nel suo tratto cittadino. Il fiume scorre immediatamente al di sotto del viale centrale di Leopoli, il Viale della Libertà (Prospect Svobody) e del famoso Teatro dell'Opera.

ClimaModifica

Il clima di Leopoli è del tipo moderato continentale. La temperatura media di gennaio è di -4 °C, quella di giugno 18 °C. La precipitazione media annua è di 660 mm di pioggia, con il massimo quantitativo nel periodo estivo. Il cielo è coperto per una media di 66 giorni l'anno.

StoriaModifica

Leopoli fu fondata alla metà del XIII secolo e subito divenne un importante centro commerciale. Conquistata dal Regno di Polonia nel 1340, rimase sotto l'autorità della Confederazione polacco-lituana quasi senza interruzioni fino al 1772.

 
Leopoli nel XVII secolo

Leopoli era la città regia della Corona del Regno di Polonia e una delle più grandi città della Polonia. Leopoli, come una delle dieci città più importanti del regno (come Cracovia, Varsavia, Poznań e Danzica), aveva il diritto di partecipare all'elezione del re di Polonia. Nel XVII secolo, Leopoli era la seconda città più grande e più ricca della Polonia dopo Danzica. Nel 1677, il re di Polonia Stanislao Leszczyński nacque a Leopoli.

In tale anno, in seguito alla prima spartizione della Polonia, passò nelle mani degli Asburgo e divenne capitale del Regno di Galizia e Lodomiria. Conosciuta in tedesco come Lemberg, la città crebbe notevolmente sotto gli Asburgo, passando da una popolazione di circa 30.000 persone all'epoca dell'annessione all'Austria nel 1772[2] a 206.100 nel 1910.[3] Tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo la forte influenza di burocrati austriaci e cechi germanofoni diedero alla città un carattere che negli anni 1840 era piuttosto austriaco, nel suo ordine e nella comparsa e successo di caffè austriaci.[4]

 
Piazza Rynok
 
il Viale della Libertà
 
Viale Ševčenko

Nel 1773 cominciò a essere pubblicata la Gazette de Leopoli, il primo giornale della città. Nel 1784 venne aperta una università di lingua tedesca; chiusa nel 1805, venne riaperta nel 1817. Il tedesco divenne la lingua dell'istruzione[4] e nel XIX secolo l'amministrazione austriaca tentò di germanizzare il sistema scolastico e di governo della città sicché molte organizzazioni culturali che non avevano un atteggiamento pro-germanico furono chiuse.

Secondo il censimento austriaco del 1910, il 51% degli abitanti della città erano cattolici, il 28% ebrei e il 19% appartenevano alla Chiesa greco-cattolica ucraina. Linguisticamente, l'86% della popolazione della città parlava polacco, mentre l'11% preferiva l'ucraino.[3] Nel 1919, alla caduta dell'Impero austro-ungarico, fu riunita alla Polonia, ricostituitasi come stato indipendente, e rimase polacca per vent'anni. Nel periodo interbellico, Leopoli era la terza più grande città polacca (dopo Varsavia e Łódź).

Le truppe sovietiche, secondo i piani del patto Molotov-Ribbentrop, si appropriarono della città nel 1939, subito dopo l'inizio della seconda guerra mondiale, e più tardi fu occupata anche dalla Wehrmacht, dal 1941 al 1944, avendo la Germania rotto il patto e invaso l'Unione Sovietica. Durante gli anni dell'Olocausto, l'intera popolazione ebraica della città (100.000 residenti oltre ad altrettanti rifugiati dalla Polonia) fu decimata da pogrom, rinchiusa in un ghetto in condizioni di schiavitù e quindi pressoché totalmente sterminata.[5]

Nel 1945 venne inglobata nell'URSS ed entrò a far parte della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. La popolazione polacca fu espulsa e si stabilì in maggior parte nella città di Breslavia (che fino al 1945 era tedesca), nell'ambito dei trasferimenti di popolazione polacca nel 1944-46, mentre Leopoli fu ripopolata con cittadini ucraini e russi.

Infine, nel 1991 e con la dissoluzione dell'Unione Sovietica, Leopoli divenne parte dell'Ucraina indipendente.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Leopoli nella letteratura e nel cinemaModifica

Della deportazione della popolazione polacca da Leopoli a Gliwice, cittadina industriale dell'Alta Slesia sottratta alla Germania e assegnata alla Polonia, narra il romanzo Tradimento del poeta polacco Adam Zagajewski.

Alcune parti del film Schindler's List - La lista di Schindler sono state girate nel centro della città di Leopoli, perché meno dispendioso di quanto sarebbe costato a Cracovia.

AmministrazioneModifica

SportModifica

CalcioModifica

 
Lechia Lwów è la più antica squadra di calcio polacca

La squadra principale della città è il Karpaty.

A Leopoli sono state create le tre più antiche società calcistiche polacche: Lechia Lwów, Czarni Lwów e Pogoń Lwów. Pogoń Lwów, quattro volte campione di Polonia, è stato uno dei club più forti nella Polonia prebellica.

Altri sportModifica

OnorificenzeModifica

Onorificenze sovieticheModifica

  Ordine di Lenin
— 1971

Onorificenze straniereModifica

  Croce d'Argento dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia)

NoteModifica

  1. ^ Resident Population Number of Ukraine (2012-01-01), value reflects the Lviv city proper, suburban localities under Lviv City Council jurisdiction (Vynnyky, Bryukhovychi, Rudne) not included
  2. ^ Tertius Chandler. (1987) Four Thousand Years of Urban Growth: An Historical Census. Lewiston, New York: Edwin Mellon Press
  3. ^ a b New International Encyclopedia, Volume 13. Lemberg 1915, p. 760
  4. ^ a b Chris Hann, Paul R. Magocsi.(2005). Galicia: Multicultured Land. Toronto: University of Toronto Press, pag. 193
  5. ^ Jewish Virtual Library
  6. ^ città gemellate dal sito di Banja Luka, su banjaluka.rs.ba. URL consultato il 10 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2011).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN147684633 · LCCN (ENn80089801 · GND (DE4035304-7 · BNF (FRcb11985932t (data)