L'arrivista

film del 1974 diretto da Pierre Granier-Deferre
L'arrivista
L'arrivista.png
Alain Delon in una scena
Titolo originaleLa Race des seigneurs
Lingua originaleFrancese
Paese di produzioneFrancia, Italia
Anno1974
Durata90 min
Rapporto1,85:1
Generedrammatico
RegiaPierre Granier-Deferre
SoggettoFélicien Marceau
SceneggiaturaPierre Granier-Deferre, Pascal Jardin
ProduttoreAndré Génovès
FotografiaWalter Wottitz
MontaggioJean Ravel
Effetti specialiRené Albouze
MusichePhilippe Sarde
ScenografiaPierre Guffroy
CostumiChristian Dior, Jeanine Herrly
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'arrivista (La Race des seigneurs) è un film del 1974 diretto da Pierre Granier-Deferre.

TramaModifica

Julien Dandieu, un ambizioso deputato e segretario nazionale di un piccolo partito, ha l'occasione di diventare ministro durante una crisi di governo. Per convincere il suo partito, schierato a sinistra, ad entrare in una maggioranza di centro-destra, deve però vincere le resistenze del suo rivale Savarin, convinto della necessità di restare all'opposizione. Julien alla fine riesce, a caro prezzo, a ottenere il consenso di Savarin con l'aiuto del suo consigliere Dominique e l'intervento dell'influente Renèe Vibert, vedova del fondatore del partito, della quale Julien, in gioventù, era stato amante.

Julien vive un difficile rapporto con la ricca moglie, malata di depressione, e con il figlio, ribelle e arrogante, ma soprattutto con Creezy, modella di fama internazionale, con la quale ha da tempo una relazione segreta. Proprio durante l'ascesa di Julien verso il governo, la relazione con Creezy, stanca di essere trascurata, prende una piega negativa: durante una telefonata, lui le promette che divorzierà e la sposerà, ma la ragazza gli intima di raggiungerlo subito come prova delle sue intenzioni. Subito dopo avere chiuso la telefonata, Dominique comunica a Julien che l'accordo con cui diventerà ministro è concluso e che il Presidente della Repubblica lo aspetta all'Eliseo per sottoscrivere la sua nomina. Julien chiama allora Creezy, ma la ragazza, avendo capito tutto, oramai disillusa, non risponde e, in un momento di disperazione, si suicida. Subito dopo avere giurato nelle mani del Presidente, Julien va da Creezy, ma è troppo tardi.

ProduzioneModifica

DistribuzioneModifica

CriticaModifica

«Siamo sul piano del fotoromanzo di lusso con la mediazione d'un libro di Félicien Marceau dove intrighi parlamentari ed extra s'alternano a pagine amorose. Il film ripropone una identica mescolanza attraverso una confezione narrativa di corretto livello, nella quale la sagacia registica di Granier Deferre risalta tuttavia meno del solito, mortificata da una certa freddezza. Delon, obbligato a vestire l'abito scuro del politicante, ci sta dentro con qualche disagio, mentre le due donne — Sydne Rome (Creezy) e Jeanne Moreau, ancienne maitresse di Julien e sua Ninfa Egeria sul piano politico — rendono bene i rispettivi personaggi.»

(Achille Valdata[1])

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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