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La gente che sta bene

film del 2014 diretto da Francesco Patierno
La gente che sta bene
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2014
Durata105 min
Generecommedia
RegiaFrancesco Patierno
SoggettoFrancesco Patierno, Federico Baccomo
SceneggiaturaFederico Baccomo, Francesco Patierno, Federico Favot, Marco Pettenello
ProduttoreCarlo Macchitella, Maurizio Totti
Casa di produzioneMadeleine, Colorado Film, Rai Cinema con il contributo del MiBACT in collaborazione con Groupama Assicurazioni e Libero Mail
Distribuzione in italiano01 Distribution
FotografiaMaurizio Calvesi
MontaggioRenata Salvatore
MusicheSanti Pulvirenti
ScenografiaTonino Zera
Interpreti e personaggi

La gente che sta bene è un film italiano diretto da Francesco Patierno e uscito nel gennaio 2014.

Il soggetto del film è liberamente tratto dal romanzo omonimo di Federico Baccomo, che collabora come sceneggiatore.

TramaModifica

Umberto Dorloni è un avvocato milanese cinico e senza scrupoli nel licenziare i collaboratori del proprio studio legale finché non sarà lui stesso a essere invitato a lasciare lo studio associato.

Intanto i due figli gli danno problemi e la moglie gli comunica di essere nuovamente incinta.

A una festa conosce il principe del foro Patrizio Azzesi, l'avvocato italiano più famoso e temuto, il quale gli chiede di collaborare col proprio studio. Nel frattempo Umberto si invaghisce della sua giovane e bella moglie Morgana.

È solo l'inizio di un crescendo di eventi sempre più ingestibili e drammatici: Umberto tenta di convincere la moglie ad abortire. Le prospetta un fine settimana a Courmayeur con l'intento di farle dimenticare il difficile passo. Carla però reagisce con freddezza e distacco lasciandolo e portando con sè i bambini nella casa in campagna. Azzesi, mostrando il suo volto da squalo, gli comunica che ha scelto un altro per il suo studio. L'avvocato, sconfortato, confuso e ormai disoccupato, utilizza la prenotazione per Courmayeur conducendovi Morgana. Frattanto i colleghi del vecchio studio legale dove lavorava vengono arrestati. Umberto lo apprende da una telefonata che Azzesi gli fa a bruciapelo mentre è con Morgana: l'arresto cambia le cose e rimette in pista Umberto. Il quale, smanioso, convince Morgana a tornare indietro rovinando l'idillio che l'infelice donna si era ritagliata. Scattano intrecci e sviluppi che culmineranno nell'inevitabile tragedia (quando Umberto regala a Morgana un portafortuna con le iniziali sue e di sua moglie, e Morgana, delusa, va a ribaltarsi con l'auto, morendo). L'avvocato terrorizzato riesce a fuggire e fortunosamente ritorna a casa malconcio. Convocato da Azzesi, si rende conto della spregevolezza del medesimo: il quale ha accolto la morte della moglie quasi come una benedizione che scongiura il mantenimento che avrebbe dovuto elargirle per l'imminente separazione. Disgustato rinuncia all'incarico. Scopre che i carabinieri lo hanno convocato: immaginando si tratti dell'incidente, si reca in caserma dove scopre, durante un esilarante dialogo con un maresciallo burlone, che si tratta solo di un banale furto di identità. Dorloni si reca dalla moglie che gli confessa di non aver adempiuto all'aborto. I due si riconciliano. Gli eventi, alla fine, gli daranno modo di ravvedersi pagando un prezzo: la moglie è tornata al lavoro, mentre Umberto si è ritagliato un ruolo di "mammo" con tanto di passeggino al parco.

Differenze rispetto al romanzoModifica

Nel libro il nome del protagonista è Giuseppe Ilario Maria Sobreroni, personaggio già comparso nel romanzo di debutto di Baccomo, Studio illegale.

Morgana nel libro è una donna di età più matura rispetto alla rappresentazione cinematografica, è descritta come grossomodo coetanea del protagonista e della moglie Carla.

Il contatto con lo studio legale internazionale nel romanzo avviene attraverso un'agenzia di head hunting la cui referente è una giovane recruiter che in passato era stata, per alcuni mesi, l'amante del protagonista, verso cui serba del rancore perché le aveva nascosto la sua condizione di marito e padre.

CuriositàModifica

All'inizio del film compare Maria Latella che nel suo programma L'Intervista è alle prese con il personaggio interpretato da Claudio Bisio.

All'inizio e alla fine del film, all'interno di uno studio legale, compare un marchio che sembrerebbe identico ad una marca di pasta prodotta in Puglia.

Collegamenti esterniModifica

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