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Lanterne rosse

film del 1991 diretto da Zhāng Yìmóu
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Lanterne rosse
Lanosse.png
Le lanterne rosse del film
Titolo originaleDa hong deng long gao gao gua
Lingua originalemandarino
Paese di produzioneCina, Hong Kong, Taiwan
Anno1991
Durata125 min
Rapporto1.85 : 1
Generedrammatico
RegiaZhāng Yìmóu
SoggettoSu Tong (romanzo)
SceneggiaturaNi Zhen
ProduttoreFu-Sheng Chiu
Produttore esecutivoHsiao-hsien Hou,
Wenze Zhang
Casa di produzioneChina Film Co Production Corporation
Distribuzione in italianoMikado
FotografiaLun Yang,
Fei Zhao
MontaggioYuan Du
MusicheNaoki Tachikawa,
Jiping Zhao
ScenografiaJuiping Cao
CostumiHuamiao Tong
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Lanterne rosse (Cinese semplificato: 大红灯笼高高挂; Cinese tradizionale: 大紅燈籠高高掛; pinyin: Dà Hóng Dēnglóng Gāogāo Guà; letteralmente "Appendete in alto la grande lanterna rossa") è un film del 1991 diretto da Zhāng Yìmóu, basato sul romanzo Mogli e concubine di Su Tong.

Con questa opera la Cina si affaccia alla ribalta cinematografica.[1]

Il film fu candidato al Premio Oscar per il Miglior film straniero nel 1992.[2]

Indice

TramaModifica

Cina del Nord, periodo dei signori della guerra, 1920: dopo la morte del padre, la giovanissima studentessa universitaria Songlian viene chiesta in moglie da Chen Zuoqin, maturo discendente di una antica dinastia; la ragazza accetta, sia perché con la morte del padre è caduta in miseria, sia per i contrasti insanabili con la matrigna. L'uomo ha già tre mogli: Yuru, Zhuoyun e Meishan, ciascuna delle quali aspetta che davanti alla propria porta vengano appese le lanterne rosse, che stanno a significare che il marito passerà la notte con loro e che potranno disporre di certi privilegi per il giorno in corso e per quello successivo, fino a che le lanterne non si accenderanno di nuovo.

Songlian ben presto si rende conto di cosa in realtà la aspetti tra le mura del palazzo e quanto quel semplice massaggio ai piedi, privilegio per la prescelta, sia diventata un'ossessione per ciascuna delle Signore: già la prima notte di nozze viene disturbata da Meishan, la Terza Signora, che con la scusa di un malore fa in modo che Chen abbandoni Songlian e dorma assieme a lei. Il giorno dopo la nuova Quarta Signora fa la conoscenza delle altre tre: Yuru, la Prima Signora, nonostante abbia la facoltà di sostituire il marito nella gestione della casa, è invecchiata precocemente e vive una vita triste e passiva. Zhuoyun, la Seconda Signora, le si mostra molto amichevole ed è l'unica ad accoglierla con gioia. Meishan è un'ex-soprano ancora attraente, che tratta la nuova arrivata con freddezza, continua a fingere malori per interrompere gli amplessi del marito con la nuova arivata e disturba il loro sonno col suo canto. C'è inoltre Yan'er, la domestica che viene assegnata a Songlian, la quale si mostra da subito ostile alla nuova padrona: la ragazza ha una tresca segreta con Chen, e sperava di diventare la Quarta Signora; in seguito all'arrivo della legittima sposa, non potrà far altro che appendere delle lanterne rosse nel segreto della propria camera e sognare di essere una concubina.

Songlian non riesce ad adattarsi a questa nuova vita, e ben presto si attira il malcontento del marito che comincia a passare più tempo con le altre consorti. Intanto Feipu, figlio di Yuru e Chen, fa ritorno alla dimora e affascina Songlian con il suono del flauto, cosa che il padre di lei faceva quando era in vita. Chen, saputo che lei teneva un flauto in camera glielo brucia, non sapendo che si trattasse dell'unico ricordo che Songlian avesse del defunto padre. In seguito Zhuoyun causa un incidente e, per un errore calcolato dalla stessa, si fa tagliare da Songlian parte dell'orecchio. Questo fa sì che Chen passi più notti assieme a lei. In seguito a questo avvenimento, Songlian diventa sempre più insofferente e Meishan sarà l'unica a mostrare un po' di rispetto nei confronti di Songlian; entrata in confidenza con lei, le rivela che la Seconda Signora, dietro l'apparenza gentile, è una donna perfida che ordisce malefiche alle spalle di tutte le altre mogli ricorrendo a malefici mortali con l'aiuto di Yan'er. Per riconquistare le attenzioni del marito, Songlian finge di essere incinta, e nel palazzo si festeggia lasciando accese le lanterne giorno e notte nel suo cortile. Yan'er, scoperto l'inganno di Songlian, riferisce tutto a Zhuoyun, che attraverso un sospetto di malattia fa visitare Songlian da Gao, il medico di famiglia, che rivela l'inganno.

Chen indignato fa coprire di nero le lanterne del cortile, segno di umiliazione estrema, e Songlian, per vendetta, rivela alle altre mogli il segreto di Yan'er, esponendo le lanterne rosse da lei usate nella sua camera; questa per punizione viene costretta a restare per ora inginocchiata nella neve a guardare le sue lanterne che bruciano. La donna potrebbe porre fine al supplizio ammettendo il suo torto, ma lei rifiuta di farlo e ciò provocherà la sua morte per polmonite. Songlian, che non intendeva davvero causare la morte di Yan'er ma solo punirla, cade in depressione e si ubriaca, rivelando senza volerlo a Zhuoyun il tradimento di Meishan, che le aveva confidato di avere una tresca con Gao. Anche la Terza Moglie viene pertanto impiccata dai servi del padrone in una stanza segreta indicata come Stanza della Morte, dove altre concubine infedeli erano state giustiziate prima di lei. Scoperto l'accaduto Songlian denuncia l'omicidio al padrone ma questi, essendo il vero mandante, l'accusa di essere impazzita. Sentendosi causa della morte dell'unica persona che l'avesse trattata con rispetto, Songlian impazzisce definitivamente: addobba la casa di Meishan con le lanterne rosse, suona un suo disco e crea l'illusione di un fantasma nella casa, causando il terrore degli abitanti.

Trascorre un anno. La Quinta Signora, una giovanissima ragazza poco più che bambina appena giunta al palazzo, viene sottoposta al rituale delle lanterne rosse e del massaggio ai piedi. A un certo punto nota Songlian vagare in trance nel cortile, e chiede chi sia costei: "Era la nostra Quarta Signora - le viene risposto - è diventata pazza".

AccoglienzaModifica

La distribuzione e la proiezione del film fu proibita nella Repubblica Popolare Cinese.[3]

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dizionario del cinema, di Fernaldo Di Giammatteo, Roma, Newton&Compton, 1995, p. 56.
  2. ^ (EN) Raise the Red Lantern (1991) - IMDb. URL consultato l'11 marzo 2019.
  3. ^ Il Mereghetti: dizionario dei film 2004, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2003, p. 1274, ISBN 88-8490-419-6

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Collegamenti esterniModifica

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