Lista Comune
(HE) הַרְשִׁימָה הַמְשׁוּתֶּפֶת
(AR) المشتركة القائمة
Joint List logo.png
StatoIsraele Israele
SedeNazaret
Fondazione2015
PartitoBalad
Hadash
Ta'al
Lista Araba Unita
IdeologiaInteressi degli arabo-israeliani
Antisionismo
CollocazioneSincretismo/Grande tenda
Seggi Knesset
13 / 120
 (2019)
Sito webwww.moshtrka.com e www.jointlist.org.il

La Lista Comune (in ebraico: הַרְשִׁימָה הַמְשׁוּתֶּפֶת, HaReshima HaMeshutefet; arabo: القائمة المشتركة, al-Qa'imah al-Mushtarakah) è una coalizione politica israeliana formata da partiti che rappresentano gli arabo-israeliani.

StoriaModifica

La Lista Comune è stata formata nel 2015 in vista delle imminenti elezioni parlamentari, dopo l'innalzamento della soglia si sbarramento dal 2 al 3,25%. Ad essa aderiscono quattro partiti arabo-israeliani con diversi orientamenti politici.[1] Durante la campagne elettorale la lista ha espresso la possibilità di dare il sostegno esterno a un governo di centro-sinistra per evitare un nuovo governo Netanyahu.[2]

Con oltre il 10% dei voti la Lista Comune è risultata la terza forza politica del paese.[3]

Dopo le elezioni la Lista ha escluso la partecipazione a qualunque governo israeliano, giustificando la scelta con l'opposizione all'occupazione dei territori palestinesi, ribandendo la possibilità di sostenere dall'esterno un governo guidato da Herzog.[4] Per concentrare la sua azione sui temi economici, la Lista ha abbandonato i suoi seggi nella Commissione Difesa e Affari Esteri, per aver avere più posti nella Commissione Finanze.[5]

Nel Febbraio 2016, la Lista Comune è stata al centro di uno scontro politico con il capo del governo Netanyahu. Dopo la visita di tre parlamentari alla famiglia di un palestinese ucciso durante un attacco a un autobus, il primo ministro ha chiesto provvedimenti, il parlamento ha approvato una legge che permette la sospensione dei parlamentari con il voto di 90 membri su 120 e, in seguito, ha votato per la sospensione dei tre membri della Knesset.[6]

La Lista Comune si è opposta alla legge che definisce Israele come "stato nazione del popolo ebraico".[7]

L'alleanza è stata rotta alle elezioni parlamentari dell'aprile 2019 in cui sono state presentate due liste, composte rispettivamente da Hadash e Ta'al da una parte e da Balad e Lista Araba Unita dall'altra.[8] Per le elezioni parlamentari del settembre 2019 le quattro forze sono tornate a formare una lista unica eleggendo 13 deputati[9][10]. Per la prima volta nella storia i partiti arabi, tranne Balad, hanno dato indicazione per un primo ministro, indicando Gantz per impedire un nuovo governo di Netanyahu.[11] Le trattative per la formazione di un governo guidato da Gantz sono fallite anche per via del veto posto da Avigdor Lieberman a qualunque forma di partecipazione dei partiti arabi.[12]

ComposizioneModifica

Partito Ideologia
Balad Nazionalismo arabo, nazionalismo di sinistra
Hadash Comunismo
Ta'al Nazionalismo arabo
Lista Araba Unita Islamismo

Risultati elettoraliModifica

Anno Voti % ± Seggi ±
2015 446,583 10,61  1,41
13 / 120
 2 1
Aprile 2019 Non partecipa
Settembre 2019 470,611 10,62
13 / 120
 3 2
Note:

1 Rispetto ai risultati di Hadash, Balad e Lista Araba Unita 2 Rispetto ai risultati di Hadash-Ta'al e Balad-Lista Araba Unita

Fonti: Commissione elettorale centrale

Commissione elettorale centrale

NoteModifica

  1. ^ il manifesto, in il manifesto. URL consultato il 19 settembre 2018.
  2. ^ (EN) As Arab MKs unite, a new political landscape emerges. URL consultato il 19 settembre 2018.
  3. ^ Elezioni in Israele, i risultati definitivi, in Internazionale, 19 marzo 2015. URL consultato il 19 settembre 2018.
  4. ^ Arab Joint List rejects idea of joining Herzog-led government, in The Jerusalem Post | JPost.com. URL consultato il 19 settembre 2018.
  5. ^ (EN) Arab MKs drop bid for Foreign Affairs and Defense Committee. URL consultato il 19 settembre 2018.
  6. ^ ISRAELE. Sospesi tre parlamentari palestinesi, in NenaNews, 9 febbraio 2016. URL consultato il 19 settembre 2018.
  7. ^ ISRAELE. Knesset approva legge Stato-nazione ebraica. La discriminazione ora è ufficiale, in NenaNews, 19 luglio 2018. URL consultato il 19 settembre 2018.
  8. ^ (EN) Israel’s Joint List splits into 2 election alliances, su Middle East Monitor, 22 febbraio 2019. URL consultato il 5 luglio 2019.
  9. ^ ועדת הבחירות המרכזית לכנסת ה-22 | תוצאות ארציות, su votes22.bechirot.gov.il. URL consultato il 21 novembre 2019.
  10. ^ (EN) Israel’s newly-reformed Joint List MKs: ‘We’re going to cause a revolution’, su Middle East Monitor, 21 giugno 2019. URL consultato il 5 luglio 2019.
  11. ^ (EN) Oliver Holmes, Netanyahu narrowly ahead in consultations with all parties, in The Guardian, 23 settembre 2019. URL consultato il 21 novembre 2019.
  12. ^ ISRAELE. Gantz rinuncia, Netanyahu festeggia, su NenaNews, 21 novembre 2019. URL consultato il 21 novembre 2019.

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