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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo cardinale italiano, vedi Lorenzo Cybo de Mari.
Lorenzo Cybo
Parmigianino 020.jpg
"Ritratto di Lorenzo Cybo", olio su tavola, opera del Parmigianino, 1523 (Statens Museum for Kunst, Copenaghen, Danimarca)
Conte di Ferentillo
Stemma
In carica 25 luglio 1519 – 14 marzo 1549
Predecessore Francesco "Franceschetto" Cybo
Successore Alberico I Cybo-Malaspina
Marchese di Massa
co-padrone
In carica 21 marzo 1530[1] – 26 settembre 1541[1]
Investitura dall'imperatore Carlo V (poi derogata)[1]
Predecessore Ricciarda Malaspina
Successore Ricciarda Malaspina
Altri titoli
Nascita Sampierdarena,[1] Repubblica di Genova (oggi Italia), 20 luglio 1500[1]
Morte Pisa,[1] Ducato di Firenze (oggi Italia), 14 marzo 1549[1] (48 anni)
Luogo di sepoltura Cattedrale dei Santi Pietro e Francesco (Duomo di Massa),[1] Massa, Italia
Dinastia Cybo
Padre Francesco detto "Franceschetto" Cybo[1]
Madre Maddalena de' Medici[1]
Consorte Ricciarda Malaspina[1]
Figli Eleonora Cybo-Malaspina[1]
Giulio I Cybo-Malaspina[1]
Alberico I Cybo-Malaspina[1]
Ottavio (illegittimo)[1]

Lorenzo Cybo (Sampierdarena, 20 luglio 1500[1]Pisa, 14 marzo 1549[1]), figlio di Francesco "Franceschetto" Cybo, figlio illegittimo di papa Innocenzo VIII, e di Maddalena de' Medici, figlia di Lorenzo il Magnifico e Clarice Orsini, fu conte di Ferentillo (1519–1549) e marchese di Massa (1530–1541).

BiografiaModifica

Figlio di Franceschetto Cybo e di Maddalena de' Medici: suo nonno paterno era papa Innocenzo VIII, l'avo materno era Lorenzo il Magnifico e suo zio papa Leone X. Fu proprio questi a consigliargli il vantaggioso matrimonio con la marchesa Ricciarda Malaspina (14 maggio 1520), erede dell'omonima stirpe, dando origine al ramo dinastico Cybo-Malaspina, marchesi, principi, poi duchi di Massa e Carrara fino al 1829.[2]

Il 25 luglio 1519 ereditò il feudo paterno di Ferentillo, presso Terni, nello Stato Pontificio, e lo governò fino alla morte, anche se preferiva farlo da Roma, attraverso un vicario.

Nel 1524 il famoso pittore Parmigianino gli fece un ritratto che poneva in risalto i lineamenti fini ed il bell'aspetto (Statens Museum For Kunst, Copenaghen): aveva 24 anni ed era comandante delle guardie papali.

Dopo un soggiorno alla corte di Francia, fu dal 1524 governatore di Spoleto, e dal 1530 comandante generale dello Stato Pontificio, grazie anche all'influente posizione nella curia di suo fratello Innocenzo.[3]

La moglie ebbe un carattere definito "fiero e perverso", che fu all'origine di numerosi dissensi familiari, culminati nell'evento tragico della morte del figlio Giulio. Ricciarda ottenne il permesso imperiale, il 21 marzo 1530, di associare Lorenzo al governo del marchesato. Nel 1541 l'imperiosa donna gli revocò la coreggenza, dato che il Cybo soggiornava quasi sempre a Roma, dedito ai piaceri della vita, piuttosto che a collaborare nell'amministrazione dello staterello.[4]

Morì a Pisa nel 1549, all'età di 49 anni: lo scultore di Pietrasanta Stagio Stagi scolpì per lui un magnifico sarcofago con la figura giacente che ancora oggi si può ammirare nella cripta del duomo di Massa: nella tomba furono inumati il primogenito Giulio (nel 1573) e la moglie Ricciarda, per volere del figlio minore Alberico I.[5]

Nella contea di Ferentillo gli succederà il figlio Alberico I che, nel 1553, subentrerà anche alla madre, con l'obbligo di aggiungere al suo cognome naturale quello dei Malaspina.[6]

FigliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Ferentillo e Ducato di Massa e Carrara.

A questi figli si aggiunse Ottavio, illegittimo, dottore in giurisprudenza: morto dopo il 1580 e sepolto nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva di Roma.

AscendenzaModifica

Lorenzo Cybo Padre:
Francesco Cybo
Nonno paterno:
Papa Innocenzo VIII
Bisnonno paterno:
Arano Cybo, viceré di Napoli
Trisnonno paterno:
Maurizio Cybo dei Conti di Gragnano
Trisnonna paterna:
Saracina Marocelli
Bisnonna paterna:
Teodorina de Mari
Trisnonno paterno:
Stefano de Mari, patrizio genovese
Trisnonna paterna:
Livia Maria Lercari
Nonna paterna:
?
Bisnonno paterno:
?
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Bisnonna paterna:
?
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Madre:
Maddalena de' Medici
Nonno materno:
Lorenzo de' Medici
Bisnonno materno:
Piero de' Medici
Trisnonno materno:
Cosimo de' Medici
Trisnonna materna:
Contessina de' Bardi
Bisnonna materna:
Lucrezia Tornabuoni
Trisnonno materno:
Francesco Tornabuoni
Trisnonna materna:
Selvaggia degli Alessandri
Nonna materna:
Clarice Orsini
Bisnonno materno:
Jacopo Orsini, signore di Monterotondo
Trisnonno materno:
Orso Orsini, signore di Monterotondo
Trisnonna materna:
Lucrezia Conti
Bisnonna materna:
Maddalena Orsini dei signori di Bracciano
Trisnonno materno:
Carlo Orsini, signore di Bracciano
Trisnonna materna:
Paola Orsini dei conti di Tagliacozzo

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w Franca Petrucci, CIBO, Lorenzo, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 18 gennaio 2019.
  2. ^ F. Bonatti, p.45.
  3. ^ P.Pelù-O.Raffo, p.28.
  4. ^ L.Tettoni-F.Saladini,1997, p.7.
  5. ^ C.Favetti, p.59.
  6. ^ P.Pelù-O.Raffo, p.30.

BibliografiaModifica

  • Apparati della Vita di Benvenuto Cellini, edizione a cura di Ettore Camesasca, Classici Bur, Milano 2007, prima edizione 1985. ISBN 978-88-17-16532-7
  • Franco Bonatti, Massa ducale, con contributi di Giancarlo e Nicoletta Salvatori e Marzia Ratti Carpenzano, Pisa, Giardini,stampa, 1987, SBN IT\ICCU\CFI\0399307.
  • Carlo Favetti, Ferentillo segreta... Storia di un Principato, Terni, Stampa Tipolito Visconti, 2005, SBN IT\ICCU\UM1\0092587.
  • Paolo Pelù e Olga Raffo (a cura di), Il feudo di Ferentillo nel tempo di Alberico 1. Cybo Malaspina (1553-1623), Modena, Aedes Muratoriana, 2009, SBN IT\ICCU\MOD\1538771.
  • Leone Tettoni e Francesco Saladini, La famiglia Cibo e Cybo Malaspina, Massa, Palazzo di S. Elisabetta, 1997, SBN IT\ICCU\CFI\0399307.
  • Franca Petrucci, CIBO, Lorenzo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 25, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1981. URL consultato il 10 aprile 2015.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica