Lorenzo Magalotti (cardinale)

cardinale italiano
Lorenzo Magalotti
cardinale di Santa Romana Chiesa
Lorenzo Magalotti cardinal.jpg
Ritratto del cardinale Magalotti, opera di Ottavio Leoni
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Incarichi ricoperti
 
Nato1º gennaio 1584 a Firenze
Nominato vescovo5 maggio 1628 da papa Urbano VIII
Consacrato vescovo7 maggio 1628 dall'arcivescovo Volpiano Volpi
Creato cardinale7 ottobre 1624 da papa Urbano VIII
Deceduto19 settembre 1637 (52 anni) a Ferrara
 

Lorenzo Magalotti (Firenze, 1º gennaio 1584Ferrara, 19 settembre 1637) è stato un cardinale e vescovo cattolico italiano.

BiografiaModifica

Appartenente a una famiglia dell'aristocrazia fiorentina, il cui più famoso membro sarà l'omonimo nipote (1637-1712) futuro segretario dell'Accademia del Cimento, studiò giurisprudenza alle Università di Perugia e Pisa, ottenendo la laurea in quest'ultima università.

 
Luca Ciamberlano, Lorenzo Magalotti riceve l'omaggio delle scienze e delle arti Metropolitan Museum

Si trasferì a Roma nel 1608 dopo la morte del padre, e venne inviato a Bologna come vice del legato cardinale Maffeo Barberini, il futuro papa Urbano VIII, con cui peraltro si imparentò: un fratello di Maffeo Barberini sposò infatti una sorella di Lorenzo Magalotti. In seguito Lorenzo Magalotti fu nominato da papa Paolo V governatore di Ascoli Piceno e vicelegato di Viterbo. Nel 1621, sotto papa Gregorio XV (nipote di Gregorio XV) fu nominato commissario generale di tutto lo stato pontificio, e l'anno successivo segretario della Sacra Consulta.

Urbano VIII lo innalzò al rango di cardinale diacono di Santa Maria in Aquiro nel concistoro 7 ottobre 1624 e poi (1628) di cardinale presbitero dei Santi Giovanni e Paolo. Dal 1624 al 1628 fu segretario di Stato di Urbano VIII. Fu il primo cardinale a usare i fiocchi rossi ai cavalli, mentre prima i cardinali li portavano neri.

Nel 1628 fu nominato vescovo di Ferrara, città dove si recò subito per prestare aiuto a causa della peste e della carestia (il 1628 è l'anno dell'epidemia di peste descritta nei Promessi Sposi). Non ritornò più a Roma: a Ferrara, dove convocò un importante sinodo, fu molto assiduo nel visitare frequentemente la diocesi. Morì nel 1637.

Genealogia episcopaleModifica

Successione apostolicaModifica

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN54138205 · ISNI (EN0000 0000 6137 658X · SBN IT\ICCU\UFEV\309118 · BNF (FRcb10643130z (data) · CERL cnp01310552 · WorldCat Identities (EN54138205