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Ascoli Piceno

città delle Marche
Ascoli Piceno
comune
Ascoli Piceno – Stemma Ascoli Piceno – Bandiera
(dettagli)
Ascoli Piceno – Veduta
Piazza del Popolo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
SindacoMarco Fioravanti (FdI) dall'11-6-2019
Territorio
Coordinate42°51′17″N 13°34′31″E / 42.854722°N 13.575278°E42.854722; 13.575278 (Ascoli Piceno)Coordinate: 42°51′17″N 13°34′31″E / 42.854722°N 13.575278°E42.854722; 13.575278 (Ascoli Piceno)
Altitudine154 m s.l.m.
Superficie158,02 km²
Abitanti47 974[1] (30-6-2019)
Densità303,59 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiAcquasanta Terme, Ancarano (TE), Appignano del Tronto, Castel di Lama, Castignano, Castorano, Civitella del Tronto (TE), Colli del Tronto, Folignano, Maltignano, Roccafluvione, Rotella, Sant'Egidio alla Vibrata (TE), Valle Castellana (TE), Venarotta
Altre informazioni
Cod. postale63100
Prefisso0736
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT044007
Cod. catastaleA462
TargaAP
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 698 GG[2]
Nome abitantiascolani
Patronosant'Emidio
Giorno festivo5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ascoli Piceno
Ascoli Piceno
Ascoli Piceno – Mappa
Posizione del comune di Ascoli Piceno nella provincia omonima
Sito istituzionale

Ascoli Piceno (/ˈaskoli piˈʧɛno/[3] ascolta[?·info]; Asculum Picenum in latino; Ἄσκουλον in greco antico; Ašculë in dialetto ascolano) è un comune italiano di 47 974 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia nelle Marche. Rappresenta il quarto comune in regione per popolazione dopo Ancona, Pesaro e Fano[4].

Il suo centro storico è costruito quasi interamente in travertino, e per la sua ricchezza artistica e architettonica è ricordato a volte tra i più belli d'Italia[5], così come la rinascimentale Piazza del Popolo, nonostante una frequentazione turistica ancora poco numerosa rispetto ad altre città dell'Italia centrale[6][7]. Conserva diverse torri gentilizie e campanarie e per questo è chiamata la Città delle cento torri[8]. È l’unica città delle Marche ad avere due teatri storici, il Ventidio Basso e il Filarmonici[9].

Ogni anno si svolge la celebre Quintana che consiste principalmente in due tornei cavallereschi medievali che si disputano nel periodo estivo. Entrambi sono preceduti e seguiti da un corteo con circa millequattrocento figuranti con costumi d’epoca. Si rinnova dal 1955 senza interruzioni ed è basata su antichi statuti che risalgono al XIV secolo[10].

La città è anche conosciuta per la famosa oliva ascolana, specialità gastronomica nata ad Ascoli Piceno e diffusa in tutto il territorio italiano e anche al di fuori dei confini nazionali.

Indice

Geografia fisicaModifica

La città si trova nella parte meridionale della regione Marche e dista 28 km dal mare Adriatico. Il suo centro urbano sorge ad un'altitudine di 154 m s.l.m., nella zona di confluenza tra il fiume Tronto e il torrente Castellano, circondato per tre lati da montagne, tra cui vi sono la montagna dell'Ascensione, il colle San Marco e la montagna dei Fiori. Il suo territorio è contornato da due aree naturali protette: il parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a sud e il parco nazionale dei Monti Sibillini a nord-ovest.

Il territorio di Ascoli Piceno è situato nella Valle del Tronto. A nord confina con i comuni di Venarotta, Rotella e Castignano, a est con Appignano del Tronto, Castel di Lama, Castorano e Colli del Tronto, a sud con Folignano, Maltignano e con i comuni abruzzesi di Ancarano, Sant'Egidio alla Vibrata, Civitella del Tronto e Valle Castellana, ad ovest con Acquasanta Terme e Roccafluvione.

Nella classificazione sismica della protezione civile è identificato come Zona 2, cioè zona a sismicità media, mentre nella classificazione climatica è contrassegnato come Zona D.

Ascoli Piceno ha un'exclave (Piana della Forcella, 0,5 km quadrati) compresa tra il comune di Acquasanta Terme, quello di Roccafluvione e un'exclave di quest'ultimo (Forcella).

Fiumi e torrentiModifica

MontiModifica

  • Monte Ascensione
  • Colle San Marco
  • Collina del Sacro Cuore - Modesta altura che si distingue nel panorama della zona nord della città. La collina spicca e domina sul quartiere di Campo Parignano ed ha assunto questa denominazione a seguito della presenza del monumento dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Sull'area del poggio, dislocate lungo la via Monte Ascensione, strada che conduce alla sommità del rilievo, vi sono anche quattordici opere scultoree in travertino, realizzate dall'artista Antonio Mancini, dedicate alla passione di Cristo e raffiguranti i temi delle stazioni della Via Crucis.

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Ascoli Piceno.

Il clima della città di Ascoli è di tipo subappenninico, trovandosi a ridosso di importanti catene montuose. Gli inverni sono umidi e freschi, e quando le correnti balcaniche giungono fin sul medio Adriatico, in città si assiste a precipitazioni nevose e un forte abbassamento della temperatura. Talvolta, le nevicate possono risultare piuttosto intense e persistenti, esaltate dal fenomeno dello stau appenninico. Tra le ondate di gelo più intense negli ultimi 20 anni, con accumuli nevosi importanti, spesso superiori al mezzo metro di manto bianco al suolo, si rammentano quelle di gennaio 1993, dicembre 1996, gennaio 1999, gennaio e febbraio 2005, dicembre 2007, oltre alle copiosissime nevicate del febbraio 2012 e del gennaio 2017

Sono frequenti gelate notturne, mentre il fenomeno della nebbia risulta assai raro in città, mentre appare più frequente in alcune aree della vallata del Tronto. Le estati risultano calde e con precipitazioni poco frequenti per lo più dovute ad improvvisi e a volte violenti temporali pomeridiani. Nella conca ascolana nei giorni più caldi si possono raggiungere temperature di 37°- 38°, ma generalmente le serate estive sono stemperate da fresche brezze che dall'Appennino si incanalano nella vallata e rinfrescano decisamente le temperature notturne. La temperatura media del mese di gennaio si attesta sui 5°- 6° mentre quella di luglio sui 24°- 25°.

Origini del nomeModifica

 
Un'immagine della città di Ascoli Piceno vista dal colle San Marco

Nel corso del tempo la città fu identificata con il nome greco-romano di Asculon (Ἄσκουλον) ed Asclos, Strabone la chiamò in greco nella variante Asclon (Ἃσκλον τὸ Πικηνόν); la Tavola Peutingeriana la citò come Asclo Piceno; Paolo Diacono solo Asculus[11]. Ad Ascoli il termine Picenum fu accostato già da Giulio Cesare che la chiamò Asculum Picenum[12] sia per distinguerla dalla città dell'Apulia, Asculum Apulum ora Ascoli Satriano, e sia per riconoscere la sua posizione di appartenenza alla regione del Picenum Suburbicarium.

Durante il periodo delle invasioni gote e longobarde vi fu un imbarbarimento della lingua ed Asculum divenne solo Esculum senza l'aggiunta di Picenum. Intorno all'anno 1000 la denominazione della città sui documenti e sugli statuti dell'epoca fu Esculo che in seguito si trasformò in Asculo ed intorno al 1700 divenne Ascoli.

AscoliModifica

Le radici del nome Ascoli non sono prive di dubbi legati alla sua etimologia, Giuseppe Marinelli scrive che la nascita dell'insediamento risalirebbe a 1600 anni prima della fondazione di Roma, quando nel territorio vi fu la presenza di genti, non originarie del luogo, che vissero nell'area cittadina dedicandosi alla caccia e alla pastorizia delle quali non sono sopravvissuti segni che consentano di profilare la loro cultura di appartenenza. Partendo da queste considerazioni è alquanto arduo e incerto delineare congetture che risolvano con certezza una fondata etimologia della denominazione.

Umberto Laffi definisce il toponimo di origine illirica ed ipotizza che la denominazione dell'insediamento umano dell'età Neo-eneolitica assunse in latino la forma di Asclum o Asculum.

Gaetano De Minicis e Giuseppe Colucci riportano l'ipotesi del canonico Alessio Simmaco Mazzocchi[13] che attribuisce la derivazione del nome della città alla parola ebraica Escol (escol bortus), traducibile come grappolo d'uva. Da questa interpretazione si dedurrebbe che l'area fu ricca e lodata per la presenza di piante di vite.

Il Colucci, sull'origine del toponimo, aggiunge un'altra possibile interpretazione e sostiene che il popolo degli Opici, noti anche come Ausoni, arrivò nella valle del Tronto e fondò la città dandole il nome di Aescolo da Aesculus, ossia l'eschio, una varietà di quercia largamente presente nel territorio.

Giuseppe Marinelli riferisce che l'etimologia potrebbe essere ricondotta ad "AS", radice egeo-anatolica che esprime i concetti di “luogo di dimora" ed "insediamento urbano”.

Dalle fonti classiche, ed in particolare da una leggenda anteriore all'anno 1000 a.C., si apprende la storia del re Aesis, riportata da Silio Italico, poeta latino, il quale attribuisce il termine Ascoli alla derivazione dalla radice "as" dal nome del re, detto anche Esio re dei Pelasgi. Secondo questa tradizione Aesis fu colui che condusse la popolazione pre-ellenica nella risalita della costa adriatica approdando alla foce del fiume Tronto. I Pelasgi, dopo aver percorso la valle verso l'entroterra, si stanziarono sul colle Pelasgico o monte Pelasgo, l'attuale colle dell'Annunziata, dove eressero un recinto sacro e si fusero con gli abitanti del territorio dando inizio ad un primo insediamento urbano.

La leggenda e le affermazioni di Silio Italico non hanno però trovato conforto nei riscontri archeologici del territorio. La teoria etimologica trova ed assume rilevanza in quanto aiuta a spiegare anche altri toponimi legati al Picenum come Aso e Jesi, anch'essi riconducibili dalla radice "as", tipica e diffusa nel linguaggio egeo-anatolico.

Esiste anche un'altra leggenda che confermerebbe l'origine e la provenienza greca del popolo dei Piceni. Questa narra dell'acheo Diomede, federato della guerra contro Troia, qui giunto posteriormente all'invasione dorica, che, dopo essere approdato sulle coste della Puglia, si stabilì lungo le coste adriatiche.[senza fonte]

PicenoModifica

L'origine del nome Piceno è attribuito dalla tradizione italica ricordata da Strabone, Plinio[14], Festo[15] e Paolo Diacono, nella sua Historia Langobardorum[16], all'appellativo Picenum, termine che trova la sua derivazione da picus. La narrazione racconta della migrazione di gruppi di Sabini avvenute durante le celebrazioni primaverili del ver sacrum. Questo popolo, tra l'VIII ed il VI secolo a.C., si spostò dalle regioni di provenienza osco-umbre, verso altri territori per cercare pascoli estivi e, in questo viaggio, sarebbe stato condotto da un picchio verde o da re Pico, un sovrano del Lazio[17].

Sino all'avvento del Regno d'Italia, il Comune era indicato con il solo nome "Ascoli". L'aggiunta della specificazione "Piceno" è avvenuta ufficialmente per effetto del regio decreto 9 novembre 1862 n. 978[18][19] che ha autorizzato il Comune di Ascoli ad assumere la denominazione "Ascoli-Piceno", in conformità alla deliberazione del consiglio comunale del 28 luglio 1862.

StoriaModifica

Dalle origini alla caduta dell'impero romanoModifica

Le origini della città sono avvolte nel mistero, ma è abbastanza sicuro che vi fosse la presenza umana già dall'età della pietra[20] e che la zona fosse abitata già nell'epoca neolitica. Secondo una tradizione italica citata nella letteratura antica (Strabone, Plinio, Festo) la città venne fondata da un gruppo di Sabini, che vennero guidati da un picchio, uccello sacro a Marte, durante una delle loro migrazioni detta ver sacrum. I Sabini si sarebbero fusi con altre popolazioni autoctone dando origine ai Piceni, che fondarono Ascoli diversi secoli prima della fondazione di Roma.

 
Anellone a nodi in bronzo, esempio di numerosi esemplari simili, spesso considerati simboli della civiltà picena

Nel 299 a.C. Ascoli si alleò con i Romani nel contesto della terza guerra sannitica e, dopo la Guerra Picentina, nel 269 a.C. divenne civitas foederata di Roma, mantenendo una certa autonomia. In età romana Ascoli divenne il centro principale del Piceno anche grazie alla sua posizione sulla via Salaria, che collegava le saline della foce del Tevere a quelle della costa adriatica. Nel 91 a.C. si ribellò a Roma insieme ad altre genti italiche e dette vita alla Guerra Sociale. Nell'89 a.C., dopo un lungo assedio, il generale romano Gneo Pompeo Strabone conquistò la città, trucidando i capi della rivolta e mandando in esilio parte dei suoi abitanti. Testimonianze archeologiche della ribellione di Ascoli contro i Romani sono le “ghiande missili”, proiettili in piombo che venivano scagliati dai frombolieri di entrambi gli schieramenti e che in alcuni casi recano iscrizioni, in particolare invettive contro l'avversario o incitazioni a colpire rivolte direttamente all'oggetto (feri, ovvero "colpisci").

L'urbanistica di Asculum romana

Ascoli sorse in una posizione favorevolmente difendibile, alla confluenza tra il Tronto e il torrente Castellano e riparata dalle alture circostanti, che in antichità dovevano essere particolarmente difficili da attraversare, come ricorda anche il geografo Strabone. All'epoca romana, più precisamente al periodo posto tra la tarda età repubblicana e l'età augustea, risale il primo impianto regolare della città, caratterizzato da una scansione ortogonale degli assi viari e degli isolati, ben visibile ancora oggi nella disposizione delle vie del centro storico. La via Salaria entrava in città da ovest dopo aver attraversato la Porta Gemina, e il suo percorso interno allo spazio urbano doveva coincidere con il decumanus maximus, che all'altezza del foro cittadino si incrociava con il cardo maximus. La Salaria usciva poi dalla città ad est, nel punto di confluenza del Castellano nel Tronto, passando sul ponte che oggi è detto "di Cecco". Il percorso del decumanus maximus è di incerta individuazione, ma l'ipotesi più attendibile lo vede coincidere con l'attuale corso Mazzini, mentre il cardo sarebbe da riconoscere nelle attuali vie del Cassero, del Trivio e Pretoriana; secondo questa ricostruzione il foro doveva sorgere non lontano dall'attuale Piazza del Popolo. Un ponte posizionato sul lato settentrionale della città, il Ponte Romano di Solestà, collegava Ascoli con le zone a nord della città.

Con il finire della Guerra Sociale tutte le popolazioni dell'Italia ricevettero la cittadinanza romana, così nell'88 a.C. Ascoli fu iscritta alla Tribù Fabia e divenne un municipium. Durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo Ascoli parteggiò per il primo, sotto il quale nel 49 a.C. la città assunse definitivamente la denominazione Asculum Picenum. Durante il secondo triumvirato la città ottenne il titolo onorifico di colonia triumvirale, evento forse da ricollegarsi al prestigio del generale ascolano Publio Ventidio Basso, partigiano di Marco Antonio che sconfisse i Parti e celebrò un trionfo.

Ai tempi di Augusto, quando l'Italia fu suddivisa in 11 regioni, Ascoli fu iscritta alla quinta regione italica, il Piceno, di cui era uno dei principali centri. Durante la Tarda Antichità, in seguito alle riforme amministrative volute da Diocleziano e da Costantino, il territorio ascolano divenne parte del Picenum Suburcarium, una delle province che componevano la diocesi d'Italia. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente Ascoli seguì il destino del resto d'Italia.[21]

Dall'alto al basso MedioevoModifica

 
Statuti di Ascoli Piceno dell'anno 1377, a cura di Lodovico Zdekauer, 1910

Nell'alto Medioevo subì la decadenza economica e le razzie dei barbari, tra cui quella dei Goti di Totila (544-545) e dei Longobardi di Faroaldo I (578).

Dopo l'assedio del 578, la città entrò a far parte del Ducato di Spoleto sotto il dominio longobardo, finché non passò sotto il controllo dei Franchi scesi in Italia al seguito di Carlo Magno. In questi secoli si accentuò il potere dei vescovi (i cosiddetti vescovi-conti), tra cui Corrado II che con apposito diploma concede al feudatario vescovo Bernardo I nel 1037, il diritto di Zecca.

Nel periodo la città viene trascinata in più occasioni nella più vasta lotta per il predominio in Europa tra guelfi e ghibellini.

Nel 1183 si costituisce in Libero comune, conoscendo però il saccheggio e la distruzione ad opera delle armate imperiali di Federico II. Le libertà municipali sono minate dalle lotte di fazione tra le famiglie più in vista, tra cui il Signore Andrea D'Acquaviva. Importanti famiglie nobiliari ascolane medievali, coinvolte direttamente nelle vicissitudini politiche della città, furono quelle dei Guiderocchi e dei Saladini. Durante la conquista di Ladislao I - re di Napoli, la città meritò di essere governata dal famoso condottiere d'Italia Conte da Carrara, appartenente alla nobile famiglia padovana dei Carraresi, al quale il sovrano partenopeo concesse il titolo di Viceré dell'Abruzzo e Principe di Ascoli per sé e per i suoi figli che gli successero, Ardizzone e Obizzo, quando lo seppellirono in pompa magna nel Duomo della città, come vuole il Bascetta.[22] Le lotte finiscono per aprire la strada a personaggi ambiziosi come Galeotto Malatesta (XIV secolo) che viene cacciato da una rivolta e in seguito a Francesco Sforza che instaura una crudele dittatura (XV secolo) che viene abbattuta nel 1482, anche se Ascoli è costretta a riconoscere la sovranità della Chiesa.

Non cessano i disordini interni tra opposte fazioni che conduce a decenni di ribellioni, massacri, razzie, alla crescita del banditismo e alla decadenza delle virtù civili.

Dal Periodo unitario ai giorni nostriModifica

Venne annessa alla prima Repubblica Romana e nel 1860 viene annessa al Regno d'Italia, di cui seguirà d'ora in avanti tutte le vicende. Degne di nota sono le vicende della resistenza ascolana nel settembre 1943 contro l'occupazione tedesca, che hanno valso alla città la Medaglia d'Oro al Valor Militare per attività partigiana (2001).

Una parte del territorio della provincia ascolana è stato per oltre un secolo rivendicato dalla vicina e rivale Fermo, la quale ha perso il capoluogo a seguito dell'Unità d'Italia. Nel 2004, però, la provincia di Fermo è stata di nuovo deliberata, ed istituita nel 2009.

SimboliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma di Ascoli Piceno.
 
Stemma ascolano del 1382, attualmente esposto presso la sede di palazzo dell'Arengo
 
Disegno di uno stemma del Comune di Ascoli Piceno

Il simbolo che compare sullo stemma comunale della città di Ascoli si compone di porta a due fornici sovrastata dalla galleria merlata tra due torri.

Gli autori locali si sono diversamente espressi sul significato della rappresentazione contenuta nel campo dello scudo. Alcuni hanno considerato l'accostamento di questi elementi architettonici riferibile a una delle porte cittadine che si apriva nelle mura di cinta urbane medievali, altri hanno scritto che la composizione raffigurerebbe l'antico cassero che sorgeva dove si trova la Fortezza Pia, altri ancora hanno sostenuto che la struttura costituirebbe la sintesi della simbologia delle costruzioni più caratteristiche della città, quindi ponti, torri gentilizie e campanili.

OnorificenzeModifica

Ascoli Piceno è tra le Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale, insignita della Medaglia d'oro al valor militare il 12 aprile 2001[23]:

  Medaglia d'oro al valor militare
«La fiera e pacifica città di Ascoli Piceno, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, non esitò a sollevarsi contro il tedesco invasore. Già il 12 settembre, il coraggioso comportamento dei militari del presidio aveva costretto alla resa le forze nemiche, superiori in uomini e mezzi, mentre dal 2 al 5 ottobre, al Colle San Marco, un pugno di giovani ardimentosi, male armati ed equipaggiati, si batterono duramente, contro unità germaniche, subendo dolorose perdite. La popolazione ascolana, non desistette dal proseguire la lotta, partecipando a numerosi scontri, come quelli in località Venagrande, Castellano e Vallesenzana, che furono fra i momenti più significativi della sua irriducibile volontà di partecipare direttamente alla liberazione del territorio. Non meno agguerrita fu l'attività dei "gruppi di azione patriottica", conclusasi con l'ardita liberazione dalle carceri cittadine di tutti i detenuti politici. Ad essa va aggiunta la pericolosa opera svolta a favore di migliaia di prigionieri alleati e di militari italiani sbandati molti dei quali furono condotti in salvo oltre le linee. Numerose furono le perdite di vite umane, le deportazioni e le distruzioni subite dalla città, che fu sempre sorretta dalla fede in una Patria migliore, risorta dalla dittatura fascista. Ascoli Piceno, 12 settembre 1943 - 20 giugno 1944»
— 12 aprile 2001

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Monumenti di Ascoli Piceno.
 
Un'immagine del fianco destro della chiesa di San Francesco con il monumento a papa Giulio II
 
Via del Trivio con la torre degli Alvitreti

«Ascoli Piceno è una tra le più belle piccole città d'Italia, e non ne vedo altra che le assomigli. André Gide la prediligeva... bella come alcune città della Francia del Sud, non tanto per questo o quel monumento, ma per il suo complesso, la qualità antologica, l'incanto che viene da nulla e da tutto. Bisogna avervi passeggiato, a cominciare dalla piazza del Popolo, la piazza italiana che insieme con quella di San Marco a Venezia dà più di un'impressione di sala, cinta da porticati, chiusa dalla stupenda abside di San Francesco; o costeggiando il Battistero del Duomo; o lungo le rive scoscese del Tronto; e per le strade strette, chiamate rue, dove i palazzi non si contano; e che si allargano in piazzette... Ascoli è città di torri... Si succedono molti stili, il romanico, il gotico, il rinascimentale, il barocco... con chiese dalle pareti di pietra, senza finestre; un travertino d'un grigio caldo, uniforme, senza intonaco... tutto ornato, lavorato, istoriato... e su ogni porta e finestra, vedi frutta, fogliami, cariatidi femminili, fiori, animali, stelle, o anche semplicemente proverbi e sentenze scolpite.»

(Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957)

«Non c'è altro posto in tutta Italia dove sia possibile percepire la piazza come luogo sociale e, nello stesso tempo, architettonico come la Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno. Questa è - come si dice - il cuore della città... Se è bella stagione, approfittate dei bar con i tavolini all'aperto per godervi il vento fresco del tramonto, quando la piazza finisce in ombra, ma la luce ancora illumina i palazzetti rinascimentali, con il tipico portico sottostante, anzi li fa risaltare come in pieno giorno non avviene mai. Quando fa freddo, dalle finestre del bar per cogliere l'insieme rettangolare della piazza, la gente che si affretta e una parte dell'orizzonte naturale al di là della collina su cui è stata innalzata Ascoli. Godetevi le piazze di Ascoli, sono l'essenza della città di provincia, ma anche qualcosa di più, sono il nostro substrato ancestrale di convivenza civile, elemento fisico e culturale del paesaggio urbano, spazio e tempo insieme, cardini della relatività generale dell'Italia.»

(Mario Tozzi, Viaggio in Italia - 100+9 emozioni da provare almeno una volta, prima che finisca il mondo)

Ascoli Piceno è una delle città monumentali d'Italia: il suo centro storico occupa la notevole estensione di poco più di 150 ettari (1,5 km²), ed è costruito in travertino, una roccia sedimentaria calcarea estratta dalle cave nelle immediate vicinanze, che costituisce l'elemento unificatore di edifici costruiti in un arco di tempo di circa 2500 anni.

Presenta due fulcri principali: il primo è costituito dalla rinascimentale piazza del Popolo dove si trovano alcuni degli edifici più importanti tra i quali il palazzo dei Capitani del Popolo, lo storico Caffè Meletti e la chiesa di San Francesco.

Il secondo è rappresentato dallo spazio urbano di piazza Arringo, la piazza più antica e grande di Ascoli, dove si elevano il medioevale battistero di San Giovanni, la cattedrale di Sant'Emidio, che racchiude al suo interno la cripta dedicata anch'essa al santo patrono. Vi sono inoltre il palazzo Vescovile, il palazzo dell'Arengo, sede della pinacoteca civica e di alcuni uffici comunali.

 
Veduta in notturna della rinascimentale piazza del Popolo

Altra piazza di considerevole valore architettonico è piazza Ventidio Basso, spazio irregolare contornato da edifici quali la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, con la caratteristica facciata suddivisa in riquadri, la chiesa di San Pietro Martire, palazzi d'epoca rimaneggiati ed alcuni esempi di torri gentilizie, sia integre che decurtate o inglobate negli edifici. Da questa piazza, ogni anno, si avvia il corteo storico del torneo cavalleresco della Quintana, dopo che i figuranti di tutti i Sestieri vi si sono raccolti.

Non solo le piazze, ma anche le strade ed i vicoli di impronta schiettamente medievale contribuiscono a caratterizzare il centro storico come via Pretoriana, via di Solestà, via delle Stelle, via Soderini, via del Trivio, antico cardo e corso Mazzini, decumanus maximus, che attraversa da ovest ad est il centro urbano.

Tra i monumenti sono da ricordare: il ponte Romano di Solestà, uno dei pochi in Italia, visitabili anche al suo interno, il forte Malatesta, la fortezza Pia, le rovine del teatro romano, le grotte dell'Annunziata, ciclopica costruzione del periodo romano assimilabile a quella presente a Monte Rinaldo, il palazzetto Longobardo con la torre degli Ercolani, una delle torri superstiti tra le circa duecento che compaiono nelle cronache medioevali, per il quale Ascoli ha il soprannome di Città delle cento torri.

Meritevoli di essere citati sono anche i tempietti dedicati al patrono quali Sant'Emidio alle Grotte e Sant'Emidio Rosso, le chiese di Sant'Angelo Magno, Sant'Agostino e San Giacomo Apostolo e i teatri storici Ventidio Basso e Filarmonici.

Nelle vicinanze della città si trova la rocca di Castel Trosino, antichissimo insediamento longobardo a strapiombo sul torrente Castellano, in cui alla fine del XIX secolo fu rinvenuta una delle più ricche necropoli d'Italia, i cui preziosi reperti sono ora sparsi in diversi musei in tutto il mondo.

Percorrendo da Ascoli la Salaria in direzione Roma, s'incontra il monumentale albero del Piccioni menzionato per la prima volta in un documento del 1109 e legato, tra storia e leggenda, alla vita cittadina e alle vicissitudini del brigantaggio antiunitario.

Architetture religioseModifica

ChieseModifica

  • Battistero di San Giovanni - Semplice ed austero nella sua forma di architettura sacra di gusto romanico è costruito interamente in travertino ed annoverato tra i monumenti nazionali italiani. Rimaneggiato nella sua forma attuale verso la metà del XII secolo, presenta la base esterna di forma quadrata costituita per buona parte di blocchi squadrati di epoca romana. L'interno ha al centro la vasca circolare, del V secolo, per il battesimo ad immersione, costituita anch'essa di blocchi romani di recupero, e un fonte battesimale gotico impostato su una colonna tortile.
La cattedrale di Sant'Emidio in piazza Arringo, dedicata al Santo Patrono. Nell'immagine a destra l'entrata laterale di porta della Musa
  • Cattedrale di Sant'Emidio - Duomo della città, dedicato al santo patrono, sorge sul luogo di un edificio pubblico romano, forse la Basilica del Foro, ed è il risultato di molteplici vicende costruttive che vanno sostanzialmente dall'XI secolo al XVI secolo. Su piazza Arringo si apre la facciata principale realizzata da Cola dell'Amatrice, mentre le due facciate laterali risalgono alla fine del XV secolo. L'interno, a tre navate divise da pilastri poligonali, della fine del XV secolo, ospita, tra le varie opere, nell'abside centrale un coro ligneo tardogotico della prima metà del Quattrocento, un pulpito ligneo del 1660 circa; nella Cappella del Sacramento il Polittico di Sant'Emidio di Carlo Crivelli, l'imponente ciclo decorativo di Cesare Mariani, e la cripta di Sant'Emidio, costruita verso la metà dell'XI secolo che ospita, in un sarcofago del IV secolo, le reliquie del Patrono della città.
 
La chiesa di San Francesco in piazza del Popolo. La chiesa nasce per ricordare la visita di San Francesco in città nell'anno 1215
 
Particolare del portale laterale della chiesa di San Giacomo Apostolo
  • Chiesa di San Francesco - Questa chiesa è considerata una delle migliori opere italiane di architettura francescana, nonché l'edificio religioso francescano più rappresentativo della regione Marche. Fu iniziata, con l'annesso convento nel 1258, consacrata nel 1371 e completata con la cupola nel XVI secolo. Sulla facciata principale, in Via del Trivio, si aprono tre portali gotici, mentre il fianco destro fa da scenico fondale alla Piazza del Popolo ed è caratterizzato dalle dinamiche absidi quattrocentesche, dal portale laterale trecentesco sormontato dal monumento a Giulio II del 1510 e termina con un gruppo absidale di raro modello architettonico.
  • Chiesa di San Giacomo Apostolo - Chiesa romanica costruita dopo il 1250, sorge al centro di una piazza con intorno edifici storici in travertino, presenta due portali romanico - gotici leggermente strombati e, sulla facciata principale un rosone tardoduecentesco. Il portale laterale sinistro presenta nella lunetta un gruppo scultoreo policromo raffigurante la Vergine tra i Santi Giacomo e Giovanni, mentre quello principale vi è un affresco del 1633 di Sebastiano Ghezzi raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Giacomo ed Emidio.
  • Chiesa di San Giuliano - Edificata all'inizio dell'anno 1000 è stata elevata in conci travertino seguendo i canoni dello stile romanico. L'Andreantonelli la ricorda come la IX parrocchia ascolana.
  • Chiesa di San Gregorio Magno - Costruita probabilmente nell'VIII secolo riutilizzando interamente un tempio romano pagano, edificato tra l'Età tardo Repubblicana, I secolo a.C., e la prima Età Augustea, I secolo d.C., vide l'aggiunta della facciata e del campanile nel corso del XIII secolo. L'interno, a navata unica con le pareti del tempio pagano in opus reticulatum e l'abside in opus latericium, ospita affreschi del XII - XIII secolo, tra cui una delle prime rappresentazioni di San Francesco che predica agli uccelli, risalente alla seconda metà del Duecento.
  • Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio - Progettata dall'architetto e sculture ascolano Lazzaro Giosafatti è un significativo esempio di stile tardo barocco.
  • Chiesa di Santa Maria della Carità - La chiesa, comunemente chiamata della Scopa, risale al XIV secolo ma fu modificata dal 1532 al 1583 da Cola dell’Amatrice e Conte Conti, secondo uno stile classicista che domina la facciata e la struttura architettonica dell'interno.
  • Chiesa di Santa Maria del Carmine - In stile barocco, edificata tra il 1651 e il 1663 con annesso convento dei Padri Carmelitani, presenta una facciata disegnata dall'architetto Carlo Rainaldi e realizzata da Giuseppe Giosafatti.
  • Chiesa di Santa Maria delle Donne - Edificata all'inizio del XIII secolo al di fuori delle mura cittadine oltre porta Romana, nella piana di san Panfilo, e costruita attaccata allo scomparso monastero femminile di clausura.
  • Chiesa di Santa Maria Intervineas - La chiesa, in stile tardo-romanico e gotico, edificata su un luogo di culto risalente al V secolo, fu rimaneggiata nel corso del XIII secolo ma subì cambiamenti nei secoli successivi, fino alla ricostruzione delle due navate laterali alla metà del XX secolo. Isolato rispetto al corpo dell'edificio è il campanile, originariamente utilizzato come torre di difesa.
  • Chiesa di Sant'Onofrio - Sorge nelle vicinanze della monumentale piazza Ventidio Basso con l'annesso convento delle Suore Benedettine. Presenta una facciata con un portale e sopra una finestra rettangolare.
  • Chiesa di San Pietro martire – Fu eretta per i frati domenicani nel 1250, in stile gotico, in occasione del passaggio in città di Pietro da Verona. Consacrata a San Pietro Martire, presenta la facciata principale su via delle Torri, a spioventi, ornata da un portale di Giuseppe Giosafatti, mentre sul fianco sinistro, che chiude un lato di piazza Ventidio Basso, segnato da paraste e finestroni gotici, si apre il portale realizzato nel 1523 da Cola dell'Amatrice.
  • Chiesa dei Santi Pietro e Paolo – Costruita nel 1206 nel quartiere di Campo Parignano, insieme all'annesso ex Convento, presenta una forma compatta tipo parallelepipedo con una perfetta architettura romanica caratterizzata dai pochi elementi decorativi.
  • Chiesa di San Tommaso Apostolo - Chiesa romanica costruita verso il 1064, insieme alla Collegiata dei Canonici Lateranensi dell'Ordine di Sant'Agostino, per iniziativa del vescovo Bernardo II. Sorge al lato dell'omonima piazza che custodisce i resti dell'anfiteatro romano.
  • Chiesa di San Venanzio - Edificata sulle rovine di un tempio pagano, è stata ricostruita intorno al XIIXIII secolo seguendo lo stile romanico che allora si andava a diffondendo in Ascoli. Negli anni 1667 - 1671 l'interno fu rielaborato in stile barocco, per ordine dei Gesuiti.
  • Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio - Chiesa romanica edificata nel IX secolo. Il suo aspetto odierno risulta essere l'esito di opere, restauri ed elaborazioni architettoniche sviluppate ed aggiunte durante il corso di almeno seicento anni e concluse nell'anno 1389. La facciata, incompleta, è caratterizzata da 64 riquadri originariamente decorati e dal portale centrale di stile gotico, con all'interno della lunetta il gruppo scultoreo con la Madonna tra i Santi Vincenzo e Anastasio.
  • Chiesa di San Vittore - Segue i canoni dello stile romanico. Il suo fianco destro, in origine decorato da affreschi, era costeggiato da un'antica strada che raggiungeva il Forte Malatesta e il Ponte di Cecco.
  • Chiesa di San Serafino da Montegranaro - Detta chiesa dei Cappuccini, perché affidata ai Frati minori Cappuccini nel 1569, è intitolata a San Serafino da Montegranaro. Conserva un notevole ciclo pittorico realizzato a più riprese da Augusto Mussini tra il 1903 ed il 1915, dedicato alla vita di San Serafino.
  • Cripta di Sant'Emidio – Fu costruita all'interno della Cattedrale dal vescovo Bernardo II attorno alla metà dell'XI secolo nell'area corrispondente in buona parte alla Basilica civile del Foro, per accogliere i resti del patrono ascolano e dei suoi discepoli, qui trasportati dalle catacombe di Campo Parignano. Suddivisa in navatelle da 63 colonne romane di spoglio, presenta sulle pareti memorie funebri del periodo barocco. La tomba di Sant'Emidio è collocata nell'area centrale della cripta, rimaneggiata da Giuseppe Giosafatti all'inizio del XVIII secolo, all'interno di un sarcofago di epoca romana, dell'età di Marco Aurelio, ed è sovrastata dalla scultura raffigurante Il Battesimo di Polisia di Lazzaro Giosafatti.
  • Tempietto di Sant'Emidio Rosso - Il piccolo edificio religioso, di forma ottagonale, eretto nel 1633, sorge sul luogo dove, secondo la tradizione, fu decapitato Sant'Emidio il 5 agosto 303 ed è da considerare come ampliamento del capitello votivo voluto dai primi cristiani ascolani. Ha custodito per secoli la “Cona de Santo Migno”: pietra utilizzata per la decapitazione del santo, ancora oggi, conservata nel tempietto al di sotto dell'altare.
  • Tempietto di Sant'Emidio alle Grotte – Questo tempio è uno dei monumenti più importanti della città e ben rappresenta l'arte barocca delle Marche. Progettato da Giuseppe Giosafatti ed ispirato allo stile di Pietro da Cortona e di Gian Lorenzo Bernini fu eretto come ex voto in onore del patrono di Ascoli per aver preservato la città dai danni del sisma del 1703.

Chiese sconsacrateModifica

  • Chiesa di San Pietro in Castello - Costruita in stile romanico si eleva su una piccola rupe che fronteggia il ponte Romano di Solestà ed è considerata da Giambattista Carducci l'“antico sacro monumento ascolano”. L'attuale edificio religioso è stato ricostruito sullo spazio delle due precedenti chiese: la prima dell'VIII secolo, voluta dal vescovo longobardo Auclere, e la seconda edificata nell'anno 1142.
  • Chiesa di San Salvatore di Sotto - Edificio di stile romanico, dedicato a Dio Salvatore e Principe della Pace, si ipotizza che sia stato costruito sull'area di un tempio romano pagano dedicato a Marte. Sorge poco lontano dal ponte di Cecco, sulla sommità di un poggio che la tradizione ascolana identifica col nome di Colle di Marte, alle pendici di colle San Marco. Dopo lo stato di semi-rudere in cui si trovava, ha di recente subito un restauro comprensivo della ricostruzione dell'abside romanico e del rifacimento dell'interno, degli archi trasversali e della copertura.
  • Chiesa di Santa Maria del Lago - Chiesa poligonale voluta da fra Cola da Tursi, eremita che visse in città nel XVI secolo, che si eleva accorpata all'interno del complesso della fortezza malatestiana.
  • Chiesa di Sant'Ilario - Eretta di fronte al tempietto di Sant'Emidio alle Grotte prima dell'anno 1000 utilizzando materiali di epoca romana provenienti da altre costruzioni. Fu residenza della Congregazione dei monaci camaldolesi di Santa Croce di Fonte Avellana dal XII secolo. Fu adibita a casa rurale dopo il 1860, recentemente è stato effettuato un parziale ripristino dell'interno.
  • Chiesa di San Francesco di Paola - L'edificio religioso fu eretto nel XIX secolo in stile neoclassico seguendo il progetto redatto dal virtebese Tommaso Giusti e rivisto dell'architetto ascolano Ignazio Cantalamessa. La posa della prima pietra della fabbrica avvenne alla presenza del vescovo Gregorio Zelli Iacobuzzi il giorno 15 giugno 1845. I lavori di costruzione si conclusero il 3 dicembre 1849 e la chiesa fu consacrata il 7 aprile 1850[24]. L'interno si sviluppa dalla pianta a croce greca con colonne sorreggenti arcate su ciascuno dei lati. La volta della parte centrale è caratterizzata dal soffitto a cassettoni, decorati con un motivo a rosette ed al centro il monogramma di Cristo entro un sole raggiato. Il prospetto è caratterizzato dal pronao a sei colonne di ordine ionico[25] sovrastate dal timpano triangolare. Campanile in asse con l'abside. La chiesa è stata restaurata, tra il 1989 ed il 1991, per iniziativa della locale Cassa di Risparmio di Ascoli, che, dopo averne acquistato la proprietà, ha destinato il suo ambiente ad auditorium e sala convegni.[24]

Chiese scomparseModifica

ChiostriModifica

 
Il chiostro Maggiore di San Francesco, appartiene al complesso architettonico dell'omonima chiesa
  • Chiostro Maggiore di San Francesco – Fu costruito nell'anno 1565, per munificenza del signore ascolano Vincenzo Cataldi. La sua struttura è preceduta da un portico del 1300. Il suo spazio si apre in un'ariosa area quadrangolare ed appartiene al complesso della chiesa di San Francesco. Sul muro del porticato si trova una lapide ovale che ricorda le figure dei papi Niccolò IV e Sisto V, entrambi formatisi in questo convento.
  • Chiostro Minore di San Francesco – Costruzione che risale al XIV secolo, ora cortile interno di un edificio, apparteneva anch'esso al complesso della chiesa di San Francesco.

EremiModifica

 
L'eremo di San Marco, abbarbicato a una parete rocciosa del colle San Marco
  • Eremo di San GiorgioMonastero abbandonato, si trova nei pressi del borgo di Rosara su un versante che fronteggia il centro di Castel Trosino. Fu costruito nell'anno 1382 su iniziativa del vescovo Pietro Torricella.
  • Eremo di San Marco – Costruito nella zona del colle San Marco, l'eremo si trova in una posizione del tutto particolare a ridosso di una parete rocciosa. Edificato in pietra concia presenta un doppio ordine di bifore (5 in tutto), mentre alla sua sinistra si erge la torre campanaria. Le prime documentazioni risalgono all'inizio del XIII secolo, quando vi si stabilirono i monaci cistercensi[26].

Architetture civiliModifica

PalazziModifica

Il Caffè Meletti, locale storico della città in piazza del Popolo
Interno del Caffè Meletti
  • Caffè Meletti - Annoverato nell'elenco dei locali storici italiani è da sempre considerato il ritrovo dei personaggi più illustri della città, punto di incontro di cultura e di vita mondana. Si affaccia direttamente su piazza del Popolo preceduto da un portico con arcate e soffitto affrescato. La vita del Caffè iniziò il 18 maggio 1907, giorno della sua inaugurazione.
  • Cartiera papale - Complesso architettonico ubicato nel quartiere di Porta Cartara vicino al torrente Castellano. La vocazione polifunzionale del fabbricato ha accolto, nel corso del tempo, varie attività lavorative quali: la cartiera, i mulini ad acqua, la concia delle stoffe e la ferriera, tutte svolte con l'inseparabile e preziosa simbiosi della forza motrice delle acque del vicino torrente Castellano.
  • Palazzo dell'Arengo - Sede principale del Comune, il palazzo, che risale alla fine del XII secolo, quando vennero eretti nella stessa area il palazzo del Comune e dell'Arringo, venne totalmente rimaneggiato in epoca barocca con le due nuove facciate realizzate da vari esponenti della dinastia dei Giosafatti, caratterizzate da due ordini di finestre. La facciata su piazza Arringo ha nel corpo centrale un portico di cinque alte arcate e con il doppio ordine di finestre inquadrate da figure femminili e maschili. All'interno ha sede la Pinacoteca ed alcuni uffici comunali, tra cui quello del Sindaco.
  • Palazzo Bazzani - Inaugurato nel 1915, a seguito della demolizione del complesso monastico delle Benedettine di Sant’Onofrio di cui si sono conservate nella facciata posteriore tre trifore gotiche, presenta elementi architettonici e decorativi che rielaborano la tradizionali forme rinascimentali.
  • Palazzo Bonaparte - Completamente diverso da tutti i palazzi gentilizi coevi della città rappresenta uno dei migliori esempi dell'architettura rinascimentale ascolana. Le sue mura esterne sono riccamente intessute da pietre intagliate che adornano sia le porte d'ingresso che tutte le finestre.
  • Palazzo dei Capitani del Popolo - Affacciato su piazza del Popolo si distingue per la sua elegante torre merlata medioevale a fianco dello storico caffè Meletti.
    Palazzo dei Capitani del Popolo in piazza del Popolo. Nell'immagine a destra l'antico orologio e il monumento a papa Paolo III sull'archivolto
    Costruito fra il XIII ed il XIV secolo dall'unione di tre piccoli edifici separati da due rue, di cui uno provvisto di torre poi riutilizzata, venne rimaneggiato a seguito dell'incendio che nel 1535 distrusse quasi interamente l'interno. A quell'epoca risalgono il portale centrale, preceduto da una scalinata e sormontato dal monumento a Paolo III, il cortile a tre ordini di logge e lo scalone, questi ultimi realizzati da Camillo Merli attorno al 1550. La facciata posteriore, prospettante su Via del Trivio, eretta tra il 1518 ed il 1520, rappresenta la prima grande opera architettonica di Cola dell'Amatrice.
  • Palazzo Ferri - Ubicato in corso Giuseppe Mazzini presenta una facciata leggermente concava pregievolmente decorata da graffiti simbolici eseguiti nel 1880 che rappresentano un vero e proprio unicum nella città di Ascoli.
 
Palazzo Merli con le torri gemelle gentilizie del XII secolo
  • Palazzo Flajani-Bagalini - È un edificio del centro storico di Ascoli Piceno, ubicato in via Quinto Curzio Rufo a pochi metri da piazza del Popolo. In stile neoclassico e caratterizzato dalla facciata in blocchi squadrati di travertino scandita da finestre con timpani curvilinei e triangolari, è stato realizzato tra il 1865 e 1880 da Giuseppe Sacconi, architetto e politico italiano, noto soprattutto per essere stato il progettista del Vittoriano a Roma.
  • Palazzo del Governo (detto anche palazzo san Filippo) - È considerato tra gli edifici di maggiori dimensioni della città. La sua facciata occupa l'intero lato est di piazza Fausto Simonetti ed ospita al suo interno la sede della Prefettura e dell'Amministrazione Provinciale.
  • Palazzetto Longobardo - Contiguo alla torre degli Ercolani che ne è parte integrante, è un pregevole esempio di casa gentilizia con torre annessa. Il complesso risale al XIII secolo. Rappresenta un rarissimo esempio di edilizia residenziale del Medioevo perfettamente conservato.
  • Palazzo Malaspina - È uno degli edifici monumentali della città di Ascoli, costruito nella seconda metà del cinquecento e ottenuto con la fusione di edifici trecenteschi. L'architettura del palazzo è attribuita da Baldassarre Orsini a Cola dell'Amatrice.
  • Palazzo Merli - Costruito nella metà del XIX secolo, presenta una facciata merlata in stile neorinascimentale che si affaccia su piazza Sant'Agostino. Contigue al palazzo e considerate parte di esso, spiccano le due torri gemelle gentilizie del XII secolo.

TorriModifica

La città medioevale aveva circa duecento torri gentilizie, la cui erezione iniziò subito dopo il Mille. Tuttavia, già Federico II nel 1242 ne fece distruggere novanta, e la loro riduzione e demolizione proseguì in maniera progressiva anche nel Rinascimento, tanto che dalla pianta del Ferretti (1646) se ne possono rintracciare in piedi 43. Allo stato attuale se ne riscontrano diverse decine, di cui alcune integre e altre trasformate nei campanili delle chiese; le restanti sono state ridimensionate ed inglobate nelle abitazioni. Esse, diffuse nell'intero centro storico cittadino, appaiono soprattutto concentrate nell'area Nord-Ovest, corrispondente al quartiere di San Giacomo, tra porta Solestà, via dei Soderini e piazza Sant'Agostino.

  • Torre degli Ercolani - La più nota tra le torri gentilizie ascolane superstiti, fu costruita nel XII secolo contestualmente al palazzetto Longobardo, seguendo i canoni delle torri gentilizie. All'epoca la torre gentilizia urbana era intesa come una trasposizione del castello entro la cerchia delle mura civiche: conciliava funzioni di stoccaggio e di difesa a beneficio delle consorterie che ne promuovevano la costruzione, ma era soprattutto uno strumento di imposizione visiva.
 
La torre dei Grisanti davanti a porta Solestà
  • Torre degli Alvitreti - Elevata nel 1925 sulla base quadrata di una torre medievale già esistente, si trova all'incrocio tra via del Trivio e corso Mazzini, i due assi principali della città romana, ed è inglobato nella struttura del palazzo Alvitreti, rimaneggiato nel XVI secolo.
  • Torre di palazzo dei Capitani del Popolo - È la torre campanaria dell'omonimo palazzo in piazza del Popolo. Riadattata dopo essere stata torre gentilizia, si distingue per la sua sommità merlata ed elegante.
  • Torre del Cucco – Situata isolata sul colle dell’Annunziata fu costruita nel XV secolo. Faceva parte del sistema difensivo della vicina fortezza Pia ed è così chiamata per la presenza del monastero, non più esistente, di San Pietro in Cuculo.
  • Torre dei Grisanti – Situata davanti a porta Solestà e nei pressi dell'imbocco del ponte romano, la torre gentilizia fu costruita nel XII secolo.
  • Torre degli Imbriani – La torre gentilizia risalente al XIII secolo, fa parte strutturalmente del palazzo omonimo. La sua forma fu modificata nel corso dei secoli subendo un ridimensionamento dell’altezza.
  • Torri gemelle dei Merli - Furono costruite nel XII secolo con i tipici conci di travertino. Ubicate una a fianco all'altra in via delle Torri nelle vicinanze della chiesa di Sant'Agostino sono tra i più bei esempi di torri gentilizie ascolane. Entrambi misurano 25 metri di altezza.[27]
  • Torre di Santa Maria Intervineas - È la torre campanaria dell'omonima chiesa, riadattata dopo essere stata torre gentilizia, costruita probabilmente nel periodo tra il XII e il XIII secolo. Posizionata in modo isolato rispetto al resto della chiesa, presenta nella parte più alta tre ordini di aperture, a tutto sesto e a bifore.
  • Torre di San Pietro martire - È la torre campanaria dell'omonima chiesa, riadattata dopo essere stata torre gentilizia. Posizionata su un fianco della chiesa si eleva con i suoi 36 metri di altezza.
  • Torre di San Venanzio - È la torre campanaria dell'omonima chiesa, riadattata dopo essere stata torre gentilizia. L'esile costruzione vanta di aver conservato la doppia cornice di conci di travertino lungo il perimetro superiore.
  • Torre di via delle Donne – Torre gentilizia risalente al XII secolo, posta alle spalle di una casa medievale sopraelevata e rinnovata nel XVI secolo. Si trova nelle vicinanze di piazza Ventidio Basso, adiacente al fianco sinistro della chiesa di San Pietro Martire. Ospita alcune aperture rettangolari, a metà dell'altezza, le cui cornici presentano bassorilievi con decorazioni a motivi a treccia e a zig zag.

TeatriModifica

 
Il teatro Ventidio Basso con la sua facciata neoclassica
  • Teatro Ventidio Basso - Opera realizzata da Ireneo Aleandri di Sanseverino tra il 1840 ed il 1846. Si mostra con la facciata neoclassica, in travertino, arricchita da un colonnato centrale in ordine ionico. La struttura si compone di una sala ovale con quattro ordini di palchi, suddivisi in 23 palchetti ciascuno ed il loggione a galleria, per una capienza totale di 842 spettatori.
  • Teatro dei Filarmonici – Inaugurato nel 1832, fu realizzato con i fondi reperiti dalla Società Filodrammatica che si costituì nel 1827. Ha una capienza di circa 400 posti distribuiti tra la platea, i due ordini di palchi ed il loggione.
  • Teatro romano - Nel luglio del 2010, dopo un periodo di restauro, il Teatro romano è tornato ad ospitare eventi teatrali nei periodi estivi. Gli spettacoli allestiti rientrano nell'ambito del circuito dei Teatri antichi uniti.[28]
  • Auditorium Emidio Neroni – È costituito dall'unione di due edifici religiosi: la chiesa di San Francesco di Paola, del 1848, e quella di San Giovanni ad templum, del XII-XIII secolo. I due spazi furono restaurati e uniti. L'auditorium fu inaugurato nel 1992.[29]
  • Auditorium Silvano Montevecchi – Strutturato a forma di ventaglio ha una capienza di circa 450 posti a sedere e presenta ai due lati due piccole tribune. Inaugurato nel 2014, viene utilizzato in particolar modo per eventi culturali di tipo musicale.
  • Auditorium Cesare Cellini – Si trova nel complesso del Polo culturale Sant'Agostino. Ha una capienza di 198 posti a sedere.

FontaneModifica

  • Fonte di Sant'Emidio – Opera del XVII secolo, incorniciata da una loggia esterna suddivisa in cinque arcate sormontata da una balaustra di colonnine. Il luogo lega la sua storia alla tradizione di uno dei prodigi di sant'Emidio che non avendo a disposizione l'acqua necessaria per battezzare tutti i nuovi fedeli se la procurò battendo un sasso in questo luogo da cui fece sgorgare la sorgente che alimenta questa fonte.
  • Fonte dei Cani - Nata col nome Fonte dei leoni è stata costruita nell'anno 1823 su disegno di Ignazio Cantalamessa. Attualmente è detta dei cani sebbene le sculture collocate sul fronte rappresentino due piccole leonesse, probabilmente recuperate dalla chiesa di Sant'Agostino e databili intorno al XIII secolo. Col trascorrere del tempo l'originaria denominazione è stata trasformata, poiché la vasca della fonte si trova a una modesta altezza rispetto al piano stradale, caratteristica che facilita e agevola i cani per abbeverarsi.[30]
  • Fontane di Porta Maggiore - Nei pressi di Porta Maggiore si trovano le due monumentali fontane realizzate, in occasione dell'arrivo ad Ascoli dell'Acquedotto del Pescara, dall'architetto Vincenzo Pilotti e dallo scultore Antonio Mancini.[31][32] La composizione delle tre vasche che raccolgono il contenimento dell'acqua è sovrastata dalle figure di due statue, una femminile che reca in mano una conca e rappresenta l'Attesa, l'altra maschile ritratta nell'atto di bere personifica l'Arsura.

Porte cittadineModifica

 
Porta Romana o porta Gemina

La città di Ascoli aveva il centro abitato racchiuso all'interno della cinta muraria che delimitava l'area urbana dalla campagna.
Le mura erano aperte da sette varchi che indirizzavano il traffico nei punti segnati dalle porte urbane. La posizione dell'incasato ascolano, raccolto tra i solchi dei fiumi Tronto e Castellano, determinò l'esigenza di costruire un ponte in corrispondenza di ogni porta cittadina ad eccezione delle due che si trovavano nella parte ovest direttamente sul piano stradale, Porta Romana e Porta Corbara.

  • Porta Romana - È considerata fra le più vetuste ed importanti porte cittadine ascolane, attraverso i suoi fornici si immetteva la via Salaria all'interno della città provenendo da Roma. Con la sua monumentalità è architettonicamente classificabile come una tipica costruzione romana del I secolo a.C..
  • Porta Corbara – Si apriva all'altezza del piano stradale, nella zona ovest della città, lateralmente al Cassero (Fortezza Pia).
  • Porta Solestà - Fu costruita nell'anno 1230, all'inizio del ponte Romano, per volere di Fidemilio da Mogliano utilizzando probabilmente materiali di risulta di una preesistente porta romana. Mostra al di sopra del fornice lo stemma del comune di Ascoli.
  • Porta Tufilla - Eretta tra il 1552 e il 1555, come testimonia l'epigrafe della linea marcapiano: “PAULO IIII PONT MAX MDLV”, dall'architetto Camillo Merli, sulle fondamenta di una più antica.
  • Porta Maggiore – Varco del lato est della città che mediante ponte Maggiore congiungeva il territorio urbano con l'altra sponda del Castellano. Demolita con l'Unità d'Italia, era stata realizzata nell'anno 1587 come monumentale arco onorario in travertino, per il quale lavorò lo scalpellino Antonio Giosafatti: esordio ascolano della dinastia artistica dei Giosafatti.
  • Porta Cartara – La porta ebbe come primo nome Santo Spirito. Conduceva in città con l'attraversamento del ponte di San Nicola in Ponticello, costruito sul Castellano nella seconda metà dell'XI secolo. Successivamente all'edificazione della cartiera, voluta da papa Giulio II nel 1512, fu rinominata Cartara. Era detta anche Molinara, perché molto vicina a un mulino azionato dal fiume.
  • Porta Torricella - Era collegata all'altra sponda del Castellano da un ponte non più esistente. Del varco rimane il profilo, ormai murato, visibile sul muraglione di sostegno del Lungo Castellano Sisto V.

PontiModifica

 
Il ponte romano di Solestà risalente all'età augustea e visitabile all'interno
  • Ponte Romano di Solestà - Costruito durante l'età augustea è noto come uno dei ponti più rappresentativi della tecnica e della civiltà romana poiché ha conservato integralmente le sue caratteristiche costruttive. È visitabile all'interno attraverso un corridoio d'ispezione.
  • Ponte di Cecco - Ponte di epoca romana, dell'età repubblicana. Nella tradizione popolare si attribuisce la sua realizzazione al diavolo che, su ordine di Cecco d'Ascoli, poeta ed astrologo ascolano, lo avrebbe realizzato in una sola notte.
  • Ponte del Gran Caso - Ponte di epoca romana, prende il nome dall'omonimo torrente Gran Caso. Costituito da un'arcata, faceva parte dell'antica Via Salaria.
  • Ponte Maggiore - Le sue arcate attraversano il torrente Castellano collegando il centro storico al quartiere di porta Maggiore. Fu fatto saltare dai guastatori tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale. Lo ricostruì, nell'anno 1946, l'ingegnere Giuseppe Viccei.
  • Ponte dei Santi Filippo e Giacomo - Costruito in età medioevale, fu ricostruito nel 1471 causa un crollo parziale. Collega i quartieri di Porta Maggiore e Monticelli, divisi in quel tratto dal fiume Tronto. È visitabile all'interno attraverso dei locali chiusi per restauro.
  • Ponte di Tasso - Ponte in disuso ma ancora percorribile fu costruito in epoca medioevale nella zona ad ovest della città.
  • Ponte Tufillo - Si trova nelle vicinanze di porta Tufilla. La sua prima costruzione si fa risalire al tempo del vescovo ascolano Alberico, nell'anno 1097 e, secondo questa datazione, sarebbe stato il ponte medioevale più antico di Ascoli.
  • Ponte Nuovo - Fu progettato e costruito negli anni tra il 1909 ed il 1911 da Umberto Pierpaoli, architetto, ed Enrico Cesari, ingegnere. Dal suo parapetto di destra si scorge il punto di confluenza di due dei tre corsi d'acqua che attraversano la città: il fiume Tronto ed il torrente Castellano.

Architetture militariModifica

FortezzeModifica

 
Il forte Malatesta, opera fortificata
  • Forte Malatesta - Costruzione fortificata edificata nei pressi del ponte di Cecco, passo obbligato per chi accedeva nella città dalla zona est. Sorge vicino alle sponde del torrente Castellano, l'attuale fortezza interamente è stata ricostruita sui resti di una precedente rocca per volere del Signore di Rimini Galeotto Malatesta verso la metà del Trecento. Riaperta al pubblico nel 2010 dopo circa dieci anni di restauro, ospita un polo museale polifunzionale.
  • Fortezza Pia - Antica costruzione militare fortificata che si eleva nella zona più alta della città, deve il suo nome a papa Pio IV che, nel 1560, volle farla ricostruire.

AltroModifica

PiazzeModifica

 
Piazza Arringo, la piazza monumentale più antica e di maggiori dimensioni della città
  • Piazza del Popolo - Di stile rinascimentale è considerata una delle più note piazze d'Italia. Si apre a breve distanza dall'incrocio tra il cardo e il decumano dell'impianto stradale cittadino risalente all'epoca romana. Il suo spazio è circoscritto dalle facciate di palazzo dei Capitani, del Caffè Meletti e dalle leggere e gentili forme gotiche del fianco meridionale della chiesa di San Francesco, tutto il resto del perimetro è delimitato da palazzetti con portici ad arcate e coronamento merlato.
  • Piazza Arringo – È la piazza monumentale più antica e dalle dimensioni più ampie della città. Si ritiene che fosse la sede dell'antico forum, di cui conserverebbe ancora forma e dimensioni, e si apre sull'antico percorso della consolare Salaria nel suo attraversamento cittadino. Centro del potere religioso e civile, fu centro propulsore dei più importanti accadimenti della vita sociale ascolana. Qui predicarono san Francesco d'Assisi, nel 1215, e san Giacomo della Marca, nel 1446; nell'anno 1355 vi furono redatti gli Statuti del Popolo che sostituirono gli Statuti del Comune, mentre nel corso dell'intera epoca medievale e della prima età moderna fu il luogo di svolgimento dei giochi equestri in onore di Sant'Emidio.
  • Piazza Ventidio Basso - Ampio spazio irregolare che si apre nel centro storico, già dall'epoca romana e fino al XVII secolo fu il maggiore fulcro commerciale della città, rappresenta, tra le piazze maggiori, quella che meglio ha saputo conservare il tessuto edilizio ed urbanistico medievale. Da questa piazza, ogni anno, si avvia il corteo storico del torneo cavalleresco della Quintana.

StradeModifica

  • Via delle Stelle – Questa strada è il vecchio camminamento che si snodava al di fuori delle mura cittadine. Intraprendere questo percorso, che inizia nei pressi di porta Romana e giunge fino al ponte Romano di Solestà equivale ad un'immersione a ritroso nel tempo e fruire della possibilità di ammirare un panorama quasi intatto della città ai tempi dell'Età comunale.
  • Via Salaria - È l'antica strada percorsa dai Romani, chiamata così perché veniva percorsa da Roma fino al mare Adriatico per prendere il sale.

Monumenti e opere architettonicheModifica

 
La loggia dei Mercanti, opera cinquecentesca addossata a parte del fianco destro della chiesa di San Francesco
  • Edicola di Lazzaro Morelli - Costruita addossata ad un'abside della parete esterna della chiesa di San Francesco, nel 1639, su richiesta del Governatore ascolano Gerolamo Codebò e dedicata alla Madonna di Reggio.
  • Loggia dei Mercanti - Opera cinquecentesca che si aggiunge alla preesistente facciata gotica della chiesa di San Francesco. Commissionata dalla ricca "Corporazione della Lana" si compone di cinque arcate, poggianti su colonne corinzie e termina con un cornicione merlato.
  • Monumento ai Caduti – Dedicato ai Caduti di tutte le guerre, è composto da un basamento di marmo e laterizio sormontato da una statua in bronzo raffigurante la Vittoria. Fu realizzato nel 1927 dello scultore Gaetano Orsolini. Si trova in piazza Roma.
 
La statua in bronzo raffigurante Cecco d'Ascoli, realizzata a New York da ascolani emigrati
  • Monumento a Cecco d'Ascoli - Fu realizzato a New York da ascolani emigrati nella Grande Mela e giunse in Ascoli nel 1921. Composto da un basamento di marmo sormontato da una statua in bronzo raffigurante Cecco d'Ascoli, è opera dello scultore Edoardo Camilli. Si trova in piazza Giacomo Matteotti nelle immediate vicinanze del ponte Maggiore[33].
  • Monumento a Vittorio Emanuele II – Opera in marmo dedicata a Vittorio Emanuele II di Savoia. Fu realizzata nel 1882 dallo sculture Nicola Cantalamessa Papotti ed è posizionata al centro dei giardini pubblici nella zona est del centro storico.
  • Porta della Musa - Questa porta è l'ingresso laterale della cattedrale di Ascoli ed è così poeticamente chiamata dal distico che si legge scalpellato sulla pietra immurata nel suo fianco. Situata tra la IV e la V lesena è un'opera tardo rinascimentale di difficile attribuzione. Alcuni ipotizzano Carlo Crivelli, altri Giuliano da Maiano ed altri ancora Lazzaro di Francesco, ma, quasi sicuramente, è opera di un capace, valente ed ignoto lapicida locale.
  • Portale barocco - Si mostra con un prospetto consistente in un imponente portone, fiancheggiato da due semicolonne ioniche con bugne a fascia, e una sopraelevazione in muratura da cui si affaccia un balcone con ai lati due cariatidi. L'opera è stata realizzata da Giuseppe Giosafatti, nel XVII secolo, per il palazzo del canonico Candido Malaspina che sorgeva sul lato occidentale di piazza Arringo. L'edificio di proprietà del canonico è stato demolito per aprire via XX Settembre e raccordarla alla piazza.
  • Statua del Cristo Redentore – È un monumento religioso dedicato al Redentore. Costruito con blocchi di travertino, fu inaugurato il 18 maggio dell'anno 1954 e rappresenta il Cristo rivolto verso Ascoli, con le braccia aperte in segno di protezione. Ha un'altezza complessiva di 12 metri.

Siti archeologiciModifica

  • Teatro romano - Addossato alle pendici del colle dell'Annunziata, è stato rinvenuto durante gli scavi condotti nell'anno 1932, e successivi del 1951 e del 1959. Presenta l'emiciclo delle gradinate esposto verso nord, la sua costruzione risalirebbe al I secolo a.C. con successivi restauri ed ampliamenti nella prima metà del I e II secolo dopo Cristo.
  • Grotte dell'Annunziata - Costruzioni monumentali realizzate tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C., all'epoca in cui l'antica Asculum era divenuta colonia di diritto romano. Si tratta di una vasta opera di sostruzione costituita da una serie di camere coperte a volta. Era in funzione di un edificio monumentale che si affacciava sulla città dal pianoro del colle, con grande effetto scenografico. Si ipotizza che si trattasse di un tempio[34].
  • Percorso archeologico interno a palazzo dei Capitani - Si tratta di un'area archeologica urbana musealizzata nel 1987 che si snoda all'interno del piano terra del palazzo dei Capitani e che mostra la stratigrafia di piani di pavimentazioni della piazza, che coprono l'arco di tempo compreso tra l'epoca romana e l'epoca contemporanea, con particolare interesse per le stratificazioni del periodo romano dalla fase repubblicana a quella tardoimperiale.
  • Necropoli di Castel Trosino - La necropoli longobarda fu scoperta nel 1893 nei pressi del borgo di Castel Trosino. Furono rinvenute oltre 260 tombe, di cui la maggior parte restituiva il proprio corredo funerario e altre preziose manifatture realizzate in vetro, oro ed argento.[35]

Aree naturaliModifica

  • Parco dell'Annunziata - Il parco estende la sua superficie nella zona più alta della città, sull'antico colle Pelasgico, ed è considerato il polmone verde di Ascoli.
     
    Un'immagine dei giardini pubblici situati in corso Vittorio Emanuele II
  • Parco della Rimembranza - Inaugurato il 5 luglio 1925, in occasione della commemorazione del decimo anniversario dell'entrata in guerra, alla presenza del principe ereditario Umberto di Savoia.
  • Parco “Ugo Tasselli” – Situato nel quartiere di Porta Romana nell'area dell'ex tirassegno, c'è il parco urbano intitolato a Ugo Tasselli, un giovane ascolano prematuramente scomparso. All'ingresso di viale Treviri è esposta una targa dedicata alla sua memoria. Inaugurato il 30 marzo 2014, di forma rettangolare, presenta verde attrezzato con area giochi per bambini, un campo da calciotto, un campo per calcio a 5 e polifunzionale, due campi da bocce e un'area per cani.[36]
  • Giardino botanico “Benito Di Lorenzo” - Il giardino, inaugurato nell'anno 1988, si trova in viale della Repubblica nell'area dell'Istituto tecnico agrario statale “Celso Ulpiani”. Nato con scopi prevalentemente didattici ospita innumerevoli varietà di piante tra cui olivi di rara varietà.[37]
  • Giardini pubblici di corso Vittorio Emanuele II - Situato nella zona est del centro storico della città, fu inaugurato nel 1873. Al suo interno trova collacazione la statua di Vittorio Emanuele II.[38]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[39]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2017 risultavano residenti 2.966 cittadini stranieri, pari al 6,1% della popolazione. Il gruppo etnico più numeroso è quello rumeno.[40] Le nazionalità straniere principali presenti nel comune sono al 2017:

  1. Marocco, 164
  2. Cina, 135
  3. Nigeria, 124
  4. Ucraina, 123
  5. Senegal, 59

Istituzioni, enti e associazioniModifica

In città sono presenti le sedi della Provincia di Ascoli Piceno e della Prefettura in piazza Fausto Simonetti e alcuni uffici della Regione Marche in viale Indipendenza.

Strutture sanitarie
  • Ospedale generale provinciale "Costanzo e Giacomo Mazzoni" – È la struttura sanitaria pubblica facente capo all'Area Vasta n.5 dell'ASUR (Azienda Sanitaria Unica Regionale) delle Marche. Il complesso è ubicato nel quartiere di Monticelli, nella zona est della città.
  • Casa di cura "Villa San Marco" – Struttura sanitaria privata.
  • Casa di cura "Villa San Giuseppe" – Struttura sanitaria privata.
  • Centro "Venerabile Marcucci" – Struttura sanitaria privata del centro "Santo Stefano" specializzato nelle riabilitazioni.[41]
Strutture militari e penitenziarie
  • 235º Reggimento Addestramento Volontari "Piceno" – Costituito il 6 febbraio 1917[42] ha sede presso la caserma "Emidio Clementi" e addestra i volontari in ferma prefissata di un anno di entrambi i sessi. Nel 2001 in piazza del Popolo vi è stato il primo giuramento nella storia della Repubblica italiana di donne soldato.
Fino al 21 dicembre 2007 la città è stata sede del Comando Reclutamento e Forze di Completamento Esercito "Marche", in seguito trasferito ad Ancona nel 2008 e sede della Scuola A.U.C. (Allievi Ufficiali di Complemento), all'epoca chiamata anche la 2^ Modena (Accademia).
Associazioni di volontariato
  • Bottega del Terzo Settore – Associazione nata nel 2016 con lo scopo di costituire una rete tra le diverse realtà che operano nel sociale. La sede è nel palazzo dell’ ex cinema Olimpia.[44]
  • Croce Verde Ascoli Piceno.

Qualità della vitaModifica

Ascoli Piceno, con la sua provincia, si attesta spesso in buone posizioni nelle classifiche sulla qualità della vita stilate dai due maggiori quotidiani economici, Il Sole 24 ORE e Italia Oggi e dall’associazione ambientalista Legambiente. La classifica de Il Sole 24 Ore del 2017 che vide al primo posto la città di Belluno, posizionò Ascoli al 15º posto; un anno dopo Italia Oggi la mise al 16º posto.

Anno Qualità della Vita
(Il Sole 24 ORE)
Qualità della Vita
(Italia Oggi)
Rapporto
Ecosistema Urbano
(Legambiente)
2015
21°
20°
47°
2016
42°
18°
15°
2017
15°[45]
32°[46]
41°[47]
2018
27°[48]
16°[49]
68°[50]

CulturaModifica

IstruzioneModifica

BibliotecheModifica

  • Biblioteca comunale "Giulio Gabrielli" - Fondata nell'anno 1849, è situata all'interno del Polo culturale Sant'Agostino. La biblioteca conta la presenza di circa 200.000 volumi tra cui, il più antico, è il Ritmo di Sant'Alessio, codice benedettino della fine del XII secolo, una delle più antiche testimonianze della letteratura italiana, e una raccolta di altri codici e corali miniati. Acquisì, dopo l'unità d'Italia, i fondi librari delle corporazioni religiose.
  • Biblioteca comunale di via Monte Grappa.
  • Biblioteca comunale di via San Serafino.
  • Biblioteca comunale di largo delle Ginestre.
  • Biblioteca ed Archivio Diocesano - Istituita nell'anno 1935, annovera al suo interno circa 50.000 volumi, tra i quali quelli della biblioteca capitolare ed i testi donati da Giuseppe Fabiani e Francesco Antonio Marcucci.
  • Biblioteca provinciale di storia contemporanea "Ugo Toria" - Si trova nel complesso architettonico della Cartiera papale e conta la presenza di circa 18.000 volumi soprattutto di storia contemporanea. Fa parte del Polo SIP costituito da ventinove biblioteche delle province di Ascoli Piceno e Fermo.
  • Biblioteca dell'università del Polo delle Scienze "Luca Luna"[51].
  • Archivio di Stato.

ScuolaModifica

In città sono presenti numerose scuole medie superiori statali e private, per poter far fronte alla grande richiesta non solo degli studenti locali, ma anche degli studenti di gran parte dei comuni della provincia e di alcuni dell'Abruzzo settentrionale. Tra di esse, merita menzione lo storico istituto tecnico Commerciale e per Geometri "Umberto I", fondato nel 1900[52] e ubicato nell'edificio costruito da Vincenzo Pilotti nell'area del convento domenicano di San Pietro Martire.
L’offerta di scuole medie superiori è la seguente:

  • Liceo "F. Stabili – E. Trebbiani" (Liceo Classico, Liceo Linguistico, Liceo delle Scienze umane, Liceo Economico sociale e Liceo Musicale),
  • Liceo delle Scienze umane "T. Relucenti" (paritario),
  • Liceo Scientifico "A. Orsini",
  • Liceo Artistico "O. Licini",
  • Istituto tecnico Agrario "C. Ulpiani",
  • Istituto tecnico Commerciale e per Geometri "Umberto I",
  • Istituto tecnico statale "G. Mazzocchi",
  • Istituto professionale Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale "C. Ulpiani",
  • Istituto professionale Servizi per l'Enogastronomia e l'Ospitalità alberghiera,
  • Istituto di Istruzione superiore "E. Fermi – G. Sacconi – A. Ceci",
  • Istituto d'Istruzione "Cecco d'Ascoli" (privato),
  • Scuola "Atheneo" S.a.s. (privato),
  • Centro studi "L. Da Vinci" (privato).

Università e ricercaModifica

 
La sede Sant'Angelo Magno della Scuola di Ateneo Architettura e Design
  • Università di Ascoli Piceno - L’ente gestore è il Consorzio Universitario Piceno, nato con lo scopo di favorire lo sviluppo dell’istruzione universitaria e della ricerca scientifica nella provincia di Ascoli Piceno.
La città ospita corsi dell'Università degli Studi di Camerino e di altri atenei convenzionati ed è sede amministrativa e didattica della Scuola di Ateneo Architettura e Design "Eduardo Vittoria". Sono presenti inoltre corsi di specializzazione tecnologica ITS[53] e master universitari di I e II livello. Fino ai primi anni novanta era anche sede della Facoltà di Agraria, in seguito trasferita ad Ancona.
Dal 2016 la città è sede della Scuola internazionale della Sicurezza e Protezione Ambientale dell’università privata Alma Mater Europaea. Consiste in un istituto internazionale per la formazione professionale post universitaria nei campi della sicurezza e protezione ambientale[54].
  • Centro scientifico, tecnologico e culturale "Hub21" - È il parco tecnologico fondato con lo scopo di sostenere la nascita e lo sviluppo di startup, attraendo imprese innovative orientate alla ricerca e alla progettazione e sostenendo i processi di innovazione tecnologica e gestionale e di rigenerazione delle imprese esistenti[56].

MuseiModifica

  • Musei della Cartiera papale - Complesso architettonico che ha sempre ospitato mulini ad acqua e che ben rappresenta un esempio di archeologia industriale. Si sviluppa su più livelli edificati in diversi periodi, attualmente ospita il Museo della carta, la Sala delle macine, il Museo di storia naturale "Antonio Orsini" e il Museo high-tech dell'acqua "Tutta l'acqua del mondo".[58][59]
  • Museo archeologico statale – Ospitato nei locali di Palazzo Panichi espone rinvenimenti del territorio ascolano e di tutto il Piceno in generale. È diviso in tre sezioni: preistoria, protostoria e romana.[60]
  • Museo diocesano - Inaugurato nell'anno 1961 dal vescovo Marcello Morgante raccoglie pregevoli opere di arte sacra.
  • Emygdius museum – Il museo dedicato a Sant'Emidio patrono della città e protettore dei terremotati, si trova nel piano superiore della chiesa di Sant'Ilario ed è composto da pannelli illustrativi, testimonianze, reperti e altri oggetti che narrano la storia, il culto e la diffusione nel mondo del Santo Patrono.[61]
  • Museo-biblioteca "Francesco Antonio Marcucci" - Inaugurato nel 1994 ha sede nell'appartamento di monsignor Marcucci dove sono custoditi oggetti e memorie riguardanti la congregazione da lui stesso fondata, oltre la biblioteca e la cappellina.
  • Museo d'arte sacra "L’Annunciazione a Maria" – Conserva opere come incisioni, xilografie, acqueforti, quadri e sculture in travertino, dal cinquecento fino ai nostri giorni. Si trova nel complesso della chiesa di San Pietro Martire.[62]
  • Museo della stampa d’arte – Si trova all’interno del Liceo Artistico "O. Licini" nel quartiere di Porta Maggiore. Raccoglie strumenti e macchine da stampa in disuso.[63]

MediaModifica

StampaModifica

La città è sede delle redazioni di quotidiani con edizioni locali:

Fino al 2016, veniva pubblicata anche l’edizione ascolana de Il Messaggero. Successivamente alla chiusura, l’edizione nazionale del quotidiano romano è stata abbinata con il Corriere Adriatico.

RadioModifica

TelevisioneModifica

TeatroModifica

  • Compagnia dei Folli - Gruppo teatrale italiano di strada e d'immagine fondato nel 1984 a Castel Trosino. Dopo molti anni di attività, nell'anno 2002, la Compagnia ha dato vita a uno spazio teatrale nella città presso il Palafolli, dove ha creato anche una scuola di teatro.
  • Compagnia del Capannone – Costituita nell'anno 1987 perseguendo l'impegno di proporre commedie in dialetto ascolano, oltre a testi in lingua italiana.[64] Tra le sue rappresentazioni la commedia Sparpagghiò la storia e la morte con musiche di Giovanni Allevi.
  • Synergie Teatrali - Compagnia di prosa professionale costituitasi ad Ascoli Piceno.[65]

CinemaModifica

I film più importanti girati in questa città:

In televisioneModifica

Serie Tv
Altro

A partire dal 1993, la Rai trasmette la diretta del torneo cavalleresco della Quintana, nella sua principale edizione di agosto. Inizialmente su Rai 1, a cura del TG1, e con la telecronaca di Puccio Corona e di Luigi Saitta, successivamente venne trasmessa a cura di Rai International. Dal 2014 la trasmissione è curata dalla TGR Marche e viene trasmessa su Rai 3. Negli anni novanta è stata, grazie al patron Vittorio Salvetti prima, e al figlio Andrea dopo, tappa fissa del Festivalbar. Nella cornice di piazza del Popolo si sono svolte le edizioni del 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1999. Nel 1995, causa lavori di restauro all'arena di Verona, sede delle finalissime della manifestazione, la città di Ascoli ospitò le due serate delle finali presentate da Amadeus, Federica Panicucci e Laura Freddi. Tra gli spot pubblicitari ricordiamo quello della Fiat Seicento nel 1999, quello della Telecom-Impresa Semplice (come scenario) e quello della Vodafone, entrambi nel 2012. Nel 2015 il centro storico è stato il set dello spot della Serie A-TIM.

MusicaModifica

La città di Ascoli vanta una considerevole tradizione musicale. L'Istituto musicale "Gaspare Spontini" fondato nel 1957 sotto forma di liceo musicale, è il più rappresentativo tra le realtà locali ed ha sede a palazzo Pacifici nel cuore del centro storico. Dal 2010 è convenzionato con il Conservatorio statale di musica "Gioachino Rossini" di Pesaro e si collega alla storica Società Filarmonica Ascolana fondata nel 1874[66]. I principali corsi di studio si articolano in storia, elementi di armonia e analisi, canto, teoria e ritmica, pianoforte, pratica pianistica, violino, violoncello, fisarmonica, chitarra, basso tuba, clarinetto, flauto, tromba, sassofono, strumento a percussione, danza classica, danza modern jazz e corsi di "popular music"[67].

CucinaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina ascolana.
 
Le olive all'ascolana, composte da olive verdi denocciolate e riempite con un composto a base di carne mista e poi fritte

I piatti che maggiormente rappresentano la cucina e la gastronomia locale sono le olive all'ascolana e il fritto all'ascolana: entrambi devono il loro nome alla città. Le olive verdi tenere, dopo essere state denocciolate e riempite con un morbido composto a base di carne mista vengono impanate e fritte. Il fritto all'ascolana è una pietanza che si compone di costolette di agnello, carciofi, olive ascolane e crema fritta (cremini).

 
L'anisetta Meletti, liquore dolce all'anice prodotto nel Piceno

Un'altra specialità territoriale, legata alla tradizione, è l'oliva in salamoia. Si tratta di olive verdi tenere ascolane che, dopo la raccolta, sono messe in salamoia con acqua, sale ed erbe selvatiche, tra cui il finocchietto, seguendo la ricetta di un monaco cellarius che, nel XVI secolo, si occupava della conservazione dei cibi nel monastero dei Benedettini Olivetani della chiesa di Sant'Angelo Magno. La varietà dell'Oliva Ascolana del Piceno era già conosciuta e ricordata da Catone, Plinio, Marziale e Petronio (che le cita nel Satyricon) e fu apprezzata anche da Sisto V, Giuseppe Garibaldi e dai compositori Gioachino Rossini e Giacomo Puccini. La particolarità di questa pianta è di essere coltivabile, per il facile attecchimento, in poche zone del territorio ascolano che si distinguono per peculiari caratteristiche del terreno (humus). Il suo frutto, utilizzato per la preparazione delle olive ripiene, si distingue per avere un nocciolo piccolo ricoperto da un mesocarpo polposo e tenero.

Le olive, insieme al pomodoro e al tonno, sono anche alla base del più diffuso sugo locale, denominato appunto "all'ascolana" e tipicamente gustato con i bucatini. Tra i primi si segnala anche il timballo, una lasagna senza besciamella e con ragù di solo manzo.

Un altro piatto caratteristico sono i piconi, dei grossi ravioli cotti al forno ripieni di un impasto di pecorino fresco e stagionato, adatti alle colazioni primaverili e consumati come antipasto per il pranzo di Pasqua insieme alla tipica pizza di cacio o crescia.

Tipica del periodo pasquale è, inoltre, la coratella con le uova. Caratteristici del carnevale sono invece i ravioli incaciati, ripieni di carne di gallina e spolverati con cacio e cannella.

Altra specialità è il baccalà all'ascolana, servito in sugo agrodolce.

I dolci tipici ascolani sono legati per lo più ai periodi di festa. Un esempio è il frustingo, dolce natalizio realizzato con fichi secchi, noci, mandorle e canditi, molto simile nel gusto e nella preparazione al celebre pane di pere zurighese. E poi i dolci tipici del periodo di carnevale e pasqua: le castagnole inzuppate nell'anisetta (liquore dolce all'anice prodotto nel Piceno), i ravioli ripieni di ricotta fresca, cacao amaro e castagne (qualcuno aggiunge anche un goccio di rum), la cicerchiata e la zuppa inglese detta “pizza dolce”, farcita alle creme, che rappresenta il dessert tipico della tradizione picena.

Per quanto riguarda gli alcolici, tutta la zona dell'ascolano è nota per la produzione del Rosso Piceno Superiore, del Falerio e del vino cotto, ottenuto dalla concentrazione del mosto mediante cottura, oltre che per la già citata anisetta.

Eventi, tradizioni e folcloreModifica

Il corteo della Quintana sfila in piazza del Popolo per raggiungere il Campo dei Giochi
Cavaliere al galoppo sfrenato durante uno dei tre assalti al moro
  • Torneo cavalleresco della Quintana e Festa di Sant'Emidio - I principali avvenimenti civili e religiosi cittadini sono legati alla festività del patrono sant'Emidio che si celebra da molti secoli il 5 agosto, la cui giornata è scandita da solenni e molto partecipate celebrazioni religiose e che ha il suo momento finale e più atteso dopo la mezzanotte con i fuochi d'artificio, accesi sulle sponde del Castellano, di fronte alla Cattedrale, seguiti da decine di migliaia di spettatori assiepati sul Lungocastellano e in vari punti della città. La manifestazione che sin dal Medioevo rappresenta il principale momento civile nell'ambito dei festeggiamenti in onore del Patrono è la Quintana, che si svolge la prima domenica di agosto. Preceduta dal solenne corteo storico cui partecipano oltre 1.500 figuranti in costume rinascimentale, aperto dalle autorità cittadine, a cominciare dal Sindaco nel ruolo di Magnifico Messere. Quando la sfilata è giunta al Campo dei Giochi di Ponte Majore ha inizio la giostra vera e propria, nella quale i sei cavalieri rappresentanti i Sestieri cittadini si contendono il Palio. L'intero cerimoniale è basato sugli Statuti del 1377 e che si rinnova nella sua edizione contemporanea dal 1955 senza interruzioni. A partire dal 1993, si è aggiunta una seconda edizione, che si svolge in notturna il secondo sabato di luglio.
  • Ascoliva Festival – È il festival dell'oliva ripiena all'ascolana. La prima edizione si svolse in piazza Arringo nell'agosto 2013. L'evento di tipo gastronomico-culturale, intende valorizzare non solo la tipica oliva all'ascolana, ma anche le altre risorse enogastronomiche e quelli culturali della città e del territorio piceno.[68][69]
  • Carnevale di Ascoli Piceno - Il Carnevale ascolano è una manifestazione tradizionale, originale ed interessante per il suo carattere goliardico e popolare e che coinvolge fortemente il pubblico, caratterizzato da gruppi mascherati che mettono in scena, in un grande "teatro all'aperto", fatti della vita locale e nazionale, caratterizzati spesse volte dall'utilizzo del dialetto. La manifestazione ha il suo fulcro in piazza del Popolo che per l'occasione viene addobbata con grandi lampadari di stile tardo ottocentesco, ma coinvolge anche altre zone del centro storico, come piazza Arringo e le vie e le piazze adiacenti.
     
    Il Carnevale in piazza del Popolo luogo fulcro della manifestazione
    Il Carnevale ascolano ha il suo culmine a partire dal Giovedì grasso, riservato ai gruppi scolastici, e soprattutto nelle giornate della domenica e del martedì, quando escono i gruppi mascherati di varie categorie, facenti parte del concorso mascherato, la cui prima edizione ebbe luogo nel 1958.
  • Concorso Pianistico Internazionale Ferenc Liszt - dal 2009 la città ospita la finale del concorso dedicato al grande musicista ungherese Ferenc Liszt, conosciuto anche come Premio Liszt, volto alla ricerca e al sostegno di giovani talenti del pianismo lisztiano mondiale. La manifestazione ha visto la presenza in giuria di Martha Argerich (2009), del lisztiano Daniel Rivera, del maestro Marcello Abbado (2010) e del maestro Leonid Margarius (2011).[senza fonte]
  • Fritto misto all'Italiana - Tra fine aprile ed inizio maggio si svolge una manifestazione gastronomica focalizzata sulle fritture, ivi compresa la locale oliva all'ascolana fritta.[70][71]
  • Mercatino dell'Antiquariato - Si svolge nelle vie e piazze centrali del centro storico ogni terzo fine settimana del mese ed è rivolta ai diversi settori merceologici dell'antiquariato: vi si possono trovare dai mobili agli argenti, dai gioielli ai dipinti, dai disegni alle stampe, dalle sculture agli oggetti d'arte, tutto di epoche comprese fra il settecento e il novecento; ma anche tappeti, tessuti e pizzi, ceramiche e manufatti d'arte.[72]
  • {{senza fonte|Premio Internazionale Città di Ascoli Piceno - Si svolge ogni anno, tra la fine di novembre e i primi di dicembre, organizzato dall'Istituto studi medievali "Cecco d'Ascoli". Si tratta di un premio letterario che viene assegnato a una personalità nel campo della medievistica internazionale che si è contraddistinta per la pubblicazione di testi che contribuiscono all'indagine storica e al valore della ricerca storiografica. Tra i vincitori del premio si ricordano Elémire Zolla (1987), Ovidio Capitani (1989), Liliana Cavani (1991 per il film Francesco) e Pupi Avati (2008 per il film Magnificat del 1993). Nel 1987 la giuria del Premio assegnò una menzione speciale allo storico francese Jacques Le Goff.[73]

Geografia antropicaModifica

Suddivisioni storicheModifica

La suddivisione storica di Ascoli Piceno è riportata nel testo degli Statuti Comunali del 1377. Al tempo la città era divisa in quattro quartieri che corrispondevano all'antico insediamento urbano:

  • Sant'Emidio,
  • Santa Maria Intervineas,
  • San Venanzio,
  • San Giacomo.

Ogni quartiere era a sua volta ripartito in sei sestieri.

Successivamente, una delibera consiliare del 14 settembre 1881 cambiò la denominazione precedentemente adottata e i 4 quartieri assunsero rispettivamente i nomi di "Vittorio Emanuele", "Garibaldi", "Cecco D'Ascoli", "Ventidio Basso". Avanti nel tempo i quartieri "Cecco d'Ascoli" e "Ventidio Basso" furono rinominati rispettivamente "Giuseppe Mazzini" e "Camillo Benso conte di Cavour".

Nell'anno 1969, a causa dell'espansione urbana, si rese necessario un esame di revisione della toponomastica cittadina. Per tale studio fu incaricata una commissione che ritenne di adottare nuovamente le precedenti denominazioni. Il consiglio comunale ascolano l'approvò il giorno 16 giugno 1970, e da allora i 4 quartieri del centro storico riassunsero l'antico nome.

Intorno ai 4 quartieri centrali vi sono 8 rioni:

  • Borgo Solestà,
  • Campo Parignano,
  • Borgo Chiaro,
  • Castagneti,
  • Santi Filippo e Giacomo,
  • Porta Maggiore
  • Borgo Cartaro,
  • Porta Romana.

Il territorio del comune di Ascoli Piceno è stato suddiviso dapprima in 11, poi fino al giugno dell'anno 2009, in nove circoscrizioni.

  • 1º Centro storico
  • 2º Circoscrizione Borgo Solestà
  • 3º Campo Parignano
  • 4º Porta Maggiore e Santi Filippo e Giacomo
  • 5º Mozzano
  • 6º Venagrande
  • 7º Piagge
  • 8º Monticelli
  • 9º Villa Sant'Antonio

Quartieri e zoneModifica

Il centro abitato di Ascoli Piceno si divide in quartieri e zone che si trovano al di fuori dell'antico centro storico, sviluppatisi negli anni del boom economico e demografico. L'area urbana assume un forma di città lineare che si sviluppa principalmente lungo la media valle del Tronto e si estende verso est anche oltre i confini comunali.

Quartiere Zone comprese dentro i quartieri Popolazione
Centro Storico Sant'Emidio, Santa Maria Intervineas, San Venanzio, San Giacomo 7.740
Borgo Cartaro - 309
Porta Romana Monteverde 1.839
Borgo Solestà Monterocco, Bellavalle 5.009
Campo Parignano Collina del Sacro Cuore 3.368
Borgo Chiaro Stadio 924
Porta Maggiore Ascoli 21, Pennile di Sotto, Luciani, Tofare, Santi Filippo e Giacomo 10.633
Monticelli Croce di Tolignano 8.528
Castagneti Zona Industriale Castagneti, Lu Battente 497
Marino del Tronto Casa Circondariale, Basso Marino, Zona Artigianale 576
Brecciarolo - 645
Poggio di Bretta - 1.648
Totale città - 41.716
Frazioni e case sparse Villa Sant'Antonio, Piagge, Mozzano, Venagrande, ecc... vedi paragrafo successivo 8.242
Totale comune - 49.958

[74]

FrazioniModifica

Bivio Giustimana, Borgo Faiano, Campolungo, Caprignano, Carpineto, Casalena, Casamurana, Case Schiavi, Castel Trosino, Cavignano, Cervara, Colle, Colle San Marco, Colloto, Colonna, Colonnata, Coperso, Fonte di Campo, Funti, Giustimana, Il Palazzo, Lago, Lisciano, Lisciano di Colloto, Montadamo, Monte di Rosara, Monticelli, Morignano, Mozzano, Oleificio Panichi, Palombare, Pedana, Piagge, Pianaccerro, Polesio, Ponte Pedana, Porchiano, Rosara, San Gaetano, San Pietro, Santa Maria a Corte, Talvacchia, Taverna di mezzo, Trivigliano-Villa Pagani, Tozzano, Tronzano, Valle Cupa, Valle Fiorana, Valle Senzana, Valli, Vena piccola, Venagrande, Villa Sant'Antonio.

Area metropolitanaModifica

 
L'area metropolitana di Ascoli Piceno individuata con il Functional Urban Regions

L'area metropolitana della città, individuata con la metodologia del Functional Urban Regions (FUR), conta 93.561 abitanti (dati Istat), includendo il comune stesso e tutti quei comuni con un flusso di pendolarismo superiore al 10%, ovvero Acquasanta Terme (17.11%), Appignano del Tronto (17.82%), Castel di Lama (20.36%), Castorano (13.01%), Colli del Tronto (13.38%), Folignano (28.68%), Maltignano (20.98%), Palmiano (14.95%), Roccafluvione (18.63%), Spinetoli (10.02%), Venarotta (22.18%) e Valle Castellana (TE) (11.08%)[75].

La città di Ascoli Piceno è anche parte di una più estesa conurbazione che si estende lungo tutta la media valle del Tronto. L'area urbana assume la forma di una città lineare che partendo da Ascoli Piceno comprende senza interruzione di continuità: Villa Pigna e Case di Coccia (frazioni di Folignano), Caselle (frazione di Maltignano), la zona industriale di Campolungo e Villa Sant'Antonio (frazioni di Ascoli Piceno), il centro di Piattoni (comune di Castel di Lama), il comune di Colli del Tronto e la sua frazione Villa San Giuseppe, fino ad arrivare a Pagliare (frazione di Spinetoli). In complesso l'area urbana possiede 65.242 abitanti, secondo i dati del censimento ISTAT del 2011.

EconomiaModifica

IndustriaModifica

Ascoli Piceno si industrializzò notevolmente grazie alle sovvenzioni statali provenienti dalla Cassa del Mezzogiorno. La città vanta una discreta zona industriale (zona Campolungo) con la presenza di alcune importanti aziende italiane e multinazionali con stabilimenti produttivi attivi nella gomma, carta, prodotti farmaceutici (Pfizer[76]), dolciari (Barilla[77]), surgelati (Nestlé) e dei cavi (Prysmian). A causa della crisi economica, la Manuli Rubber e la Maflow hanno ridotto notevolmente la loro produzione nel corso 2009, mentre la Ahlstrom ha definitivamente delocalizzato dalla città. La maggior parte dell'economia ruota, però, intorno a piccole e medie aziende a conduzione familiare e sulla fornitura di servizi professionali per i piccoli centri della valle del Tronto e delle montagne circostanti.

TurismoModifica

Negli ultimi anni la città di Ascoli ha accentuato la sua forte vocazione turistica. Il centro storico, costruito quasi interamente in travertino è in parte pedonalizzato e attrae molti turisti consapevoli di ammirare una città d'arte per molto tempo poco conosciuta.[78] Testimonianza della crescita turistica è il proliferare di strutture microricettive come bed and breakfast e agriturismi e l'apertura di alcuni alberghi. A trarre vantaggio è l'economia locale. La città è anche visitabile attraverso un tour a bordo di un trenino turistico, con audioguida in italiano ed inglese, che guida gli ospiti nelle strette e caratteristiche rue medievali e vie del centro storico offrendo un suggestivo panorama di oltre venti monumenti e scorci della città turistica.[79]

ArtigianatoModifica

Nell'artigianato, Ascoli è famosa soprattutto per le sue ceramiche, per la produzione di numerosi oggetti di paglia, che spazia dal cappello alle borsette e per l'antica arte del merletto, del tombolo e del mosaico[80]. Importanti sono anche le lavorazioni del ferro battuto, del cuoio e del rame, quest'ultima finalizzata alla realizzazione di una vasta gamma di prodotti, che spazia dal vasellame alle anfore. Inoltre, sono diffuse e rinomate le antiche produzioni di strumenti musicali, tra i quali le viole e i violini, che si caratterizzano per l'alta qualità dei materiali, della forma e dei timbri.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

La città è unita al casello "San Benedetto del Tronto-Ascoli Piceno" dell'Autostrada A14 mediante il Raccordo autostradale 11 (più noto con il nome di superstrada Ascoli-Mare) ed è collegata verso ovest con Rieti e Roma attraverso la Strada statale 4 Via Salaria. L'arteria ha caratteristiche di strada extraurbana secondaria e a scorrimento veloce.
Dalla SS 4 Via Salaria, nel comune di Arquata del Tronto, si dirama la Strada statale 685 delle Tre Valli Umbre che attraverso i trafori di Forca Canapine e di Forca di Cerro permette di raggiungere l'Umbria e quindi la SS 3 Via Flaminia.

Altra arteria, in costruzione ma aperta al transito in alcuni tratti, è la Pedemontana Abruzzo-Marche che collegherà da nord a sud, il territorio maceratese-fermano fino a quello di Chieti, passando per Ascoli e Teramo, collegando le due città con il tratto chiamato Ascoli-Teramo.

FerrovieModifica

La città è capolinea della ferrovia Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto, servita anche da collegamenti verso Ancona, Macerata e Fabriano. La stazione di Ascoli Piceno rientra nel programma Centostazioni di Ferrovie dello Stato ed è stata completamente ristrutturata nel 2009. Al fianco della stazione ferroviaria c'è l'autostazione, una struttura per la mobilità è un nodo di scambio ferro-gomma, l'unico nelle Marche[81]. Sempre nel comune di Ascoli, oltre alla stazione centrale, ci sono quelle di San Filippo, di Marino del Tronto e di Villa Sant'Antonio, tutte sulle stessa linea ad est della città.

La ferrovia Salaria, che avrebbe collegato la città a Rieti e Roma, fu più volte progettata ma mai costruita.[82]

AmministrazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Ascoli Piceno.

ConsolatiModifica

GemellaggiModifica

 
Uno scorcio della città di Treviri gemellata con Ascoli dal 1958

Rapporti di amiciziaModifica

La città di Ascoli ha, inoltre, stretto e intrattiene rapporti di amicizia con altre "città partner" o "città sorelle", geograficamente e politicamente distinte, con l'obiettivo di favorire il contatto umano e lo scambio di legami culturali e di collaborazione.

SportModifica

La città è rappresentata in molte discipline sportive, vantando oltre diecimila tesserati, circa centocinquanta associazioni sportive e circa trenta impianti dislocati nel territorio comunale. Il calcio è lo sport più seguito, avendo l'Ascoli Calcio 1898 FC, la prima squadra marchigiana a raggiungere la massima serie e a rimanervi per molti anni. Il 22 settembre 2012 il centro storico della città ha ospitato la “Notte Azzurra dello sport”. L'evento ha visto le esibizioni sportive della varie associazioni dilettantistiche.[94]

Città europea dello Sport 2014

Ascoli Piceno è stata ufficialmente proclamata Città europea dello Sport per l'anno 2014 dall'ACES (Associazione delle Capitali Europee dello Sport). Il riconoscimento è stato conferito il 7 novembre 2012 al sindaco Guido Castelli a Bruxelles, presso la sede del Parlamento europeo.[95]

CalcioModifica

 
L'Ascoli della prima promozione in Serie A, stagione 1973-1974

La principale squadra della città è l'Ascoli Calcio 1898 FC, che ospita le gare interne presso lo stadio “Cino e Lillo Del Duca”. Fra le prime società sportive delle Marche, fondata nel 1898 con il nome di Candido Augusto Vecchi, presente dalla stagione 1972-1973 nelle massime categorie del calcio professionistico (Serie A e Serie B). L'Ascoli, nel corso della sua storia più che centenaria, ha conseguito 2 promozioni dalla Serie C alla Serie B e ben 5 dalla Serie B alla Serie A, conquistando anche il Torneo di Capodanno nel 1981, una Mitropa Cup nel 1986 e una Supercoppa di Lega Pro nel 2002. Nel giugno del 1980 ad Hamilton in Canada, vinse il torneo internazionale The Red Leaf Cup (La Coppa della Foglia Rossa) a cui parteciparono anche Botafogo, Nancy e Rangers. Ha inoltre giocato la finale della Coppa Anglo-Italiana nel 1995 nello storico stadio di Wembley. Fiore all'occhiello della storia sportiva della società restano comunque le numerose stagioni disputate nelle massime categorie del calcio nazionale: ben 16 in Serie A (migliore piazzamento il 4º posto ottenuto nel 1979-1980) e 22 in Serie B, tutte nel periodo compreso tra il 1972-1973 ed il 2018-2019. Attualmente la squadra milita in Serie B.

La seconda squadra è la S.S.D. Monticelli, fondata nel 1981 nell'omonimo quartiere ad est della città. Dal campionato 2015-2016 al 2017-2018, il sodalizio dai colori sociali bianco-azzurri ha militato in Serie D.

Calcio a 5Modifica

Il calcio a 5 è molto praticato ad Ascoli e nelle zone limitrofe. La squadra principale della cittadina è l'ASD Adverso C5 che disputa attualmente il campionato di Serie C1 marchigiano. Numerose sono anche le altre squadre di Serie D.

Atletica leggeraModifica

Tra le associazioni sportive ricordiamo la storica società l'ASD ASA Ascoli, fondata nel 1956. Una società che vanta di aver avuto ben 6 olimpionici, tra i quali Carlo Vittori, Armando de Vincentis, Antonio Brutti e Marco Marchei.

CiclismoModifica

Ascoli Piceno è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia: la prima nel 1913, l'ultima nel 2004.

Gioco della bandieraModifica

L'antico gioco della bandiera è rappresentato dai sestieri quintanari, quali: Porta Maggiore, Porta Romana, Porta Solestà che militano nella massima serie della Tenzone Aurea; Piazzarola nella Tenzone Argentea; Porta Tufilla e Sant'Emidio nella Tenzone Bronzea. La Tenzone Aurea è l'attuale massimo campionato nazionale di sbandieratori e musici d'Italia organizzato dalla Federazione Italiana Sbandieratori.[96]
Dal 6 all'8 settembre 2013, la città ha ospitato la competizione della Tenzone Aurea, campionato italiano Sbandieratori e Musici di Serie A1 organizzato dalla F.I.SB.[97]

PallacanestroModifica

In città è presente l’Ascoli Basket fondata nel 1984 che attualmente milita nel quinto livello del campionato italiano maschile di pallacanestro, la Serie D e lo Storm Ubique Ascoli che milita in Promozione. Il campo da gioco è il palabasket di via Spalvieri.

PallamanoModifica

In città è presente l’ASD Pallamano Ascoli, fondata nel 1976. Ha disputato numerosi campionati di Serie A1 e A2. Attualmente milita in serie B, la terza serie del campionato italiano maschile di pallamano. Il campo da gioco è il palasport “Ezio Galosi”.

PattinaggioModifica

La disciplina del pattinaggio è rappresentata dalla ASD Pattinatori Piceni, fondata nel 2012 (pattinaggio a rotelle) e dalla Cento Roller, fondata nel 2011 (pattinaggio artistico a rotelle). Entrambe svolgono gli allenamenti nel pattinodromo “Tullio Pallotta”.
Dall'8 al 10 settembre 2012, il pattinodromo della città ha ospitato i campionati mondiali di pattinaggio corsa.[98]

RugbyModifica

In città è presente l’Amatori Rugby Ascoli, società rugbista fondata nel 1960. Nel 1975 vinse il campionato di Serie C, ma in seguito per mancanza di fondi la società si sciolse nei primi anni ottanta. Rifondata nel 2007 l’ARA vanta un discreto seguito soprattutto tra i giovanissimi.
Importante ricordare l'esordio della nazionale italiana ad Ascoli Piceno con l'incontro di test match Italia-Samoa (24-6) giocato allo stadio “Cino e Lillo Del Duca” il 28 novembre 2009. L'evento, ha contribuito a far conoscere maggiormente in città lo sport del rugby.[99] Sempre per il test autunnale l'8 novembre 2014 la nazionale italiana fece ritorno al “Del Duca” per un'altra sfida Italia-Samoa (26-13).

SciModifica

La provincia di Ascoli ha un territorio per buona parte montuoso e nei mesi invernali si può praticare lo sci sulle piste della stazione di Forca Canapine a cavallo tra i comuni Arquata del Tronto e di Norcia sui monti Sibillini o sulla stazione di San Giacomo, Monte Piselli, in provincia di Teramo. Le associazioni sciistiche con sede ad Ascoli sono l’ASD Sci Club Piceno, l’ASD Sci Club Ascoli, l’ASD Sci Club Montepiselli (sci alpino) e l’ASD Sci Club Monteverde.

TennisModifica

Il tennis è rappresentato dal Circolo Tennis Piceno fondato nel 2016[100] e che raccoglie la tradizione sportiva del Circolo Tennis Ascoli Morelli, intitolato a Francesco “Checco” Morelli, tennista ascolano prematuramente scomparso. I campi da gioco sono nel complesso tennistico “Vittorio Roiati”.

Altri sportModifica

  • Automobilismo: Ascoli Piceno ospita ogni anno, nel tracciato Colle San Marco-Colle San Giacomo, la cronoscalata "Coppa Paolino Teodori" valevole per il "CIVM - Campionato Italiano Velocità Montagna". Il 19 giugno 2011 si è svolta l'edizione del cinquantenario corredata da diversi eventi collaterali, mentre la cinquantunesima edizione è stata disputata il 22 luglio 2012 ed è stata fortemente disturbata dalla pioggia. Dal 2008 gli è stata riconosciuta anche la titolazione di Challenge FIA e Coppa Europa. L'edizione 2013 è stata valida anche per il CEM - Campionato Europeo della Montagna.
  • Baseball e Softball: presente in città l'Ascoli Baseball & Softball Oaks;
  • Calcio da tavolo - Subbuteo: in città dal 2004 opera anche il Subbuteo Club Ascoli, nato grazie alla passione di alcuni giocatori di subbuteo che dopo anni sono tornati all'attività agonistica. Dopo tre stagioni di serie C, nel 2007 lo SCA ha conquistato la promozione in serie B nel circuito FISCT e nel 2008 quella in serie A. Dal 2007 la città ospita il Memorial Costantino Rozzi, torneo nazionale di calcio da tavolo;
  • Mountain bike: l'area extraurbana del comune è caratterizzata da una conformazione collinare e in parte montana. Per tali caratteristiche è stato possibile realizzare un bike park. L'associazione coordinatrice è l’ASD Ascoli Bike Team che si occupa principalmente di escursionismo in mountain bike.
  • Tiro con l'arco: tra le associazioni sportive ricordiamo l'ASD Compagnia Arcieri Piceni. Il 27 e 28 aprile 2013, la città ha ospitato allo stadio "Squarcia" i campionati nazionali di tiro con l'arco a squadre per società;[101]
  • Torball e Goalball: presente in città l'APD Picena non vedenti. Dal 23 al 28 ottobre 2012, la città ha ospitato i campionati europei di goalball (pallarete), disciplina sportiva praticata da atleti non-vedenti ed ipovedenti.[102]

Impianti sportiviModifica

 
Lo stadio “Cino e Lillo Del Duca” visto dall'alto
 
Lo stadio “Ferruccio Squarcia” in un'immagine al suo interno
  • Stadio “Cino e Lillo Del Duca” (viale C. Rozzi) - Stadio comunale che ospita le partite giocate in casa dall'Ascoli Calcio 1898 FC. Inaugurato nel 1962 fu ampliato dal presidente Costantino Rozzi nel 1974. Ha una capienza di 20.550 spettatori.
  • Stadio “Ferruccio Corradino Squarcia” (via G. Pascoli) - Situato tra ponte di Cecco e la chiesa di San Vittore. Ogni anno, al suo interno, viene allestito il campo dei giochi per la competizione dei cavalieri giostranti della Quintana.
  • Bike park “Ascoli Natural Bike Park” (loc. Monte Piselli, San Marco, Piagge, Castel Trosino) - Inaugurato nel dicembre del 2013 e posto nella zona sud del Comune, offre una varietà di piste per le varie discipline della mountain bike come il cross country, il freeride leggero e altre.[103]
  • Palazzetto dello sport “Ezio Galosi” (via A. Mancini) - Situato nel quartiere di Monterocco ha una tribuna con una capienza di circa 800 posti a sedere.
  • Palazzetto dello sport “Monticelli” (via degli Iris).
  • Centro sportivo “Picchio Village” (strada della Bonifica).
  • Bocciodromo (via Abruzzo).
  • Campo da calcio “San Marcello” (via C. Rozzi).
  • Campo da calcio “Tonino Camaioni” (via A. Mancini).
  • Campo da rugby “Severino Aurini” (via della Canapa).
  • Campo scuola atletica leggera “Mauro Bracciolani” (via A. De Dominicis).
  • Centro sportivo “Pennile” (via Marche).
  • Centro sportivo “Quartiere Tofare” (via Sassari).
  • Centro sportivo “Giulio Franchi” (loc. colle San Marco).
  • Complesso tennistico “Vittorio Roiati” (viale C. Rozzi).
  • Pattinodromo “Tullio Pallotta” (via Marche).
  • Palabasket (via G. Spalvieri).
  • Piscina (via G. Spalvieri).
  • Poligono di tiro (via Salaria Inferiore, loc. Campolungo).
  • Velodromo-campo da calcio “Don Mauro Bartolini” (via dei Frassini).

NoteModifica

  1. ^ a b Dato istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
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  5. ^ Cesare Brandi, Terre d'Italia, Milano, RCS, 2006. URL consultato il 27 maggio 2019.
  6. ^ Luca Bonora, Dove andare nel 2015: dieci buoni motivi per dieci luoghi imperdibili, in TCI, 22 gennaio 2015. URL consultato il 27 maggio 2019.
  7. ^ Luca Bonora, Cosa vedere ad Ascoli: Piazza del Popolo, in Touring Club Italiano, 27 gennaio 2015. URL consultato il 26 maggio 2019.
  8. ^ Comune di Ascoli Piceno. Le cento torri, su comuneap.gov.it. URL consultato il 12 novembre 2012.
  9. ^ Picus Online. Il Teatro Filarmonici torna al territorio dopo 24 anni grazie ad un investimento di 2 milioni e mezzo di euro della giunta Castelli, su picusonline.it. URL consultato il 27 maggio 2018.
  10. ^ Comune di Ascoli Piceno. La Quintana, su comuneap.gov.it. URL consultato il 10 giugno 2017.
  11. ^ Paulus Diaconus, Historia Langobardorum «In qua sunt civitates Firmus, Asculus et Pinnis et iam vetustate consumpta Adria, quae Adriatico pelago nomen dedit».
  12. ^ Gaius Iulius Caesar, Commentarii de bello civili «Cum his duabus Asculum Picenum proficiscitur».
  13. ^ A. M. Mazzocchi, Diatriba del Piceno, Saggi di Dissertazioni Accademiche, Tomo III.
  14. ^ Naturalis Historia III, 110, «Orti sunt (Picentes) a Sabinis voto vere sacro».
  15. ^ Giambattista Carducci, Su le memorie e i monumenti di Ascoli nel Piceno. Fermo, Saverio Del Monte, 1853, p. 2, «Picena regio, in qua est Asculum, dicta, quod Sabini cum Asculum proficiscerentur, in vexillo eorum Picus consederit».
  16. ^ Historia Langobardorum/Liber II, 19 «Huius habitatores cum a Savinis illuc properarent, in eorum vexillo picus consedit, atque hac de causa Picenus nomen accepit».
  17. ^ Antonio Rodilossi, Ascoli Piceno città d'arte. Modena, "Stampa & Stampa" Gruppo Euroarte Gattei, Grafiche STIG, 198, p. 13.
  18. ^ Regio decreto 9 novembre 1862 n. 978. In: Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, anno 1862, vol. V, dal n. 409 al n. 1100. Torino, Stamperia Reale.
  19. ^ Cfr. anche Guida generale degli Archivi di Stato italiani, voce Archivio di Stato di Ascoli Piceno, Roma, 1981, pag. 7(393) e pag. 14(400).
  20. ^ S. Balena, op. cit., pag. 44.
  21. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/l-italia-romana-delle-regiones-regio-v-picenum-ascoli-piceno_(Il-Mondo-dell'Archeologia)/
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  32. ^ Alla cerimonia inaugurale dell'acquedotto consorziale di Pescara di Arquata del Tronto, avvenuta il 16 ottobre 1955, intervenne il presidente della Repubblica Italiana Giovanni Gronchi. - sito del CIIP di Ascoli Piceno Archiviato il 28 settembre 2007 in Internet Archive.
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  34. ^ Ipotesi proposta nel 1977 dall'archeologo Mario Torelli in sede di recensione all'opera "Asculum I". Il santuario di Ascoli rientrerebbe nella tipologia dei noti complessi templari di età sillana edificati in pianori su luoghi d'altura adeguatamente muniti di opere sostruttive.
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