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Luigi Olivari
Luigi Olivari.JPG
29 dicembre 1891 – 13 ottobre 1917
Nato aLa Spezia
Morto aSanta Caterina (UD)
Cause della morteStallo durante il decollo
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
CorpoCorpo aeronautico militare
SpecialitàCaccia
Unità1ª Squadriglia caccia
70ª Squadriglia caccia
91ª Squadriglia caccia
Anni di servizio1915 – 1917
GradoTenente
GuerrePrima guerra mondiale
DecorazioniMedaglia d'argento al valor militare
wwiaviation.com[1]
voci di militari presenti su Wikipedia

Luigi Olivari (La Spezia, 29 dicembre 1891Santa Caterina, 13 ottobre 1917) è stato un ufficiale e aviatore italiano, pluridecorato con medaglia d'argento al valor militare. Asso dell'aviazione da caccia, è accreditato di 12 abbattimenti durante la prima guerra mondiale.

Indice

BiografiaModifica

Nacque a La Spezia da Tommaso e Maria Ferrando, una famiglia del ceto medio. Da ragazzo si spostò con la sua famiglia a Torino. Veniva descritto come giovane molto attivo negli sport e buon motociclista. Entrò nella scuola per piloti civili di Mirafiori ottenendo il 27 novembre 1914 il brevetto numero 305, su di un Blèriot. Benché riformato alla visita medica di leva per un problema cardiaco si offrì volontario allo scoppio della guerra. Avendo il raro brevetto di pilota venne comunque arruolato nel Battaglione aviatori, come aviatore volontario. Dopo l'addestramento che ebbe inizio il 15 giugno 1915 ricevette il brevetto di pilota il 1º settembre 1915 con il grado di Aspirante.

Fu assegnato alla 1ª Squadriglia caccia che il 15 aprile 1916 diventa 70ª Squadriglia caccia dove conobbe Francesco Baracca.

Nel marzo 1916 partecipa al suo primo combattimento presso Medea ma è costretto al ritiro per l'inceppo della mitragliatrice. Il 7 aprile 1916 partecipa, a Cortello di Pavia di Udine, all'abbattimento del suo primo apparecchio nemico (un Hansa-Brandenburg C.I), coadiuvato dai capitani Guido Tacchini (comandante della 1ª Squadriglia) e Domenico Bolognesi. Il 16 settembre successivo abbatte un Lloyd C.III a Staro Stelo di Caporetto, il 31 ottobre abbatte un biposto sul Monte Nero (Alpi Giulie) ed il 18 marzo 1917 abbatte un Hansa-Brandenburg C.I a San Canzian d'Isonzo. Considerato uno dei piloti più abili e coraggiosi, entra a far parte della 91ª Squadriglia conosciuta come la "Squadriglia degli assi". Il 18 maggio successivo abbatte un Albatros a Voissizza, il 24 maggio un Lohner T.I a Grado (Italia), il 3 giugno un Albatros sul Monte San Marco di Gorizia ed il 6 giugno un Hansa-Brandenburg C.I a Monte Santo di Gorizia.

Gli vengono attribuiti 12 abbattimenti, benché ne reclamasse 19[2].

Ritornato in Italia[3] dopo un breve soggiorno in Francia, rimase ucciso a causa dello stallo del suo caccia SPAD S.VII durante il decollo, presso il campo di S.Caterina/Udine. I funerali si tennero a Udine.[4].

Dopo la sua morte, nel 1921, gli venne intitolato l'aeroporto militare di Brescia-Ghedi[5].

OnorificenzeModifica

  Medaglia di bronzo al valor militare
«Nell'occasione di un'incursione aerea nemica, pilotando un aeroplano da caccia, arditamente affrontava un velivolo nemico, e, dando prova di grande perizia aviatoria, efficacemente concorreva, con altri aeroplani, all'abbattimento di quello nemico, i cui aviatori furono catturati.»
— Cielo di Cortello (Udine), 7 aprile 1916
  Medaglia d'argento al valor militare
«Pilota aviatore addetto ad una squadriglia di aeroplani da caccia, con sereno sprezzo di ogni pericolo e grande sangue freddo, dando prova di molta perizia aviatoria, affrontava arditamente potenti aeroplani nemici, riuscendo col fuoco della propria mitragliatrice a determinare la precipitosa caduta di uno di essi in territorio avversario presso il campo di aviazione di Aissovizza e concorrendo molto efficacemente all'abbattimento di un altro velivolo avversario in territorio nazionale a Creda presso Caporetto.»
— Cielo di Medea, 25 agosto 1916; Cielo di Caporetto, 16 settembre 1916
  Medaglia di bronzo al valor militare
«Informato con altri aviatori, che un aeroplano nemico volteggiava con insistenza sopra Monte Stol e Monte Stariski per regolare il tiro delle proprie batterie, montato su un aeroplano da caccia, arditamente assaliva l'apparecchio avversario, che strenuamente si difese con una mitragliatrice e con un fucile a tiro rapido e, dopo una brillante e pericolosa lotta, concorreva ad abbatterlo rimanendone ucciso l'ufficiale osservatore e ferito mortalmente il pilota.»
— Monte Stariski, 16 settembre 1916
  Medaglia d'argento al valor militare
«Pilota aviatore addetto ad una Squadriglia da caccia, con sereno sprezzo del pericolo dava prova di grande perizia, affrontando arditamente, da solo, due potenti velivoli nemici, riuscendo a fugarne uno e a determinare la precipitosa discesa e la cattura dell'altro, dopo brillante ed accanito combattimento.»
— Cielo di Monfalcone, 18 marzo 1917
  Medaglia d'argento al valor militare
«Pilota aviatore addetto ad una squadriglia da caccia, dando prova di rara perizia e sangue freddo, affrontava decisamente ed abbatteva un velivolo nemico. - Selo, 18 maggio 1917.- Col tiro aggiustato della sua mitragliatrice faceva precipitare nell'acqua un idrovolante nemico.»
— Grado, 24 maggio 1917
  Medaglia di bronzo al valor militare
«Pilota aviatore da caccia, dava in ogni volo belle prove di perizia e di valore, dopo aver abbattuto 12 aeroplani nemici ed aver sostenuto numerosi combattimenti, in seguito ad incidente aviatorio immolava alla Patria la sua giovane esistenza.»
— Santa Caterina, 13 ottobre 1917
  Croce di guerra francese con palme
— SPAD S.VII

NoteModifica

  1. ^ William Ira Boucher, Italian Aces of WW1 - Luigi Olivari, su wwiaviation.com. URL consultato il 13 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2013).
  2. ^ Luigi Olivari.
  3. ^ Luigi Olivari con l'Ansaldo S.V.A. nel 1917.
  4. ^ Associazione Arma Aeronautica Archiviato il 23 aprile 2014 in Internet Archive..
  5. ^ Aimino e Avondo 2018, pp. 138.

BibliografiaModifica

  • Aimino, Gianbattista & Avondo, Gian Vittorio, La grande guerra dei piemontesi, Edizioni del Capricorno, 2018, ISBN 978-88-7707-364-8.

Voci correlateModifica