Isonzo

Fiume italo-sloveno
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Soča" rimanda qui. Se stai cercando il centro abitato della Slovenia, vedi Sonzia.
Isonzo
Soca.jpg
L'Isonzo a Caporetto.
StatiSlovenia Slovenia
Italia Italia
SuddivisioniSlovenia Goriziano
Friuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
Lunghezza136 km
Portata media91 m³/s a Salcano
170 /s alla foce
Bacino idrografico3 400 km²
Altitudine sorgente990 m s.l.m.
NasceSlovenia Val Trenta
46°24′42.56″N 13°43′26.79″E / 46.411822°N 13.724108°E46.411822; 13.724108
AffluentiLepena, Coritenza, Uccea, Tolminka, Idria, Vipacco, Torre
SfociaItalia Golfo di Trieste
45°43′29″N 13°33′22″E / 45.724722°N 13.556111°E45.724722; 13.556111Coordinate: 45°43′29″N 13°33′22″E / 45.724722°N 13.556111°E45.724722; 13.556111
Mappa del fiume

L'Isonzo (la Lusinç in lingua friulana, Soča in lingua slovena) è un fiume lungo 136 chilometri con un bacino ampio 3400 km², di cui 1150 km² in territorio italiano. Caratteristico il colore smeraldino delle acque, che si mantiene con qualche attenuazione nella parte finale del suo corso[1].

IdronimoModifica

Conosciuto come Lusinç in friulano standard, Isuns, Lisuns, Lusinz, Lusins nelle varianti friulane locali[2]; Soča in sloveno; Lisonz in bisiaco; Sontig (desueto) in tedesco.

Il suo nome deriva dal latino Aesontium o forse dalle svariate varianti Sontium, Sontius, Aesontius, Isantius fluvius, Isuncium.

Corso del fiumeModifica

La parte montana del fiume è compresa nel Goriziano sloveno, mentre la parte prevalentemente collinare e planiziale si sviluppa in Friuli, nel territorio di Gorizia.

Le sorgenti del fiume sono costituite da una fessura carsica nella roccia del Monte Travnik (2379 m  s.l.m.) a 990 m s.l.m. nella Val Trenta e, dopo una serie di cascate, raggiungono la parte inferiore della Zadnja Trenta, unendosi alle acque del Suhi Potok[3].

Nella parte iniziale del corso riceve i torrenti Lepena, Coritenza e Uccea. Il suo percorso lambisce le località slovene di Plezzo, Caporetto, Tolmino (dove riceve da sinistra il torrente Tolminka), Santa Lucia d'Isonzo, dove riceve da sinistra il fiume Idria, e Nova Gorica, entrando poi in territorio italiano presso Gorizia.

Da qui lambisce le pendici del Carso ricevendo da sinistra il fiume Vipacco, attraversa la Bisiacaria (ricevendo da destra il Torre) e la Bassa Friulana (Fiumicello) e va a sfociare, nel mare Adriatico vicino a Staranzano.

RegimeModifica

L'Isonzo ha un regime essenzialmente alpino influenzato anche dalla notevole presenza di sorgive carsiche.

La sua portata media (170 /s annui presso la foce) è, dopo quella dell'Adige (e fiume Po del Veneto), la più elevata tra i fiumi del Nord-est mantenendosi elevata anche in estate (non scende mai sotto i 50 /s) grazie all'apporto carsico[4]. Durante la stagione piovosa è soggetto invece a imponenti piene: la sua portata massima è stata registrata nel 1924 a Salcano e fu di 2500 /s[5].

Non è tuttavia possibile stabilire con sufficiente precisione una portata media alla foce. Ciò a causa della limitata serie di misure, dalle derivazioni irrigue, dalla presenza di risorgive e, non ultimi, dai complessi rapporti dell'Isonzo con le acque carsiche[4]. Molto più semplice invece, risulta la definizione delle portate medie alla stazione di Salcano, alla chiusura del bacino montano, con serie di misure complete e non affette da derivazioni.

Attualmente la portata dell'Isonzo dipende anche dall'apertura o dalla chiusura delle molte dighe costruite lungo il suo corso in Slovenia. L'Isonzo, ricevendo da destra il fiume Torre [6] con i suoi affluenti Versa, Judrio, Natisone, allarga la sua pianura isontina[7] fino a Cividale, Tarcento e quasi Udine.

Portate medie mensiliModifica

Portata media mensile (in m3/s)
Stazione idrometrica: Salcano (1980-2018)

Eventi storiciModifica

Nei pressi dell'Isonzo si combatté la battaglia del Frigido nel 394 d.C. fra l'Imperatore romano d'Oriente Teodosio I, a capo dell'esercito cristiano, e Flavio Eugenio Imperatore romano d'Occidente, alla guida dei soldati pagani. Sempre sull'Isonzo ci fu la prima battaglia dell'invasione degli Ostrogoti in Italia.

Nella Prima guerra mondiale l'Isonzo fu teatro delle maggiori operazioni militari sul fronte italiano dal 1915 al 1917, quindi delle sanguinose dodici battaglie dell'Isonzo, dove caddero oltre 300.000 tra italiani e austroungarici.

AmbienteModifica

FaunaModifica

L'Isonzo si contraddistingue anche per la trota della specie Salmo trutta marmoratus (trota marmorata), che vive nelle acque trasparenti dell'alta Valle dell'Isonzo. Questa specie è ritenuta a rischio, dovuto in gran parte all'introduzione della trota fario nel periodo che intercorre tra la Prima e la Seconda guerra mondiale, con la quale si ibrida.

Sulla foce del fiume è stata istituita dal 1996 un'area naturale protetta denominata Riserva naturale della Foce dell'Isonzo che si estende per oltre 3.600 ettari.

Problemi ambientaliModifica

In Slovenia vi sono ben tre sbarramenti con funzione idroelettrica che hanno causato col tempo importanti ripercussioni ambientali sull'ecosistema. Nel 2011 con il nuovo Piano energetico sloveno è nuovamente emersa la possibilità di realizzare altri impianti idroelettrici sugli affluenti minori del fiume[8].

Nonostante la Direttiva Acque (2000/60/CE) lo preveda non è ancora di fatto attiva una gestione coordinata del bacino dell'Isonzo per lo meno per le questioni legate al rispetto dei rilasci d'acqua da parte della Slovenia che continuano ad essere un problema non risolto[9] con effetti ambientali legati alla conservazione di diverse specie ittiche (come la trota marmorata) ma anche con effetti sulle attività produttive in Italia.

La situazione sull'inquinamento delle acque è migliorata a seguito della realizzazione - rinviata da decenni - del nuovo depuratore nel 2015[10]. Precedentemente infatti le acque dell'area urbana di Nova Gorica venivano scaricate nel torrente Corno, affluente dell'Isonzo, causando un forte inquinamento di origine organica.

Anche in Italia vi sono delle criticità dovute alla non completa depurazione delle acque, che dovrebbero essere risolte con la realizzazione del depuratore unico provinciale. Inoltre una fonte d'impatto ambientale sono anche le due opere di derivazione poste a Gorizia e Sagrado ad uso irriguo ed idroelettrico che sottraggono importanti quantitativi d'acqua all'Isonzo specialmente nel periodo estivo.

Nel 2011, in funzione di queste derivazioni, è stata riproposta la realizzazione di un nuovo sbarramento osteggiato però da molti cittadini e organizzazioni ambientaliste. Lo scopo sarebbe quello di migliorare la derivazione d'acqua messa a rischio dalle portate discontinue rilasciate a valle del confine[11].

CulturaModifica

LeggendaModifica

I tre fradei (I tre fratelli), leggenda popolare bisiaca, descrive l'origine di tre fiumi conosciuti in Friuli Venezia Giulia. Come tante leggende la fantasia si mescola con la realtà, confondendo in effetti le sorgenti dei fiumi, che in questa leggenda sembrano avere origine dallo stesso monte.

«All'inizio dei secoli l'Isonzo, la Drava e la Sava erano tre fratelli che vivevano su un monte altissimo. Un giorno fecero una scommessa su chi fosse arrivato per primo al mare. Il Dio si raccomandò che fossero onesti nella scommessa, come si conviene tra fratelli, e regalò alla Drava un piccone, alla Sava un'ascia e all'Isonzo delle scarpe ferrate per compiere l'impresa. La partenza era stabilita per l'alba. La Drava però partì durante la notte, rompendo i massi che le bloccavano la strada con il piccone. La Sava, sentendo il rumore si svegliò ed inseguì la sorella tagliando i larici ed i pini con l'ascia, mentre l'Isonzo dormiva. All'alba l'Isonzo si svegliò e vide che le sorelle erano già partite. Furioso per l'imbroglio cominciò a tirare calci ai massi e alle rocce con le sue scarpe chiodate. A mezzogiorno, con le scarpe consumate, arrivò in pianura. Stanco per l'impresa si stese e lentamente arrivò fino al mare. Allora sentì il Padreterno che gli diceva di averlo aiutato perché era stato onesto. Le due sorelle invece, per la fretta di arrivare prime non giunsero al mare, ma sbagliarono strada andando a gettarsi in un fiume più grande.»

Letteratura e cinematografiaModifica

L'Isonzo viene cantato da Giuseppe Ungaretti nella poesia I fiumi. La colorazione smeraldo delle acque ispirò il poeta sloveno Simon Gregorčič che vi dedicò la sua poesia più nota, All'Isonzo (Soči in sloveno). Sul tratto di fiume vicino a Plezzo alle pendici del monte Canin sono state girate delle scene del film del 2008 Le cronache di Narnia - Il principe Caspian.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Il fiume e il suo bacino, su camisproject.eu.
  2. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana, su arlef.it, 27 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013)..
  3. ^ (SL) Tine Mihelič, Escursionismo in Slovenia - Alpi Giulie, Lubiana, Sidarta, 2003.
  4. ^ a b Ferruccio Mosetti, Sintesi sull'idrologia del Friuli Venezia Giulia, in Quaderni dell'Ente Tutela Pesca, vol. 6, Udine, 1983.
  5. ^ Bacino del fiume Isonzo, su adbve.it.
  6. ^ Le acque di questo fiume alimentano l'Isonzo solamente nel corso delle piene, mentre negli altri periodi vengono assorbite dal substrato e alimentano le acque di falda. Vedi: Inquadramento idrologico della regione, su arpa.fvg.it.
  7. ^ Detto anche bacino imbrifero isontino
  8. ^ Isonzo a rischio: Lubiana progetta tre nuove centrali idroelettriche, in Il Piccolo, 4 agosto 2011.
  9. ^ Legambiente FVG, Necessaria una gestione transfrontaliera del fiume Isonzo, su legambientefvg.it, 13 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2015).
  10. ^ Corno inquinato chiesto il "conto" alla Slovenia, in Il Piccolo, 9 dicembre 2012.
  11. ^ Isonzo, il Consorzio lancia l'allarme: serve una nuova diga, in Messaggero Veneto, 6 settembre 2011.

BibliografiaModifica

  • Istituto di ricerca "Achille Tellini", Friûl gurizan-Bisiacaria-Gorišca, Miti, fiabe e leggende del Friuli storico, 2009.
  • Anton von Mailly, Leggende del Friuli e delle Alpi Giulie, traduzione di Karin Hensel, Editrice Goriziana, 1986.
  • AA.VV., L'Isonzo. Geografia fisica,storica ed economica di un fiume internazionale, 1980.
  • Autorità di bacino di Venezia (a cura di), Laboratorio Isonzo – Documento conclusivo, 2012.

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