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BiografiaModifica

 
Il martirio di Santa Lucia

Inizia il suo apprendistato artistico in Sicilia, nel 1593 si trasferisce a Roma dove frequenta la bottega di Lorenzo Siciliano e dove conosce Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, diventandone amico, modello, collaboratore. Secondo alcuni studiosi Minniti era anche un amante di Caravaggio, il che spiegherebbe la sua presenza in molti ritratti famosi, almeno fino al matrimonio contratto nel 1603[3]: "un certo «Mario pittore», che nel 1603 abitava «al Corso» ma convivente di Caravaggio fino a qualche anno prima, è ricordato dallo stesso Caravaggio in un interrogatorio del processo relativo alla querela di Giovanni Baglione per i versi diffamatori che Caravaggio e altri pittori avrebbero diffuso contro di lui"[4].

Attorno al 1606, Minniti si trasferisce di nuovo in Sicilia, dove dipinge una Madonna del Soccorso per la chiesa di San Giovanni Battista di Vizzini, alcune sue opere sono conservate nel Museo del Convento dei Padri Cappuccini a Caltagirone (CT), mantiene una attiva bottega a Siracusa, e nel 1608 aiuta l'amico Merisi in fuga da Malta, procurandogli anche una commissione: il Seppellimento di Santa Lucia[5].

Lo stile del Minniti è ispirato non solo al Caravaggio, ma anche ad un sistema pittorico più discreto e “domestico”, riuscendo a fondere i due tipi di pittura in una formula che sarà accolta con favore dagli artisti e dalle committenze siciliane.

Minniti modello di CaravaggioModifica

Molti critici d'arte riconoscono in parecchi ritratti di Caravaggio il volto di Mario Minniti, amico e forse amante[1]. Il volto sensuale di Minniti è riconoscibile nel Fanciullo con canestro di frutta, la Buona ventura, I bari, il Concerto, il Suonatore di liuto, il Bacco, il Ragazzo morso da un ramarro, la Vocazione e il Martirio di san Matteo.

OpereModifica

 
Miracolo della vedova di Naim
 
Le stigmate

Catania e provinciaModifica

Enna e provinciaModifica

Messina e provinciaModifica

Palermo e provinciaModifica

  • 1621 - 1622, Madonna del Rosario, pala d'altare, opera documentata nell'Oratorio del Rosario di San Domenico, sostituito da quadro del medesimo soggetto opera di Van Dyck, quando transitò nella collezione di Marco Gezio, la cui destinazione finale al presente non è identificata con certezza.
  • 1621 - 1622, Orazione nell'orto, opera verosimilmente commissionata per l'Oratorio del Rosario di San Domenico. Col rinnovamento dell'arredo pittorico transitò nella collezione di Marco Gezio, la cui destinazione finale al presente non è identificata con certezza.
  • 1621 - 1622, Coronazione di spine, opera verosimilmente commissionata per l'Oratorio del Rosario di San Domenico. Col rinnovamento dell'Arredo pittorico transitò nella collezione di Marco Gezio, la cui destinazione finale al presente non è identificata con certezza.
  • 1621 - 1622, San Domenico di Silos libera gli schiavi, olio su tela firmato in basso al centro Minnitti.
  • 1621 - 1622, Natività.
  • 1621 - 1622, San Carlo.
  • 1621 - 1622, Santa Vergine (?).
  • 1621 - 1622, Santa Vergine (?).

Ragusa e provinciaModifica

Siracusa e provinciaModifica

Opere sparseModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Mario Minniti nei dipinti di Caravaggio, su cultorweb.com. URL consultato il 4 marzo 2016.
  2. ^ Donatella Spagnolo, Minniti, Mario, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 74, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
  3. ^ Francesco Abbate, Storia dell'arte nell'Italia meridionale: Il secolo d'oro, Roma, Donzelli, 1997, p. 109.
    «[…] oltre a un'intimità di cui resta, nelle fonti, qualche traccia allusiva (è ancora Susinno a informarci che nel 1603, ventiseienne, Minniti si era sposato «per poter più quietamente vivere, perché alquanto infastidivalo la torbidezza dell'amico»: accenno un po' generico che può essere naturalmente interpretato in molti modi) […]».
  4. ^ Voce "Mario Minniti" dell'enciclopedia Treccani, secondo cui "la certezza che si trattasse del Minniti non c’è, ma la coincidenza con il racconto di Susinno, relativamente alla coabitazione con Caravaggio" presso il palazzo del cardinal del Monte, rende l’identificazione molto probabile.
  5. ^ Dubbi sulla fondatezza di questa versione cita Enzo Papa, Recensione a Pino Di Silvestro, La fuga, la sosta. Caravaggio a Siracusa, Rizzoli, 2002, in Belfagor: rassegna di varia umanità, LVIII, 5, 2003, p. 623 (Firenze: L.S. Olschki, 2003), che ricorda come "Santi Luigi Agnello ha ritenuto inverosimile la narrazione del Susinno, soprattutto per quel che riguarda i rapporti tra il pittore siracusano Mario Minniti e il Caravaggio, mettendo in discussione anche la comune pratica romana dei due pittori presso quel Lorenzo Siciliano che, secondo il Bellori, «di opere grossolane tenea bottega» (cfr. M. Minniti e A. Maddiona nelle "vite" di Francesco Susinno, in Archivio Storico Siracusano, a. x, 1964, 77)".
  6. ^ Autori varî, Mario Minniti. L'eredità di Caravaggio a Siracusa, 2004, Electa, Napoli.
  7. ^ Giuseppe Fiumara, Guida per la città di Messina, Messina, 1841, p. 28.
  8. ^ a b c d e f g h Grano - Hackert, pp. 85.
  9. ^ Caio Domenico Gallo, Annali della città di Messina ... dal giorno di sua fondazione sino a tempi presenti, Tomo I, Messina, Francesco Gaipa, 1756, p. 130.
  10. ^ a b c d e f g h Grano - Hackert, pp. 84.
  11. ^ a b Caio Domenico Gallo, Annali della città di Messina ... dal giorno di sua fondazione sino a tempi presenti, Tomo I, Messina, Francesco Gaipa, 1756, p. 225.

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Controllo di autoritàVIAF (EN22094401 · ISNI (EN0000 0000 5264 0510 · SBN IT\ICCU\SBNV\026531 · LCCN (ENnr2004028518 · GND (DE129359513 · ULAN (EN500005343 · CERL cnp00597300 · WorldCat Identities (ENnr2004-028518