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Caltagirone
comune
Caltagirone – Stemma Caltagirone – Bandiera
Caltagirone – Veduta
Panorama di Piazza Umberto I
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
SindacoGiovanni Ioppolo (liste civiche di centro-destra) dal 20-6-2016
Territorio
Coordinate37°14′N 14°31′E / 37.233333°N 14.516667°E37.233333; 14.516667 (Caltagirone)Coordinate: 37°14′N 14°31′E / 37.233333°N 14.516667°E37.233333; 14.516667 (Caltagirone)
Altitudine608 m s.l.m.
Superficie383,38 km²
Abitanti37 953[2] (31-10-2018)
Densità99 ab./km²
FrazioniAlbanazzo, Colleggiata (Collegiata), Favarella, Granieri, Mulino Buongiovanni, Piano Carbone, Piano San Paolo, Rangasia, San Basilio - Casa Prete, San Mauro, Santo Pietro, Serra Fornazzo, Signore del Soccorso, Villa Gravina, Villa Grazia
Comuni confinantiAcate (RG), Gela (CL), Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarino (CL), Mazzarrone, Mineo, Mirabella Imbaccari, Niscemi (CL), Piazza Armerina (EN), San Michele di Ganzaria
Altre informazioni
Lingueitaliano e siciliano[1]
Cod. postale95041
Prefisso0933
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087011
Cod. catastaleB428
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitanticalatini (o caltagironesi)
Patronosan Giacomo il Maggiore, Maria ss del Ponte (compatrona)
Giorno festivo25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caltagirone
Caltagirone
Caltagirone – Mappa
Posizione del comune di Caltagirone nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Caltagirone (Caltaggiruni in siciliano) è un comune italiano di 37 953 abitanti[2] della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Dista 68 km dal suo capoluogo Catania e 195 km dal capoluogo di regione Palermo. È il quinto comune più popoloso della città metropolitana e il primo per estensione. È il 23º comune della Sicilia per popolazione e il quinto per estensione. È sede vescovile dal 1816. È a capo di un vasto comprensorio, il Calatino, nell'intera parte meridionale dell'ente metropolitano. È il 224° comune più popoloso d'Italia, e il 24° più esteso.

Centro urbano situato tra la Sicilia centrale e quella orientale, in posizione equidistante tra esse, la Sicilia sud-orientale e il litorale meridionale, è famoso per la produzione della ceramica. È stata per oltre due millenni un punto strategico di controllo per molti popoli che controllavano le piane di Catania e di Gela, tra cui bizantini, arabi, genovesi e normanni. È anche un rilevante centro agricolo, per via delle sue estese campagne.

Il centro storico è stato insignito del titolo di Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2002, facente parte del consorzio del Val di Noto.

Indice

EtimologiaModifica

Il nome di Caltagirone è di difficile interpretazione. La prima parte del nome, cioè calta-, proviene sicuramente dall'arabo qalʾat (قَلْعَة) che significa castello, fortezza o rocca, così come accade per molti altri comuni siciliani (Calascibetta, Calatafimi, Buscemi). Nel Basso Medioevo il nome latino era Calatagironum, come si legge più volte nell' Historia sicula di Bartolomeo di Neocastro (c. 1250- c. 1310).

Per quando riguarda la restante parte secondo alcuni studiosi potrebbe trattarsi dell'arabo al-ḡīrāni (الْغِيرَانِ) cioè "castello delle grotte", per via delle numerose grotte disseminate sul territorio. Altri lo riconducono invece, con minor probabilità, a al-ḵinzīri (الخنزير) cioè "rocca dei maiali o dei cinghiali"; e secondo altri ancora il nome deriva da un adattamento della denominazione del centro abitato ai tempi della Magna Grecia tra arabo e greco antico, cioè da "qalʾat al Gelôn" (rocca dei gelesi).

Geografia fisicaModifica

La città è ubicata tra i monti Erei e gli Iblei, ed è attraversata dalla Strada statale 417, che la collega a Catania e a Gela.

Caltagirone si trova circa a 68 km da Catania, a 57 km da Ragusa, a 60 km da Enna, e a 39 km da Gela, che ne rappresenta il suo più vicino sbocco al mare. La città (608 metri s.l.m. come altura massima) presenta un assetto urbanistico in cui la parte del centro storico, collocata più in alto, è nettamente distinta dalla zona di nuova espansione, più a sud-est.

Il centro urbano è posto su un crocevia che permette l'accesso a diverse aree della Sicilia: verso nord-ovest è possibile accedere alla Sicilia centrale (e quindi a Piazza Armerina e a Enna), verso nord-est alla Sicilia orientale (a Catania e all'alto siracusano), verso sud al litorale meridionale (a Gela e Licata), verso sud-est alla Sicilia sud-orientale (a Ragusa).

TerritorioModifica

 
I calanchi di Caltagirone. In lontananza, l'Etna.

La città sorge al margine occidentale della provincia, a 608 m di altitudine, adagiata sulle tre colline che, formando un anfiteatro naturale, costituiscono lo spartiacque tra le valli del fiume Maroglio, che sfocia nel golfo di Gela, e quella del fiume Caltagirone, che scende verso la piana di Catania.

Nella parte meridionale si trova un piccolo altopiano sabbioso dove sorge il piccolo borgo di Santo Pietro con la sua riserva naturale. Dall'altopiano si può godere il panorama del golfo di Gela.

Sempre nella parte meridionale sorge la frazione di Granieri, a 351 m di altitudine, entrato a far parte del territorio di Caltagirone nei primi anni del Novecento. La maggior parte degli abitanti parla la variante iblea (orientale con metafonia) del siciliano.

Facevano parte del territorio le borgate di Mazzarrone, Botteghelle, Cucchi, Leva e Grassura, elevate a comune autonomo nel 1976 e costituenti l'attuale comune di Mazzarrone. Già nel 1937 era stato ceduto al comune di Chiaramonte Gulfi l'esteso territorio dell'ex feudo Mazzarronello, a sud di Mazzarrone.

Il suo territorio comunale è il ventiquattresimo in Italia per superficie, il quinto della Sicilia, e la prima della Città Metropolitana di Catania, con una superficie complessiva del territorio comunale pari a 383,38 k.

Riserve naturaliModifica

Nel territorio di Caltagirone sono presenti la Riserva naturale orientata Bosco di Santo Pietro[3] e il Parco Monte San Giorgio, situato nella parte nord della città, non lontana dal centro storico.

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Caltagirone.

Data l'altitudine di poco superiore ai 608 m s.l.m., il clima è generalmente umido, anche per il fatto di trovarsi sullo spartiacque tra la piana di Gela e la piana di Catania.

L'inverno è piuttosto freddo, con temperature comunque sempre sopra lo zero, ed è caratterizzato da precipitazioni abbastanza copiose, soprattutto piovose. Qualche volta è possibile osservare fenomeni nevosi di bassa o media intensità.

La nebbia caratterizza l'autunno in quasi tutte le zone della città, tanto da essere definita dagli abitanti stessi a paisana o a muddura. La primavera è abbastanza fresca, con temperature superiori ai 10-15 °C, mentre l'estate si manifesta con alte temperature (sopra i 35 °C di media), che degenerano a volte in afa tra luglio e agosto.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +8,2 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +25,4 °C.[4]

CALTAGIRONE Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 11,112,114,416,721,827,330,430,426,621,116,512,912,017,629,421,420,1
T. min. mediaC) 5,35,36,78,812,717,220,020,417,613,810,37,05,99,419,213,912,1

StoriaModifica

PreistoriaModifica

Sin dall'antichità la località fu scelta per la sua posizione privilegiata, che essendo sullo spartiacque che divide le due più vaste pianure della Sicilia, la Piana di Gela e la Piana di Catania, le consentiva di controllare e difendere un vasto territorio.

I primi insediamenti stabili nel territorio dell'odierna Caltagirone risalgono alla preistoria. Il più antico insediamento del territorio finora noto è il Riparo Cafici, nella valle di Terrana, risalente al Paleolitico superiore o al primo Mesolitico. Gli scavi archeologici effettuati in contrada Sant'Ippolito – alle sorgenti del fiume Caltagirone – hanno portato alla luce i resti di un villaggio neolitico abitato ininterrottamente sino all'arrivo dei Greci.

Poco distante, in contrada Montagna, vi è una vasta necropoli risalente alla tarda età del bronzo. Vi sono presenti delle tombe a tholos.

Sulle colline che dominano la vallata del fiume Maroglio si trova il grande centro prima indigeno e poi greco di Monte San Mauro con resti di edifici tra i quali un anaktoron.

Altri insediamenti preistorici si trovano nelle contrade Moschitta, Paradiso, Piano dell'Angelo e nella stessa Caltagirone.

Dai Romani al MedioevoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lombardi di Sicilia e Comunità ebraica di Caltagirone.

Scavi archeologici hanno dimostrato la presenza dapprima dei Greci e successivamente dei Romani nel territorio, scelta avvenuta per la sua posizione privilegiata che le consentiva di controllare un vasto territorio.

Sembra che gli Arabi abbiano introdotto nuove tecniche nella lavorazione dell'argilla, dando quindi un importante impulso all'artigianato della ceramica. L'espansione vera e propria dell'abitato e il fiorire della sua economia avvennero comunque durante il periodo normanno. Nel 1154 Edrisi, il celebre geografo arabo alla corte di Ruggero il Normanno, descrive così Hisn al-Genūn (Castello dei Genovesi): Il castello di Caltagirone sorge imponente sulla vetta di un monte inaccessibile; nel suo territorio si estendono campi coltivati a perdita d'occhio. Questo nome deriva probabilmente dalla presenza di una nutrita colonia di Genovesi giunti intorno al 1040.

 
Scalinata di S. Maria del Monte

La fiorente comunità ligure diede manforte al conte Ruggero contro i musulmani durante l'assedio della Rocca di Judica. Quest'aiuto valse alla città di Caltagirone i possedimenti dei territori di Judica, Fetanasimo, Regalsemi e Camopietro ed è all'origine della ricchezza feudale della città.

Nel XIII secolo Caltagirone partecipò alla rivolta contro gli Angioini nei Vespri siciliani.

 
Giudecca di Caltagirone (Quartiere Ebraico) Mappa

Fu il nobile Gualtiero di Caltagirone a sollecitare l'avvento di re Pietro d'Aragona nel corso dell'assedio di Messina. Deluso nelle sue aspettative dal nuovo monarca, Gualtiero cospirò contro di lui e fu per questo decapitato in Piazza San Giuliano nel 1283.

 
Piastrelle a tema ebraico decoranti la Scalinata di Ss. Maria del Monte

In seguito allo sviluppo dell'artigianato e del commercio, legati alla produzione della ceramica, nacque una classe di ricchi commercianti che si stabilirono qui provenendo anche da altre parti d'Italia.

Lo sviluppo di cui godette la città è ravvisabile anche nel centro storico, che presenta diversi edifici sacri e pubblici di valore artistico, la cui costruzione e il cui rifacimento fu affidato, com'era in uso, a famosi architetti ed artisti dell'epoca.

Nel XIV secolo a Caltagirone (In ebraico: קלטג'ירונה) viveva una piccola comunità ebraica (הקהילה היהודית ב Caltagirone) stabilitasi in una zona vicino al quartiere San Giuliano, che oggi prende il nome di Via Iudeca (דרך Iudeca) o zona miracoli. Gli ebrei si dedicavano all'artigianato (in particolare nel settore tessile, molte famiglie della comunità ebraica finirono con l'assumere alcuni cognomi tipici (come per esempio Alba) e a cimentarsi nelle attività creditizie.

Nel 1492 la dominazione spagnola decretò la scomparsa degli ebrei in Sicilia e la città fu duramente colpita nella sua vita economica e culturale.

Nel 1458 sorgeva in cima alla collina maggiore un castello dove si incoronò re di Sicilia Giovanni II di Aragona che, per gratitudine dei soccorsi ricevuti nelle varie imprese da lui compiute, tornò a dichiarare Caltagirone città demaniale. Anche Giovanni di Trastámara e Ferdinando il Cattolico le concedettero e confermarono altri privilegi, tra cui quello del merum et mixtum imperium.

Secoli XV-XVIIModifica

I secoli XV e XVII furono l'epoca aurea della Città della ceramica, che allora si arricchì di chiese, istituti, collegi e conventi. Nacque pure l'università nella quale si insegnavano giurisprudenza, filosofia e medicina, nonché un ospedale.

In quei secoli la popolazione della città si aggirò sempre attorno ai 20.000 abitanti, numero considerevole al tempo, di cui solo un migliaio erano ceramisti.

Nel 1671 a causa della carestia morirono circa 2000 persone, per fame e per stenti.

Il 1693 è l'anno che segna una radicale svolta per Caltagirone come del resto per l'intera Sicilia orientale. Un catastrofico terremoto la rade al suolo insieme ad altre dieci città: il fatto costò la vita a circa 100.000 persone.

La città nell'arco di circa dieci anni viene ricostruita con un volto barocco, quello che ancora oggi sostanzialmente conserva nel suo centro storico.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto del Val di Noto.

Il NovecentoModifica

 
Edificio in stile Liberty a Caltagirone.

Nel 1900 Caltagirone fu città simbolo del popolarismo italiano di Don Luigi Sturzo. Caltagirone fu anche il simbolo del movimento antifascista, dato che Don Luigi Sturzo si oppose al regime mussoliniano, e perciò egli dovette rifugiarsi prima a Londra e poi a New York.

Negli anni venti, per via della dismissione delle miniere di zolfo, subì un decremento di popolazione, il quale però fu molto meno accentuato rispetto ad altri centri della Sicilia centrale, che in generale persero la metà dei loro abitanti.

Durante la seconda guerra mondiale, Caltagirone soffrì dei pesanti bombardamenti degli Alleati, che distrussero alcuni monumenti significativi per la città, nonché procurarono centinaia di vittime.

 
Il palazzo delle poste in Corso Vittorio Emanuele.

Dagli anni sessanta agli anni settanta, la città subì un esodo di popolazione verso le regioni italiane del nord e verso la Germania, come avveniva anche in altri centri siciliani, finché nel decennio successivo si ebbe una nuova crescita generale, dovuta allo sviluppo dell'attività artigianale e dell'edilizia, la quale quest'ultima ne raddoppiò l'estensione del centro urbano, adesso poggiante anche sulla vallata iblea.

Oggi Caltagirone è un'importante destinazione turistica della Sicilia, merito soprattutto del suo patrimonio artistico e artigianale. Nel contesto provinciale, è una delle più importanti città del catanese.

Tra le sue risorse più cospicue vanno ricordati i musei (Museo Regionale della Ceramica, Mostra dei Pupi siciliani, Galleria Civica d'Arte Contemporanea e molti altri), le chiese (se ne contano più di 50) e le ville (Villa Patti, Villa Milazzo, Giardino Pubblico Vittorio Emanuele).

Simboli e onorificenzeModifica

Il simbolo di Caltagirone risale al 1030, anno della liberazione della città da parte dei genovesi dal dominio saraceno.

I calatini, per riconoscenza, avrebbero adottato nel loro stemma, nel petto dell'aquila che tiene tra gli artigli un osso, lo scudo di San Giorgio sostenuto da due grifoni, ciò per ricordare l'antica origine, quella della Repubblica marinara di Genova.

Il 6 aprile 1987, per decreto presidenziale, il comune di Caltagirone è stato insignito del titolo di città.

  Titolo di Città
«D.P.R. 6 aprile 1987»

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro storico di Caltagirone.
  Bene protetto dall'UNESCO
  Patrimonio dell'umanità
Città tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud orientale)
(EN) Late Baroque Towns of the Val di Noto (South-Eastern Sicily)
Tipoarchitettonico
CriterioC (i) (ii) (iv) (v)
Pericolono
Riconosciuto dal2002
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Architetture religioseModifica

  • Basilica Cattedrale di San Giuliano, chiesa di origine normanna, subì varie ricostruzioni a causa dei terremoti che colpirono la zona. Nel 1816, con l'istituzione della Diocesi di Caltagirone fu elevata al rango di Cattedrale;
  • Chiesa del Signore del Soccorso, ad ovest della città, sull'antica strada per Gela, sorgeva, prima del terremoto del 1693, una chiesetta dedicata alla Madonna del Soccorso, sotto le sue macerie venne ritrovato un crocifisso dipinto su pietra. Sul luogo del ritrovamento, alla fine del Settecento, fu costruita una chiesa progettata dal Bonajuto, in cui si venera la sacra immagine. In seguito il Santuario del SS. Crocifisso s'arricchì di nuove strutture, anche per poter accogliere i devoti che vi si recano, lungo la strada che porta al Santuario si notano i misteri del Santo Rosario e le stazioni della Via Crucis su pannelli in maiolica.
  • Abbazia di Terrana, a pochi chilometri da Santo Pietro, nel vicino feudo di Terrana, sorgeva un tempo l'importante abbazia cistercense di Santa Maria di Terrana di cui oggi rimane parte di una chiesetta, edificata nel XIII secolo, con resti d'affreschi quattrocenteschi. Sulla facciata si mette in chiara evidenza il portale principale con i due mascheroni. All'interno, a fianco dell'abside, una porticina, sormontata da un arco ogivale, permette l'accesso al campanile.
  • Cimitero monumentale di Caltagirone, sulla via Nicastro, ad appena tre chilometri dal centro abitato, si trova il cimitero monumentale, preceduto da un viale alberato. Detto cimitero del Paradiso, dal nome della contrada in cui sorse, fu progettato dall'architetto Giovan Battista Nicastro nel 1866[5], con pianta a croce bizantina iscritta dentro un muro perimetrale che in parte lascia intravedere l'interno attraverso alcune aperture. Il progetto non fu mai portato a compimento dal Nicastro che morì nel 1903. Dal 1931 è stato dichiarato monumento nazionale.

Altre chieseModifica

  • Chiesa dell'Immacolata
  • Chiesa di Sant'Agata;
  • Chiesa di Sant'Andrea;
  • Chiesa di Santa Lucia;
  • Chiesa di Maria SS. dei Miracoli;
  • Chiesa del SS. Crocifisso del Soccorso;
  • Chiesa di San Biagio;
  • Chiesa di Maria SS. delle Stelle;
  • Chiesa di Sant'Orsola;
  • Chiesa di Gesù e Maria;
  • Chiesa di Sant'Isidoro;
  • Chiesa di Maria SS. degli Angeli;
  • Chiesa di Santa Caterina;
  • Chiesa di Santa Sofia;
  • Chiesa del Rosario;
  • Chiesa del Gesù o del Collegio dei Gesuiti (1571);
  • Chiesa di San Nicola;
  • Basilica di Santa Maria del Monte (ex Matrice), basilica minore dal 1963;[6]
  • Chiesa di Maria SS. del Ponte;
  • Chiesa di San Domenico;
  • Chiesa San Bonaventura;
  • Chiesa di San Giorgio;
  • Chiesa di Santo Stefano;
  • Chiesa di Santa Chiara;
  • Chiesa di San Francesco di Paola;
  • Chiesa di Santa Rita;
  • Chiesa Santa Maria di Gesù;
  • Chiesa di San Pietro;
  • Chiesa di San Giacomo
  • Chiesa dei Cappuccini;
  • Chiesa del SS. Salvatore;
  • Chiesa di San Giovanni Bosco;
  • Chiesa di Maria SS. della Neve;
  • Chiesa di San Giuseppe;
  • Chiesa della Sacra Famiglia;
  • Chiesa di Sant'Anna;
  • Chiesa della Madonna della Via;
  • Chiesa di San Giovanni Bosco;
  • Chiesa San Vincenzo de Paoli;
  • Chiesa di San Paolo Apostolo; (frazione Piano San Paolo)
  • Chiesa dei SS. Pietro e Paolo; (frazione Santo Pietro)
  • Chiesa di San Giovanni Battista; (frazione Granieri)

Edifici civiliModifica

Siti archeologiciModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

L'evoluzione demografica registratasi a partire dal 1861, denota il dato della popolazione a circa 22 000 abitanti. La tendenza positiva culminò nei 41 879 abitanti del 1901, mentre durante il primo decennio fascista si ebbe un notevole crollo demografico che ricondusse la popolazione alla soglia dei 36 118 abitanti.

Nel secondo dopoguerra la città tornò quasi sui livelli di inizio secolo, ma dagli anni sessanta agli anni settanta, a causa dell'insufficiente sviluppo economico, subì nuovamente un decremento demografico, finché nel decennio successivo non si ebbe una nuova crescita, seppur non così accentuata, da associarsi anche all'espansione della città nuova e alla crescita di servizi ed attività commerciali. Ad oggi, come altri comuni siciliani, subisce un trend demografico in negativo. Nonostante ciò, è ancora tra i 25 comuni più abitati a livello regionale, nonché centro di riferimento all'interno della Città metropolitana di Catania.

Abitanti censiti[7]

 


Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2018 gli stranieri residenti a Caltagirone erano 1 517. Le nazionalità più rappresentate erano:[8]

  1. Romania – 401
  2. Sri Lanka – 327
  3. Gambia – 94
  4. Brasile – 57
  5. Mali – 50
  6. Tunisia – 50
  7. Senegal - 47
  8. Albania - 45
  9. Pakistan - 38
  10. Marocco - 33

Il gruppo più rappresentativo è quello cingalese. Negli ultimi anni la comunità cingalese è stata scavalcata per numero dalla comunità rumena, che oggi rappresenta la principale comunità straniera in città.

Lingue e dialettiModifica

Oltre all'italiano, a Caltagirone si parla il siciliano, nella sua varietà locale (chiamata cartaggirunisi o caltaggirunisi), ascrivibile al ramo del dialetto siciliano orientale, lo stesso del catanese e del siracusano, dalla quale però si differenza per la presenza del sostrato ligure (che la differenzia anche rispetto alle parlate gallo-italiche e siciliane gallicizzate della Sicilia centrale, di influenza monferrina) che ne conferisce principalmente particolari caratteristiche fonetiche, ma anche morfo-sintattiche, in concerto con le altre influenze tipiche del siciliano, come quelle arabe, greche, francesi e iberiche.

Nel dialetto sussistono, a livello fonetico, elementi non tipici del siciliano standard, come la vocale centrale (comunemente nota come schwa), le vocali nasali e le semiconsonanti in posizione centrale (parole come ovu, arburu e lampjuni ne sono un chiaro esempio). A livello morfologico, va menzionato l'ingente utilizzo dei tempi composti per indicare azioni passate, i quali sono preferiti rispetto ai tempi remoti, relegati a un utilizzo di matrice espressiva (Jacupu ha rinzittatu a stanza). È molto comune il rotacismo (Durici, Renti), così come l'assimilazione (Bamminu, Dumannari). Il dialetto ligure ha contribuito molto su alcuni piani sopracitati, e alcune parole, come carruggiu e scagnu, sono un'eredità della presenza marinara. Molto comune è il raddoppiamento consonantico, che in alcune parole è anche conseguenza della contrazione delle vocali iniziali (schiffu, bbabbaruci, ccattari, llumari, ddunarisi, ffruntarisi).

Il caltagironese ha anche accolto elementi dagli altri dialetti siciliani con cui è entrata in contatto: il catanese è il dialetto influente per eccellenza: entrambi sono dialetti dello stesso ramo (orientale senza metafonia), e Catania è il suo capoluogo più prossimo, con la quale ha interscambi di vario tipo, che si riflettono nell'adozione di una buona parte di lessico (mbari, peri peri). I dialetti sud-orientali e centrali sono influenze minori, in quanto dialetti geograficamente prossimi, sia dentro che fuori il comprensorio calatino. Il primo si nota nella sporadica affricazione della lettera s e nello sporadico utilizzo di parole con metafonesi (Rammiceli, Sammiceli) o in altri termini (cauru); nel secondo, convergono alcune parole (quinnici).

Il dialetto caltagironese non ha una scrittura standardizzata: l'egemonia dell'italiano e le particolarità in fatto di fonologia pongono degli ostacoli per un'uniforme scrittura di questo dialetto. Le soluzioni preferite sono l'impiego della scrittura standard del siciliano, che in questo caso sarebbe una trascrizione fonologicamente più opaca, o l'impiego di una scrittura basata su di essa con l'aggiunta di particolari accorgimenti, come per esempio l'omissione delle vocali finali o l'occorrenza di apostrofi quando necessario, la quale risulta essere fonologicamente più trasparente.

Il caltagironese non ha diretti dialetti affini nelle sue vicinanze (è circondata da dialetti centrali, orientali della Piana di Catania e sud-orientali): dialetti con caratteristiche simili, ma non necessariamente affini, possono essere riscontrati nella fascia occidentale dell'Etna, come quello di Bronte.

Nelle frazioni meridionali di Granieri e Santo Pietro, le comunità parlano il dialetto siciliano sud-orientale, che le avvicinano più ai comuni iblei che non a Caltagirone stessa.

CulturaModifica

MuseiModifica

 
Interno della galleria Luigi Sturzo, adiacente al Municipio.

I principali musei di Caltagirone sono:

  • Museo della ceramica
  • Museo della Ceramica Contemporanea – Palazzo Ceramico (presso il Palazzo Reburdone)
  • Musei civici Luigi Sturzo
  • Museo Diocesano Caltagirone - Palazzo Vescovile
  • Museo tecnologico Hoffmann
  • Museo Civico al Carcere Borbonico
  • Museo delle Ville Storiche Caltagironesi e Siciliane
  • Museo d'Arte Contemporanea
  • Museo Internazionale del Presepe
  • Mostra dei Pupi Siciliani
  • Museo delle Espressioni Ceramiche Contemporanee (presso l'Istituto d'Arte)
  • Museo Naturalistico (frazione Santo Pietro);
  • Pinacoteca Museo dei PP. Cappuccini presso la chiesa dei Frati Cappuccini
 
Lo stemma comunale in Ceramica di Caltagirone.

BibliotecheModifica

Biblioteca PIO XIModifica

La Biblioteca si trova nell'antico Convento dei Frati Minori che risale alla fine del XIV secolo, oggi sede vescovile.

Con i suoi 28.000 volumi circa, ha una valenza culturale e storica per Caltagirone; opere di rilevanza storica e tavole descrittive illustrate con delle caratteristiche tipografiche. È vasta la gamma delle discipline rappresentate come la Letteratura, Storia, Geografia, Filosofia, Pedagogia, Scienze Naturali, Medicina, Matematica, Diritto Civile ed Ecclesiastico, Teologia, Musica e numerosi Dizionari ed Enciclopedie.

In questa biblioteca sono presenti delle opere di Luigi e Mario Sturzo, che ne permettono di tracciare per intero le loro vite con significativi interessi storici, sociali e religiosi sia per la storia della città e dell'Italia.

Biblioteca Comunale Emanuele TarantoModifica

La biblioteca fu arricchita di opere alla fine del XVI secolo, con ingenti investimenti da parte del Senato cittadino. Quando i gesuiti lasciarono la città, le opere che arricchirono la biblioteca, furono trasferite presso l'Università degli Studi di Catania. Nel 1785 una nuova biblioteca fu ricostituita dal patriziato cittadino su un nucleo di 8.000 volumi donati dal principe Niccolò Interlandi. Nel 1870 i fondi bibliografici giunti dalle corporazioni religiose soppresse valorizzarono la biblioteca di circa 15.000 volumi che furono ordinati da Emanuele Taranto Rosso al quale è oggi intitolata.

Nel 1901 un violento incendio distrusse l'edificio nel quale era collocata la biblioteca e furono salvate solo 2.000 opere. Nel 1902 la Giunta comunale affidò al bibliotecario Baroncelli il progetto di ricostruzione delle opere. Grazie alle donazioni dei cittadini si incrementò il fondo antico e con i nuovi acquisti il patrimonio librario della città aumentò la sua varietà.

Oggi la biblioteca conserva oltre 115.000 volumi dei quali circa 2.400 datati secoli XVI, XVII e XVIII, possiede una ricca collezione di 2867 fotografie e 1095 cartoline illustrate che risalgono ai primi anni del Novecento. Si conservano, inoltre, i volumi dei privilegi nobiliari che appartengono all'Archivio Storico Comunale.

Biblioteca di quartiere Alessio NarboneModifica

La biblioteca possiede oltre 8.000 volumi, sono testi moderni ed aggiornati che coprono i vari settori della conoscenza. Questa biblioteca è nata con gli stanziamenti del Ministero della Pubblica Istruzione ed inaugurata il 16 maggio 2002, successivamente divenuta Biblioteca di Quartiere con lo scopo di servire l'utenza del Centro storico di Caltagirone.

Biblioteca della frazione GranieriModifica

La biblioteca nella frazione Granieri fu istituita nel 1996. Dispone di circa 3000 volumi che spaziano dalla letteratura italiana e straniera, alla storia, a testi scientifici, enciclopedie, viticoltura.

LetteraturaModifica

Caltagirone è citata anche in "Mastro-Don Gesualdo", capolavoro di Giovanni Verga, quando al tempo del colera, rifugiato a Mangalavite, Don Gesualdo scopre la relazione tra il povero Don Corradino La Gurna e sua figlia Isabella Trao. I due giovani tentano una fuga d'amore e Don Gesualdo, contrario, fa ricorso alla giustizia, facendo giungere "come un fulmine da Caltagirone l'ordine d'arresto per Don Corrado La Gurna".

Scuole Superiori e UniversitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Istituto di Sociologia "Luigi Sturzo".
 
L'illustre statista Luigi Sturzo, a cui è dedicato l'omonimo istituto di sociologia.

Caltagirone è sede di alcuni corsi di laurea. Sono presenti degli istituti come quello di Sociologia, teologia e musicale. Nonostante ciò, la maggioranza degli studenti universitari è iscritta nei maggiori atenei siciliani e non, principalmente Catania.

  • Istituto Tecnico Superiore per le tecnologie innovative per i beni e le attività culturali (Fondazione Steve Jobs)

Gli atenei con rispettivi corsi decentrati a Caltagirone sono i seguenti:

  • Università Telematica Pegaso
    • Scienze dell'educazione e della formazione
    • Ingegneria Civile
    • Scienze Turistiche
    • Economia Aziendale
    • Scienze Motorie
    • Laurea Magistrale Scienze Pedagogiche
    • Laurea Magistrale Management dello Sport e delle Attività Motorie
    • Laurea Magistrale Scienze Economiche
    • Laurea Magistrale Ciclo Unico Giurisprudenza
  • Istituto di Sociologia "Luigi Sturzo"
    • Sociologia (primo livello)
    • Scienze del servizio sociale (laurea specialistica)
    • Master sulla Consulenza e Mediazione Familiare (primo livello)
    • Master sulla Programmazione e organizzazione di servizi alle persone nel pubblico e nel privato (primo livello)
    • Corso di aggiornamento di informatica e sistemi informativi applicativi al servizio sociale
  • Istituto di Teologia Padre Innocenzo Marcinnò
    • Teologia
  • Istituto Musicale Pietro Vinci
 
Il liceo artistico Luigi Sturzo, posto nel rione San Giorgio

Per quanto riguarda le scuole secondarie di secondo grado, a Caltagirone sono presenti i seguenti istituti, con relativi distaccamenti, anche al di fuori del comune calatino. Gli istituti, oltre a servire gli studenti calatini, servono la maggior parte del comprensorio e in alcuni casi i comuni extraprovinciali prossimi. In grassetto gli istituti comprensivi e quelli accorpati:

  • Istituto Superiore Bonaventura Secusio
    • Liceo Classico
    • Liceo Linguistico
    • Distaccamento di Vizzini (Licei classico e scientifico)
    • Liceo Artistico Luigi Sturzo (ex Istituto per la Ceramica)
  • Istituto Superiore Majorana-Arcoleo
    • Liceo Scientifico Ettore Majorana
    • Istituto Tecnico Commerciale Giorgio Arcoleo (sezioni Turistico e Amministrazione, Finanza e Marketing), con distaccamento a Grammichele
  • Istituto Superiore Cucuzza-Euclide
    • Istituto Tecnico Industriale (ITI)
    • Istituto Tecnico per Geometri (ITG)
    • Istituto Tecnico Agrario (ITA)
    • Istituto Professionale per i servizi alberghieri, locato a San Michele di Ganzaria (IPSSEOA)
  • Istituto Superiore Carlo Alberto Dalla Chiesa
    • Istituto Professionale per l'industria e l'artigianato (IPSIA)
    • Istituto Professionale per i servizi alberghieri, locato a Mineo (IPSSEOA)


 
Il teatro Politeama di Caltagirone.

TeatriModifica

Il Teatro Politeama Ingrassia fu costruito nel primo decennio del Novecento ad opera di Saverio Fragapane e venne inserito nel Piano Regolatore presentato dal pro-sindaco Don Luigi Sturzo nel 1907. Il teatro si trova in corrispondenza con l'ingresso monumentale del Giardino Pubblico “Vittorio Emanuele”, il quale costituisce la vita culturale e artistica della città. Oggi il teatro funge anche da sala cinematografica, munito di più sale.

Un altro teatro cittadino è quello della parrocchia Sant'Anna, sito in via Principe Umberto, il quale anch'esso funge sia da teatro che da sala cinematografica.

InformazioneModifica

A Caltagirone sono editi i quotidiani:

  • L'Urlo del Popolo
  • Sicilia News

periodici locali:

  • Il Sette e Mezzo
  • Gazzetta di Sicilia
  • La Gazzetta del Calatino
  • Prima Stampa degli Erei

Hanno inoltre sede le emittenti televisive:

  • Canale 66
  • Michelangelo
  • TVR Xenon
  • Tele Pegaso
  • Tele Vita

e le radio:

  • Radio Rete Centrale
  • Studio Tre Radio

CinemaModifica

Sono stati girati a Caltagirone i seguenti film:

EventiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Festa di San Giacomo a Caltagirone e Madonna di Conadomini.
 
San Giacomo, santo patrono della città.
 
A Giunta (la venuta), una delle rappresentazioni religiose più sentite in città.
  • Ricordo del terremoto, 11 gennaio
  • La passione di Cristo, domenica delle palme
  • Giovedì Santo, (giovedì santo, visita nelle chiese al sepolcro di Cristo)
  • Venerdì Santo, (venerdì santo, processione del Cristo Morto e dell'Addolorata)
  • A Giunta, (Pasqua)
  • Festa di San Francesco di Paola, 25 aprile
  • Scala infiorata, maggio
  • A Rusedda, (maggio)
  • Festa di Maria Santissima Di Conadomini, 31 maggio
  • Spettacolo di fuochi e suoni, 23 luglio
  • Scala illuminata, 24-25 luglio e 14-15 agosto
  • festa di san Giacomo il Maggiore patrono della città, 25 luglio
  • solennità di Maria SS. del Ponte, 14 e 15 agosto
  • Sagra dell'uva da tavola fraz. Granieri, 26 agosto
  • solennità di Santa Lucia, 13 dicembre
  • Presepi di Caltagirone, dal 1º dicembre al 31 gennaio
  • Biennale della Ceramica e delle Architetture di Paesaggio, dal 1º aprile al 30 novembre

Geografia antropicaModifica

UrbanisticaModifica

Il centro storicoModifica

 
Via Luigi Sturzo, con vista della Cattedrale.

Il centro storico sorge a 608 metri d'altitudine; fino al primo dopoguerra era l'unico insediamento urbano, ed ha origini millenarie. Nel settore orientale vi è il quartiere San Giorgio che prende nome dall'omonima chiesa, la più importante della città. Il centro storico è ricco di numerose chiese e diversi monumenti, oltreché le principali istituzioni ed enti (comune, teatro, banche e assicurazioni).

 
Palazzo Sant'Elia.

A sud vi sono le aree urbane più basse rispetto al centro storico, vale a dire Il quartiere Acquanuova, San Pietro e San Francesco di Paola, nella quale si trova il giardino pubblico, considerato il polmone verde della città.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro storico di Caltagirone.

La città ottocentescaModifica

La moderna Caltagirone è disposta ad anfiteatro. È una delle poche città della Sicilia centro-orientale ad aver conservato, dopo il terremoto del 1693, parte delle testimonianze dell'arte e dell'architettura medievali e, soprattutto, la tipologia dell'abitato.

Un'altra importante attrazione della città è rappresentata dalla ceramica, risalente al V secolo a.C. Oltre alla visita del Museo della ceramica, questa parte di città testimonia la presenza di questa tradizione.

Alle spalle del Museo della Ceramica si trovano il Giardino pubblico e la Villa Vittorio Emanuele, risalente al XIX secolo.

La città nuovaModifica

 
Viale Mario Milazzo, una delle vie principali del centro nuovo

La città nuova, nata nella seconda metà del novecento, è situata a sud-est rispetto al centro cittadino storico, e in essa sono ubicate varie attività commerciali (generalmente concentrate in viale Europa, il centro commerciale urbano di Caltagirone), aree residenziali, presidi delle Forze dell’Ordine, alloggi popolari (la maggior parte posti in periferia), istituti scolastici di vario ordine e grado, spazi pubblici e alcune importanti strutture pubbliche della città, come l’ospedale Gravina, l’autostazione (ad oggi in stato di semi-inagibilità) e l'adiacente stazione ferroviaria RFI (ubicata in Piazza della Repubblica), lo stadio comunale Agesilao Greco(ad oggi in condizioni precarie), il campo Pino Bongiorno (attuale campo da gioco per la squadra di calcio cittadina), impianti sportivi al coperto (uno in contrada Divisa, l'altro in viale Autonomia, ad essi va aggiunta la tensostruttura di via Pirandello), l’Agenzia delle Entrate e il tribunale (sito in piazza Falcone-Borsellino, affaccia verso viale Mario Milazzo).

È collegata con il centro attraverso vie di circonvallazione a quattro corsie (coincidente con la SS 124) e lunghe vie di collegamento, che permettono collegamenti veloci e fondamentali tra le due parti della città. In contrasto con il centro, le vie sono più ampie, la densità di costruzioni edilizie è minore (talvolta mostrando evidenti buchi edilizi) e la struttura è a scacchiera. Ad oggi, è l'area più popolosa e attiva della città.

 
Villa Patti.

Nonostante sia un’area di recente costruzione, sono presenti alcuni edifici storici, anche precedenti al terremoto del 1693, tra i quali Villa Patti, in stile gotico veneziano, la chiesa gotico-cinquecentesca di Santa Maria di Gesù, l’attiguo convento, la chiesa gotica di Sant’Anna e l’Educandato San Luigi, oggi adibito a biblioteca e sede di alcuni uffici comunali, nonché dell’Archivio di Stato.

Accanto alla città nuova, si sono sviluppate diverse aree di tipo residenziale (Semini, Romana, via Minosse), costruite in terre dapprima adibite a campagna, costituite da condomini privati, villette a schiera e alloggi popolari IACP. In queste aree periferiche vi sono presenti anche alcuni servizi, come plessi scolastici, parchi pubblici, campi sportivi e attività commerciali di vario tipo.

Alcuni quartieri periferici, esempi i quartieri Bardella, Canalotto, Semini e Sfere, si sono sviluppati in maniera irregolare rispetto al nuovo centro cittadino, i quali presentano diverse case di tipo patronale.

Fuori dal centro urbano, in contrada Noce, è situata la casa circondariale di Caltagirone, di recente costruzione, la quale ospita circa 500 detenuti.

A nord di Caltagirone, in contrada Santa Maria dei Poggiarelli, adiacente alla SS 417, è presente la Zona Industriale, poggiante sull'estrema propaggine meridionale della Piana di Catania.

Suddivisioni storicheModifica

Caltagirone è divisa nei seguenti quartieri:

Caltagirone Nord (Centro Storico)

  • Santa Maria del Monte - Sant'Agostino;
  • San Giacomo - Sant'Orsola;
  • San Giuliano;
  • Miracoli - Iudeca;
  • San Giorgio;
  • Cappuccini;
  • Ponte - Acquanuova;
  • San Francesco di Paola;
  • San Pietro;
  • Immacolata.
 
Piazza della Matrice, ad oggi principale luogo della movida estiva della città.

Caltagirone Sud (Nuova Espansione e Periferia)

  • Semini - Mazzone - Serra Fornazzo;
  • Sant'Anna - Principe Umberto - Sfere;
  • Sacra Famiglia - Mario Milazzo;
  • Madonna della Via - Bardella - Villaggio Musicisti;
  • Balatazze - Pirandello - Santa Rita;
  • San Giovanni Bosco - Bouganvillea;
  • Romana - Piano Carbone - Collegiata;
  • San Mauro - Noce.

Zona Industrale (C.da Santa Maria dei Poggiarelli).

FrazioniModifica

 
Granieri, chiesa parrocchiale.
  • Favarella, località contigua alla città di Grammichele, sviluppatasi lungo la strada che conduce a Granieri, è abitata sin dai primi anni settanta da cittadini del vicino comune. Negli anni ottanta era stata avanzata richiesta per accorpare questo territorio al comune di Grammichele, ma l'iter naufragò presso i competenti uffici regionali. Sono presenti diverse insediamenti produttivi e commerciali. Nel territorio vi sono stati rinvenuti resti di insediamenti ellenestici.
  • Granieri
  • Piano San Paolo, piccolo nucleo che nasce intorno ad una parrocchia al margine del Bosco di Santo Pietro, è conosciuto per la sagra delle pesca insacchettata che si svolge in settembre.
  • Santo Pietro

EconomiaModifica

Caltagirone è un centro agricolo, data la vastità del suo territorio (si annoverano coltivazioni di uva, olive, mandorle, pesche, querce da sughero). È nota soprattutto per la produzione di ceramica, che ne rappresenta il principale prodotto artigianale. Oltre al vasellame, elementi di spicco nella produzione locale sono le figure in terracotta ed i fischietti, anch'essi tipici.[9]

Degni di nota i presepi artistici: nei locali della ex biblioteca comunale è stato istituito il Museo internazionale del presepe, che vanta una collezione di oltre mille pezzi dal Settecento ad oggi.

 
Uno stabilimento della Ortogel, nell'Area di Sviluppo Industriale di Caltagirone, posta sulla Piana di Catania.

IndustriaModifica

All'interno della Zona Industriale di Caltagirone (c.da Santa Maria dei Poggiarelli), posta nella parte del territorio comunale della piana di Catania, operano circa 20 imprese industriali e artigianali con un migliaio di addetti, riunite nell'Area di Sviluppo Industriale (ASI).

La produzione industriale si divide principalmente tra produzione di ceramiche e raffinazione di prodotti alimentari. Vi sono ubicate anche concessionarie di automobili e veicoli industriali, nonché alcuni ingrossi utili alle attività commerciale del centro urbano. È facilmente raggiungibile dal centro urbano attraverso la SS 417 oppure tramite la SP 196.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Caltagirone è collegata a Gela e Piazza Armerina mediante la Strada Statale 117 bis (a Gela verso sud, a Piazza Armerina innestandosi sul bivio) e a Catania per mezzo della Strada Statale 417, che si innesta prima sulla Strada Statale 192 della Valle del Dittaino e poi sull'Asse Attrezzato di Catania, e la Strada statale 385 di Palagonia, che dopo il Bivio Iazzotto si innesta sulla costiera SS114.

La città è collegata anche a Siracusa per mezzo della Strada Statale 124 che prosegue oltre San Michele di Ganzaria innestandosi sulla SS117 Bis.

La Strada statale 683 attraversa anche il territorio di Caltagirone per mettere in collegamento la SS 514 Catania – Ragusa con l'autostrada A19 Palermo-Catania. Inaugurata nel 1990, si sviluppa per 13 km dalla SS 514 fino alla SP 34 in contrada Regalsemi di Caltagirone. Il tratto della Variante di Caltagirone è anche utile per innestarsi sulla SS 417 senza passare per il centro abitato.

Su queste direttrici operano varie autolinee extraurbane come la SAIS Autolinee, l'Etna Trasporti e l'Azienda Siciliana Trasporti, che collegano Caltagirone a Catania, Siracusa, Enna, Ragusa e gli altri centri limitrofi del Calatino.

FerrovieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Caltagirone e Ferrovia Catania-Caltagirone-Gela.
 
Stazione ferroviaria di Caltagirone

Caltagirone è collegata a Catania e a Gela mediante una linea ferroviaria a semplice binario non elettrificata di RFI. A partire dal 2011 il tratto tra Caltagirone e Gela è interrotto a causa del crollo di un ponte (demolito nel 2014) nei pressi della città della ceramica. Attualmente (2016) il servizio gestito da Trenitalia prevede due coppie giornaliere di treni da e per Catania, integrate da una corsa di autobus sostitutivi per Gela.

La stazione ferroviaria si trova nella parte nuova della cittadina e venne costruita alla fine degli anni settanta in occasione del completamento della tratta ferroviaria per Gela, in sostituzione della precedente stazione, che venne soppressa. Dal 1930 la città è stata capolinea della ferrovia Dittaino-Piazza Armerina-Caltagirone, ferrovia a scartamento ridotto di difficile e lunga percorrenza che si immetteva sulla ferrovia Palermo-Catania. Questa linea ferrata venne soppressa e smantellata nel 1972.

Mobilità urbanaModifica

Il servizio di trasporto pubblico urbano è gestito dall'AST ed è costituito da tre linee di autobus (1, 7, circolare) che congiungono il centro storico alla zona nuova, e una linea che collega il centro con la frazione di Santo Pietro, permettendo al suddetto borgo l'accesso alle autolinee extraurbane.

AmministrazioneModifica

 
Palazzo dell'Aquila, ossia il municipio cittadino

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute nel comune di Caltagirone:

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º luglio 1985 27 maggio 1989 Giacomo De Caro Democrazia Cristiana Sindaco [10]
3 luglio 1989 5 febbraio 1991 Giacomo De Caro Democrazia Cristiana Sindaco [10]
13 febbraio 1991 9 marzo 1993 Francesco Failla Democrazia Cristiana Sindaco [10]
29 marzo 1993 10 agosto 1993 Alessandra Foti Democrazia Cristiana Sindaco [10]
6 dicembre 1993 15 dicembre 1997 Maria Samperi - Sindaco [10]
15 dicembre 1997 11 giugno 2002 Maria Samperi centro-sinistra Sindaco [10]
11 giugno 2002 15 maggio 2007 Francesco Pignataro centro-sinistra Sindaco [10]
15 maggio 2007 22 maggio 2012 Francesco Pignataro centro-sinistra Sindaco [10]
22 maggio 2012 12 maggio 2015 Nicolò Bonanno centro-destra Sindaco [10]
12 maggio 2015 20 giugno 2016 Mario La Rocca Comm. straordinario [10]
20 giugno 2016 in carica Gino Ioppolo centro-destra Sindaco [10]

GemellaggiModifica

SportModifica

 
Agesilao Greco, uno dei più illustri sportivi calatini.

CalcioModifica

A Caltagirone sono presenti diverse squadre che si occupano di calcio. La principale squadra, per la stagione 2018/19 è l'A.S.D. Caltagirone, che milita nel girone D di Promozione Sicilia (e giocante presso il campo Pino Bongiorno), e l'Audax Poerio, militante nel campionato di Seconda Categoria.

Calcio a 5Modifica

Per quanto riguarda il calcio a 5 c'è l'A.S.D. I Calatini C5, società sportiva nell'ambito del Calcio a 5 Maschile e Femminile.

Nata nel 2007, grazie al fondatore Silvestro Chiavetta, la squadra biancorossa ha partecipato a 4 campionati di Serie D Provinciale (2007/2008 - 2010/2011) e ha vinto il campionato 2010/2011 all'ultima giornata.

Ci vollero 8 campionati consecutivi di Serie C2 Regionale (2011/2012 - 2018/2019) per fare il salto di categoria superiore; infatti nella stagione 2018/2019, il team di Caltagirone, dopo aver chiuso il campionato in seconda posizione, vince gli spareggi Promozione sotto la gestione del giocatore e allenatore Giuseppe Reale. Inoltre, a partire dalla stessa stagione (2018/2019), la squadra ufficializza il suo ingresso anche nel Calcio a 5 Femminile partecipando al campionato di Serie C Regionale.

A partire dalla stagione sportiva 2019/2020, sarà ai nastri di partenza dei campionati di Serie C1 Regionale Maschile e Serie C Regionale Femminile.

JudoModifica

A Caltagirone è presente anche un Dojo di judo, l'A.S.D. Judo Club Kenshiro Abbe Caltagirone.

CiclismoModifica

L'8 maggio 2018, il comune ha ospitato per la prima volta l'arrivo della quarta tappa della 101ª edizione del Giro d'Italia, dopo un percorso di 198 km partito da Catania e passante per vari territori e paesi dell'entroterra sud-orientale siciliano[11], fra cui i comuni limitrofi di Vizzini e Grammichele.

NoteModifica

  1. ^ Il comune di Caltagirone riconosce ufficialmente nel proprio statuto la lingua siciliana, che assume "come valore storico e cultura inalienabile"; cfr. Statuto del Comune di Caltagirone (PDF), su win.comune.caltagirone.ct.it. URL consultato il 21 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2014). (PDF)
  2. ^ a b Bilancio demografico anno 2018 (dati provvisori), su demo.istat.it. URL consultato il 31-10-2018.
  3. ^ Foto della riserva di Bosco di Santo Pietro, su laspinaphoto.altervista.org.
  4. ^ Tabella climatica[collegamento interrotto].
  5. ^ Informazioni dal sito del comune Archiviato il 22 luglio 2011 in Internet Archive.
  6. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Tabella ISTAT 31/12/2018, su demo.istat.it. URL consultato il 4 luglio 2018.
  9. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 18.
  10. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/
  11. ^ http://www.giroditalia.it/it/tappa/tappa-4-2018/

BibliografiaModifica

  • Giacomo Pace Gravina, Il governo dei gentiluomini. Ceti dirigenti e magistrature a Caltagirone tra medioevo ed età moderna, Roma 1996
  • Giacomo Pace Gravina, Caltagirone, in Storia delle Chiese di Sicilia, a cura di G. Zito, Città del Vaticano 2009, pagg. 319-336
  • Giacomo Pace Gravina, La tradizione universitaria di Caltagirone, in Creta picta. Antiche ceramiche di Caltagirone nelle collezioni dell’Università di Messina, a cura di Giacomo Pace Gravina, Caltagirone 2004
  • Giacomo Pace Gravina, Il Trono della Grazia Interlandi: una tavola di Vrancke van der Stockt a Caltagirone, in TECLA, Rivista di temi di critica letteraria e artistica, 7 (2013) [1]
  • Giacomo Pace Gravina, Un diplomatico siciliano tra guerre di religione e impegno pastorale: Bonaventura Secusio, in Rivista di Storia del Diritto italiano, 86 (2013), pp. 23-37
  • Fabrizio Nicoletti, L'immagine dell'antico. La vicenda storico-archeologica a Caltagirone, Bollettino della Societa Calatina di Storia Patria e Cultura, 2, 1993, su academia.edu.
  • Fabrizio Nicoletti, Considerazioni sulle origini del popolamento umano nel Calatino, su academia.edu.
  • Fabrizio Nicoletti, Indagini sull'organizzazione del territorio nella facies di Castelluccio, in Sicilia Archeologica, su academia.edu.
  • Bruno Sandro, Il giardino comunale di Caltagirone di G. B. Basile, Palermo 1990
  • Salomone Paolo, La Chiesa parrocchiale di S. Pietro in Caltagirone, Caltagirone 1990
  • Salomone Paolo, La cattedrale di Caltagirone nella storia e nell'arte, Caltagirone 1972
  • Stella Curto Paolino, Maria Santissima di Conadomini: patrona principale di Caltagirone, Caltagirone 1992
  • Seminerio Domenico, Terracotta e architettura: Caltagirone tra '800 e '900, Catania 1998
  • Ragona, Antonino, Caltagirone: lineamenti di storia ed arte, Caltagirone 1985
  • W.W.F., Caltagirone boschi di S. Pietro, Caltagirone 1989
  • Loria Lamberto, Il paese delle figure: Caltagirone, (a cura di Luigi M. Lombardi Satriani), Palermo 1981
  • Cilia Enza, Caltagirone: Museo regionale della ceramica, Palermo 1995
  • Elisa Bonacini, Il territorio calatino nella Sicilia imperiale e tardoromana, British Archeological Reports, International Series BAR S1694, Oxford 2007; ISBN 978-1-4073-0136-5
  • Elisa Bonacini, Una proposta di identificazione lungo la via a Catina-Agrigentum, in AITNA, Quaderni di Topografia Antica, 4, Catania 2010, pp. 79–92; ISBN 88-88683-58-5
  • Umberto Amore, Caltagirone: La città dei vasai, Caltagirone 1996

Voci correlateModifica

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