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Michele Strogoff, corriere dello zar

film del 1970 diretto da Eriprando Visconti
Michele Strogoff, corriere dello zar
Titolo originaleDer Kurier des Zaren
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneItalia, Francia, Germania
Anno1970
Durata92 min[1]
Rapporto2,35 : 1
Genereavventura
RegiaEriprando Visconti
SoggettoJules Verne
SceneggiaturaGiampiero Bona, Eriprando Visconti, Ladislas Fodor
ProduttoreArtur Brauner, Nicola Domilia, Alfonso Sansone
FotografiaLuigi Kuveiller
MontaggioFranco Arcalli
MusicheMarco Frisina
CostumiMaria Sotirova
Interpreti e personaggi

Michele Strogoff, corriere dello zar (Der Kurier des Zaren) è un film del 1970, diretto da Eriprando Visconti, tratto dal romanzo Michele Strogoff, scritto da Jules Verne nel 1876.

TramaModifica

Michele Strogoff, capitano dell'esercito dello zar di Russia Alessandro II, viene comandato a recarsi da Mosca ad Irkutsk, capitale della Siberia orientale, per informare il granduca Dmitrij, governatore della città e fratello dello zar, che l'armata tartara, guidata dal principe Feofar Khan, sta muovendo alla conquista della città e che egli dovrà resistere poiché gli verranno inviati rinforzi. Contemporaneamente Ivan Ogareff, un tartaro che, dopo avere prestato servizio nell'esercito russo, è stato dapprima esiliato e successivamente torturato durante la prigionia, si unisce all'armata tartara ed intraprende lo stesso viaggio per consegnare, sotto le spoglie di un corriere dello zar, un messaggio al granduca, il quale è impossibilitato a comunicare con Mosca, dove è scritto che l'attacco dei tartari proverrà da una direzione differente da quella prevista, allo scopo di dividere l'esercito zarista e facilitare la conquista di Irkutsk, e nella missione è aiutato da Sangarre, una giovane tartara che, facendosi corteggiare da un ufficiale russo, consente ad Ogareff di ucciderlo e di indossarne la divisa e con la quale inizia una relazione amorosa.

Il capitano Strogoff parte alla volta della Siberia in abiti borghesi, nelle vesti di un mercante di cavalli e sotto il falso nome di Nikolaj Korpanov, portando il messaggio dello zar all'interno della sua cintura, e durante il viaggio fa la conoscenza di due giornalisti, il fotografo francese Alcide Jolivet e l'inglese Harry Blount, inviato del Daily Telegraph, i quali si trovano in Russia per documentare la rivolta tartara, e di Nadja Fëdorova, una giovane ragazza di origine lettone che intende raggiungere il marito Vasilij Feodor, un medico militare.

Ritenendo di destare meno sospetti Strogoff decide di condividere il viaggio con la ragazza e, durante la sosta in una isba, adibita a luogo di ristoro e di cambio per cavalli, incontra Ogareff, il quale pretende in modo aggressivo ed insolente la troika per la slitta che spetterebbe di diritto a Strogoff, giunto per primo al cambio, ed egli accetta supinamente le ingiurie dell'uomo in divisa da ufficiale russo, destando qualche sospetto in Nadja, la quale non si spiega come un uomo non reagisca a certi comportamenti, e, mentre nei due sembra nascere un sentimento d'amore, tali sospetti trovano conferma quando, giunti nella tenuta di famiglia di Strogoff, dopo avere passato una notte d'amore, vengono destati al mattino da Svetlana, moglie del mezzadro, che si inchina, lo chiama "padroncino" e gli chiede notizie sulla sua vita da ufficiale a San Pietroburgo; Michele è costretto a confessare la sua vera identità ma la giovane, sentitasi ingannata, respinge le sue scuse e riparte da sola con la slitta.

Rimasto a piedi egli non ha altro modo di proseguire la sua missione che chiedere l'unico cavallo a disposizione del contadino, il quale dapprima esita ma poi, compresa l'importanza che riveste l'arrivo di Michele a Irkutsk, glielo lascia consentendogli di ripartire; Nadja tuttavia viene catturata da Ogareff e portata all'accampamento tartaro dove si trovano anche Jolivet e Blount, catturati e successivamente rilasciati dopo l'accertamento della loro identità, e, dopo che anche la vera natura di Ogareff è stata scoperta, questi viene a sapere da un suo compagno che il vero nome del mercante è Strogoff ed è dunque lui il corriere che sta cercando di raggiungere il granduca.

Michele, dopo che il suo cavallo è morto per la fatica ed il freddo, riesce a prenderne un altro ad un cavaliere tartaro che ne stava seguendo le tracce ma poco dopo viene catturato da Ogareff e frustato per indurlo a consegnare il messaggio che sta portando; egli non cede ma Sangarre riesce a trovare sua madre, la contessa Marfa, la quale, posta di fronte al figlio agonizzante, dapprima sostiene di non conoscerlo ma poi, ottenuta la parola dal tartaro di non ucciderlo se confermerà la sua identità, cede e gli rivela che l'uomo è il capitano Michele Strogoff, e contemporaneamente Sangarre scopre il messaggio nella sua cintura dove è contenuta l'informazione dell'invio di rinforzi al granduca. Ogareff mantiene la parola data alla madre e non uccide l'ufficiale ma lo acceca appoggiando ai suoi occhi una sciabola arroventata e Marfa, non reggendo al dolore, cade morta.

Feofar Khan, una volta ottenuta l'informazione che cercava, è indeciso se muovere verso Mosca, sguarnita dall'invio di rinforzi in Siberia, o proseguire verso Irkutsk ma Ogareff ritiene che la capitale sia troppo lontana e suggerisce di occupare Irkutsk e di catturare il granduca per trattare successivamente con lo zar ed allo scopo vengono mandate le donne ed i bambini sulle montagne per fare credere all'esercito russo che i tartari si stiano ritirando ed Ogareff si incarica di portare un falso messaggio al granduca per indurlo a fare uscire le sue truppe dalla città affinché queste vengano colte di sorpresa dall'armata tartara nascosta tra le foreste.

Michele nel frattempo vaga cieco tra i mendicanti ma viene ritrovato da Nadja, la quale cerca di convincerlo a proseguire il viaggio insieme a lui ed egli inizialmente rifiuta, disperandosi perché quanto gli è successo è accaduto proprio mentre aveva preso coscienza delle ingiustizie e dei profondi squilibri sociali presenti in Russia, ma poi entrambi si uniscono ad un gruppo di profughi guidati da un pope che cercano di sfuggire alla guerra percorrendo il fiume Angara a bordo di una chiatta e durante il viaggio Michele riacquista la vista.

Ogareff giunto ad Irkutsk, sotto le mentite spoglie del capitano Strogoff, porta avanti il piano concordato con Feofar Khan, informato da Sangarre che l'indomani le truppe del granduca usciranno dalla città alla loro ricerca, ma Michele incontra un drappello di soldati russi e, fattosi riconoscere, viene condotto all'accampamento dell'esercito dove indossa nuovamente la divisa per guidare i soldati a bloccare l'armata tartara, salutando Nadja che, a dispetto di quello che prova per lui, non sembra intenzionata a seguirlo quando egli tornerà a San Pietroburgo.

I rinforzi russi guidati da Strogoff giungono nei pressi di Irkutsk e Sangarre suggerisce a Feofar Khan di rinunciare e di ritirarsi ma egli attacca ugualmente le truppe russe: la sua cavalleria viene decimata dal fuoco dei fucili della fanteria russa e, mentre le sue truppe appiedate ingaggiano battaglia, ciò che resta della cavalleria, guidata da Ogareff, viene attaccato alle spalle dai rinforzi di Strogoff e durante lo scontro Sangarre trova la morte; l'intervento dell'artiglieria risolve a favore dei russi lo scontro e Strogoff riesce a catturare vivo Ogareff e l'ultima disperata carica, guidata personalmente da Feofar Khan, si risolve in un massacro ed egli viene ucciso dai soldati russi.

La battaglia è finita ma Jolivet, che in precedenza aveva scattato fotografie di persone vive stese a terra per simulare immagini di guerra, sconvolto dalla morte che lo circonda, si rifiuta di fotografare le centinaia di vittime mentre Nadja ritrova il marito nell'ospedale da campo, confessandogli la relazione avuta durante il viaggio, ma egli risponde che la loro sofferenza privata è poca cosa rispetto a quello che li circonda; la ragazza inizialmente scambia il suo atteggiamento per indifferenza ma successivamente ne comprende le ragioni e quando Michele, dopo la fucilazione di Ogareff, la raggiunge, ella gli confessa di non amarlo ed i due si dicono addio, allontanandosi senza voltarsi.

Differenze rispetto al romanzoModifica

  • Nel romanzo Nadja non è in viaggio per raggiungere il marito ma il padre.
  • Nel romanzo Michele non resta cieco ma finge solo di esserlo per allontanarsi dai tartari.
  • Nel romanzo Ogareff tenta senza riuscirvi di uccidere il granduca mentre nel film l'intento è quello di rapirlo.
  • Nel romanzo è Strogoff ad uccidere Ogareff mentre nel film lo cattura vivo per farlo processare.
  • Nel romanzo Michele e Nadja si sposano mentre nel film ella è già sposata ed i due si lasciano.
  • Nel romanzo Michele, dato il suo successo militare viene comandato a Mosca, divenendo consigliere militare dello zar, mentre nel film egli sembra fare ritorno a San Pietroburgo.

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica