Apri il menu principale

In cinematica, il moto orbitale, o moto centrale, è il moto caratterizzato dalla presenza di una accelerazione centripeta, legata alla presenza di una forza centrale, che attrae il corpo, o il punto materiale, orbitante verso il corpo centrale.

L'energia cinetica posseduta dal corpo orbitante garantisce la stabilità dell'orbita. A parità di altri parametri, all'aumentare della velocità del corpo orbitante, aumenta la distanza media tra i due corpi. Per un valore di velocità nullo, la distanza tra i due corpi è nulla, cioè collidono a causa delle forza di interazione. In ogni momento la velocità è tangenziale all'orbita e il vettore che la rappresenta può essere composto in una componente radiale ed una ortogonale ad essa. Nel caso di un'orbita circolare la componente radiale è costantemente nulla, mentre in un'orbita ellittica oscilla in intensità e direzione. Perturbazioni indotte sulla velocità del corpo orbitante spingono il corpo verso una nuova orbita. Qualora la componente radiale superi un certo valore, chiamato velocità di fuga, il corpo orbitante si allontana indefinitamente dal corpo centrale.

Di norma, un moto centrale assume le caratteristiche di un moto ellittico, ovvero un moto che segue un'orbita ellittica, o al più di un moto circolare, ovvero un moto caratterizzato da un'orbita circolare.

Formule per il moto centrale di BinetModifica

Si consideri un punto materiale che abbia un'accelerazione centripeta   verso un punto fisso del sistema di riferimento in coordinate polari   in esame. Poiché si è in presenza di un moto piano, le equazioni che descrivono la velocità tangenziale   e l'accelerazione centripeta   sono:

 

dove   è la curvatura normale istantanea della traiettoria,   sarebbe il versore normale, che coincide in ogni istante con quello radiale,   è il versore tangenziale e   è la velocità areolare. In queste condizioni, il momento meccanico specifico   risulta nullo, pertanto si ha:

 

Ciò equivale a dire che il momento angolare orbitale specifico   è costante nel tempo:

 

dove   è il versore binormale, ricordando che   è linearmente dipendente da   e da   stesso. Ma allora risulta nullo il prodotto misto:

 

e quindi   rimane sul piano passante per O che ha inclinazione costante in quanto normale a  .

DimostrazioneModifica

La dimostrazione delle due formule di Binet segue dalla regola della catena, ricordando che  

 

Ora, in generale per un moto piano:

 

Ma allora la derivata seconda vale:

 

Quindi, per un moto centrale:

 

EsempiModifica

Due esempi di moto orbitale: moto ellittico di un pianeta attorno al Sole e degli elettroni attorno al nucleo atomico secondo il modello atomico di Rutherford.

Esempi di moto orbitale un corpo celeste intorno al corpo padre[1], sia il moto di un elettrone intorno al nucleo di un atomo secondo il modello atomico di Rutherford, che rappresenta gli elettroni come particelle orbitanti attorno al nucleo atomico, motivo per il quale viene anche detto modello planetario, e il modello atomico di Bohr. In meccanica quantistica il moto orbitale contribuisce al momento angolare, ma ci sono anche altri contributi, come il contributo di spin.

NoteModifica

  1. ^ Ad esempio di un pianeta attorno al sole, o di una luna attorno ad un pianeta.

Voci correlateModifica