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Muzio Febonio (Avezzano, 13 luglio 1597Pescina, 3 gennaio 1663) è stato uno storico italiano.

Sigillo ottagonale di Muzio Febonio

Indice

BiografiaModifica

«Vedere all'intorno gran memorie antiche e vestigi di più lochi»

(Muzio Febonio[1])

Religioso e storico abruzzese nato ad Avezzano. Completò gli studi a Roma dove ottenne il dottorato in giurisprudenza prima di intraprendere gli studi teologici e la carriera ecclesiastica. Arrivò, nel 1626 ad ottenere la carica di protonotario apostolico[2]. Divenne abate della chiesa di San Cesidio a Trasacco nel 1631 ed amministratore del patrimonio della famiglia Colonna nella Marsica. Qui iniziò a dedicarsi agli studi storici e geografici della sua terra giacché carente di sintesi storica e documentazione[3].

Nel 1648 si stabilì prima a Sulmona, dove ottenne l'incarico di vicario generale della cattedrale e, nel 1651, presso quella dell'Aquila. Durante l'inquieta permanenza aquilana ricevette dal vicario della cattedra di San Cesidio a Trasacco varie accuse, poi totalmente decadute, tra le quali quella di simonia e di omicidio. Nasceranno dissapori e contrasti con il nuovo vescovo aquilano, lo spagnolo Francesco Tellio de Leon, eletto nel 1654, che si riveleranno insanabili.

Dal 1660, dopo alcuni anni senza incarichi in cui affrontò con maggiore impegno gli studi eruditi, fu affiancato al vicario del vescovado di Veroli. La prima stesura della preziosa Historiae marsorum risalirebbe proprio al 1660, tuttavia l'opera, composta di tre libri, fu portata a termine tra il 1661 ed il 1662 e con ogni probabilità, pochi mesi dopo, la revisione con le correzioni stilistiche suggerite dallo storico Ferdinando Ughelli, ritenuto anche dal Febonio un maestro di erudizione. Egli trascorrerà gli ultimi anni della sua vita nella città natale come vicario generale della diocesi dei Marsi, infine in affiancamento al vicario di Pescina, dove morì dopo una breve malattia[4][5].

OpereModifica

Di seguito sono riportate le opere principali:

  • Vita dei gloriosi Martiri San Cesidio e San Rufino (1643)
  • S. Bartolomeo Apostolo (1651)
  • L'amore divino due volte bendato (1653)
  • Lettere dirette a Ferdinando Ughelli (1660)
  • Historiae Marsorum (1661-1662)
  • Vita di San Berardo e di altri santi della diocesi de' Marsi (1973)

NoteModifica

  1. ^ Vittoriano Esposito, Muzio Febonio (Scheda biografica), Terre Marsicane. URL consultato il 27 marzo 2018.
  2. ^ Morelli, pp. 14-19.
  3. ^ Buonocore, p. 104.
  4. ^ Muzio Febonio, Terre Marsicane, 17 ottobre 2011. URL consultato il 27 marzo 2018.
  5. ^ Nino Motta, La Storia dei Marsi raccontata da Febonio, Il Centro, 19 febbraio 2013. URL consultato il 27 marzo 2018.

BibliografiaModifica

  • Muzio Febonio, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  • Marco Buonocore, Muzio Febonio storico dell'antichità e la sua incorrupta fides, atti del convegno di Avezzano, 9-10 maggio 1998, Edizioni L'Aquila 2000, 1998.
  • Giorgio Morelli, Muzio Febonio nel quarto centenario della nascita (1597-1997), Edizioni Colacchi, Avezzano, 1998.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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