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DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Pipistrello di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 65 e 80 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 55,5 e 61,4 mm, la lunghezza della coda tra 53 e 68 mm, la lunghezza del piede tra 11 e 17 mm, la lunghezza delle orecchie tra 19 e 26 mm.[3]

AspettoModifica

La pelliccia è corta. Le parti dorsali sono bruno-nerastre con la base dei peli grigia, mentre le parti ventrali sono grigio-brunastre con le punte dei peli grigie. Il muso è stretto. Le orecchie sono lunghe e strette, con 5-6 pliche longitudinali sulla superficie interna del padiglione auricolare e con un piccolo lobo rotondo alla base del margine esterno. Il trago è sottile e lanceolato. Le ali sono attaccate posteriormente sulle caviglie. I piedi sono grandi. Il calcar è lungo e privo di carenatura. Il cranio è lungo e stretto, con una cresta sagittale ben sviluppata. Il primo e secondo premolare superiore sono disposti lungo la linea alveolare. Il cariotipo è 2n=44 FNa=50-52.

BiologiaModifica

ComportamentoModifica

Si rifugia in gruppi numerosi all'interno di grotte, fessure rocciose, attici di edifici e più raramente nelle cavità degli alberi, spesso insieme al vespertilio maggiore. Le femmine formano vivai durante il periodo di allattamento, mentre i maschi vivono solitariamente.

AlimentazioneModifica

Si nutre di insetti di dimensioni medie o grandi inclusi scarafaggi e falene, catturati in volo e talvolta raccolti al suolo.

RiproduzioneModifica

Danno alla luce un piccolo, più raramente due, una volta all'anno. Vengono svezzati dopo 6-7 settimane. L'aspettativa di vita è di circa 13 anni.

Distribuzione e habitatModifica

Questa specie è diffusa in Asia, dall'Anatolia e il Caucaso fino alla Cina centrale e nord-orientale e all'India settentrionale. Le popolazioni europee e nordafricane, il vespertilio maghrebino e il vespertilio di Monticelli, sono state recentemente elevate al rango di specie distinte.

Vive in ambienti disturbati fino a 1.700 metri di altitudine.

TassonomiaModifica

Sono state riconosciute 4 sottospecie:

Stato di conservazioneModifica

La IUCN Red List, considerato che si tratta di una specie abbondante e abbastanza stabile, nonostante siano stati osservati diminuzioni nella popolazione in alcune parti dell'areale, classifica M.blythii come specie a rischio minimo (LC).[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Hutson, A.M., Spitzenberger, F., Aulagnier, S., Juste, J., Karatas, A., Palmeirim, J. & Paunovic, M. 2008, Myotis blythii, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Myotis blythii, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Srinavasulu & Al., 2010.

BibliografiaModifica

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