Nessuna pietà per Ulzana

film del 1972 diretto da Robert Aldrich
Nessuna pietà per Ulzana
NessunapietàperUlzana.png
Bruce Davison e Burt Lancaster in una scena del film
Titolo originaleUlzana's Raid
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1972
Durata103 min (NTSC) (Robert Aldrich-Version)
102 min (NTSC) (Burt Lancaster-Version)

99 min (PAL) (Director's Cut)
Generewestern
RegiaRobert Aldrich
SceneggiaturaAlan Sharp
ProduttoreCarter De Haven Jr., Harold Hecht (non accreditato), Burt Lancaster (non accreditato), Alan Sharp (produttore associato)
Casa di produzioneDe Haven Productions, The Associates & Aldrich Company
FotografiaJoseph Biroc
MontaggioMichael Luciano
MusicheFrank De Vol
ScenografiaJames D. Vance
CostumiGlenn Wright (non accreditato)
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Doppiaggio originale:

Ridoppiaggio (2003)

Nessuna pietà per Ulzana (Ulzana's Raid) è un film western revisionista del 1972 diretto da Robert Aldrich.

TramaModifica

Con la resa di Geronimo, anche i fieri Apache hanno accettato di stabilirsi nelle riserve, rinunciando al loro ancestrale stile di vita. Tuttavia, i funzionari mandati dal governo per amministrare le risorse alimentari e finanziarie inviate alle riserve si rivelano spesso degli affaristi cinici e senza scrupoli; ciò fa progressivamente crescere il malcontento tra la popolazione, e conseguentemente il desiderio di ribellione.

Il capo Apache Ulzana fugge con un piccolo gruppo di uomini dalla riserva indiana di San Carlos, in Arizona. I soldati mandati ad avvertire le famiglie di coloni della zona vengono catturati e uccisi. Sulle tracce dei fuggiaschi viene quindi inviato da Fort Lowell un plotone di cavalleria comandato dal giovane tenente DeBuin, affiancato dall'esperto scout McIntosh e dalla guida Apache Ke-Ni-Tay, cognato dello stesso Ulzana.

Come previsto da McIntosh, gli spietati guerrieri indiani portano distruzione e morte al loro passaggio. DeBuin, figlio di un pastore protestante, è animato da un sincero spirito umanitario, che lo porta a voler comprendere la natura e le ragioni degli indiani e che viene messo a dura prova dalla vista di tante atrocità di cui chiede conto a Ke-Ni-Tay, il quale gli spiega che gli Apache credono di trarre forza dai nemici seviziandoli ed uccidendoli e Ulzana, fiaccato dalla vita in riserva, ha bisogno di molto sangue per ritrovare l'antico vigore guerriero. Ma DeBuin è messo in crisi anche dalla scoperta che i propri soldati sono altrettanto pronti a mutilare i corpi dei nemici Apache per vendetta.

Ulzana separa il grosso del suo gruppo dai cavalli, condotti da due soli guerrieri, per portare fuori strada gli inseguitori e sfiancarli, ma McIntosh e Ke-Ni-Tay non si fanno ingannare dallo stratagemma, catturano i cavalli e uccidono i due Apache di scorta, tra cui lo stesso figlio di Ulzana. Ormai privati dei cavalli, sempre più stremati, i fuggitivi attaccano e devastano una fattoria, lasciando però in vita una donna. McIntosh intuisce che si tratta di un nuovo inganno del capo Apache, che vuole spingere gli inseguitori a dividersi e distaccare un piccolo drappello che riporti la sopravvissuta al forte, che sia quindi più facile da attaccare per ricavarne nuove cavalcature, e suggerisce al tenente DeBuin di comportarsi in modo tale da convincere Ulzana che il suo piano abbia funzionato, per poi farlo cadere a sua volta in trappola.

Ma le cose non vanno come dovrebbero: quando il drappello-esca guidato da McIntosh viene attaccato come previsto, i soldati guidati da DeBuin sono ancora troppo distanti per intervenire prontamente, ne consegue un sanguinoso scontro, che vede annientati gli Apache, ma causa anche molte perdite dall'altra parte. Lo stesso McIntosh è ferito a morte. Ulzana, riuscito a sfuggire alla disfatta, viene fronteggiato da Ke-Ni-Tay e, ormai solo, si arrende e si lascia uccidere.

Quando gli viene suggerito di portare la testa di Ulzana al forte per dimostrare la morte del nemico, DeBuin consente invece che Ke-Ni-Tay ne seppellisca il corpo integro, dimostrando di non voler venir meno ai propri principi e di non aver perso la propria umanità malgrado questa tragica esperienza. McIntosh, sapendo di non poter sopravvivere al viaggio di ritorno nelle proprie gravi condizioni, chiede a DeBuin di essere lasciato indietro.

CriticaModifica

Secondo il Dizionario Mereghetti, Nessuna pietà per Ulzana è un film «molto sottovalutato», tra i migliori film diretti da Aldrich e «uno dei western più belli di tutto il decennio» che «ha elaborato i toni crepuscolari del genere, sorpassandoli con un pessimismo ancora più universale».[1]

VersioniModifica

Esistono due versioni del film: quella di Aldrich, regolarmente distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi e, una rimontata da Burt Lancaster, quella distribuita in Europa.[2]

Home VideoModifica

Nella VHS è possibile trovare la Versione Europea mentre, sul DVD è stata commercializzata quella montata dal regista con un nuovo doppiaggio.[3]

DVDModifica

Nel 2003, la Universal ha pubblicato la Director's Cut.

NoteModifica

  1. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 9788860731869 p. 1970
  2. ^ Alternate versions for Nessuna pietà per Ulzana (1972), IMDb. URL consultato il 9 febbraio 2013.
  3. ^ Doppiaggio Nessuna pietà per Ulzana, ciakhollywood.com. URL consultato il 12 aprile 2016.

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema