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Beato Odoardo Focherini
Odoardo Focherini.jpg
 

Martire

 
NascitaCarpi, 6 giugno 1907
MorteHersbruck, 27 dicembre 1944
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione15 giugno 2013
Santuario principaleBasilica cattedrale di Santa Maria Assunta (Carpi)
Ricorrenza6 giugno

Odoardo Focherini (Carpi, 6 giugno 1907Hersbruck, 27 dicembre 1944) è stato un dirigente d'azienda e intellettuale cattolico italiano, medaglia d'oro al merito civile della Repubblica Italiana e iscritto all'Albo dei Giusti tra le Nazioni a Yad Vashem per la sua opera a favore degli ebrei durante l'Olocausto, per la quale fu arrestato e morì nel campo di concentramento di Hersbruck in Germania.

Il 10 maggio 2012 papa Benedetto XVI ha firmato il decreto che ne riconosce il martirio in odium fidei. Tale riconoscimento ha aperto la strada alla beatificazione di Focherini[1], celebrata a Carpi il 15 giugno 2013.

Indice

BiografiaModifica

 
Maria Marchesi e Odoardo Focherini nel giorno del loro matrimonio

Odoardo Focherini nacque a Carpi (Modena) da genitori di origine trentina (di Celentino). Il padre Tobia aprì nella città emiliana un negozio di ferramenta e il giovane Odoardo frequentò le scuole elementari e tecniche.

Di fondamentale importanza per la formazione di Odoardo Focherini fu il suo rapporto con due figure di spicco del mondo cattolico della bassa pianura modenese: don Armando Benatti, fondatore dell'Opera Realina, e don Zeno Saltini, fondatore dell'Opera Piccoli Apostoli in seguito divenuta Nomadelfia.

Nel 1924, sotto la guida di Zeno Saltini (non ancora sacerdote), si fece promotore de L'Aspirante, un giornalino per ragazzi che diverrà strumento di collegamento regionale e poi nazionale per i ragazzi dell'Azione Cattolica in Italia e sul quale pubblicò i suoi primi articoli.

Nel 1926 fondò lo scautismo a Carpi e ne divenne responsabile a livello diocesano.[2]

Il 9 luglio 1930 sposò Maria Marchesi (1909-1989), dalla quale ebbe sette figli tra il 1931 e il 1943.

Nel 1934 venne assunto dalla Cattolica Assicurazioni di Verona come agente presso l'agenzia di Modena; divenne poi ispettore della compagnia assicurativa e svolse il suo incarico nelle zone di Modena, Bologna, Verona, fino a Pordenone.

Impegno ecclesialeModifica

 
Odoardo Focherini parla alla radio

Nel frattempo Focherini proseguì la sua opera all'interno dell'Azione Cattolica. Nel 1928 entrò nella giunta diocesana dell'Azione Cattolica di Carpi come presidente della Federazione Giovanile Maschile.

Nel 1934 venne eletto presidente della "sezione uomini" e due anni dopo, nel 1936, divenne presidente dell'Azione Cattolica Diocesana. L'anno seguente, Pio XI lo nominò cavaliere di san Silvestro[3].

Tra il 1930 e il 1942 Odoardo Focherini fu regista e cronista di importanti avvenimenti diocesani, quali i congressi eucaristici, che segnarono profondamente la vita religiosa e sociale della zona.

Nel 1939 assunse l'incarico di consigliere mandatario (una sorta di amministratore delegato) de L'Avvenire d'Italia, uno dei principali quotidiani cattolici in Italia con sede a Bologna.

Impegno a favore dei perseguitatiModifica

«Se tu avessi visto, come ho visto io in questo carcere, come trattano gli ebrei qui dentro, saresti pentito solo di non averne salvati di più»

(Odoardo Focherini, conversazione con il cognato Bruno Marchesi nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna)

Nel 1942 iniziò l'attività di Odoardo in soccorso degli ebrei. L'arcivescovo di Genova, cardinale Pietro Boetto, che già operava a stretto contatto con la Delegazione per l'Assistenza degli Emigranti Ebrei (DELASEM), agenzia ebraica di assistenza ai rifugiati, portò all'attenzione del direttore dell'Avvenire d'Italia di allora, Raimondo Manzini, il caso di alcuni ebrei polacchi, giunti a Genova con un treno di feriti. Manzini, come faceva spesso nelle vicende più delicate, a sua volta affidò l'incarico a Focherini.

Dopo l'8 settembre 1943 e la conseguente occupazione tedesca della penisola, l'impegno di Focherini a favore degli ebrei si fece più intenso e rischioso: iniziò a prendere contatti con persone di fiducia e a tessere quella tela di aiuti organizzativi che gli servirono per procurarsi carte d'identità in bianco, compilarle con dati falsi, consegnarle ai perseguitati ed accompagnarli fino al confine con la Svizzera. Trovato un fidato amico e compagno in don Dante Sala (parroco di San Martino Spino, frazione del comune di Mirandola) Focherini riuscì a mettere in piedi un'efficace organizzazione clandestina, capace di condurre in salvo oltre cento ebrei (uomini, donne, anziani e bambini) che a lui si affidarono. Odoardo e don Sala erano sempre in perfetto accordo quando si dovevano salvare gli ebrei e facevano di tutto per condurre a buon fine questa missione: per tali sue azioni Odoardo Focherini è considerato un eroe da tutti i carpigiani.

L'arresto e l'internamentoModifica

 
Lapide posta sulla casa abitata da Focherini

L'11 marzo 1944 Odoardo Focherini organizzò la fuga dal campo di concentramento di Fossoli (lager di transito a pochi chilometri da Carpi) del medico ebreo Enrico Donati con la scusa di una operazione chirurgica urgente[4]. Giunto presso l'ospedale di Carpi Focherini fu arrestato[4]. Fu inizialmente detenuto nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna dal 13 marzo fino al 5 luglio. Di lì venne trasferito al campo di concentramento di Fossoli. Il 4 agosto fu trasportato al campo di Gries (Bolzano)[4]; da Gries venne deportato in Germania il 7 settembre, nel campo di concentramento di Flossenbürg con il cosiddetto Trasporto 81 e poi nel sottocampo di Hersbruck (non lontano da Norimberga), dove trovò la morte il 27 dicembre 1944 a causa di una setticemia conseguente ad una ferita alla gamba. In questi momenti ebbe il conforto dell'amico Teresio Olivelli, il quale morirà anche lui il mese successivo per le percosse ricevute da una guardia[5].

Di questi terribili mesi di prigionia fra il carcere e i lager rimane come testimonianza preziosissima il corpus delle 166 lettere (pubblicato nel 1994) che Focherini, clandestinamente e non, riuscì a far pervenire alla moglie Maria, ai genitori e agli amici. Nel suo testamento Odoardo scrisse di morire "offrendo la mia vita in olocausto per la mia Diocesi e per l'Azione Cattolica".[6]

Onorificenze e riconoscimentiModifica

I primi riconoscimenti vengono nel dopoguerra dall'Unione delle Comunità Israelitiche italiane, che nel 1955 gli assegnò la Medaglia d'oro alla memoria per aver salvato tante vite innocenti, "prodigandosi attivamente ed instancabilmente per un lungo periodo a favore degli Ebrei, particolarmente per salvare quelli ricercati".

Nel 1969 il suo nome è stato iscritto, insieme a quello dell'amico don Dante Sala, nell'Albo dei Giusti tra le Nazioni a Yad Vashem[7] e una targa lungo il Viale dei Giusti ne testimonia il sacrificio a favore degli ebrei perseguitati.

Il 25 aprile 2007, in una solenne cerimonia all'Altare della Patria di Roma, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha consegnato la Medaglia d'oro al Merito civile alla memoria di Odoardo Focherini.

 
La medaglia d'oro al merito civile assegnata a Odoardo Focherini
  Medaglia d'oro al merito civile
«Di elevatissime qualità umane e civili, nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, con eroico coraggio e preclara virtù civica, promosse la costruzione di una struttura clandestina che diede ospitalità ed assistenza ad un gran numero di ebrei italiani e stranieri, riuscendo a salvarli dalla persecuzione nazista. Arrestato, veniva internato nel campo di concentramento di Fossoli e successivamente deportato nel campo di Hersbruck, dove moriva di stenti e di setticemia. Fulgido esempio di coerenza, di senso di abnegazione e di rigore morale fondato sui più alti valori cristiani e di umana solidarietà.[8]»
— 1942 - 1944 / Carpi (MO)

Nel 2012 la Soprintendenza Regionale dell'Emilia-Romagna ha riconosciuto il valore storico dell'Archivio della Memoria di Odoardo Focherini, un fondo nato (e accresciuto nel tempo) grazie alla famiglia Focherini (in particolare la primogenita Olga), che raccoglie le lettere paterne e materne, la rassegna stampa su Focherini, i carteggi con ebrei salvati ed gli ex deportati, istituzioni ed enti pubblici e privati che si occupano di memoria, fonti bibliografiche, audioregistrazioni, video, foto, libri (circa 400 volumi sull'argomento)[9].

Sono intitolate a lui quattro strade nei comuni modenesi di Carpi, Mirandola, San Possidonio e Formigine, una scuola primaria a Rumo (Val di Non, TN) e una scuola secondaria di primo grado a Carpi. Nel 2018 vengono intitolate a Odoardo Focherini e alla moglie Maria Marchesi due nuove strutture: la Casa di Residenza per Anziani ad Appalto di Soliera (MO), gestita dalla Cooperativa Gulliver, e la Cittadella della Carità di Carpi, concepita per ospitare la Caritas diocesana e il Consultorio diocesano, oltre ad alcuni spazi dedicati ai padri separati in condizioni di difficoltà economica.

Il 16 gennaio 2019 è stata inaugurata una pietra d'inciampo in suo onore a Mirandola, davanti alla sua casa al civico 58 di piazza della Costituente.[10]

CultoModifica

Nel 1996 la diocesi di Carpi ha avviato la causa di beatificazione, passata a Roma nel 1998.

Il 10 maggio 2012 papa Benedetto XVI ha firmato il decreto di martirio e il 15 giugno 2013 si è svolta a Carpi la cerimonia di beatificazione presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.

Oltre che nella diocesi carpigiana, Odoardo è venerato in Trentino. La famiglia Focherini era infatti originaria di Celentino di Peio, in Val di Sole, mentre quella della moglie di Odoardo, Maria Marchesi, proveniva dalla Val di Non, in località Rumo. Focherini fu sempre animato da un profondo amore per questi monti.

Nella chiesetta in cima al Monte Vioz, nel gruppo Ortles-Cevedale, si commemora Odoardo con una lapide sulla parete esterna ed un'immagine del beato all'interno della cappella. Una reliquia ex indumentis del beato è stata donata ad ogni parrocchia della diocesi di Carpi e alla parrocchia di Celentino. A Carpi è stata intitolata a lui e alla moglie una cappella adiacente alla nuova sede della Caritas diocesana.

La sua memoria è ricordata annualmente il 6 giugno, data della sua nascita, nel calendario proprio delle diocesi di Carpi e di Trento.

NoteModifica

  1. ^ Odoardo Focherini sarà Beato[collegamento interrotto]
  2. ^ Odoardo Focherini, su Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. URL consultato il 5 luglio 2017.
  3. ^ Alessandro De Carolis, Messaggio di Benedetto XVI per il centenario di Odoardo Focherini, il giovane giornalista italiano che salvò moltissimi ebrei dalla Shoah, su archivioradiovaticana.va, Roma, 8 giugno 2017. URL consultato il 9 marzo 2019 (archiviato il 9 marzo 2019). Ospitato su radiogioronale.
  4. ^ a b c Franco Focherini, p. 143.
  5. ^ Venerabile Teresio Olivelli Laico e martire, santiebeati.it, Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi. URL consultato il 5 luglio 2017.
  6. ^ Andrea Riccardi, Il secolo del martirio. I cristiani nel Novecento, Milano, Mondadori, 2009.
  7. ^ (EN) Focherini Odoardo (1907 - 1944 ), in The Righteous Among The Nations, Yad Vashem. The World Holocaust Remembrance Center. URL consultato il 5 luglio 2017.
  8. ^ Focherini Sig. Odoardo, su Le onorificenze della Repubblica Italiana, Quirinale. URL consultato il 5 luglio 2017.
  9. ^ Olga Focherini, Questo ascensore è vietato agli ebrei, Bologna, EDB, 2015.
  10. ^ Luigi Lamma, Una «Pietra d'inciampo» sotto casa: così Mirandola ricorda il beato Focherini, in Avvenire, lunedì 21 gennaio 2019.

BibliografiaModifica

  • Questo testo proviene in parte, o integralmente, dalla relativa voce del progetto Donne e Uomini della Resistenza, opera dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, pubblicata sotto licenza Creative Commons CC-BY-3.0 IT
  • Claudio Pontiroli (a cura di), Odoardo Focherini: lettere dal carcere e dai campi di concentramento, II, Finale Emilia, 2004 [1994].
  • Giorgio Vecchio, Un Giusto fra le nazioni. Odoardo Focherini (1907-1944). Dall'Azione Cattolica ai lager, Bologna, EDB, 2012, ISBN 978-88-10-10487-3.
  • Ilaria Vellani, Maria Peri e Francesco Manicardi, Odoardo Focherini, Il sorriso distintivo della santità, (con DVD allegato), Città del Vaticano, Edizioni AVE, 2013, ISBN 978-88-8284-785-2.
  • Ulderico Parente, Maria Peri e Odoardo Semellini (a cura di), Lettere dalla prigionia e dai campi di concentramento (1944), Bologna, EDB, 2013, ISBN 978-88-10-10493-4.
  • Giuseppe Bellodi, Più di così non si può amare: la vita di Odoardo Focherini raccontata ai ragazzi, illustrazioni di Fabrizio Zubani, Roma, AVE, 2013, ISBN 978-88-8284-776-0.
  • Margherita Catellani, Album Focherini: 60 schede didattiche di presentazione della figura di Odoardo Focherini, giusto fra le genti, martire della carita, servo di Dio, Carpi, 2008, SBN IT\ICCU\MOD\1497897.
  • La borsa di cuoio : frammenti di lettere dalla prigionia di Odoardo Focherini, (coordinamento di Emilia Ficarelli e Paola Borsari, Carpi, Comune di Carpi, 2002, SBN IT\ICCU\MOD\0802233.
  • Franco Focherini, Il fascismo modenese minuto per minuto, Modena, Il Fiorino, 2001.
  • Liliana Picciotto (a cura di), I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, Milano, Mondadori, 2006.
  • Olga Focherini, Questo ascensore è vietato agli ebrei: i ricordi della figlia di Odoardo Focherini, giusto fra le nazioni e beato della Chiesa, a cura di Odoardo Semellini, prefazione di Moni Ovadia, Bologna, EDB, 2015, ISBN 978-88-10-55832-4.
  • Maria Marchesi, Con tutta l’angoscia del mio cuore di sposa: Lettere inedite a Odoardo Focherini, Bologna, EDB, 2018

FilmografiaModifica

  •   (regia di) Nelson Bova, Stefano Cattini e Riccardo Giullari, Il vento bussa alla mia porta: Odoardo Focherini, alla ricerca di un giusto, Italia, 2007.

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