Omino di burro

personaggio de "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi

L'Omino di burro, conosciuto anche come il Cocchiere, il Postiglione, l'Omino o il Conduttore del carro, è un personaggio immaginario del libro Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi, in cui compare nei capitoli XXXI e XXXIII.

Omino di burro
Illustrazione di Carlo Chiostri per Le avventure di Pinocchio, storia di un burattino, Bemporad & figlio, Firenze, 1901.
UniversoPinocchio
Lingua orig.Italiano
AutoreCarlo Collodi
Caratteristiche immaginarie
SessoMaschio

Descrizione

modifica

Il Cocchiere è il personaggio che si occupa, con maniere melliflue e grazie alla sua vocina convincente e rassicurante, di attirare ragazzi svogliati sul suo carro, tirato da dodici pariglie di ciuchini, per condurli nel Paese dei balocchi, il luogo dove ogni fanciullo può divertirsi senza dover ascoltare gli adulti. Il carro ha le ruote fasciate per non far rumore (e non farsi dunque scoprire) e i ventiquattro ciuchini, invece di essere ferrati, hanno ai piedi stivali bianchi.

Viene descritto dall'autore come: «Un omino più largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro, con un visino di melarosa, una bocchina che rideva sempre e una voce sottile e carezzevole, come quella d'un gatto che si raccomanda al buon cuore della padrona di casa.». È un personaggio diabolico, perverso e, talvolta, persino sadico: per punire i suoi somari recide loro le orecchie a morsi. Mentre il carro corre verso il Paese dei balocchi il cocchiere canta: "Tutti la notte dormono / e io non dormo mai...".

Dopo cinque mesi di cuccagna, tra balocchi e divertimenti, i ragazzi (tra cui Lucignolo e Pinocchio), si trasformano in veri e propri somari con tanto di coda e lungo paio di orecchie. Successivamente l'autore spiegherà che il mestiere dell'Omino è proprio quello di portare i ragazzi al Paese dei balocchi, attendere il momento in cui si trasformano in ciuchini e venderli nelle fiere e nei mercati, mestiere con cui in pochi anni si è arricchito tanto da diventare milionario.

Nella cultura di massa

modifica
 
Il Postiglione nella versione Disney
  • L'Omino di burro, terzo antagonista del film Disney Pinocchio del 1940, viene chiamato semplicemente il Postiglione. È una corpulenta creatura umanoide malvagia (unica differenza con gli uomini sono le mani con quattro dita invece che cinque) che appare nella Locanda dell'Aragosta Rossa, con Il Gatto e la Volpe (con i quali invece non si vede interagire nel romanzo): ad essi, in cambio di una grossa paga, propone di portare a lui dei bambini svogliati da portare al Paese dei balocchi, un nome che incute timore ai due malandrini. Nel film il destino del Postiglione è sconosciuto, ma in una scena tagliata, secondo il libro Mouse Under Glass, il Postiglione si accorge della fuga di Pinocchio e assume di nuovo il Gatto e la Volpe per riprenderlo, ma i due vengono fermati e arrestati dai carabinieri, mentre nel videogioco ostacola la fuga di Pinocchio e viene calciato giù dalla scogliera. È doppiato da Charles Judels e in originale parla con accento cockney.
  • Sempre in ambito Disney, il Postiglione appare una volta in lontananza anche nella serie televisiva House of Mouse - Il Topoclub come cliente del locale.
  • Nella serie di libri di Descendants, il Postiglione ha ottenuto la sua punizione e, dopo aver ritrovato tutte le sue vittime e le ha riportate alla normalità, è stato esiliato sull'Isola degli Sperduti, dove è diventato tassista.
  • Nel film Geppetto, l'Omino è interpretato da Usher, cambiandolo in maniera radicale dal punto di vista fisico. Nonostante Geppetto scopra il suo piano, riesce a farla franca, sfuggendo alla sua punizione.
  • Nel remake del 2022, è interpretato da Luke Evans. Ha un aspetto più giovane e malandato dell'originale (denti storti e barba incolta), ha una propria canzone (come in Geppetto) e, similmente al videogioco, insegue Pinocchio quando tenta la fuga, credendolo poi morto quando si tuffa dalla scogliera.
  • Nell'adattamento del 1971 Un burattino di nome Pinocchio di Giuliano Cenci, il Cocchiere, doppiato da Gianni Bonagura, è raffigurato in maniera più simile al libro rispetto alla versione disneyana. Come nel libro, egli lavora da solo, ed è rappresentato come un personaggio effeminato e seducente con la voce acuta, che riesce facilmente a convincere Pinocchio e Lucignolo ad andare con lui nel Paese dei balocchi. Unica differenza dal libro è che viene tagliato il modo in cui punisce i somari disubbidienti.
  • Nello versione in forma di sceneggiato televisivo di Luigi Comencini del 1972, l'omino di burro è interpretato da Riccardo Billi ed appare come un personaggio dallo sguardo triste. È l'unico adattamento in cui l'omino punisce i somarelli mordendo a loro le orecchie come nel libro.
  • Nella serie anime Le nuove avventure di Pinocchio, a prendere il ruolo dell'Omino di burro è Clarissa, la strega dei papaveri e nemica giurata della Fata della Quercia. Assume le sembianze di una bambina per attirare i monelli nel Paese dei Balocchi, ma non per trasformarli in asini, ma per condurli nella sua malevola dimensione di torture e orrori.
  • Nel film del 1996 Le straordinarie avventure di Pinocchio di Steve Barron, il ruolo del Cocchiere è fuso con quello di Mangiafoco e il Pesce-Cane nel personaggio di Lorenzini, ed è impersonato da Udo Kier.
  • Nel film del 2002 Pinocchio di Roberto Benigni, il conduttore del carro, interpretato da Luis Molteni, è rappresentato in maniera simile alla sua controparte animata nel film di Giuliano Cenci del 1971. In questa versione, i suoi clienti sono messi al corrente sul come si procura i somari, assistendo loro stessi alla trasformazione dei ragazzi.
  • Nel musical del 2003 Pinocchio - Il grande musical, l'Omino di burro viene reinterpretato come un autista di Scuolabus, così come il Paese dei Balocchi è reinventato con l'aspetto di una scuola (chiamata "Scuola superiore dei somari"). In questa versione è anche il direttore del circo dove Pinocchio e gli altri bambini trasformati in ciuchini vengono fatti esibire.
  • Nel film Bentornato Pinocchio, l'Omino di burro (doppiato da Vittorio Amandola) è l'antagonista principale e, dopo aver evitato la sua punizione, assume il Gatto e la Volpe per vendicarsi di Pinocchio e rapire Babbo Natale. Alla fine del film, l'uomo viene punito dalla Fata turchina: finisce trasformato in un panetto di burro e mangiato dagli abitanti del paese.
  • In Pinocchio 3000, l'Omino di Burro e Mangiafuoco sono fusi nel personaggio del Sindaco Scamboli, antagonista del film. Un ricco magnate della robotica che detesta i bambini rumorosi e la natura che tanto proteggono, per tanto, per tenerli fuori dai piedi, fa costruire un parco giochi dietro il suggerimento della figlia (che nonostante rappresenti tutto ciò che detesta, le vuole molto bene). Seguendo poi una frase detta da Pinocchio, modifica una delle attrazioni per trasformare i bambini in robot, nel quale ci fa anche passare Geppetto, suo rivale e avversario.
  • Nella miniserie francese del 2013, interpretato da Axel Neumann, viene rappresentato fedelmente al romanzo, eccezione fatta per l'aspetto più simile ad un vagabondo e la frusta magica che gli consente di trasformare in asini i bambini. Quando Pinocchio e i suoi amici sfuggono al direttore del circo con cui l'uomo è indebitato, questi parte a ricercarli, trovando i due amici di Pinocchio (tornati normali con lui) sulla spiaggia e tenta di rapirli, ma sopraggiungono i vicini di Geppetto a salvarli, spezzando la sua frusta e di conseguenza il suo maleficio.
  • Nel film del 2019 Pinocchio di Matteo Garrone, l'Omino è interpretato da Nino Scardina. Il suo comportamento e modo di parlare rispecchia appieno la sua controparte cartacea, risultando tanto gentile e affidabile quanto inquietante e spaventoso.
  • Nel film di Guillermo del Toro, il ruolo dell'Omino è ripreso dal Podestà, l'ufficiale del Duce che opera al paesello di Geppetto e il severo padre di Lucignolo. Parallelamente a come l'Omino voleva lucrare dai bambini che trasformava in asini, Podestà vuole fare dei bambini, specie suo figlio e l'immortale Pinocchio, in soldati presso un campo d'addestramento giovanile d'élite.