Panagiotis Lafazanis

politico greco
Panagiotis Lafazanis
Παναγιώτης Λαφαζάνης
Panagiotis Lafazanis.jpg

Presidente di Unità Popolare
In carica
Inizio mandato 21 Agosto 2015

Ministro della Ricostruzione della Produzione, dell'Ambiente e dell'Energia
Durata mandato 27 gennaio 2015 –
17 luglio 2015
Capo di Stato Karolos Papoulias
Prokopis Pavlopoulos
Capo del governo Alexīs Tsipras
Predecessore Giannis Maniatis
Successore Panos Skourletis
Coalizione SYRIZA- ANEL

Membro del Parlamento ellenico
Durata mandato 9 Aprile 2000 –
20 settembre 2015

Dati generali
Partito politico KKE (1970-1992)
Coalizione della Sinistra, dei Movimenti e dell'Ecologia (1992-2009)
SYRIZA (2009-2015)
Unità Popolare (dal 2015)
Università Università nazionale capodistriana di Atene

Panagiotis Lafazanis (AFI: [panaˈʝotis lafaˈzanis]) (in greco: Παναγιώτης Λαφαζάνης; Elefsina, 19 novembre 1951) è un politico greco, cofondatore del partito di Unità Popolare, di cui è il leader dal 21 agosto del 2015.

Laureatosi in matematica presso l'Università di Atene[1], Lafazanis fu un esponente storico del cosiddetto "KKE dell'interno" (ΚΚΕ εσωτερικού), la fazione interna eurocomunista in seno al Partito Comunista di Grecia, fino alla fuoriuscita dall'effettivo da parte dell'area stessa per costituirsi nella Coalizione della Sinistra, dei Movimenti e dell'Ecologia nel 1992, di cui fu membro della segreteria politica.

Fu eletto per la prima volta, in qualità di Deputato al Parlamento Ellenico per il collegio Pireo B, alle elezioni legislative del 2000, venendo poi rieletto a quelle del 2004, del 2009 - da quest'ultime in poi tramite il neonato SYRIZA, sorto inizialmente come un cartello elettorale comprendenti il suo partito e svariate altre formazioni minori della sinistra ellenica, e divenuto poi un partito vero e proprio -, del maggio 2012, del giugno 2012 e del gennaio 2015.

Durante la legislatura del biennio 2012-2014, ricoprí inoltre l'incarico di portavoce parlamentare di SYRIZA, oltreché quello di membro della Commissione speciale permanente sulle Istituzioni e la Trasparenza. A seguito poi delle elezioni legislative del gennaio 2015, fu nominato ministro della Ricostruzione della Produzione, dell'Ambiente e dell'Energia del primo governo Tsipras il 27 gennaio del medesimo anno.

Nelle file di SYRIZA, Lafazanis si segnalò sin da subito quale capofila della corrente di sinistra interna Piattaforma Sinistra, trovandosi coinvolto spesso e volentieri in dispute accese con il più moderato Alexīs Tsipras su svariate tematiche, prime fra tutte l'annosa trattativa con l'UE sul debito pubblico greco, e relative richieste di riforme proausterità da parte della stessa, e la questione della permanenza stessa della Grecia nell'Eurozona, sulla quale Lafazanis e la sua area sono ben noti per l'esser schierati ad oltranza per una sua fuoriuscita.[2]

L'11 luglio del 2015, contestò pubblicamente la scelta del suo partito di formare una coalizione di governo con il partito di destra Greci Indipendenti (ANEL), necessaria però per conseguire in Parlamento una maggioranza relativa necessaria per poter governare, astenendosi polemicamente poi dal voto sull'approvazione delle misure di austerità per il nuovo piano di salvataggio dell'Eurozona.

Nel rimpasto di governo del 17 luglio 2015, date le sue posizioni ormai in forte rotta di collisione con la maggioranza del suo partito, Lafazanis di conseguenza fu rimosso dal suo incarico da Ministro della Ricostruzione della Produzione, dell'Ambiente e dell'Energia, venendo sostituito in ciò da Panos Skourletis. Sarà l'unico Ministro, nel nuovo rimpasto del governo Tsipras, a venir esautorato (tolto il caso di Gianīs Varoufakīs, dimessosi da Ministro delle Finanze per facilitare le trattative tra l'Eurogruppo ed il governo in occasione della firma del secondo memorandum).

Figurò dunque tra i fondatori del partito Unità Popolare, sorto il 21 agosto del 2015 dalla scissione della sua area Piattaforma Sinistra dall'effettivo di SYRIZA.[3]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Biografia Panagiotis Lafazanis nel sito del Parlamento Ellenico, su hellenicparliament.gr. URL consultato il 31 agosto 2015.
  2. ^ I radicali di Syriza: "Ecco il piano per l'addio all'euro", su repubblica.it. URL consultato il 31 agosto 2015.
  3. ^ Grecia, dissidenti Syriza fondano nuovo partito., su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 31 agosto 2015.

Altri progettiModifica