Pedara

comune italiano
Pedara
comune
Pedara – Stemma Pedara – Bandiera
Pedara – Veduta
Piazza principale di Pedara
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
SindacoAlfio Cristaudo dal 5-10-2020
Territorio
Coordinate37°37′N 15°04′E / 37.616667°N 15.066667°E37.616667; 15.066667 (Pedara)Coordinate: 37°37′N 15°04′E / 37.616667°N 15.066667°E37.616667; 15.066667 (Pedara)
Altitudine610 m s.l.m.
Superficie19,23 km²
Abitanti14 806[1] (30-11-2019)
Densità769,94 ab./km²
FrazioniTarderia
Comuni confinantiMascalucia, Nicolosi, San Giovanni la Punta, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Zafferana Etnea
Altre informazioni
Cod. postale95030
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087034
Cod. catastaleG402
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Nome abitantipedaresi
PatronoMaria SS. Annunziata e Santa Caterina d'Alessandria
Giorno festivo25 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pedara
Pedara
Pedara – Mappa
Posizione del comune di Pedara nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Pedara (Pirara in siciliano[3]) è un comune italiano di 14 806 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Geografia fisicaModifica

Pedara si trova alle falde dell'Etna ed è situata fra i comuni di Trecastagni, Nicolosi, San Giovanni La Punta, Tremestieri Etneo e Zafferana Etnea in provincia di Catania.

StoriaModifica

La storia di Pedara, intesa come comunità più omogenea, comincia a delinearsi dopo l'arrivo del Normanni. Successivamente, nel 1388, il vescovo della diocesi autorizzò gli abitanti a costruire la prima chiesa parrocchiale, dedicata alla Vergine Maria. L'evento costituì la nascita di una delle prime comunità cristiane della zona. Durante il '400, però, a seguito di due catastrofiche eruzioni che avevano sommerso i loro campi, i Pedaresi cominciarono a trasferirsi gradualmente più a valle e nell'attuale sito diedero vita alla nuova Pedara. Nel 1641, il casale, che era amministrato dal Senato di Catania, fu venduto alla famiglia messinese Di Giovanni. Per circa 50 anni il paese visse il periodo più florido della propria storia: diventando baronia, in breve tempo fu un rilevante centro di attività economica e sociale e, di conseguenza, il più ricco ed organizzato dell'Etna.

Risollevatasi con enormi sacrifici dopo i danni della terrificante eruzione del 1669, qualche anno più tardi la popolazione fu di nuovo colpita duramente. L'11 gennaio 1693, il più violento terremoto che la storia locale ricordi, in pochi secondi, distrusse molti paesi della Sicilia orientale, frenando irrimediabilmente lo sviluppo di questa laboriosa terra. Anche a Pedara, ovunque, fu un cumulo di macerie. Ed ecco, allora, comparire un grande personaggio, da tempo l'uomo di fiducia dei Di Giovanni: don Diego Pappalardo, sacerdote pedarese e cappellano conventuale dell'Ordine Gerosolimitano di Malta. Spirito geniale ed organizzativo, ricostruì in meno di vent'anni e ben due volte la Chiesa Madre di Santa Caterina, oggi Basilica Pontificia, ed incoraggiò gli abitanti per una rapida riedificazione del paese che poté concludersi solo dopo oltre 10 anni.

Carestia e miseria segnarono l'ultima parte del '700 che vide l'affermarsi della borghesia terriera. L'abolizione della giurisdizione feudale siciliana del 1812 e la successiva riforma amministrativa borbonica significarono per Pedara l'inizio di una nuova trasformazione. Nel 1817, grazie al decreto emanato a Napoli dal re Ferdinando IV, il paese divenne comune autonomo e la nuova realtà politica ed amministrativa permise alla Comunità di emergere dall'oblio in cui si era trovata a seguito del grande terremoto.

L'Ottocento ed il Novecento furono caratterizzati soprattutto da un notevole sviluppo urbano ed edilizio che, nel tempo, ha determinato la perdita di ampie aree agricole e boschive e la conseguente creazione di nuove zone abitate.

ToponimoModifica

Non esistono precise indicazioni etimologiche: le ipotesi più probabili ci conducono prima al nome di Epidauros, città greca del Peloponneso da cui, secoli fa, partì una colonia per la Sicilia; dopo al latino Apud Aram o Ad pedes arae, ossia "ai piedi dell'ara", con riferimenti a fatti mitologici relativi ai resti di una costruzione (un altare) esistente sull'Etna e consacrata a Giove Etneo che, per anni, fu simbolo del Comune. Ecco perché la strada principale del paese è denominata corso Ara di Giove. Un'altra origine ci riconduce alla presenza, un tempo, di molti alberi di pero nella parte bassa del paese.

EconomiaModifica

TurismoModifica

Durante la stagione estiva è luogo di villeggiatura per il clima più fresco rispetto a Catania dovuto alla quota altimetrica. Nella parte più a nord si trova l'antico borgo rurale della Tarderia, immerso in un'ampia estensione di castagneti con flora montana ed essenze arboree alpine. Da Pedara si raggiunge facilmente l'Etna (circa 15 km.). Lungo la strada provinciale per l'Etna la fossa del Salto del Cane, un antico cratere spento con area attrezzata (Punto Base per l'Escursionismo del Parco dell'Etna).

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Feste religioseModifica

  • 17 gennaio e domenica successiva - Festa di Sant'Antonio Abate, Titolare dell'omonima Parrocchia: processione del simulacro seicentesco del Santo per le vie del paese; benedizione degli animali sul sagrato della chiesa omonima; accensione del tradizionale Fuoco per la svelata e la velata; vendita dei cucciddati; benedizione degli automezzi; vendita all'incanto (o asta) dei doni in natura offerti al santo. Spettacoli pirotecnici.
  • 3 febbraio - Festa di San Biagio presso la chiesetta omonima con esposizione del pregevole ed artistico Simulacro del Santo; vendita dei cucciddati e benedizione della gola.
  • 19 marzo - Festa di San Giuseppe: celebrazioni in Basilica.
  • 25 marzo - Festa Liturgica di Maria SS. Annunziata, svelata del Simulacro della Madonna e celebrazioni presso il Santuario.
  • Domenica delle Palme: Via Crucis vivente con grande corteo storico.
  • Venerdì Santo: Scesa 'a cruci (Ascesa dalla Croce) e processione con i simulacri del Cristo morto, dell'Addolorata e di San Giovanni Evangelista.
  • Sabato Santo: Veglia pasquale e cascata d'a tila: tradizionale caduta di una grandiosa ed antichissima tela tessuta e dipinta a mano che vela il simulacro del Cristo Risorto presso la Basilica di Santa Caterina e la Chiesa di Sant'Antonio Abate
  • 1º maggio - Tradizionale pellegrinaggio alla Madonna di Tre Monti; la meta è una piccola chiesa di campagna del Seicento, al confine tra Pedara e Trecastagni.
  • 1º settembre - 3ª domenica di settembre - Solenni celebrazioni esterne in onore di Maria SS. Annunziata patrona di Pedara: giro delle Candelore (o Cerei) la prima domenica, il secondo venerdì (sera) sabato (mattina) la domenica e il lunedì successivi (le Candelore precedono il fercolo); apertura dei Carri Mariani dei Partiti Piazza e Sant'Antonio il secondo sabato e la seconda domenica sera; processione dell'artistico fercolo ligneo dell'Ottocento con il venerato simulacro della Madonna la domenica (mattina e sera) e il lunedì sera (con omaggio ai caduti); fuochi d'artificio; luminarie artistiche e concerti sinfonici.
  • 25 novembre - Festa in onore di Santa Caterina d'Alessandria, titolare dell'omonima basilica: celebrazioni liturgiche.

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 novembre 1987 27 maggio 1989 Carmelo Fallica Democrazia Cristiana Sindaco [4]
3 luglio 1989 23 giugno 1993 Nunzio Rapisarda Democrazia Cristiana Sindaco [4]
6 dicembre 1993 1º dicembre 1997 Rosario Pulvirenti Democrazia Cristiana Sindaco [4]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Rosario Pulvirenti centro Sindaco [4]
28 maggio 2002 1º giugno 2004 Giuseppe Pappalardo lista civica Sindaco [4]
17 maggio 2005 1º giugno 2010 Anthony Emanuele Barbagallo centro-destra Sindaco [4]
1º giugno 2010 3 giugno 2015 Anthony Emanuele Barbagallo lista civica Sindaco [4]
3 giugno 2015 in carica Antonio Fallica Partito Democratico Sindaco [5]

Altre informazioni amministrativeModifica

Il comune di Pedara fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Colline litoranee di Acireale)[6].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

Istituzioni, enti e associazioniModifica

ManifestazioniModifica

  • Festa di S. Antonio Abate (gennaio)
  • Premio Ara Di Giove (agosto)
  • Miss & Mister Ara Di Giove (agosto)
  • Fiera d'Estate (agosto)
  • Festa in onore di Maria SS. Annunziata - (settembre)
  • Festa di S. Caterina d'Alessandria - Patrona di Pedara (novembre)
  • Sagra del fungo (ottobre/novembre)

SportModifica

La principale squadra di calcio è lo Sporting Pedara, che disputa le proprie partite allo stadio comunale.

L'altra squadra di cittadina è il Pedara calcio, che milita nel girone F siciliano di Seconda Categoria. I colori sociali sono il nero e il verde e gioca le sue partite allo stadio comunale di Tremestieri Etneo.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 478.
  4. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  5. ^ http://www.repubblica.it/static/speciale/2015/elezioni/comunali/pedara.html
  6. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 5 luglio 2011.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

  • Etna Cooperativa, Etna Sud - Ambiente, storia, tradizioni, Tringale Editore, 1990.
  • Salvo De Luca, I Salesiani di don Bosco a Pedara, Ed. Comune di Pedara, Pedara, 1998.
  • Salvo De Luca, Pedara fata dell'Etna, Ed. Comune di Pedara, Pedara, 1999.
  • Nino Papaldo, Le bizzocche del mio paese, Ed. Comune di Pedara.
  • Salvo De Luca (a cura di), La basilica di S. Caterina a Pedara, Storia, arte, architettura, tradizione religiosa, I protagonisti e gli eventi, Edizioni Centro Storico, Pedara, 2005.
  • Domenico Rizzo, Memorie di gioventù, Edizioni Centro Storico, Pedara, 2006.
  • K. Sciberras, S. De Luca, L. Petralia, Mattia Preti ripete sé stesso, L'attività di bottega del «cavaliere calabrese», Edizioni Centro Storico, Pedara, 2010.

Voci correlateModifica

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