Pedara

comune italiano

Pedara (Pirara in siciliano[3]) è un comune italiano di 14 851 abitanti[1] della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Pedara
comune
Pedara – Stemma
Pedara – Bandiera
Pedara – Veduta
Pedara – Veduta
Basilica di Santa Caterina
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
SindacoAlfio Cristaudo dal 5-10-2020
Territorio
Coordinate37°37′N 15°04′E / 37.616667°N 15.066667°E37.616667; 15.066667 (Pedara)
Altitudine610 m s.l.m.
Superficie19,23 km²
Abitanti14 851[1] (30-6-2022)
Densità772,28 ab./km²
FrazioniTarderia, Salto del cane, Tremonti
Comuni confinantiMascalucia, Nicolosi, San Giovanni la Punta, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Zafferana Etnea
Altre informazioni
Cod. postale95030
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087034
Cod. catastaleG402
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Nome abitantipedaresi
PatronoMaria Santissima Annunziata
Giorno festivo25 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pedara
Pedara
Pedara – Mappa
Pedara – Mappa
Posizione del comune di Pedara nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Geografia fisicaModifica

Pedara si trova alle falde dell'Etna ed è situata fra i comuni di Trecastagni, Nicolosi, San Giovanni La Punta, Tremestieri Etneo e Zafferana Etnea in provincia di Catania.

Origini del nomeModifica

Non esistono precise indicazioni etimologiche: le ipotesi più probabili ci conducono prima al nome di Epidauros, città greca del Peloponneso da cui, secoli fa, partì una colonia per la Sicilia; dopo al latino Apud Aram o Ad pedes arae, ossia "ai piedi dell'ara", con riferimenti a fatti mitologici relativi ai resti di una costruzione (un altare) esistente sull'Etna e consacrata a Giove Etneo che, per anni, fu simbolo del Comune. Ecco perché la strada principale del paese è denominata corso Ara di Giove. Un'altra origine ci riconduce alla presenza, un tempo, di molti alberi di pero nella parte bassa del paese.

StoriaModifica

La storia di Pedara comincia a delinearsi dopo l'arrivo del Normanni. Successivamente, nel 1388, il vescovo della diocesi autorizzò gli abitanti a costruire la prima chiesa parrocchiale, dedicata alla Vergine Maria. L'evento costituì la nascita di una delle prime comunità cristiane della zona.

Durante il XIV secolo, però, a seguito di 2 catastrofiche eruzioni che avevano sommerso i loro campi, i pedaresi cominciarono a trasferirsi gradualmente più a valle e nell'attuale sito diedero vita alla nuova Pedara.

Nel 1641 il casale, che era amministrato dal Senato di Catania, fu venduto alla famiglia messinese Di Giovanni. Per circa 50 anni il paese visse il periodo più florido della propria storia: divenuta baronia, in breve tempo si definì un rilevante centro di attività economica e sociale e, di conseguenza, il più ricco ed organizzato dell'Etna, secondo solo a Catania.

Risollevatasi con enormi sacrifici dopo i danni della terrificante eruzione del 1669, qualche anno più tardi la popolazione fu di nuovo colpita duramente da un'altra catastrofe. L'11 gennaio 1693 il più violento terremoto che la storia locale ricordi, in pochi secondi, distrusse molti centri abitati della Sicilia orientale, frenando irrimediabilmente il loro sviluppo. Ed ecco, allora, comparire un grande personaggio, da tempo l'uomo di fiducia dei Di Giovanni: don Diego Pappalardo, sacerdote pedarese e cappellano conventuale dell'Ordine Gerosolimitano di Malta. Personaggio geniale ed organizzativo, ricostruì in meno di vent'anni e per ben due volte la Chiesa Madre di Santa Caterina, oggi Basilica Pontificia, ed incoraggiò gli abitanti per una rapida riedificazione del paese che poté concludersi dopo oltre 10 anni.

Carestia e miseria segnarono l'ultima parte del XVIII secolo che vide l'affermarsi della borghesia terriera. L'abolizione della giurisdizione feudale siciliana del 1812 e la successiva riforma amministrativa borbonica significarono per Pedara l'inizio di una nuova trasformazione. Nel 1817, grazie al decreto emanato a Napoli da re Ferdinando IV, il paese divenne comune autonomo e la nuova realtà politica ed amministrativa permise alla comunità di emergere dall'oblio.

Il XIX ed il XX secolo furono caratterizzati soprattutto da un notevole sviluppo urbano ed edilizio che, nel tempo, determinò la perdita di ampie aree agricole e boschive e la conseguente creazione di nuove zone abitate.

SimboliModifica

Lo stemma e il gonfalone del comune di Pedara sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 21 gennaio 2009.[4]

«Stemma partito: il primo, interzato in fascia: a) di verde, al braccio destro armato di acciaio al naturale, uscente dal lembo destro dello scudo, la mano di carnagione afferrante la coda posta in palo della cometa di sette raggi, d'oro; b) di nero, alla croce di otto punte e patente, di argento; c) di rosso, al giglio di giardino reciso, gambuto di verde, fiorito di due, di argento; il secondo, di azzurro, al leone d'oro, coronato all'antica, dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordatura di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religiose:

La maggior parte dei beni culturali presenti nella cittadina di Pedara sono stati ricostruiti dopo il terremoto in Val di noto dell'11 Gennaio 1693 che distrusse anche Pedara causando centinaia di vittime.

  • Basilica di santa Caterina (chiesa madre di Pedara) (quartiere piazza) elevata basilica minore pontificia da Papa Giovanni Paolo II il 16 aprile 1996.
  • Santuario mariano arcidiocesano Maria SS Annunziata (quartiere Maria Santissima annunziata o chianu annunziata) nel 1971 viene elevato santuario mariano arcidiocesano.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate (quartiere sant'antonio) seconda parrocchia del centro storico dal 1943.
  • Chiesa parrocchiale di Maria Santissima immacolata (contrada tremestieri-pedara) divenne parrocchia nei primi anni 90.
  • Chiesa di San Biagio (quartiere San Biagio o custera).
  • Chiesa della Madonna delle grazie.
  • Chiesa della Madonna della stella.
  • Chiesa di San Vito (quartiere San Vito).
  • Chiesa Santa Maria di Tremonti (contrada tremonti).
  • Regina dei santi martiri Alfio Filadelfo e Cirino chiesetta di campagna situata tra (contrada Tarderia/Cozzarelle e eremo Santa Emilia) a confine con il territorio di Trecastagni (CT)
  • Altarino edicola votiva Maria Santissima Annunziata.
  • Cappella votiva Madonna delle lacrime situata sul monte troina.
  • Oratorio Salesiano di San Giuseppe.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

ReligioneModifica

La religione più diffusa tra la popolazione di Pedara è il cattolicesimo, e le parrocchie che sorgono nel suo territorio fanno parte del XI Vicariato paesi zona del bosco dell'Arcidiocesi di Catania.

La cittadina ha come patrona Maria Santissima Annunziata, un culto molto sentito dai pedaresi quello nei confronti della vergine che il 15 giugno 1388 gli abitanti di Pedara ottennero dal vescovo di catania Simone Del Pozzo l'autorizzazione per costruire la prima chiesa parrocchiale ad essa intitolata. I giorni festivi sono il 25 marzo e la seconda domenica di settembre.

Sono presenti a Pedara altre due comunità religiose come quelle della chiesa evangelica apostolica e dei testimoni di geova.

Etnie e minoranze straniereModifica

Gli stranieri residenti a Pedara sono 219 e rappresentano l'1,5% della popolazione residente.

La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 26,9% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dallo Sri Lanka (ex Ceylon) (12,3%) e dagli Stati Uniti d'America (10,5%).

Qualità della vitaModifica

Il centro abitato di Pedara negli anni sessanta e settanta del novecento ha sviluppato un forte incremento della popolazione anche grazie ai numerosi catanesi che decisero nel dopoguerra di trasferirsi o soggiornare in villeggiatura durante il periodo estivo anche grazie al suo clima molto fresco rispetto al capoluogo provinciale. Non meno grave è il problema relativo alla criminalità minorile, con episodi di bullismo e di violenza varia da parte di gruppi di adolescenti uniti in delle baby gang.

CulturaModifica

IstruzioneModifica

Sono presenti tre scuole per l'infanzia, tre scuole primarie, una scuola media di primo grado e una succursale dell'Alberghiero di Nicolosi all'interno dei locali dell'istituto salesiano di San Giuseppe.

MuseiModifica

  • Domus caritatis di Giuseppina Faro. Casa natale di Giuseppina Faro, serva di dio pedarese, sita in via Filadelfo Faro.

EconomiaModifica

TurismoModifica

Durante il periodo estivo si registra un flusso turistico molto più elevato durante tutto l'anno anche grazie ai numerosi stranieri che sono di passaggio per l'Etna e anche grazie al suo ricco patrimonio storico culturale non solo dal punto di vista architettonico e artistico ma anche dal punto di vista enogastronomico grazie alle sue specialità culinarie tipiche del territorio. Nella parte più a nord si trova l'antico borgo rurale della Tarderia, immerso in un'ampia estensione di castagneti con flora montana ed essenze arboree alpine. Da Pedara si raggiunge facilmente l'Etna (circa 15 km). Lungo la strada provinciale per l'Etna la fossa del Salto del Cane, un antico cratere spento con area attrezzata (Punto Base per l'Escursionismo del Parco dell'Etna).

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 novembre 1987 27 maggio 1989 Carmelo Fallica Democrazia Cristiana Sindaco [6]
3 luglio 1989 23 giugno 1993 Nunzio Rapisarda Democrazia Cristiana Sindaco [6]
6 dicembre 1993 1º dicembre 1997 Rosario Pulvirenti Democrazia Cristiana Sindaco [6]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Rosario Pulvirenti centro Sindaco [6]
28 maggio 2002 1º giugno 2004 Giuseppe Pappalardo lista civica Sindaco [6]
17 maggio 2005 1º giugno 2010 Anthony Emanuele Barbagallo centro-destra Sindaco [6]
1º giugno 2010 3 giugno 2015 Anthony Emanuele Barbagallo lista civica Sindaco [6]
3 giugno 2015 8 ottobre 2020 Antonio Fallica lista civica Sindaco [6]
8 ottobre 2020 in carica Alfio Cristaudo lista civica Sindaco [6]

Il comune di Pedara fa parte della regione agraria n.7 (Colline litoranee di Acireale)[7].

Media cinema e televisioneModifica

Nella cittadina sono stati girati diversi film.

SportModifica

La principale squadra di calcio è lo Sporting Pedara, che disputa le proprie partite allo stadio comunale. L'altra squadra di cittadina è il Pedara calcio, che milita nel girone F siciliano di Seconda Categoria. I colori sociali sono il nero e il verde e gioca le sue partite allo stadio comunale di Tremestieri Etneo.

NoteModifica

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT, 9 settembre 2022. URL consultato il 18 settembre 2022.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 478, ISBN 88-11-30500-4.
  4. ^ Pedara (Catania) D.P.R. 21.01.2009 concessione di stemma e gonfalone, su presidenza.governo.it. URL consultato il 12 dicembre 2021.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/
  7. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 5 luglio 2011.

BibliografiaModifica

  • Etna Cooperativa, Etna Sud - Ambiente, storia, tradizioni, Tringale Editore, 1990.
  • Salvo De Luca, I Salesiani di don Bosco a Pedara, Ed. Comune di Pedara, Pedara, 1998.
  • Salvo De Luca, Pedara fata dell'Etna, Ed. Comune di Pedara, Pedara, 1999.
  • Nino Papaldo, Le bizzocche del mio paese, Ed. Comune di Pedara.
  • Salvo De Luca (a cura di), La basilica di S. Caterina a Pedara, Storia, arte, architettura, tradizione religiosa, I protagonisti e gli eventi, Edizioni Centro Storico, Pedara, 2005.
  • Domenico Rizzo, Memorie di gioventù, Edizioni Centro Storico, Pedara, 2006.
  • K. Sciberras, S. De Luca, L. Petralia, Mattia Preti ripete sé stesso, L'attività di bottega del «cavaliere calabrese», Edizioni Centro Storico, Pedara, 2010.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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