Apri il menu principale
Pineta Sacchetti
PinetoRegionalPark1.jpg
L'ingresso alla pineta Sacchetti
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàRoma
IndirizzoMunicipio XIX
Caratteristiche
TipoParco
AperturaTutti i giorni dall'alba al tramonto
IngressiVia Pineta Sacchetti, 78
NoteFa parte del parco regionale urbano del Pineto
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°54′28.4″N 12°25′32.95″E / 41.90789°N 12.42582°E41.90789; 12.42582

La pineta Sacchetti è parte integrante del parco regionale urbano del Pineto, un'area naturale protetta di circa 240 ettari, che si trova a Roma tra i quartieri Aurelio, Primavalle e Trionfale.

StoriaModifica

 
Una scultura scolpita in un tronco di pino

Il terreno era originariamente proprietà della famiglia del pontefice Pio V. Fu ceduto nel 1598 alla potente famiglia Sacchetti, che vi investì grandi risorse. Venne anche costruita, su commissione del cardinale Giulio Cesare Sacchetti, una magnifica villa di campagna su progetto di Pietro da Cortona. La villa non è più esistente, né si sono salvati i disegni originali. Possiamo giudicare l'opera solo dai numerosi disegni, incisioni e descrizioni dei contemporanei.

Il terreno divenne nel 1861 proprietà della famiglia Torlonia, quando Girolamo Sacchetti vendette la proprietà al principe Alessandro Torlonia. Nel 1956 la famiglia Torlonia vendette ad una società immobiliare che aveva interesse ad avviare dei progetti di costruzione immobiliare. Tali progetti furono tuttavia bloccati dai vincoli imposti dal Comune di Roma e dal Ministero dei beni culturali, in seguito al movimento dei comitati di quartiere della zona che ne chiedevano la trasformazione in parco pubblico.

Nei primi anni ottanta il parco è stato espropriato dal Comune che lo ha destinato a parco pubblico ed oasi naturalistica. Dei due casali rurali costruiti al limitare della parte nord, vicino alla pineta, uno è rimasto abbandonato mentre l'altro è stato restaurato ed adibito a biblioteca comunale del XIII Municipio (ex XVIII).

Gabriele D'Annunzio alla Pineta SacchettiModifica

Gabriele D'Annunzio cita la Pineta Sacchetti nella sua opera La Leda senza cigno, del 1916:

"...Rivedo, più oltre, la Pineta Sacchetti, simile a un colonnato chiomoso, ove tra l’erba fioriva il porrazzo che è l’asfodelo dell’Agro, per me inespugnabile come quello dell’Ade..." [1]

Secondo una tradizione orale, nella primavera del 1920 l'artista fu ospite dei principi Torlonia alla Pineta Sacchetti, presso il Casale del Giannotto, l’attuale biblioteca municipale. Una nutrita folla di ammiratori si radunò sotto le finestre del Casale, chiedendo al Poeta di affacciarsi per un saluto. D’Annunzio salì sul balcone che dà verso la Basilica di San Pietro e si mise a declamare alcuni suoi versi tra gli applausi della gente.

Di sicuro c’è la presenza di Gabriele D’Annunzio tra i partecipanti all'incontro, nel febbraio 1897, dalla Società Romana della Caccia alla volpe. Su un taccuino egli annota:

"La caccia. Meet alla Pineta Sacchetti fuori Porta Cavalleggeri. … si sale per la via Aurelia, fiancheggiata da fornaci e con le sue osterie chiassose, frequentate da carrettieri arrochiti dal vino. Ecco la pineta. È su un terrapieno erboso, circondato d’una siepe secca. Gli alberi sono tutti eguali, allineati, come eletti per un rito, inviolabili.... A sinistra, la prateria smaltata di margherite, il gran soffio della libertà nel deserto... La campagna è accidentata, con avvallamenti e alture, interrotta da macchie basse... Nel lontano l’orizzonte è occupato dalla grande cupola, dalla pineta regolare come un portico bruno, da Monte Mario con i suoi cipressi, dalle cime nevose remote. Tutto è limpido. Un sentimento di gioia e di possanza quieta domina su la campagna divina. A tratti la cupola emerge dal portico dei pini. Roma giace in fondo biancastra, mite e ridente …“.[1]

DescrizioneModifica

 
Nella pineta

Il parco è diviso in due zone: una zona alta e pianeggiante con centinaia di piante di pino domestico alte fino a 30 metri ed una estesa valle, chiamata valle dell'Inferno, che si espande ad est fino alla zona di valle Aurelia e Balduina mentre a nord fino al policlinico Gemelli. Attualmente vi sono censiti circa 650 specie di piante ed oltre 70 di uccelli.

La scultura dello scimmioneModifica

Nell'entrata Nord del parco del Pineto (pineta Sacchetti) un anonimo artista di strada, nei primi anni 2000, realizzò uno scimmione da un tronco di pino tagliato: la scultura fu danneggiata quasi subito da vandali.

Nel 2010 un'altra mano, sempre anonima, ne ha realizzato una sorta di restauro e una nuova verniciatura colorata. La scultura è stata anche recintata da una piccola catena.

NoteModifica

  1. ^ a b primavalleinrete, Gabriele D’Annunzio alla Pineta Sacchetti, su Primavalle in Rete, 23 marzo 2017. URL consultato il 26 novembre 2019.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Roma: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Roma