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Geografia fisicaModifica

Il paese si trova a valle dell'immissione dell'affluente di destra Scarsito nel fiume Potenza, il quale attraversa quindi l'abitato con una serie di rapide. L'alta valle del fiume si restringe infatti in questo punto, tra i monti Primo (1300 m s.l.m.) e Gemmo (1254 m s.l.m.), mentre il torrente Scarsito passa tra i monti Primo e Gualdo (1065 m s.l.m.)

Entrambe le valli dovevano essere in passato occupate da bacini lacustri, ancora esistenti alla fine del XV secolo e già del tutto scomparsi entro il 1660.

StoriaModifica

Il territorio era frequentato in epoca neolitica e conserva tracce di un santuario dell'età del bronzo sulla cima del Monte Primo (fine dell'XI-prima metà del X secolo a.C., frequentato fino in epoca ellenistica[3].

In età romana era presente un insediamento, citato dall'Itinerarium Antonini come Prolaqueum. Il nome deriva dalla prossimità ad un lago in seguito scomparso.

Si trattava di un insediamento romano della regio VI Umbria, al confine tra i territori dei municipi di Camerinum (Camerino) e di Matilica (Matelica). Era situato in corrispondenza di un doppio attraversamento del fiume Potenza, con i ponti Marnone e "delle cartiere", dove questo formava un'ansa. Il luogo di sosta si trovava, tra Dubois Fiuminata e Septempeda (San Severino Marche), sulla strada romana che si staccava dalla via Flaminia arrivando fino ad Ancona, lungo la riva sinistra del fiume ("via Camellaria", da Nuceria Camellaria, oggi Nocera Umbra, presso cui si distaccava dalla Flaminia, o "via Prolaquense"). Nel territorio comunale sono stati rinvenuti tratti di carreggiata, in parte tagliati nella roccia e in parte sorretti da strutture di contenimento in opera quadrata.

Nell'area cittadina sono state rinvenute strutture attribuite a edifici pubblici e di culto e ad impianti termali, la cui prima fase risale all'epoca augustea. Un acquedotto portava in città le acque del torrente Scarsito e ne regolarizzava l'assetto idrico. Nella località di Malpasso sorgeva una villa che conserva pavimentazioni a mosaico.

Negli Acta Sanctorum Severini et Victorini del VII secolo si ricorda che san Vittorino avrebbe fatto penitenza nei boschi presso Prolacen.

Il castello, la cui esistenza è citata in documenti del XIII secolo, divenne residenza dei Da Varano duchi di Camerino. Già dal 1364 vi è citata la presenza di attività per la fabbricazione della carta, favorita dall'abbondanza d'acqua e tuttora attiva. I Da Varano possedevano nel luogo una "cinciara", dove si lavoravano gli stracci utilizzati come materia prima. Locali e attrezzature erano affittati agli abitanti del paese, i quali ricevevano inoltre dai duchi, che se ne erano riservati il monopolio, gli stracci da lavorare.

StemmaModifica

Lo stemma venne adottato nel 1870: un gambero di fiume campeggia in uno scudo rosso sormontato da un'aquila incoronata e contornato da armi e insegne romani. Al di sotto due cartigli recano scritte in latino: "Prolaqueo Statio Militaris Romana" e "Solertiae Signum".

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Nella frazione di Seppio, la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Lacrime, ospita un dipinto di Madonna in trono con Bambino, opera del 1466 di Giovanni Boccati. Nella stessa frazione si trova anche la chiesa rurale di Fonte Venere.

Il municipio ospita tre strutture museali:

  • Museo della carta e della filigrana
  • Museo dei fossili
  • Museo dei funghi

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

CulturaModifica

  • Festa del Patrono San Vittorino (8 giugno)
  • Rassegna "Musicarte" (giugno)
  • Mercatini Antiquariato (Ultimo lunedì di luglio e tutti i lunedì di agosto)
  • Rassegna di teatro dialettale (25/26/30 dicembre)
  • Festa dei cartai (14 settembre)
  • Presepe vivente (6 gennaio)

EconomiaModifica

La tradizionale produzione della carta è tuttora presente, non più basata su piccole imprese a conduzione familiare, ma in forma industriale. Lo stabilimento delle cartiere "Fedrigoni", appartiene al gruppo delle Cartiere Fedrigoni Group.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
22 maggio 1985 29 maggio 1990 Amos Mascambruni Democrazia Cristiana Sindaco [5]
30 maggio 1990 23 aprile 1995 Giovanni Miliani Democrazia Cristiana Sindaco [5]
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Giovanni Miliani Centro-sinistra Sindaco [5]
14 giugno 1999 13 giugno 2004 Giovanni Miliani Centro-sinistra Sindaco [5]
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Giovanni Battista Torresi Lista civica Sindaco [5]
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Giovanni Battista Torresi Lista civica Sindaco [5]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Luisella Tamagnini Pioraco nel cuore Sindaco [5]
27 maggio 2019 in carica Matteo Cicconi Prolaqueum Sindaco [5]

Il comune appartiene alla Comunità montana Alte Valli del Potenza e Esino.

SportModifica

CalcioModifica

La squadra di calcio locale, la Mancini Ruggero Pioraco, gioca in Prima Categoria, e i colori sociali sono il giallo e il rosso. Nella stagione 2013/2014 si aggiudica il titolo di campione, ottenendo la promozione in Seconda Categoria; l'anno seguente, a seguito della vittoria in finale playoff, la squadra, dopo oltre 30 anni, ottiene la promozione in Prima Categoria.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Scheda sull'area archeologica di Monte Primo Archiviato il 24 giugno 2007 in Internet Archive. sul sito della Soprinendenza per i beni archeologici delle Marche.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

BibliografiaModifica

  • M. Giuliodori, Per l'urbanistica di Prolaqueum (regio VI): contributo preliminare, in A. Calbi, W. Monacchi, G. Renzi (a cura di), Monumenti e culture nell'Appennino in età romana, atti del convegno (Sestino, 12 novembre 1989), Erma di Bretschneider, Roma 1993, pp. 65–82: eadem, "Prolaqueum (Pioraco), in G. M. Fabrini, G. Paci, R. Perna (a cura di), Beni archeologici della provincia di Macerata, Ascoli Piceno 2004, pp. 103–105.

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Collegamenti esterniModifica

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