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Poggio Nativo
comune
Poggio Nativo – Stemma Poggio Nativo – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
SindacoGiuseppe Carconi (lista civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate42°13′N 12°48′E / 42.216667°N 12.8°E42.216667; 12.8 (Poggio Nativo)Coordinate: 42°13′N 12°48′E / 42.216667°N 12.8°E42.216667; 12.8 (Poggio Nativo)
Altitudine415 m s.l.m.
Superficie16,5 km²
Abitanti2 537[1] (31-3-2018)
Densità153,76 ab./km²
FrazioniOsteria Nuova
Comuni confinantiCasaprota, Castelnuovo di Farfa, Frasso Sabino, Mompeo, Nerola (RM), Poggio Moiano, Scandriglia, Toffia
Altre informazioni
Cod. postale02030
Prefisso0765
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT057055
Cod. catastaleG765
TargaRI
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Nome abitantipoggionativesi
Patronosan Michele Arcangelo
Giorno festivo29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Poggio Nativo
Poggio Nativo
Poggio Nativo – Mappa
Posizione del comune di Poggio Nativo nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Poggio Nativo (anticamente Podium Donadei, Puggìnàddio in dialetto sabino[2]), è un comune italiano di 2 537 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio. Nella maggior parte dei documenti medievali disponibili, la denominazione di “Podium de Donadei” deriva probabilmente dal nome di quello che viene identificato come il fondatore del paese, un possidente locale chiamato Donadeo (o Donadio). Non esiste però una documentazione concreta che possa permettere di identificare in modo inequivocabile il presunto Donadeo. Una versione più accreditata sull'origine del nome è invece legata alla posizione arroccata in cima ad una collina che il paese occupa. Tale posizione lo rendeva difficilmente accessibile e, in epoca medievale, ciò rappresentava un grande vantaggio per la difesa del paese, in quanto questo offriva un sicuro rifugio alla popolazione durante le invasioni barbariche del periodo e venne per questo battezzato "podium donum Dei", dono di Dio.

Qualunque sia stata la sua origine, tuttavia, l'antica denominazione “Podium de Donadei” o solamente ”Podium Donadei”, negli anni, attraverso le corruzioni linguistiche del latino e l'evoluzione del volgare, si sarebbe evoluta in “Podium Donadei, poi Podio Donadeo, per passare a Poggio Donadio, Poggio Nadio, Poggio Natio ed infine a Poggio Nativo, come lo conosciamo oggi.

Indice

Discarica di Fonte NoceraModifica

Il comune di Poggio Nativo autorizza in data 09/02/2015 la realizzazione di una discarica di rifiuti inerti di spropositate dimensioni, su richiesta di un privato imprenditore, progetto che probabilmente segnerà il declino e l'inevitabile degrado dell'area comunale e della zona circostante il sito di realizzazione denominato Fonte Nocera.

I cittadini, le associazioni e gli imprenditori agricoli della zona si riuniscono e creano il Comitato No Discarica Fonte Neocera che si batte legalmente per impedire tale scempio.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Questo antico borgo di origine medievale sorge su uno scosceso sperone di roccia a 415 metri s.l.m, sulle propaggini meridionali dei monti Sabini. Il territorio comunale è di tipo collinare, tipico delle colline della Sabina, ed è caratterizzato da un andamento ondulato e ricco di vegetazione. La caratteristica morfologia collinare del terreno favorisce, principalmente, la coltura della vite, degli olivi e del grano negli appezzamenti più grandi. Il paesaggio naturale è, pertanto, dominato dalla presenza delle colture tipiche della zona e i colori spaziano dai verdi brillanti delle viti e degli oliveti, al giallo dorato del grano che si alternano alle macchie caratteristiche dei colli sabini.

Il fiume Farfa scorre nel territorio comunale.

ClimaModifica

Classificazione climatica: zona E, 2120 GR/G

StoriaModifica

Il territorio di Poggio Nativo risulta abitato già durante l’età del Bronzo. In località Casali di Poggio Nativo, lungo le pareti del Fosso di Riana, sono presenti due grotticelle che hanno restituito reperti ceramici pertinenti all’età del Bronzo antico e medio, entrambe indicate con il toponimo di Battifratta. Accanto ai frammenti ceramici vennero rinvenute anche parti scheletriche umane, pertinenti ad una sepoltura “in grotta”. Questo fece supporre che entrambe le grotte fossero destinate ad uso funerario ed adibite a sepolcreto. Tuttavia la presenza di fauna selvatica, tra cui i resti osteologici di cervo, cinghiale, capriolo, tasso e lupo, farebbe supporre che la prima grotticella venisse utilizzata anche come postazione durante i periodi di caccia [3].

Il primo nucleo abitato, databile all’alto Medioevo, si trovava probabilmente nella parte più alta. In quel luogo, ben protetto e più sicuro, si erano rifugiati gli abitanti del contado in seguito all’invasione saracena. Nella metà del XII secolo, il possessore del Podium Donadei era Rainaldo Senibaldi che lo donò al papa, sotto la cui giurisdizione rimase fino al ‘400, quando passò ai Savelli, sotto il cui dominio il borgo fu protagonista di un episodio ricordato nei “Commentarii”” di papa Pio II. Poggio Nativo, dopo aver ospitato in paese per ordine di Jacopo Novelli le truppe del Piccinino al soldo dei Braccesi, fu cinto d’assedio dalle truppe pontificie guidate da Antonio Piccolomini. Il castello si arrese, ma quando il Piccolomini, con la scorta, ebbe varcato l’accesso al centro le porte furono chiuse e il drappello catturato. L’esercito papale reagì e fece irruzione nel paese sottoponendolo a saccheggio e distruzione. Vent’anni più tardi, nel 1480, Poggio Nativo tornò in possesso dei Savelli e nel XVII secolo passò sotto il dominio dei Borghese, che ne furono proprietari per lungo tempo. Durante il secondo dominio della famiglia Savelli fu eretto il castello, fu ricostruita dalle fondamenta la chiesa di San Paolo, con l’annesso convento (risalenti al XIII secolo), e furono apportati considerevoli miglioramenti all’assetto urbano. Della rocca-palazzo ben poco rimane, soprattutto in conseguenza del funesto terremoto del 1915 che lo rase al suolo quasi completamente: ne rimangono oggi, al centro del paese, due livelli di finestre quattrocentesche murate ed un bastione poligonale.

I Borghese nel 1600 ne divennero duchi, esercitandone i diritti fino all'abolizione della feudalità(1816), cui spontaneamente rinunciarono.

Poggio Nativo è patria dell’insigne umanista Francesco Floridio.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Poggio Nativo è collegato da brevi strade comunali alla strada provinciale n. 42 Mirtense e alla n. 41 Farense. Entrambe le provinciali lo collegano ad Osteria Nuova e alla Salaria; nell'altra direzione, la prima conduce a Castelnuovo di Farfa, Montopoli e Poggio Mirteto, la seconda a Toffia e Fara in Sabina.

La Strada statale 4 Via Salaria è l'arteria di collegamento di maggiore importanza, che collega il comune a Roma e al capoluogo Rieti.

FerrovieModifica

Poggio Nativo non è servito da alcuna linea ferroviaria; la stazione più vicina è quella di Fara Sabina-Montelibretti, che dista circa 24 km, posta sulla ferrovia Firenze-Roma (linea lenta) e servita dal servizio regionale FL1, con un treno per Roma ogni 15 minuti. Il paese avrebbe dovuto essere collegato dalla Ferrovia Salaria (Roma-Rieti-Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto), che fu più volte progettata sin dalla fine dell'Ottocento ma mai realizzata. La costruzione della ferrovia Rieti-Passo Corese, che completerebbe il tratto Rieti-Roma, è prevista dalla legge obiettivo[5] ed è tuttora oggetto di discussione.

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Casali di Poggio Nativo è una frazione di circa 1000 abitanti.

Monte Santa Maria è una frazione di circa 700 abitanti, situata a 470 metri di altitudine e dedita principalmente alla coltura dell'ulivo. Il paese è arroccato su di una collina, costeggiata da due ripide vallate all'interno delle quali scorrono due torrenti, il Riana ed il Farfa.

AmministrazioneModifica

Nel 1923 passa dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Poggio Nativo passa a quella di Rieti.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Vittore Antonini lista civica Sindaco
2009 2014 Vittore Antonini lista civica Sindaco
2014 in carica Giuseppe Carconi lista civica Sindaco

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 502.
  3. ^ E. Segre Naldini – I. Biddittu, Ceramica dell’età del Bronzo dal costone di Battifratta (Rieti), in Archeologia Laziale VII, vol. 1, 1985, pagg. 26-33 ed anche Ceramica neolitica dalla grotticella del costone di Battifratta (Rieti), in Archeologia Laziale IX, 1988, pagg. 369-371
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Nuova linea ferroviaria Passo Corese-Rieti (scheda n. 68), su Sistema Informativo Legge Opere Strategiche. URL consultato il 16 marzo 2016.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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