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Herpailurus yagouaroundi

specie di animale della famiglia Felidae
(Reindirizzamento da Puma yaguarondi)

EtimologiaModifica

In passato gli studiosi ritenevano che le due forme cromatiche di questo animale fossero due specie distinte; quella grigia era nota come yaguarondi e quella rossa come eyra. In alcuni Paesi di lingua spagnola lo yaguarondi viene chiamato leoncillo, cioè «piccolo leone». Tra gli altri nomi comuni spagnoli con cui la specie viene indicata ricordiamo gato colorado, gato moro, león brenero, onza e tigrillo[2].

Tra i Maya della penisola dello Yucatán lo yaguarondi è noto come emuch.

DescrizioneModifica

 
Forma cromatica rossa.

Lo yaguarondi ha un aspetto molto caratteristico, con zampe relativamente corte, un corpo lungo e snello e anche la coda molto lunga. Presenta una lunghezza testa-corpo di 53-73,5 cm (esclusa la coda di 27,5-59 cm) per un peso di 3,0-7,6 kg nei maschi e di 3,0-7,0 kg nelle femmine[5][6]. La testa è relativamente piccola, allungata e schiacciata, con un caratteristico profilo smussato, dal «naso aquilino», e orecchie arrotondate, ben distanziate tra loro. Lo yaguarondi è il meno maculato tra tutti i piccoli felidi, con pelliccia corta, liscia, di colore uniforme e quasi priva di segni, fatta eccezione per alcune vaghe striature e zone chiare sulla faccia, e talvolta segni deboli sul lato interno degli arti; anche i dorsi delle orecchie sono privi di macchie. I cuccioli esibiscono a volte delle macchie sul petto o sul ventre, che in genere scompaiono o diventano indistinte con l'età adulta. Lo yaguarondi ha due morfi distinti, in passato considerati specie separate: uno grigio-ferro, di tonalità dall'ardesia chiaro al grigio-nerastro scuro, e uno marrone-rossiccio con toni dal fulvo pallido al mattone intenso, spesso con muso e mento bianchi. Il morfo rossiccio tende a essere più comune in habitat secchi e aperti. Sono segnalati casi di melanismo, ma anche gli esemplari più scuri non sono mai completamente neri e spesso hanno testa e gola distintamente più chiare. Una stessa cucciolata può comprendere individui di entrambi i morfi.

Si distingue da tutti gli altri felidi neotropicali. Per il suo aspetto insolito è spesso paragonato a una martora, una lontra o una donnola, e ricorda superficialmente anche un tayra, un mustelide neotropicale. Gli individui fulvi hanno un colore simile a quello del puma, specie molto più grande.

Distribuzione e habitatModifica

Lo yaguarondi è diffuso dalle pianure orientali e occidentali del Messico settentrionale attraverso tutta l'America centrale e meridionale fino al Brasile sud-orientale e all'Argentina centrale. La presenza in Uruguay è incerta. In passato si trovava anche negli Stati Uniti, nell'estremo sud del Texas, con l'ultima segnalazione relativa a un animale investito su una strada presso San Benito, Texas, nel 1986. Non vi sono prove di una sua presenza storica in Arizona o in Florida, nonostante segnalazioni occasionali[7]. Lo yaguarondi vive principalmente in pianura, in genere fino a 2000 metri, e occupa la più ampia gamma di habitat tra tutti i piccoli felidi neotropicali. Si trova infatti in tutti i tipi di foresta secca e umida, in savane alberate, savane umide subalpine, paludi, macchia semi-arida, chaparral e praterie dense, ed è stato segnalato persino a 3200 m nella foresta nebulosa colombiana. Lo yaguarondi tollera gli habitat aperti ma evita le aree prive di copertura. Può vivere in zone modificate o recuperate dall'uomo a condizione che offrano ricca copertura e alte densità di roditori, per esempio in pascoli con arbusti, mosaici di vecchi campi e foreste secondarie, e anche piantagioni di eucalipto, pino e palma da olio[2].

BiologiaModifica

 
Forma cromatica grigia.
Formula dentaria
Arcata superiore
1 3 1 3 3 1 3 1
1 2 1 3 3 1 2 1
Arcata inferiore
Totale: 30
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;
 
Uno yaguarondi nello zoo di Děčín (Repubblica Ceca).

Diversamente da molti altri felini, lo yaguarondi è un animale prevalentemente diurno, attivo più nelle ore centrali della giornata che la sera o la notte. Si muove agilmente tra i rami degli alberi, ma preferisce cacciare al suolo. Si nutre di quasi qualsiasi animale riesca a catturare, generalmente roditori, piccoli rettili e uccelli che si nutrono sul terreno. È stato visto anche uccidere prede più grandi, come conigli e opossum; in alcuni casi cattura anche pesci e perfino uistitì. La sua dieta, come quella di molti altri felini, comprende anche piccole quantità di vegetali e artropodi[5].

Nonostante in cattività si dimostri più gregario di molti altri felini, tollerando la presenza stretta di altri membri della sua specie, in natura si incontra quasi sempre da solo, il che fa supporre che abbia uno stile di vita solitario. A seconda dell'ambiente naturale, le dimensioni del suo territorio variano molto, dai 6,8 ai 100 km².

RiproduzioneModifica

Gli studiosi non hanno ancora scoperto quali mesi siano deputati alla riproduzione, ma è probabile che lo yaguarondi si riproduca in qualsiasi periodo dell'anno. La femmina va in estro per tre-cinque giorni, durante i quali segnala la sua recettività rotolandosi sul dorso e urinando. Dopo una gestazione di 70-75 giorni, partorisce da uno a quattro piccoli all'interno di una tana costruita nel fitto della boscaglia, nella cavità di un albero o in luoghi simili[5].

Alla nascita i piccoli hanno il dorso ricoperto da una serie di macchie, le quali scompaiono con l'età. Verso le sei settimane sono in grado di mangiare cibi solidi, sebbene inizino a giocare con le prede catturate dalla madre già all'età di tre settimane. Lo yaguarondi raggiunge la maturità sessuale intorno ai due anni e in cattività può vivere fino a dieci anni[5].

Tassonomia ed evoluzioneModifica

Il parente più prossimo dello yaguarondi è il puma, con un antenato comune risalente a circa 4,2 milioni di anni fa. Alcuni autori li classificano entrambi nel genere Puma, ma lo yaguarondi viene solitamente collocato nel proprio genere Herpailurus, data la notevole distanza genetica e le differenze morfologiche esistenti tra le due specie. Le sottospecie descritte sono otto:

Tuttavia, recenti analisi molecolari su 44 yaguarondi selvatici di nove paesi mostrano una scarsa differenziazione genetica lungo l'intero areale, pertanto la specie viene attualmente considerata monotipica[8].

ConservazioneModifica

Questo felino non è mai stato cacciato intensamente per la sua pelliccia, ma ha comunque subito un forte declino a causa della perdita dell'habitat. Secondo il Dipartimento della Natura e dei Parchi del Texas è da imputarsi proprio a quest'ultima causa la rarefazione dello yaguarondi nel Texas meridionale[9].

Alcuni esemplari di yaguarondi sono stati avvistati nei dintorni del Centro Spaziale della Guiana, nella Guiana Francese[10].

NoteModifica

  1. ^ a b Grande dizionario della lingua italiana, Supplemento 2004, Torino, UTET, 1961-2002.
  2. ^ a b c (EN) Caso, A., Lopez-Gonzalez, C., Payan, E., Eizirik, E., de Oliveira, T., Leite-Pitman, R., Kelly, M. & Valderrama, C. 2008, Herpailurus yagouaroundi, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2018.2, IUCN, 2018.
  3. ^ a b c d e (EN) ITIS Standard Report Page: Puma yagouaroundi, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 1º maggio 2010.
  4. ^ a b (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Herpailurus yagouaroundi, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  5. ^ a b c d Sunquist, Mel e Sunquist, Fiona, Wild cats of the World, Chicago, University of Chicago Press, 2002, pp. 113–119, ISBN 0-226-77999-8.
  6. ^ a b Jaguarundi (Felis yagouaroundi tolteca) (PDF), United States Fish and Wildlife Service. URL consultato il 1º gennaio 2009.
  7. ^ Daniel Simberloff, Don C. Schmitz, and Tom C. Brown, Strangers in Paradise: Impact and Management of Nonindigenous Species in Florida, Island Press, 1997, pp. 172-173, ISBN 1-55963-430-8. URL consultato l'11 agosto 2010.
  8. ^ A. C. Kitchener, C. Breitenmoser-Würsten, E. Eizirik, A. Gentry, L. Werdelin, A. Wilting, N. Yamaguchi, A. V. Abramov, P. Christiansen, C. Driscoll, J. W. Duckworth, W. Johnson, S.-J. Luo, E. Meijaard, P. O'Donoghue, J. Sanderson, K. Seymour, M. Bruford, C. Groves, M. Hoffmann, K. Nowell, Z. Timmons e S. Tobe, A revised taxonomy of the Felidae: The final report of the Cat Classification Task Force of the IUCN Cat Specialist Group, in Cat News, Special Issue 11, 2017.
  9. ^ Endangered Species
  10. ^ Centre Spatial Guyanais - Un florilège de faune sauvage au CSG

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Collegamenti esterniModifica

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