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Ragion di Stato (miniserie televisiva)

Ragion di Stato
PaeseItalia
Anno2015
Formatominiserie TV
Genereazione, spionaggio, thriller
Puntate2
Durata180 min
Lingua originaleitaliano
Rapporto16:9
Crediti
RegiaMarco Pontecorvo
SceneggiaturaAndrea Purgatori
Laura Ippoliti
Interpreti e personaggi
FotografiaVincenzo Carpineta
MontaggioAlessio Doglione
MusicheFrancesco De Luca
Alessandro Forti
ScenografiaMassimiliano Nocente
CostumiSimonetta Leoncini
ProduttoreMaurizio Tini
Casa di produzioneRai Fiction
Cattleya
Prima visione
Dal12 gennaio 2015
Al13 gennaio 2015
Rete televisivaRai 1

Ragion di Stato è una serie televisiva italiana trasmessa il 12 e il 13 gennaio 2015 su Rai 1 e prodotta da Rai Fiction e Cattleya.

TramaModifica

Il capitano di fregata della Marina Andrea Rosso e il colonnello dell'Esercito Fontana, agenti dell'AISE, il servizio segreto estero italiano, sono impegnati in Afghanistan nel 2013. Dopo aver provato a trattare con i talebani la costruzione di un ospedale, vengono attaccati e Fontana viene sequestrato. Rosso, tornato a Roma, decide insieme ai suoi superiori, l'ammiraglio Massa e il generale Ranieri (direttore e vice direttore dell'AISE), di usare il trafficante internazionale libanese Farouk Rashid come mediatore con i talebani.

In cambio Rosso prende in consegna la moglie Rania e la figlia Fatma, che viene curata perché è sordomuta. Ranieri passa le informazioni a Bandi, direttore della CIA in Europa, che riesce a impedire l'immediato recupero di Fontana e che, con l'appoggio del suo superiore Charlie, fa saltare il piano della mediazione di Rashid. Massa deve così rimandare la moglie e la figlia di Rashid in Libano ma queste, grazie all'aiuto di Rosso, scappano verso il confine dove però vengono fermate da Massa che le fa tornare in patria pretendendo che Rania diventi la sua informatrice sugli affari di Rashid.

Intanto Rosso si reca in Afghanistan per scambiare due dei sei prigionieri catturati dalla TF 45 con Fontana ma al momento dello scambio interviene un elicottero statunitense che annienta i talebani. Nel conflitto Fontana viene ucciso da un talebano mentre Rosso viene ferito ma i servizi pensano che sia morto. In Italia però vengono celebrati i funerali di entrambi anche se Massa viene a conoscenza che Rosso è ancora vivo e così manda in suo aiuto il maggiore Stella senza avvertire nessun altro. I due agenti sono impegnati a recuperare le armi chimiche vendute da Rashid agli afghani. Ranieri e Bandi tramite un filmato scoprono che in realtà Rosso è ancora vivo: Massa è costretto a dimettersi su pressioni del Primo ministro per non aver avvertito il governo italiano delle sue iniziative e Ranieri prende il suo posto con l'appoggio di Bandi.

Nel frattempo Rashid capisce che la moglie è una spia e fa impiccare la governante complice della moglie. Rosso si reca a Beirut, e con l'aiuto di Stella recupera 8 delle 10 capsule di gas nervino fornite da Rashid ai terroristi per un attentato al contingente italiano in Afghanistan. Poi mentre Massa avvisa Charlie che le ultime due capsule sarebbero state utilizzate da un attentarore suicida in una base Usa, e subito eliminato con un drone dagli statunitensi, Rosso recupera Rania e Fatma e, con uno stratagemma messo in atto con l'aiuto di Massa e Charlie, fa mettere fuori uso il telefono di Rashid e fa deviare la chiamata tra l'ambasciata e l'AISE sul telefono di Massa senza che così Ranieri possa essere informato. Rashid e i suoi uomini vengono arrestati al porto dai militari italiani del Comsubin dopo aver provato a impedire la fuga a Rosso che raggiunge così l'Italia insieme a Rania e Fatma. Bandi, in partenza per gli Stati Uniti, viene fermato all'aeroporto da Charlie e Massa che viene reintegrato mentre Ranieri viene sollevato dall'incarico e posto in congedo. Infine Rashid viene quasi subito rimesso in libertà per continuare a svolgere la sua attività, ma al servizio dei governi per "ragion di Stato" nonostante le prove fornite da Rosso e dal maggiore Stella.

ProduzioneModifica

La miniserie è prodotta da Rai Fiction e Cattleya ed è ambientata in Italia, Libano e Afghanistan.

Collegamenti esterniModifica

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