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Rodolfo Cimino (Palmanova, 16 ottobre 1927Venezia, 31 marzo 2012) è stato un fumettista e politico italiano.

Indice

BiografiaModifica

L'animazioneModifica

Rodolfo Cimino nasce il 16 ottobre 1927 a Palmanova, in provincia di Udine. Nel 1945, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, mentre è ancora al liceo, si trasferisce a Venezia[1].

Nel 1947 Cimino conosce Romano Scarpa alla Mostra di Tecnica Cinematografica della Biennale di Venezia. Scarpa gestisce per l'occasione uno stand didattico per valorizzare i procedimenti del disegno animato[1].

Così, nei primi anni '50, Cimino lavora per Scarpa in qualità di ripassatore e ideatore di gag, nel suo studio di animazione in Calle dei Greci, a Venezia. Insieme a lui, nello studio lavorano Giorgio Bordini, Renato Boschetto, Lino Ferraretto, Adriano Stringari e Renzo Vianello[1]. Lo studio si occupa della realizzazione di cortometraggi pubblicitari e divulgativi, ma nel 1953 dà vita anche all'ambizioso progetto La piccola fiammiferaia, cortometraggio animato basato sulla fiaba di Hans Christian Andersen, scritto e diretto da Scarpa e da lui stesso animato con l'aiuto di vari collaboratori, tra cui Cimino. Gli alti costi di produzione dei progetti più sentiti, gli scarsi introiti e difficoltà varie, costringono Scarpa e i suoi a una battuta d'arresto[2]. Un giorno d'inverno del 1953, poi, durante il fenomeno dell'acqua alta, Scarpa si procura una distorsione a una caviglia nel tentativo di scavalcare una passerella, così, costretto a restare immobilizzato per un anno intero, chiude definitivamente lo studio di animazione[2].

Intanto, nel 1952 Cimino si è sposato, e l'anno dopo nasce il suo primo figlio, Vittorio.

A metà anni '50 Cimino lavora presso un'agenzia di vendita di macchinari, e nel 1958 viene assunto dalla più grande azienda di Marghera, dove lavorerà in qualità di dirigente[3].

L'esordio nei fumettiModifica

Dal 1958 Cimino inizia a ripassare a china le storie a fumetti dell'ex collega Romano Scarpa, a partire da Paperino e la scuola dei guai, scritta da Guido Martina[4]. La sua ultima inchiostrazione sarà, nel 1962, Paperino e il premio di bontà[5].

Dal 1959 prende il via la sua attività di sceneggiatore, inizialmente non in campo Disney, con una serie romantico-umoristica[6] per la britannica Fleetway, probabilmente disegnata nella sua totalità da Massimo De Vita ma tuttora inedita.

Nel 1960 nasce la figlia Annamaria.

Su Topolino n° 283 (30 aprile 1961) compare per la prima volta una storia disneyana sceneggiata da Cimino, per i disegni di Luciano Gatto: Zio Paperone in: Brividi all'equatore. Il suo primo lavoro disneyano è in realtà Paperino e il cane dollarosus, pubblicato però un mese dopo come secondo[7].

Nella sua prima fase creativa dà vita a nuovi personaggi dalle peculiari caratteristiche, come la strega tecnologica Roberta (alleata di Amelia) e Reginella, regina del pianeta Pacificus ammarata fortunosamente sulla terra, di cui Paperino si innamora. Inoltre contribuisce al mito delle difese anti-bassotti nascoste nelle pareti e nella Collina Ammazzamotori del deposito.

Abbandona il fumetto nel 1976 per dedicarsi completamente alla politica (è Assessore ai Lavori Pubblici di Venezia già dall'anno precedente). Una sua storia-riempitivo, Ezechiele Lupo e il miele amaro, esce su Topolino nel 1978, ma probabilmente si tratta di una sceneggiatura pronta già da prima, forse dai tempi in cui Cimino si era avventurato nella scrittura di storie con protagonista Ezechiele Lupo (1972-73).

Carriera politica e vicissitudini giudiziarieModifica

Rodolfo Cimino dal 1975 al 1986 è, con il PSI, Assessore ai Lavori Pubblici di Venezia, e per un certo periodo anche vice-presidente della Provincia. Dallo stesso 1975 è inoltre consigliere provinciale nel collegio di Jesolo[8].

Viene coinvolto in un'inchiesta in Valnerina, quando l'imprenditore trevigiano Roberto Coletto (da taluni definito "lo Zampini veneziano" da Adriano Zampini, il pentito che aveva innescato una storia di tangenti torinese[9]), vistosi abbandonato da presunte coperture ad alto livello[10], inizia a confessare una serie di illeciti avvenuti sia in Umbria (portando con ciò a numerosi arresti) sia durante la sua attività nel Veneto nella prima metà degli anni '80[10][11].

Cimino, dopo alcuni interventi della magistratura veneziana[8], è arrestato la notte del 5 febbraio 1986 da Arnaldo La Barbera[12], perché il suo è tra i nomi citati da Coletto. A interrogarlo è Antonio Fojadelli, sostituto procuratore della Repubblica che si occupa del caso e che firma il mandato di arresto anche per altri colleghi di partito di Cimino e dipendenti comunali[8]. L'accusa è di aver favorito la "Saveco", impresa edile in rosso presa in gestione da Roberto Coletto, con finanziamenti e nell'aggiudicazione di numerosi appalti di opere pubbliche, con conseguente richiesta di tangenti da pagarsi al partito o ai singoli[13]. La "Saveco" non sarebbe per di più l'unica impresa veneziana costretta a pagare tangenti al PSI[14]. Un confronto a tre fra Cimino, Coletto e Antonino Carbone (presidente dell'Usl 18 di Dolo) permette poi altri arresti importanti[15]. Fojadelli chiede per Cimino 4 anni e mezzo di reclusione e 50 milioni di lire di multa per concussione e violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti[16]. Per troppi omissis - su cui i legali della difesa hanno posto l'accento[17] - gli imputati sono però rinviati a un nuovo processo.

Nel corso del 1987 Cimino riesce a farsi riassumere presso Mondadori, tornando dunque a scrivere storie Disney a partire da Paperino e il matrimonio di Reginella, per i disegni del suo concittadino Giorgio Cavazzano.

Nel 1990 l'accusa nei confronti di Cimino è commutata in corruzione e il tribunale di Venezia la dichiara prescritta[18].

Il ritorno ai fumettiModifica

Cimino consegna 2 sceneggiature disneyane nel 1983 e 3 nel 1985, ma è dalla fine del 1987 che ricomincia a lavorare regolarmente ai fumetti.

Nel 1991 vince il Premio Anaf. Non gli è assegnato da una giuria, ma come risultato di un referendum fra circa 2000 iscritti di cui fanno parte docenti universitari, critici, giornalisti ed esperti di fumetti. Cimino è stato premiato per la categoria miglior sceneggiatore[19].

Nel 2007 vince il Premio Papersera.

CaratteristicheModifica

Forse come retaggio dell'esperienza nell'animazione, Cimino nelle sue sceneggiature utilizza sin dall'inizio il metodo dello storyboard, visualizzando la storia con degli abbozzi a matita vignetta dopo vignetta. Cimino pone una certa attenzione ai dialoghi: caratteristico è il suo uso dei puntini di sospensione prima di un termine centrale (spesso in grassetto). Peraltro il linguaggio nelle sue storie è pieno di termini colti provenienti dalle sfere filosofica, economica e politica.

Le sue sceneggiature possono risultare più complesse rispetto a quelle degli altri autori poiché non di rado trattano manovre socio-economiche in cui è coinvolto soprattutto Zio Paperone, seguite da Cimino fin nelle loro conseguenze parossistiche. L'autore ricorre anche a proverbi e modi di dire che rimandano a una saggezza antica che dovrebbe influenzare in positivo i contemporanei. Ogni tanto spunta infatti qualche riferimento all'età classica, coi nomi di Ulisse, Priamo o Senofonte, protagonisti per di più della folta messe di esclamazioni messe in bocca ai personaggi e totalmente inventate da Cimino (una di queste è "Per le tinozze di Giove Pluvio!"). L'uso di un lessico desueto legato alla sfera animale, come la definizione uccellacci di rapina, fa pensare alla fraseologia del Teatro dei Pupi, itinerante in Italia almeno fino ai primi anni '70.

Soprattutto a partire dagli anni '90, i personaggi ciminiani iniziano a utilizzare una terminologia sempre più spiritosa, con un abbondante uso di vezzeggiativi. Le parole vengono malleate ("Ohimè! Ohimì!") per suscitare ilarità, e si fondano le frasi cardine di Paperone come "Ahimè! Soffro terribilmente, soffro".

La peculiarità stilistica che permette di riconoscere nell'immediato una sceneggiatura di Cimino è la sua apertura: al posto dell'incipit, la prima vignetta - una quadrupla - è un flash-forward che cattura un momento topico della storia o sintetizza il tema di quest'ultima. Questa vignetta muta funge quindi da "copertina" per suscitare l'interesse del lettore, e ricorda la schermata iniziale di un cartone animato[20]. Non è un caso che anche Scarpa sia ricorso a questo espediente per l'incipit delle sue store. Oltre alle "testatine" rettangolari (che possono presentare o solo oggetti e ambienti, o anche personaggi persino a figura intera) e a vignette quadruple accompagnate da una didascalia introduttiva (Paperino e le lenticchie di Babilonia, Zio Paperone e l'ultimo balabù, Zio Paperone e il ratto di Brigitta), è nell'introduzione di Topolino imperatore della Calidornia - inchiostrata da Cimino - che questa trovata assume la massima "autonomia": Topolino, con mantello regale, è in piedi su un mappamondo coi nomi delle città Paperopoli, Topolinia e Giuncavilla, e nessun cartiglio interviene a spiegare la vignetta. Cimino ricorre allo splash-panel muto di apertura sin dalla sua terza sceneggiatura (Paperino e l'orso del Klondyke, 1961). Di solito, quando nelle sue storie non è presente è perché il disegnatore ha provveduto a rimuoverlo (scelta operata più di una volta da Giovan Battista Carpi[20].

Cimino sembra tener conto, per imbastire i suoi script, del costrutto degli exempla, filtrato dalla vivace e intrattenitrice novellistica nonché dall'ingente serbatoio di fiabe popolari di tradizione orale pregno di senso del meraviglioso. Ad esempio, Zio Paperone e il fumo della discordia (1969) risulta essere una rielaborazione della novella IX del Novellino, incentrata anche quest'ultima sul fumo pagato col suono di una moneta. Tale novella non deve essere stata per forza la fonte diretta, anzi il motivo può essere confluito in qualche fiaba locale.

I paesi visitati da Cimino soprattutto per mezzo di Paperi, tanto distanti dai centri urbanizzati come Paperopoli, evocano un'atmosfera di favolosa lontananza e una durata irreale che è la dimensione propria dei racconti di pura immaginazione, trasmessi oralmente dalla mitologia popolare[21]. Suscitano una durata irreale i racconti di un passato mitico che i loro abitanti (spesso il saggio di turno) fanno ai Paperi durante la permanenza di questi ultimi. Ma spesso è anche Paperone ad accennare, di fronte ai nipoti o a Battista, ad avvenimenti di un tempo andato che lo vedono protagonista, e in questo caso il racconto al passato - accompagnato o no da appositi flashback - ha valore di risonanza affettiva.

Cimino ha sceneggiato soprattutto storie con i Paperi, mentre rare sono le storie con Topolino. In particolare, la maggior parte delle storie segue un canovaccio abbastanza consolidato: Zio Paperone, spinto da una particolare necessità o dal modo di accrescere le sue ricchezze, coinvolge Paperino e i nipotini (a cui si aggiungono negli ultimi anni Battista e Camillino, un robot tuttofare) in un viaggio affrontato con mezzi semoventi il più possibile strampalati in cui si imbatterà in popoli sconosciuti alla civiltà con usanze peculiari. Spesso gli adulti si mettono nei guai e saranno i nipotini a cavarli d'impaccio, magari ricorrendo all'infallibile Manuale delle Giovani Marmotte.

RiferimentiModifica

  • Nella storia Topolino e le borbottiglie di Avaloa, scritta e disegnata da Casty, viene più volte menzionato un parente di Pippo chiamato Romino Cidolfo, evidente citazione dell'autore di fumetti.
  • Nella storia Zio Paperone e la locomozione affaristica, scritta da Riccardo Pesce e disegnata da Luciano Gatto, compare Rodolfo Cimino in qualità di custode della rimessa dei "mezzi speciali" di Paperone.
  • Nella storia Zio Paperone e l'ultima avventura scritta da Francesco Artibani e disegnata da Alessandro Perina, appare in un cameo insieme a Carl Barks nell'ultima pagina della storia.

NoteModifica

  1. ^ a b c Anonimo (prob. Luca Boschi), Dalle chine... ...ai tapirlonghi, in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pag. 6.
  2. ^ a b Leonardo Gori, Romano Scarpa, dall'animazione ai fumetti, in: Luca Boschi-Leonardo Gori (a cura di), Capolavori Disney n. 35 [Le grandi storie di Romano Scarpa 1953-1954], Editrice Comic Art, 14 marzo 1994, pag. 6.
  3. ^ Anonimo (prob. Luca Boschi), Dalle chine... ...ai tapirlonghi, in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pagg. 7-8.
  4. ^ Alberto Becattini, Rodolfo Cimino, inventore di storie, in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pag. 46
  5. ^ Alberto Becattini, Rodolfo Cimino, inventore di storie, in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pag. 47
  6. ^ Anonimo (prob. Luca Boschi), Dalle chine... ...ai tapirlonghi, in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pag. 9.
  7. ^ Anonimo (prob. Luca Boschi), Dalle chine... ...ai tapirlonghi, in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pag. 8.
  8. ^ a b c G.B., Scandalo delle tangenti a Venezia, manette anche al presidente Usl, su La Stampa, 6 febbraio 1986
  9. ^ Roberto Bianchin, Parla il costruttore 'pentito', altri due arresti a Venezia, su La Repubblica, 6 febbraio 1986
  10. ^ a b Claudio Pasqualetto, In manette per tangenti un assessore provinciale, su Corriere della Sera, 6 febbraio 1986
  11. ^ G.B., Scandalo delle tangenti a Venezia, manette anche al presidente Usl, su La Stampa, 6 febbraio 1986. Una dichiarazione di Coletto: "Mi pento soprattutto di aver permesso per tanti anni ai politici di arricchirsi alle mie spalle, speculando sul mio lavoro. Ad un certo punto ho detto basta ed ho raccontato tutto ai giudici"
  12. ^ Inchiesta sugli appalti..., 5 febbraio 1986 Archiviato il 28 aprile 2016 in Internet Archive.
  13. ^ Toni Jop, Io yuppie socialista pagavo al partito il 5% su ogni affare, su L'Unità, 16 ottobre 1986
  14. ^ Claudio Pasqualetto, Lo <<Zampini della laguna>> all'attacco in aula. <<Le gare d'appalto truccate funzionavano così>>, su Corriere della Sera, 16 ottobre 1986
  15. ^ Claudio Pasqualetto, Si allarga a Venezia lo scandalo delle tangenti. In manette un assessore, già segretario del Psi, su Corriere della Sera, 13 marzo 1986
  16. ^ Toni Jop, Scandalo delle tangenti a Venezia: chiesti 30 anni, su L'Unità, 18 ottobre 1986
  17. ^ Claudio Pasqualetto, Venezia: il processo tangenti è da rifare. Troppi omissis dall'inchiesta sul sindaco, su Corriere della Sera, 7 novembre 1987
  18. ^ G.C., Assolti gli amministratori delle busterelle veneziane, La Repubblica, 31 marzo 1990
  19. ^ Le motivazioni del premio presentate su Disney Oggi n. 42, Epierre, giugno 1991
  20. ^ a b Luca Boschi-Rodolfo Cimino, Parabole e tapironti, intervista a Cimino in: Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, 9 gennaio 2008, pag. 157.
  21. ^ Considerazioni di Sebastiano Lo Nigro sugli elementi fiabeschi del Novellino, in: S. Lo Nigro (a cura di), Novellino e Conti del Duecento, UTET, 1963 [e ristampe], p. 38.

BibliografiaModifica

  • Luca Boschi (a cura di), Le grandi storie di... n. 2 [Cavazzano. Le grandi storie di Reginella], Edizioni IF, luglio 2002.
  • Paolo Castagno (a cura di), Rodolfo Cimino. Dalla tana del bestio all'angolo dei salici, La Biblioteca del Papersera n. 2, 2007.
  • Lidia Cannatella (a cura di), I Maestri Disney Oro n. 35, The Walt Disney Company Italia, gennaio 2008.
  • Viaggi e tesori di Paperon De' Paperoni, The Walt Disney Company Italia, novembre 2012. Raccolta di storie di Cimino introdotte da Luca Boschi.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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