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Rossini! Rossini!

film del 1991 diretto da Mario Monicelli

TramaModifica

Parigi, intorno al 1868. Gioachino Rossini, celebre compositore italiano già da tempo residente oltralpe, ricorda la sua vita e i suoi amori insieme alla moglie e ad alcuni amici, tra i quali Costantino Nigra e il Conte de La Rochefoucauld. Da quando ancora bambino nella natia Pesaro, cantava con la madre in teatro all'esordio a Venezia come operista, dove incontra il contralto Maria Marcolini che gli sarà a fianco nelle prime lotte (tanto da fargli evitare la Campagna di Russia del 1812 entrando "nelle grazie" del figlio di Napoleone), e che gli ispirerà il suo celebre stile.

Nel 1812, in occasione di una tournée alla Scala, incontra il celebre soprano Isabella Colbran, e poi l'impresario Domenico Barbaja, che lo convincono a seguirlo a Napoli e a lavorare per il San Carlo. Lasciata la Marcolini, Rossini a Napoli mieterà successi, ma anche feroci critiche (soprattutto a causa della rappresentazione, a Roma e non al sud, del celeberrimo Il barbiere di Siviglia, abilmente "boicottata" dallo stesso Barbaja). Tra il pesarese e la Colbran, già amante di Barbaja, scoppia ben presto una travolgente passione, che porterà i due a sposarsi durante un viaggio della compagnia a Vienna, scatenando così le ire dell'impresario.

Ben presto, però, Rossini cambia aria e si trasferisce a Parigi dove, tra grandi fatiche, scrive l'ultima sua opera importante, il Guglielmo Tell, prima di ritirarsi per stanchezza. Poco tempo dopo si separerà anche da Isabella e, dopo un ultimo incontro con Barbaja che lo convince a scrivere lo Stabat Mater, Rossini incontra la sua seconda moglie, Olympe Pélissier, che gli sarà vicino negli ultimi anni.

RiconoscimentiModifica

ProduzioneModifica

Il ruolo dell'impresario Barbaja, prima che a Gaber, era stato proposto a Paolo Villaggio e Marcello Mastroianni.[1]

Alcune scene del film furono girate presso la Corte di Pantaro di Sopra nel comune di Gattatico.

NoteModifica

  1. ^ «Far finta di essere... GABER» - Dettaglio articolo/intervista, su www.giorgiogaber.org. URL consultato il 7 luglio 2017.

Collegamenti esterniModifica

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