Salman Rushdie

scrittore, saggista e attore indiano

Sir Ahmed Salman Rushdie (IPA: [sælˈmɑːn ˈrʊʃdi]; in italiano anche /ˈraʒdi/[1]; Bombay, 19 giugno 1947) è uno scrittore e saggista indiano naturalizzato britannico, autore di opere di narrativa in gran parte ambientate nel subcontinente indiano.

Salman Rushdie (2014)

Il suo stile narrativo, che amalgama il mito e la fantasia con la vita reale, è stato descritto come collegato al realismo magico[2][3].

Dopo il suo quarto romanzo, I versi satanici (1988), Rushdie è stato oggetto di diversi tentativi di assassinio e minacce di morte, tra cui una fatwa che chiedeva la sua morte emessa da Ruhollah Khomeyni, la guida suprema dell'Iran. Numerosi omicidi e attentati sono stati compiuti da estremisti che citano il libro come motivazione, scatenando un dibattito sulla censura e sulla violenza a sfondo religioso. Il 12 agosto 2022, un uomo ha accoltellato Rushdie precipitandosi sul palco dove il romanziere doveva tenere una conferenza, durante un convegno a Chautauqua, New York[4].

BiografiaModifica

Ahmed Salman Rushdie[5] nasce a Bombay il 19 giugno 1947[6] da una benestante famiglia dardica di fede islamica[7]. Frequenta il King's College di Cambridge, laureandosi in Storia[6].

Nel 1999 si è sottoposto ad un intervento chirurgico alle palpebre per curare un disturbo congenito ai tendini rattrappiti, che ne rendevano difficoltosa l'apertura, col rischio della perdita della vista[8].

Nel 2004, Rushdie si è sposato per la quarta volta, questa volta con la modella ed attrice indiana Padma Lakshmi, dalla quale però si è separato nel 2007[9].

Salman Rushdie si dichiara ateo[10].

Nel 2015 ha aperto la Fiera del libro di Francoforte, evento che ha provocato il boicottaggio da parte dell'Iran[11].

Il 12 agosto 2022 Rushdie viene accoltellato a Chautauqua, nello stato di New York[12]. L'aggressore, Hadi Matar, afferma di aver agito in quanto secondo lui lo scrittore avrebbe insultato l'islam[13].

Produzione letterariaModifica

Il primo testo in assoluto scritto da Rushdie fu, a 12 anni, un racconto ispirato al film "Il Mago di Oz" (che il futuro scrittore aveva appena visto in un cinema di Bombay): intitolato infatti "Over the Rainbow", fu battuto a macchina su carta velina dalla segretaria del padre, e successivamente smarrito in uno dei traslochi di famiglia, né più ritrovato. Il padre di Rushdie, prima di morire, fece sapere di averne ritrovata una copia in un vecchio schedario, ma non la mostrò mai ad alcuno, tantomeno al figlio, il quale tuttora sospetta non fosse stato rinvenuto alcunché, bensì che il genitore gli avesse voluto fare l'ennesimo, ultimo dispetto[14].

Il suo debutto come scrittore inizia con Grimus (1975), una fiaba fantastica, in parte fantascientifica, che venne ignorata dal pubblico e dai critici.

Il suo romanzo successivo, I figli della mezzanotte (1981) lo catapulta nella fama letteraria ed è considerato in assoluto la sua opera migliore. Vinse il Premio Booker nel 1981 e successivamente gli è stato assegnato il premio speciale "Booker of Bookers" per celebrare il 25º anniversario del premio nel 1993[14] e per celebrare il 40º anniversario del premio nel 2008[15]. Il romanzo I figli della mezzanotte influì in modo significativo sul corso che la scrittura Indiana in inglese avrebbe avuto nel decennio successivo[senza fonte]. Questo fu visto in India come un attacco alla dinastia Nehru-Gandhi e Rushdie fu costretto a lasciare l'India per le minacce ricevute[senza fonte].

Il successo delle reazioni che incitavano violenza nei confronti delle sue opere produsse molta pubblicità e libri venduti; una formula che ripeté nuovamente. Dopo il successo di I figli della mezzanotte, Rushdie scrisse La vergogna (1983), in cui delinea i tumulti politici in Pakistan basando i suoi personaggi su Zulfikar Ali Bhutto ed il Generale Muhammad Zia-ul-Haq. Entrambi questi lavori sono caratterizzati da, oltre allo stile del realismo magico, l'occhio dell'immigrante del quale Rushdie è così conscio.

Il suo lavoro più controverso è I versi satanici pubblicato nel 1988 (vedi più sotto sezione dedicata). Nei suoi lavori successivi, Rushdie rovesciò il mondo occidentale con L'ultimo sospiro del Moro, che esplora i collegamenti commerciali e culturali tra India e Penisola iberica.

Rushdie è molto influenzato anche dalla letteratura moderna. I figli della mezzanotte prende in prestito temi dal romanzo Il tamburo di latta di Günter Grass, che Rushdie sostiene lo abbia ispirato a diventare uno scrittore. I versi satanici è chiaramente influenzato dal classico romanzo russo Il maestro e Margherita di Michail Afanas'evič Bulgakov. India e Pakistan furono i temi, rispettivamente di I figli della mezzanotte e La vergogna.

Rushdie pubblica successivamente La terra sotto i suoi piedi (1999), romanzo che rivisita in chiave moderna, attraverso Bombay, Inghilterra, Usa, il mito di Orfeo ed Euridice nelle due popstar Vina e Ormus. Tema principale del libro è quindi lo stretto rapporto di interdipendenza che esiste tra amore, morte e musica. Dal libro sono stati tratti i versi della canzone del gruppo rock irlandese degli U2 The Ground Beneath Her Feet, brano utilizzato poi nella colonna sonora del film The Million Dollar Hotel di Wim Wenders del 2000.

Ha anche scritto e pubblicato un libro per bambini, Harun e il mar delle storie (1990), vincitore del Writer's Guild Award. Ha inoltre pubblicato varie opere di saggistica (non-fiction), come The Jaguar Smile (1987), Imaginary Homelands (1992), The Wizard of Oz (1992) e, in qualità di co-curatore, The Vintage Book of Indian Writing (1997). È anche autore di una raccolta di storie brevi intitolata East, West (1994).

Rushdie ha ricevuto molti altri premi per le sue opere, incluso l'European Union's Aristeion Prize for Literature e nel 1989 il Germany's Author of the Year Award. È anche membro della Royal Society of Literature e Commandeur des Arts et des Lettres dal 1999. Rushdie è presidente del PEN American Center e Honorary Professor in Humanities al MIT. I suoi libri sono stati tradotti in trenta lingue.

Il caso de I versi satanici e la fatwāModifica

Nel 1988 scrisse I versi satanici (The Satanic Verses), una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto e quindi ritenuta blasfema dai Musulmani.

La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwā di Khomeini che decretò la condanna a morte del suo autore, reo di bestemmia. Un privato cittadino offrì una taglia sulla testa dello scrittore, tollerata dal regime khomeinista. Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi nel Regno Unito e vivendo sotto protezione.

Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igarashi, fu ucciso da emissari del regime iraniano[16][17], mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo fu accoltellato da un iraniano in casa sua[17], così come William Nygaard, l'editore della versione norvegese, fu ferito da colpi d'arma da fuoco.[17][18]

La fatwa è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto "la condanna a morte dell'Imam Khomeini contro Salman Rushdie ha un significato storico per l'Islam e non è semplicemente una condanna a morte"[19].

OpereModifica

L'elenco riporta il titolo italiano e quello originale, tra parentesi, con la data di prima pubblicazione. A seguito l'eventuale editore italiano e l'anno di pubblicazione.

Riferimenti in altri mediaModifica

LetteraturaModifica

  • Denti bianchi (White Teeth) di Zadie Smith - C'è un riferimento a "I versi satanici" nel cap. 9 - Ammutinamento! - 14 gennaio 1989

MusicaModifica

CinemaModifica

OnorificenzeModifica

  Royal Society of Literature Fellow
— 1983
  Comandante dell'ordine delle arti e delle lettere
— 19 febbraio 1993
  Knight Bachelor
— 16 giugno 2007
  Ordine dei Compagni d'Onore
— 1º giugno 2022

NoteModifica

  1. ^ Luciano Canepari, Rushdie, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  2. ^ Elena Canini, Salman Rushdie, nasce lo scrittore del realismo magico, su Periodico Daily, 18 giugno 2020. URL consultato l'8 ottobre 2021.
  3. ^ Ilaria Grasso, Salman Rushdie e l'impensabile che diviene pensabile, su Metropolitan Magazine, 19 giugno 2020. URL consultato l'8 ottobre 2021.
  4. ^ (EN) Jay Root, David Gelles e Elizabeth A. Harris, Salman Rushdie on Ventilator Hours After Being Stabbed in Western New York, in The New York Times, 12 agosto 2022. URL consultato il 29 agosto 2022.
  5. ^ (EN) Salman Rushdie claims victory in Facebook name battle, in BBC News, 15 novembre 2011. URL consultato il 29 agosto 2022.
  6. ^ a b Salman Rushdie - Literature, su literature.britishcouncil.org. URL consultato il 29 agosto 2022.
  7. ^ Salman Rushdie, su web.archive.org, 13 gennaio 2008. URL consultato il 29 agosto 2022 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2008).
  8. ^ Rushdie: New book out from under shadow of fatwa - April 15, 1999, su edition.cnn.com. URL consultato il 29 agosto 2022.
  9. ^ NY Daily News - We are currently unavailable in your region, su www.tribpub.com. URL consultato il 29 agosto 2022.
  10. ^ Salman Rushdie - Celebrity Atheist List, su celebatheists.com. URL consultato il 3 gennaio 2016.
  11. ^ Rushdie apre Francoforte "La letteratura non ha paura", su ricerca.repubblica.it, Repubblica.it, 14 ottobre 2015. URL consultato l'11 gennaio 2016.
  12. ^ Salman Rushdie attaccato a un respiratore, rischia di perdere un occhio, su ilsole24ore.com, 12 agosto 2022. URL consultato il 22 agosto 2022.
  13. ^ (EN) He shot the known perpetrator with a knife, the aggressor reacts: That's why I attacked him, su sot.com.al, 17 agosto 2022. URL consultato il 22 agosto 2022.
  14. ^ a b CHE MAGO E' L'OZ DI RUSHDIE, su repubblica.it, 14 dicembre 1993.
  15. ^ Midnight’s Children wins Best of the Booker: Man Booker Prize news, su web.archive.org, 11 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2008).
  16. ^ Dino Cofrancesco, ma l'Islam vuole morto Rushdie, su archiviostorico.corriere.it, 10 agosto 1994. URL consultato l'8 ottobre 2021 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2012).
  17. ^ a b c Tradusse 'VERSETTI SATANICI' un iraniano lo accoltella, in la Repubblica, 4 luglio 1991. URL consultato l'11 agosto 2009.
  18. ^ ferito editore a Oslo. ha pubblicato Rushdie, su archiviostorico.corriere.it, 12 ottobre 1993. URL consultato l'8 ottobre 2021 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2012).
  19. ^ Fatwa: Iran: Il regime dei mullah conferma la condanna a morte contro Rushdie, su Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. URL consultato il 24 febbraio 2008.
  20. ^ Enrico Deregibus, Francesco De Gregori. Quello che non so, lo so cantare

BibliografiaModifica

  • (FR) Jeanne Favret-Saada, Rushdie et compagnie: préalables à une anthropologie du blasphème, in Ethnologie française, vol. 22, n° 3 (1 p.), 1992, pp. 251-260.

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