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Saviore dell'Adamello
comune
Saviore dell'Adamello – Stemma
Saviore dell'Adamello – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoSerena Morgani (centrosinistra) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate46°04′53″N 10°24′02″E / 46.081389°N 10.400556°E46.081389; 10.400556 (Saviore dell'Adamello)Coordinate: 46°04′53″N 10°24′02″E / 46.081389°N 10.400556°E46.081389; 10.400556 (Saviore dell'Adamello)
Altitudine1 210 m s.l.m.
Superficie84,27 km²
Abitanti878[1] (31-8-2018)
Densità10,42 ab./km²
FrazioniPonte, Valle
Comuni confinantiCevo, Edolo, Ponte di Legno, Sonico, Spiazzo (TN), Valdaone (TN)
Altre informazioni
Cod. postale25040
Prefisso0364
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017175
Cod. catastaleI476
TargaBS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona F, 3 940 GG[2]
Nome abitantisavioresi
PatronoSan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Saviore dell'Adamello
Saviore dell'Adamello
Saviore dell'Adamello – Mappa
Posizione del comune di Saviore dell'Adamello nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Saviore dell'Adamello (Saviúr in dialetto camuno[3][4]) è un comune italiano di 878 abitanti[1] della Val Camonica, provincia di Brescia, in Lombardia.

Il territorio di Saviore in Val Camonica

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Saviore dell'Adamello è il più elevato dei paesi della Valle di Saviore; il suo territorio comunale, che si estende soprattutto in territorio montano, è uno dei più estesi della Val Camonica. Questo comune comprende nel suo territorio la cima più elevata della Provincia, ovvero il Monte Adamello, con un'altezza di 3539 metri o, secondo altre fonti, 3554 metri s.l.m.

 
Municipio
 
Chiesa di Sant'Antonio
 
Chiesa di San Giovanni Battista

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle Camonica.

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 il rappresentante della comunità di Saviore, Ottobono Predorni (anche notaio), si schierò sulla sponda ghibellina.[5]

Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno, Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo .[6]

Il 29 aprile 1651 un incendio distrusse il paese, riducendo in cenere anche i documenti dell'archivio comunale, per cui non rimane alcuna antica notizia.[7]

Tra il 1816 ed il 1818 viene attivato il comune di Valli di Saviore.[8]

Nel 1927, a seguito del Regio Decreto del 28 settembre, il comune di Saviore venne unito a quello di Cevo formando il comune di Valsaviore. I cittadini di Saviore, indignati, si armarono di forche e bastoni e, in corteo, si recarono alla sede comunale di Cevo e, ripresi con la forza registri e scartoffie e caricatili sui carretti, li riportarono all'antica sede di Saviore.

Il loro gesto non servì ad altro che a far mettere in galera una sessantina di persone, uomini e donne, che furono processati per direttissima e se la cavarono alla meno peggio grazie all'intervento del deputato Carlo Bernardi[9]

Il comune di Valsaviore fu soppresso nel 1954 e sostituito da quello di Cevo e Saviore dell'Adamello.[10]

Feudatari localiModifica

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Periodo
Della Torre 1423 - ?

RicorrenzeModifica

  • 24 giugno, festa patronale di San Giovanni Battista: Un tempo era consuetudine addobbare il cornicione interno della parrocchiale con veli rossi, mentre davanti all'entrata si formavano arcate di rami d'abete (in dialetto camuno dàse). I bambini raccoglievano quindi la resina in mucchietti, accendendoli a mo' di lumini.[11]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Le chiese di Saviore sono:[12]

  • Parrocchiale di San Giovanni Battista, ultimata nel primo decennio del Seicento, restaurata nel 1942. Sorge sopra quello che è chiamato Dosso Merlino, dove sono ancora visibili le rovine dell'omonimo castello.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[13]

 

Tradizioni e folcloreModifica

Gli scutüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Saviore è Marà.[14]

Presso il Dosso Merlino si racconta riemergessero frantumi di terraglie, sassi lavorati e tombe con ossa umane.[15]

Esistono nel folklore della Val Camonica alcuni proverbi in dialetto camuno riguardanti Saviore:

  • I marà de Saviúr, quand i sà mia a chi pataila, i sa la peta 'ntrà de lùr . I Marà di Saviore, quando non riescono a far danni agli altri, se li fanno tra di loro.[16]

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 26 maggio 2014 Alberto Tosa Democratici di Sinistra poi PD Sindaco [17]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Matteo Tonsi Partito Democratico Sindaco
26 maggio 2019 "in carica" Serena Morgani Partito Democratico Sindaco

Unione di comuniModifica

Saviore fa parte dell'Unione Comuni della Valsaviore, assieme ai comuni di Cedegolo, Cevo, Berzo Demo e, dal 2003, Sellero.
L'Unione di comuni, che ha sede a Cedegolo, è stata creata il 20 agosto 1999, e ha una superficie di circa 225 km².[18]

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 161.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 609.
  5. ^ Gregorio Brunelli, Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, a cura di Oliviero Franzoni, Breno, Tipografia Camuna, 1998 [1698], pg. 183.
  6. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 206, ISBN 88-343-0333-4.
  7. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 325.
  8. ^ Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 novembre 2008.
  9. ^ Gian Maria Bonomelli, Storia di Gorzone e del suo castello, Darfo Boario Terme, Armando Armanini, 1972, p. 253.
  10. ^ Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 novembre 2008.
  11. ^ Atlante Demologico Lombardo, su demologia.it. URL consultato il 12-08-2008.
  12. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 117.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 162.
  15. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini, 1974 [1870], pg. 209.
  16. ^ Andrea Morandini, Folklore di Valcamonica, Breno, Tipografia Camuna, 1988, p. 291.
  17. ^ Voli - Speciale elezioni 2009, su pal.voli.bs.it. URL consultato il 14 giugno 2009.
  18. ^ Ministero dell Interno - Unione Comuni della Valsaviore, su pers.mininterno.it. URL consultato il 26 luglio 2008 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2009).

BibliografiaModifica

  • Franco Bontempi, Storia della Valsaviore, Tipografia Camuna, Breno, 2005

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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