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The Next Day
ArtistaDavid Bowie
Tipo albumStudio
Pubblicazione8 marzo 2013
Durata53:11
Dischi1
Tracce14
GenereArt rock[1]
Rock sperimentale[1]
Pop rock[1]
EtichettaSony Music
ISO Records
ProduttoreDavid Bowie, Tony Visconti
FormatiCD, 2 CD, LP, download digitale
Certificazioni
Dischi d'oroAustralia Australia[2]
(vendite: 35 000+)
Austria Austria[3]
(vendite: 7 500+)
Canada Canada[4]
(vendite: 40 000+)
Finlandia Finlandia[5]
(vendite: 10 951+)
Germania Germania[6]
(vendite: 100 000+)
Irlanda Irlanda[7]
(vendite: 7 500+)
Italia Italia[8]
(vendite: 30 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda[9]
(vendite: 7 500+)
Polonia Polonia[10]
(vendite: 10 000+)
Svezia Svezia[11]
(vendite: 20 000+)
Svizzera Svizzera[12]
(vendite: 15 000+)
Dischi di platinoFrancia Francia[13]
(vendite: 100 000+)
Paesi Bassi Paesi Bassi[14]
(vendite: 50 000+)
Regno Unito Regno Unito[15]
(vendite: 300 000+)
David Bowie - cronologia
Album precedente
(2003)
Album successivo
(2014)
Singoli
  1. Where Are We Now?
    Pubblicato: 8 gennaio 2013
  2. The Stars (Are Out Tonight)
    Pubblicato: 28 febbraio 2013
  3. The Next Day
    Pubblicato: 17 giugno 2013
  4. Valentine's Day
    Pubblicato: 19 agosto 2013
  5. Love Is Lost
    Pubblicato: 28 ottobre 2013

The Next Day è il ventiquattresimo album in studio del musicista inglese David Bowie, pubblicato l'8 marzo 2013 in Australia e l'11 marzo nel resto del mondo, fatta eccezione per gli Stati Uniti d'America, dove invece fu pubblicato il giorno seguente. L'album è prodotto dall'etichetta di Bowie, la Iso Records, sotto la licenza esclusiva della Columbia Records. L'album raggiunge la prima posizione in numerosi Paesi, tra cui Regno Unito e Giappone.

L'annuncio dell'uscita dell'album è stato pubblicato il giorno del sessantaseiesimo compleanno di Bowie sul suo sito[16], aggiornato per l'occasione con il video del primo singolo Where Are We Now? Fu la prima uscita del musicista contenente materiale inedito dopo dieci anni. Il lavoro precedente, Reality, risale infatti al 2003.

DescrizioneModifica

RegistrazioneModifica

La registrazione dell'album si è svolta al The Magic Shop e agli Human Worldwide Studios di New York City.[17]

Bowie e il produttore Tony Visconti, assieme all'ingegnere del suono Mario J. McNulty, hanno lavorarono all'album per due anni, in segreto[18].

«Durante le pause della lavorazione ascoltavo i brani dell'album in cuffia, camminando per New York», ha affermato Visconti. «Vedevo tutta questa gente con le magliette di David Bowie, sono davvero dappertutto qui, e mi dicevo: 'Amico, se solo sapessi cosa sto ascoltando in questo istante!'»[19]

Le sessioni di registrazione erano sporadiche e Visconti stima che che, effettivamente, solo di tre mesi sono stati spesi per scrivere il materiale e la registrazione dell'album. Visconti ricorda che l'album è iniziato con una sessione di registrazione di una settimana:

«Sterling Campbell era alla batteria, io al basso, David alle tastiere, Gerry Leonard alla chitarra. Alla fine del quinto giorno avevamo una dozzina di canzoni. Solo strutture. Nessun testo, nessuna melodia e solo titoli di lavorazione. È così che tutto inizia con David. Poi li portò a casa e non sentimmo un'altra cosa da lui per quattro mesi.»[19]

Bowie sarebbe scomparso con la registrazione demo «per assicurarsi di essere sulla strada giusta», per poi, una volta pronto, riunire la band e fare il passo successivo nella registrazione. Visconti ha descritto le sessioni di registrazione come «intense», ma attenendosi ad un regolare orario lavorativo. «L'ultima volta che abbiamo fatto le nottate è stato per Young Americans».[19]

Nonostante l'affermazione che, per la registrazione, non sono state invitate guest star[20], Bowie ha scelto alcuni musicisti con cui ha lavorato in passato, fra cui Earl Slick[21] (chitarra), che ha registrato le sue parti nel luglio 2012, Gail Ann Dorsey (basso) e Sterling Campbell (batteria), che collaborano con Bowie dagli anni novanta.

Il batterista Zachary Alford[22] e i chitarristi Gerry Leonard e David Torn furono ingaggiati per le sessioni e Slick afferma che anche Visconti contribuì con il basso. Anche il sassofonista Steve Elson, che ha lavorato con Bowie sin dagli anni '80, suona nell'album.[23]

Si è anche detto che Robert Fripp, che in precedenza ha lavorato con Bowie in studio, sia stato invitato a suonare nell'album, ma che non abbia potuto parteciparvi a causa di altri impegni.[17] Ma Fripp, ha smentito dicendo che: «Non ho sentito David per un po' e non mi hanno contattato [per prendere parte all'album]», aggiungendo: «Non sono affatto arrabbiato, non sono ne offeso ne dispiaciuto, lo dico solo per chiarezza».[24]

Tony Visconti ha spiegato a NME che The Next Day: «[...] è un album piuttosto rock»[25]. Il primo singolo, una ballata, «è l'unica traccia dell'album che è così intimista».[25] Visconti ha inoltre suggerito che Bowie abbia scelto Where Are We Now? come singolo d'apertura perché "la gente doveva affrontare lo shock del suo ritorno (dopo un'assenza di 10 anni)" e che la natura introspettiva della canzone la rendeva una scelta particolarmente appropriata. Visconti ha definito i materiali dell'album «estremamente forti e belli», aggiungendo che «[...] chi cerca il classico David Bowie lo troverà in questo album; chi cerca un Bowie innovativo, nuove direzioni, troverà anche questo».[26]

The Stars (Are Out Tonight) è stato pubblicato come secondo singolo dall'album il 26 febbraio 2013. Il giorno precedente era stato presentato in anteprima il video musicale sotto forma di un cortometraggio.[27] In Inghilterra la canzone ha ricevuto una discreto messa in onda su BBC Radio 2 e 106.9FM WHCR, raggiungendo la posizione 102 nella UK Singles Chart.

Segretezza del progettoModifica

Bowie si è preso molta cura di mantenere segrete le registrazioni dell'album, richiedendo alle persone coinvolte nella registrazione di firmare accordi di non divulgazione NDA. Bowie ha dovuto cambiare studio di registrazione a causa del fatto che qualcuno, dello studio, aveva fatto trapelare la voce che lui stava registrando lì. Si trasferì quindi nello studio The Magic Shop, che nei giorni in cui Bowie era lì, ridusse all'osso il personale. La stessa Columbia Records apprese del progetto solo pochi giorni prima che l'album venisse pubblicato.[17]

La band canadese Metric per poco non scoprì le sessioni di registrazione segrete quando il gruppo arrivò, senza preavviso, negli studi di registrazione al The Magic Shop nel 2011. Lo stesso sassofonista di Bowie, Steve Elson ha dichiarato di essere tentato di rivelare tutto.[28][29]

CopertinaModifica

L'immagine di copertina dell'album è una versione riadattata della cover di Heroes, del 1977. Creata da Jonathan Barnbrook (graphic designer che ha firmato anche le copertine per gli album Heathen e Reality). L'oscuramento della fotografia vuole indicare una "dimenticanza o cancellazione del passato".[30] La fotografia originale è attribuita a Masayoshi Sukita. Le parole con cui Barnbrook ha spiegato la cover sono state: "Se l'intenzione è quella di sovvertire un album di David Bowie, allora gli album fra cui scegliere sono davvero molti, ma Heroes è il più venerato. E se si trattava di sovvertire qualcosa, doveva essere un'immagine che scuotesse veramente, ed è lì che abbiamo pensato che Heroes fosse la scelta migliore sotto tutti i punti di vista"[31].

ConcertiModifica

Bowie ha insistito sul fatto che non ci sarebbero state performance live a supporto dell'album. Pare che Tony Visconti abbia affermato che "David è abbastanza deciso sul fatto che non si esibirà più dal vivo... A proposito della complessità degli arrangiamenti dei brani presenti sul disco, uno dei musicisti avrebbe detto: «Come faremo a fare tutto questo dal vivo?» e David avrebbe risposto: «Non lo faremo». E ha continuato a ribadire il concetto.[32] Tuttavia, Visconti più tardi ha chiarito di non avere mai detto che Bowie non si sarebbe mai più esibito ancora dal vivo, solo che "non ha intenzione di fare un tour per quest'album"[33]. Visconti ha poi affermato in un'intervista per il Telegraph che Bowie non avesse escluso completamente la possibilità di un paio di esibizioni dal vivo, ma che avesse deciso di concentrarsi sulla realizzazione degli album. È stato poi rivelato che quattro brani esclusi da The Next Day avrebbero potuto costituire il materiale per un nuovo album.[34]

Edizione specialeModifica

Il 5 novembre 2013 viene pubblicata un'edizione speciale dell'album intitolata The Next Day Extra, composta da tre CD.[35] Il primo CD contiene i quattordici brani già presenti nella versione standard del disco, il secondo altre dieci canzoni con quattro inediti[36] e due versioni remix (I'd Rather Be High (Venetian Mix) e Love Is Lost (Hello Steve Reich Mix)), il tutto completato da un DVD con i quattro video ufficiali finora prodotti per i singoli già estratti dall'album: Where Are We Now?, The Stars (Are Out Tonight), The Next Day, e Valentine's Day.

Le tracce inedite presenti sul secondo disco sono: Atomica, The Informer, Like A Rocket Man, Born In A Ufo e God Bless the Girl (uscita come bonus track solo nella versione di The Next Day per il mercato giapponese).

TracceModifica

Testi e musiche di David Bowie eccetto dove diversamente specificato.[37]

  1. The Next Day – 3:26
  2. Dirty Boys – 2:58
  3. The Stars (Are Out Tonight) – 3:56
  4. Love Is Lost – 3:57
  5. Where Are We Now? – 4:08
  6. Valentine's Day – 3:01
  7. If You Can See Me – 3:16
  8. I'd Rather Be High – 3:44 (D. Bowie, G.Leonard)
  9. Boss of Me – 4:09
  10. Dancing Out in Space – 3:24
  11. How Does the Grass Grow? – 4:33 (D. Bowie, J.Lordan)
  12. (You Will) Set the World on Fire – 3:30
  13. You Feel So Lonely You Could Die – 4:41
  14. Heat – 4:25
Bonus tracks
  1. So She - 2:31
  2. Plan - 2:02
  3. I'll Take You There (Bowie, Leonard) - 2:41
  4. God Bless the Girl - 4:11 (presente solo nella versione Deluxe giapponese)
The Next Day Extra – CD bonus nell'edizione deluxe
  1. Atomica
  2. Love Is Lost (Hello Steve Reich Mix by James Murphy for The DFA)
  3. Plan (bonus track della Deluxe Edition)
  4. The Informer
  5. Like A Rocket Man
  6. Born In A UFO
  7. I'd Rather Be High (Venetian Mix)
  8. I'll Take You There (bonus track della Deluxe Edition)
  9. God Bless the Girl (bonus track della Deluxe Edition giapponese)
  10. So She (bonus track della Deluxe Edition)

ClassificheModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) The Next Day, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ (EN) ARIA Charts - Accreditations - 2016 Albums, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 19 aprile 2016.
  3. ^ (EN) Gold & Platin, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 30 novembre 2013.
  4. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 16 novembre 2013.
  5. ^ (FI) David Bowie, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 29 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2009).
  6. ^ (DE) Gold-/Platin- Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 30 novembre 2013.
  7. ^ (EN) 2013 Certification Awards - Gold, Irish Recorded Music Association. URL consultato il 3 febbraio 2014.
  8. ^ The Next Day (certificazione), Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 14 gennaio 2014.
  9. ^ (EN) NZ Top 40 Albums Chart, The Official New Zealand Music Chart. URL consultato il 23 febbraio 2016.
  10. ^ (PL) Złote płyty CD - Archiwum, Związek Producentów Audio-Video. URL consultato il 12 dicembre 2013.
  11. ^ (SV) Veckolista Album – Vecka 11, 15 mars 2013, Sverigetopplistan. URL consultato il 14 agosto 2013.
  12. ^ (DE) The Official Swiss Charts and Music Community: Awards, Schweizer Hitparade. URL consultato il 17 gennaio 2014.
  13. ^ (FR) Les Certifications, Syndicat national de l'édition phonographique. URL consultato il 21 gennaio 2016.
  14. ^ (NL) Goud/Platina, Nederlandse Vereniging van Producenten en Importeurs van beeld- en geluidsdragers. URL consultato il 15 ottobre 2019.
  15. ^ (EN) BRIT Certified, British Phonographic Industry. URL consultato il 19 settembre 2013. Digitare "The Next Day" in "Keywords", dunque premere "Search".
  16. ^ "David Bowie to release new album, with surprise single out now". The Guardian. 8 gennaio 2013. Recuperato l'8 gennaio 2013.
  17. ^ a b c Richard Mills, ‘Rule Britannia is out of bounds’: David Bowie and English heritage. David Bowie Is … (2013) The Next Day (2013) and Blackstar (2016), in Mad Dogs and Englishness, 2017, DOI:10.5040/9781501311284.0010. URL consultato l'8 aprile 2019.
  18. ^ "David Bowie Worked in Secret on Comeback LP For Two Years". Recuperato il 10 gennaio 2013
  19. ^ a b c Hughes, David Richard, (born 3 April 1951), journalist; Chief Leader Writer, Daily Telegraph, 2006–13, in Who's Who (Oxford University Press), 1º dicembre 2007. URL consultato l'8 aprile 2019.
  20. ^ David Bowie Producer Talks New Music, Health Scare: 'Album is Physical Evidence That He's Fine' (Q&A), recuperato l'11 gennaio 2013
  21. ^ "EXCLUSIVE: GUITARIST EARL SLICK REVEALS NEW DAVID BOWIE ALBUM DETAILS". Recuperato il 10 gennaio 2013
  22. ^ Joseph Hartnett, Discogs, su CC Advisor. URL consultato l'8 aprile 2019.
  23. ^ Update on UNCOVER – January 2013, in Preview, vol. 2013, nº 162, 2013-02, pp. 16–21, DOI:10.1071/pvv2013n162news. URL consultato l'8 aprile 2019.
  24. ^ Miller, Andrew Arthur, (born 10 July 1966), Chief Executive Officer, Guardian Media Group plc, 2010–15, in Who's Who (Oxford University Press), 1º dicembre 2013. URL consultato l'8 aprile 2019.
  25. ^ a b Bowie producer Tony Visconti promises 'rock' sound on new album NME. 9 gennaio 2013. Recuperato il 9 gennaio 2013
  26. ^ "Bowie producer Tony Visconti promises 'rock' sound on new album" NME. 9 January 2013. Recuperato il 9 gennaio 2013
  27. ^ Ian Dixon, The Return of the Thin White Repressed: Uses of Narcissism inThe Stars (Are Out Tonight), in Celebrity Studies, vol. 4, nº 3, 2013-11, pp. 397–400, DOI:10.1080/19392397.2013.831622. URL consultato l'8 aprile 2019.
  28. ^ Gordon, Rt Hon. John Bowie, (Peter), (24 July 1921–17 March 1991), PC (NZ) 1978; retired politician; company director (banking, investment, tyres), in Who Was Who (Oxford University Press), 1º dicembre 2007. URL consultato l'8 aprile 2019.
  29. ^ Jones, Jonathan Arthur David, (born 12 March 1970), QC 2013, in Who's Who (Oxford University Press), 1º dicembre 2013. URL consultato l'8 aprile 2019.
  30. ^ "David Bowie: The Next Day. That album cover design Archiviato il 15 marzo 2013 in WebCite. (Barnbrook Design | VirusFonts | Blog)". VirusFonts. Retrieved 9 January 2013.
  31. ^ "David Bowie artist defends album cover Archiviato il 16 dicembre 2013 in Internet Archive.". 3 News NZ. 10 gennaio 2012.
  32. ^ David Bowie producer rules out Bowie live shows. Recuperato l'11 gennaio 2013
  33. ^ Twitter / Tonuspomus: I never said Bowie would never
  34. ^ Moreton, Cole (13 January 2013). "David Bowie is healthy and may even sing in public again, says Tony Visconti". The Daily Telegraph. Recuperato il 13 gennaio 2013.
  35. ^ David Bowie il 2013 è l'anno della rinascita The Next Day Extra rilancia con inediti
  36. ^ David Bowie: esce "The next day extra" con 4 canzoni inedite - Recensione - Panorama, su cultura.panorama.it. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2013).
  37. ^ Note di copertina di The Next Day, David Bowie, ISO Records, 88765 46186 2, 2013.
  38. ^ (EN) David Bowie - The Next Day, australian-charts.com. URL consultato il 25 marzo 2013.
  39. ^ (DE) David Bowie - The Next Day, austriancharts.at. URL consultato il 25 marzo 2013.
  40. ^ (NL) David Bowie - The Next Day, ultratop.be. URL consultato il 25 marzo 2013.
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  42. ^ (EN) David Bowie - Chart History, Billboard. URL consultato il 25 marzo 2013.
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  45. ^ (FR) David Bowie - The Next Day, lescharts.com. URL consultato il 28 marzo 2013.
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  49. ^ Classifica settimanale dall'11/03/2013 al 17/03/2013, FIMI. URL consultato il 25 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2013).
  50. ^ (EN) David Bowie - The Next Day, norwegiancharts.com. URL consultato il 25 marzo 2013.
  51. ^ (EN) David Bowie - The Next Day, charts.org.nz. URL consultato il 25 marzo 2013.
  52. ^ (NL) David Bowie - The Next Day, ducthcharts.nl. URL consultato il 25 marzo 2013.
  53. ^ (EN) David Bowie scores first Number 1 album in 20 years, Official Charts. URL consultato il 25 marzo 2013.
  54. ^ (CS) David Bowie - The Next Day, CNS IFPI. URL consultato il 25 marzo 2013.
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  56. ^ (EN) Keith Caulfield, Bon Jovi Debuts at No. 1 on Billboard 200, David Bowie at No. 2, Billboard. URL consultato il 25 marzo 2013.
  57. ^ (EN) David Bowie - The Next Day, swedishcharts.com. URL consultato il 25 marzo 2013.
  58. ^ (EN) David Bowie - The Next Day, swisscharts.com. URL consultato il 25 marzo 2013.
  59. ^ (HU) Top 40 album-, DVD- és válogatáslemez-lista – 2013. 11. hét, Hivatalos magyar slágerlisták. URL consultato il 25 marzo 2013.

Collegamenti esterniModifica

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