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Umberto Calosso

giornalista, politico e docente italiano
Umberto Calosso
Umberto Calosso.jpg

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Italiano, Partito Socialista dei Lavoratori Italiani
Collegio Torino
Incarichi parlamentari
  • Componente della Commissione parlamentare per la vigilanza sulle radiodiffusioni
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I
Gruppo
parlamentare
Unità Socialista, Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, Partito Socialista (SIIS), Partito Socialista Democratico Italiano
Collegio Torino
Incarichi parlamentari
  • Componente della VI Commissione (Istruzione e belle arti)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista dei Lavoratori Italiani
Titolo di studio laurea in lettere
Professione giornalista

Umberto Calosso (Belveglio, 23 settembre 1895Roma, 10 agosto 1959) è stato un giornalista, politico e docente italiano.

BiografiaModifica

Nato a Belveglio da Giuseppina Damasio, la maestra elementare del paese, e da Giuseppe Calosso, ufficiale dell'Esercito, Umberto Calosso studiò al Convitto Nazionale di Torino e poi s'iscrisse all'Università. Volontario nella prima guerra mondiale, si laureò in lettere nel 1920. A Torino conobbe Gramsci, Togliatti e Tasca, s'iscrisse al Partito socialista e collaborò al settimanale L'Ordine Nuovo, fondato da Gramsci.

Insieme con Gennaro Gramsci, Alfonso Leonetti, Ottavio Pastore e Andrea Viglongo fu processato nel 1923 per detenzione abusiva di armi, ma furono tutti assolti. Pubblicato nel 1924 il saggio L'anarchia di Vittorio Alfieri, insegnò italiano a Messina e poi ad Alessandria quando, nel 1928, a causa del suo antifascismo, fu estromesso dall'insegnamento.

Nel 1931 decise di lasciare l'Italia e con la moglie Clelia Lajolo si stabilì in Francia e poi a Londra, dove ottenne la cattedra di letteratura italiana nel St. Edwards' College di Malta. Nel 1933 conobbe a Parigi Carlo Rosselli e si legò al gruppo di Giustizia e libertà, per il quale scrisse le sue considerazioni su Antonio Gramsci e l'Ordine Nuovo. Nel 1936 si trovava in Spagna quando avvenne la sollevazione di Francisco Franco: andò allora a Barcellona per unirsi alla resistenza repubblicana e il 28 agosto combatté con altri antifascisti italiani - Rosselli, Berneri, Angeloni - a Monte Pelato.

Con la vittoria del franchismo, nel 1939, tornò a Malta, dove pubblicò i Colloqui con Manzoni, mentre in Egitto organizzò insieme con Paolo Vittorelli la pubblicazione di opuscoli antifascisti. Stabilitosi a Londra durante la seconda guerra mondiale, con altri emigrati italiani - Angelo Crespi, Umberto Limentani, Ruggero Orlando, Decio Pettoello, i fratelli Paolo e Piero Treves - e il deputato laburista Ivor Thomas, fondò l'associazione «Free Italy» e collaborò alle trasmissioni per l'Italia di Radio Londra.

Caduto il fascismo, nell'ottobre del 1944 tornò in Italia. Collaboratore del quotidiano l'Avanti! e della rivista Socialismo, nel 1946 fu eletto deputato alla Costituente nelle liste del PSIUP, dal quale uscì nel 1947 con Saragat per aderire al PSLI. Direttore de L'Umanità, fondò con Corrado Bonfantini il giornale Mondo nuovo e nel 1948 fu eletto alla Camera dei deputati.

Docente di letteratura italiana nella facoltà di Magistero dell'Università di Roma, le sue lezioni furono frequentemente disturbate da gruppi di neofascisti che nel gennaio 1952 lo aggredirono due volte, e ricevette la solidarietà di Luigi Einaudi e di De Gasperi. Come membro della commissione parlamentare per la Pubblica Istruzione, si batté per una riforma della scuola secondaria che ne prevedesse la gratuità e l'obbligo. Nel 1953, ormai malato, rientrò nel PSI ma non si ripresentò candidato alle elezioni. Fu anche giornalista radiofonico, curando le trasmissioni della RAI Rosso di sera e Il convegno dei cinque.

ScrittiModifica

  • L'anarchia di Vittorio Alfieri, Bari, Laterza, 1924
  • Antonio Gramsci e l'Ordine Nuovo, Parigi, Quaderni di Giustizia e Libertà, 1933
  • Colloqui con Manzoni (1940), Bari, Laterza, 1948
  • La riforma della scuola si può fare, Parma, Guanda, 1953

BibliografiaModifica

  • Aldo Garosci, Gli intellettuali e la guerra di Spagna, Torino, Einaudi, 1959
  • AA. VV., Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza, Torino, La Pietra, 1968
  • AA. VV., Storia d'Italia, Novara, De Agostini, 1991

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN61556020 · ISNI (EN0000 0001 0906 9598 · SBN IT\ICCU\RAVV\059556 · LCCN (ENn2016043454 · GND (DE119349388 · BNF (FRcb120025965 (data) · BAV ADV12131622 · WorldCat Identities (ENn2016-043454