Umberto Mannocci

dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore italiano (1922-2004)
Umberto Mannocci
Umberto Mannocci.jpg
Nazionalità Italia Italia
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Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Termine carriera 1956 - giocatore
1985 - allenatore
Carriera
Giovanili
Pisa
Squadre di club1
1939-1943Pisa108 (16)
1944Massese8 (0)
1945-1949Livorno78 (2)
1949-1950Sampdoria27 (0)
1950-1951Cremonese36 (10)
1951-1952Reggiana25 (5)
1952-1954Messina51 (13)
1954-1955Siracusa24 (2)
1955-1956Cecina32 (5)
Carriera da allenatore
1956-1960Pisa
1960-1961Arezzo
1961-1964Messina
1964-1966Lazio
1967-1968Messina
1968-1969Mantova
1969-1970Potenza
1970-1971Pisa
1972-1974Frosinone
1974-1976Marsala
1976-1977Cosenza
1977-1978Frosinone[1]
1979Frosinone
19??-19??Pro Italia Galatina
1981Colleferro
1984-1985Frosinone
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Umberto Mannocci (Livorno, 24 aprile 192218 novembre 2004) è stato un dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

È scomparso nel 2004 all'età di 82 anni.[2]

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

Cresce nelle giovanili del Pisa, con cui disputa 4 campionati di Serie B dal 1939 al 1943. Dopo l'interruzione bellica si trasferisce al Livorno, dove dal 1945 al 1949 disputa quattro campionati di massima serie, compreso l'anomalo torneo 1945-1946, di cui gli ultimi 3 da titolare. Nella stagione 1949-1950 disputa il suo ultimo campionato di Serie A con la maglia della Sampdoria; prosegue la carriera fra Serie B, con Cremonese, Reggiana e Messina, e Serie C. Chiude la carriera nel 1956 con il Cecina in IV Serie.

In carriera ha totalizzato complessivamente 97 presenze e 2 reti nella Serie A a girone unico, e 220 presenze e 44 reti in Serie B.

AllenatoreModifica

Cessata l'attività agonistica, intraprende quella di allenatore tornando a Pisa per guidare per 4 stagioni i nerazzurri centrando due promozioni consecutive dalla Promozione Toscana alla Serie C e subendo nel 1958 sei mesi di sospensione a seguito di un derby con il Livorno finito in rissa.[3]

Dopo un anno ad Arezzo, sempre in Serie C, nel 1961 assume la guida del Messina, che condurrà nella stagione 1962-1963 alla prima storica promozione in Serie A e nella stagione successiva alla salvezza. Passa quindi alla Lazio, che guida per tre stagioni in Serie A, venendo esonerato all'ottava giornata del campionato 1966-1967, dopo essere stato in un primo momento confermato alla guida[4] e sostituito da Maino Neri[5], in una stagione chiusa peraltro con la retrocessione dei romani.

Torna quindi alla guida del Messina in Serie B nella stagione 1967-1968, che vede i siciliani retrocedere in Serie C, mentre nella stagione successiva è al Mantova sempre in Serie B, Dopo una stagione in Serie C al Potenza, torna a Pisa nella stagione 1970-71, senza riuscire ad evitare la retrocessione in Serie C, dove proseguirà da quel momento la propria carriera in società come Frosinone, Marsala e Cosenza per poi scendere in categorie minori con Pro Italia Galatina e Colleferro.

DirigenteModifica

Mannocci intraprese anche il ruolo di direttore sportivo del Frosinone, squadra che ha anche allenato in diversi periodi.

PalmarèsModifica

AllenatoreModifica

Competizioni nazionaliModifica

Messina: 1962-1963
Pisa: 1957-1958

Competizioni regionaliModifica

Pisa: 1956-1957

NoteModifica

  1. ^ Almanacco illustrato del calcio 1980, edizioni Panini, pag. 293
  2. ^ Lotito: «Contestazione ingenerosa» archiviostorico.corriere.it
  3. ^ Pisa Livorno, un derby da romanzo archiviostorico.gazzetta.it
  4. ^ l'Unità, 9 novembre 1966, pagina 10 Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive. archiviostorico.unita.it
  5. ^ La Stampa, 8 novembre 1966, pagina 10 archiviolastampa.it

BibliografiaModifica

  • La raccolta completa degli album Panini, varie edizioni (per la carriera di allenatore)
  • Piero Sessarego, Sampdoria ieri oggi domani, Nuove Edizioni Periodiche, 1991, pag. 434
  • Rino Tommasi, Anagrafe del calcio italiano, edizione 2005, pag. 25 e 205

Collegamenti esterniModifica