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Virtus Juventusque

Virtus Juventusque
Calcio Football pictogram.svg
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px vertical HEX-00529F White.svg Bianco, blu, poi
Bianco e Viola.svg Bianco, viola[1]
Dati societari
Città Livorno
Nazione Italia Italia
Confederazione FIFA
Federazione Flag of Italy (1861–1946).svg FIGC
Fondazione 1905
Scioglimento1915
Stadio Villa Fabbricotti, Livorno[2]
Poligono di Tiro Bastia, Livorno[3]
( posti)
Palmarès
Si invita a seguire il modello di voce

La Virtus Juventusque era una società calcistica di Livorno, fondata nel gennaio 1905 e fusasi nel 1915 con la SPES Livorno nell'Unione Sportiva Livorno.

Il presidente era Umberto Odett Santini, il vicepresidente Pietro Trabucco, il provveditore Giovanni Garibaldi, il cassiere Mario Del Chiappa, il segretario Aldo Moroni, mentre furono eletti consiglieri Guido Garibaldi, Luigi Schenone, Puccio Pucci ed Orlando Spagnoli[senza fonte]. Già in precedenza il calcio veniva praticato a Livorno dagli inglesi, ed uno di essi, Carmichael Montgomery, figlio del viceconsole britannico a Livorno, nel settembre 1904 creò una squadra di calcio che giocava in Piazza Magenta[2].

La nuova squadra disputò la sua prima partita ufficiale il 20 giugno del 1905 a Villa Fabbricotti, contro una rappresentativa della Marina inglese al comando di S.A.R., il principe di Battemberg. All'incontro assistettero 1500 spettatori, tutte le massime autorità cittadine. La sfida venne vinta dagli inglesi per 11-1[2].

L'inizio dell'attività ufficiale coincise con l'adozione delle nuove maglie a strisce verticali biancazzurre. Il campo di gioco era il poligono di tiro della Bastia[3].

Nel 1906 la Virtus Juventusque prese parte al campionato di Seconda Categoria (Serie B, al quale partecipavano anche le squadre riserve delle squadre di Serie A), ritirandosi però prima dell'inizio del girone finale. Nello stesso anno, la Virtus prese parte al campionato livornese di calcio, vincendolo battendo in finale il Frangar non flectar per 4-0, il 21 ottobre. Sempre nel 1906, la Virtus Juventusque giocò pure una serie di partite contro gli equipaggi delle navi inglesi che erano attraccate al porto di Livorno per motivi di lavoro, vincendole tutte senza subire reti (la prima per 6-0, la seconda per 3-0, la terza e la quarta per 1-0). L'anno successivo, la squadra livornese raggiunse le finali di Seconda Categoria, ma già dopo la prima sconfitta contro la Pro Vercelli, decise di ritirarsi.

Nel 1910 la formazione bianco-blu partecipò al girone livornese di Terza Categoria, perdendo l'accesso alla fase finale regionale contro i concittadini della SPES.

Nel 1912 la FIGC decise di ammettere al campionato di Prima Categoria (Serie A) anche le squadre del Centro-Sud: la Virtus Juventusque vi prese parte, vincendo il girone toscano, venendo però eliminata in semifinale dalla Lazio, per 3-1 all'andata e per 3-0 al ritorno.

Nella stagione successiva la squadra livornese non riuscì a ripetersi, chiudendo il girone regionale al terzo posto dietro ai "cugini" della Spes Livorno ed al Club Sportivo Firenze.

Il campionato 1914-15 fu l'ultimo disputato dalla Virtus: infatti, prima del termine, la Virtus e la Spes si fusero in una squadra, l'Unione Sportiva Livorno, che, subito dopo la fine della guerra, sfiorerà lo scudetto, perdendo la finalissima nazionale contro l'Inter per 3-2[2][3].

NoteModifica

  1. ^ Enrico Acerbi, Unione Sportiva Livorno - Short Historical Overview 1915-1960, RSSSF.com, 28 marzo 2004. URL consultato il 17 dicembre 2009.
  2. ^ a b c d Giovanni Armillotta, Novant’anni fa il calcio approdava a Livorno, L’Arno, Pisa, VII (1994), N. 7, p. 15, 9 luglio 1994. URL consultato il 17 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2011).
  3. ^ a b c 1904-1920: il calcio sbarca a Livorno, AS Livorno Calcio official website. URL consultato il 17 dicembre 2009.

BibliografiaModifica

  • Elisabetta De Paz, Franco Chiarello e Ugo Canessa, La storia del calcio a Livorno (1904-1984) – origini, sviluppo e decadenza, Livorno, "Il Quadrifoglio" S.a.S., gennaio 1993, seconda pubblicazione.

Voci correlateModifica