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Prima Categoria 1914-1915

edizione del torneo calcistico
Prima Categoria 1914-1915
Competizione Prima Categoria
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 18ª
Organizzatore Comitati Regionali e FIGC
Date dal 4 ottobre 1914
al 23 maggio 1915
Luogo Italia Italia
Partecipanti 52
Formula Eliminatorie regionali + semifinali e finali nazionali + finalissima
Risultati
Vincitore Genoa
(7º titolo)
Secondo [1]
Retrocessioni Annullate
Genoa Cricket and Football Club 1914-15.jpg
L'undici genoano che conquistò postumamente il suo settimo titolo italiano
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1913-1914 1919-1920 Right arrow.svg

La Prima Categoria 1914-1915 fu la 18ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio, disputatosi tra il 4 ottobre 1914 e il 23 maggio 1915.

Il campionato fu sospeso a causa dell'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale e mai più terminato; la vittoria del torneo fu assegnata al Genoa, al suo settimo titolo, per una decisione postbellica della FIGC che si presume essere stata assunta fra il 1919[2][3][4] e il 1929,[5][6][7][8][9] ancorché la delibera federale risulti irreperibile.[10][11]

Indice

StagioneModifica

NovitàModifica

 
Emilio Valvassori (a destra), ideatore assieme a Luigi Faroppa dell'omonimo progetto di riforma del campionato.

Sempre più condizionata dalle piccole società, la Federazione ripescò le retrocesse continuando a inflazionare il campionato. La concessione che venne accordata alle grandi squadre all'assemblea federale del 2 agosto 1914 fu un nuovo format con minor spazio alle eliminatorie locali e maggiore per gli scontri a livello nazionale. Questa riforma non risolse tuttavia il problema, anzi lo aggravò, perché la fase regionale divenne un incomodo, con tante gare squilibrate atte solo a procurare infortuni ai giocatori, taluni oramai ingaggiati dalle grandi società con l'esborso di migliaia di lire. La soluzione della vertenza venne rinviata al 1915-1916, allorquando la Prima Categoria dell'Alta Italia sarebbe stata suddivisa in due tornei, una Categoria A e una Categoria B ciascuna di 18 squadre, sostanzialmente riportando il massimo campionato a una versione revisionata del progetto Valvassori-Faroppa, e istituendo una seconda categoria nazionale.[12][13]

All'assemblea presero parte anche i delegati delle società romane, che protestarono per la negligenza della Federazione nei confronti del calcio centro-meridionale, ma senza risultati. Nel regolamento dei campionati 1914-15 gli articoli dal 5 al 13 (relativi ai campionati di Prima Categoria, Riserve, Promozione e Terza Categoria) riguardano implicitamente solo i gironi settentrionali, relegando agli articoli successivi (dal 14 al 16) il regolamento dei tornei di ogni categoria disputati nell'Italia Centrale, Meridionale e Insulare, a conferma di come la Federazione mettesse in secondo piano il movimento calcistico del Centro-Sud rispetto a quello del Nord; il Comitato Regionale Lazio, inoltre, chiese invano che i due campionati potessero concludersi a breve distanza l'uno dall'altro, onde evitare che la finalista peninsulare arrivasse a disputare la finalissima nazionale dopo uno stop di alcuni mesi e un inevitabile scadimento di forma, com'era accaduto nel biennio precedente. Ciononostante, il regolamento non subì modifiche circa la disputa della finalissima per il titolo di Campione d'Italia tra il club campione settentrionale e quello centro-meridionale.

La riunione, tenutasi la stessa domenica della dichiarazione di guerra della Germania alla Russia, si svolse tuttavia all'ombra delle ben più rilevanti notizie di politica internazionale, e già il completamento di quella stagione venne messo esplicitamente in dubbio.[14] La mobilitazione preventiva dell'esercito, decisa da Vittorio Emanuele III, mise in seria difficoltà i numerosi club già penalizzati dalla partenza della classe 1894 per la leva obbligatoria, avvenuta tra il settembre e l'ottobre del 1914.[15] Il Savoia di Milano rinunciò già dalla prima gara,[16] e l'Itala Firenze addirittura prima della redazione dei calendari, mentre un mese di gioco bastò per stroncare l'esistenza del Piemonte.[17] La situazione divenne ancor più grave nella primavera 1915, quando furono precettati i nati nel primo semestre della classe 1895, e ciò ben prima della mobilitazione generale stabilita dal Ministero della Guerra.[15]

FormulaModifica

Il torneo settentrionale era strutturato in sei gironi locali (gestiti dai Comitati Regionali) composti da sei squadre ciascuno: alla fase nazionale accedevano le prime due classificate oltre alle quattro migliori terze. Tutti i club del Nord piazzatisi oltre il terzo posto sarebbero dovuti retrocedere.[12][18] La fase nazionale si articolava su gironi di semifinale di quattro squadre ciascuno, le cui vincitrici accedevano al girone finale per l'assegnazione del titolo settentrionale: il campione del Nord si contendeva il titolo nazionale in una finalissima contro la squadra vincitrice del torneo centro-meridionale.

Il torneo peninsulare, secondo le previsioni originarie, era stato diviso in tre Sezioni su base geografica: Centrale (Marche, Toscana, Umbria, Lazio e Abruzzi), Meridionale (Campania, Calabria, Basilicata e Puglie) e Insulare (Sicilia e Sardegna). A loro volta, le Sezioni erano state organizzate in gironi regionali, le cui squadre prime classificate avrebbero avuto accesso ai gironi interregionali atti a determinare le vincitrici di zona. La primatista insulare avrebbe dovuto sfidare in gara doppia la primatista meridionale e la vincente di tale incontro, sempre in gara doppia, avrebbe dovuto disputare contro la primatista centrale la finale per il titolo di "Campione dell'Italia centro-meridionale". Alla competizione, tuttavia, parteciparono solo club di Toscana, Lazio e Campania, e la FIGC cambiò in corsa le regole ammettendo al girone finale dell'Italia Centrale le prime due classificate dei campionati di Lazio e Toscana.[19][20][21]

AvvenimentiModifica

Il campionatoModifica

 
Il portiere Pasquale Lissoni (nella foto) e il terzino Alessandro Bollani furono coinvolti in due scandali tesseramenti legati al loro servizio militare.

La nuova formula aveva reso le eliminatorie regionali del Nord Italia un fastidioso incomodo dall'esito scontato. Tutte le principali società non ebbero difficoltà a superarle, mentre l'unico fatto di rilievo avvenne fuori dal campo, con la punizione a tavolino del Brescia per il tesseramento irregolare di Alessandro Bollani; tuttavia, la retrocessione in Categoria B delle rondinelle che la sanzione avrebbe teoricamente comportato non si verificò a causa dei successivi eventi extrasportivi.[22] Il gioco si fece interessante solo dopo le vacanze natalizie, quando iniziarono i quattro gironi di semifinale. I due gruppi più interessanti furono l'A e il C, in cui il Genoa riuscì a eliminare i campioni casalesi in carica che non furono in grado di ripetere l'impresa dell'anno precedente, e il Torino a sua volta ebbe la meglio su una ormai vecchia Pro Vercelli. Decisamente più agevoli furono, invece, i percorsi delle due grandi milanesi nei rispettivi raggruppamenti.

Nel frattempo le eliminatorie toscane e laziali, che qualificarono al Girone Finale Centro il Pisa, il Lucca, il Roman e la Lazio, furono caratterizzate da una modifica regolamentare in itinere nonché dal cosiddetto "caso Lissoni". A inizio stagione, il portiere del Roman Pasquale Lissoni aveva effettuato, all'insaputa di tutti, un doppio tesseramento col Roman e col Genoa: nel gennaio 1915 il portiere si trasferì al Genoa, ma nel mese precedente fu schierato dal Roman irregolarmente in due partite vittoriose contro la Fortitudo e l'Audace, le quali presentarono ricorso.[23][24] Come da regolamento, il Roman rischiava di subire due sconfitte a tavolino oppure di ripetere i match incriminati, con eventuale perdita dell'accesso alle finali interregionali, originariamente previsto solo per le capoliste dei gironi regionali.[20][21] Il Roman, però, non fu colpito da alcuna penalizzazione in seguito al presunto intervento del presidente giallorosso Luigi Millo, il quale era anche a capo del Comitato Regionale Laziale; contestualmente, la Federazione decise il 4 febbraio[25] di ammettere al Girone Finale Centro anche le seconde classificate delle eliminatorie regionali (sebbene «in conformità delle disposizioni prese nell'assemblea generale delle società», l'inclusione era già stata stabilita dalla Commissione Tecnica il 7 novembre 1914).[26] L'allargamento dei quadri, auspicato dai club romani fin dal luglio 1914 ma contestato dal Pisa primatista toscano, venne preso a gare in corso per ragioni ignote: le ipotesi più probabili sono la necessità di non penalizzare il Roman senza far torti alle altre squadre laziali che ambivano alla fase interregionale, oppure l'esigenza di allungare il torneo centro-meridionale, facendo sì che avesse termine a breve distanza temporale da quello settentrionale e che il campione del Centrosud potesse disputare la finalissima in condizioni fisiche ottimali.[23][27][28]

Le semifinali del Nord Italia furono assai perturbate dalle abbondanti nevicate invernali slittando di diverse settimane, un particolare, questo, normalmente marginale, ma in questo caso, come vedremo, determinante. L'inizio delle finali slittò dopo Pasqua, e l'andamento del torneo fu alquanto equilibrato. Clamorosa fu la rotta in cui il Genoa incappò a Torino incassando sei gol, eppure i grifoni si dimostrarono la squadra più regolare e si apprestavano ad accogliere i granata a Marassi il 23 maggio, giorno di Pentecoste, per la gara decisiva: un pareggio e sarebbe stato accesso alla finalissima nazionale. Questa gara, però, non si sarebbe mai più disputata a causa dell'insorgenza bellica.

Nel Girone Finale Centro la Lazio, piazzatasi al secondo posto nelle eliminatorie regionali, si prese la sua rivincita contro il Roman battendolo sia all'andata che al ritorno, laureandosi campione dell'Italia centrale e ottenendo l'accesso alla finale per il titolo di campione dell'Italia centro-meridionale.[29][30] Intanto le finali meridionali fra le campane Internazionale Napoli e Naples (uniche iscritte per le sezioni meridionali e insulari), inizialmente previste nel mese di marzo, erano state rinviate al mese successivo per problemi logistici dell'Internazionale: le partite del 18 e del 25 aprile che videro l'Internazionale passare il turno, però, furono annullate e fatte ripetere dalla FIGC per irregolarità nel tesseramento dei giocatori "interisti" Pellizzoni e Steiger.[31][32] I nuovi match si svolsero il 16 e il 23 maggio, con una vittoria a testa per le sfidanti. Non è appurato, tuttavia, se la seconda gara sia stata omologata o meno: in caso positivo si sarebbe dovuto tenere uno spareggio per determinare la finalista avversaria della Lazio.[33][34][35][36] In ogni caso, la sospensione bellica si abbatté sul campionato e il titolo meridionale rimase inassegnato.

La sospensione bellicaModifica

Il 23 maggio avrebbe dovuto svolgersi l'ultima giornata del Girone Finale Nord, con in programma i decisivi match Genoa-Torino e Milan-Inter. Eventi politici di ben più alta levatura investirono tuttavia la settimana precedente le gare. Il Parlamento italiano aveva votato giovedì 20 i pieni poteri al governo, al fine dell'ingresso nella prima guerra mondiale. Sabato 22 venne dichiarata la mobilitazione generale, e domenica 23 la FIGC decise l'immediata sospensione del campionato senza curarsi di consultare con un referendum le società interessate. Nella stessa domenica l'Italia dichiarò guerra all'Impero austro-ungarico.[37]

Il 24 maggio 1915 La Gazzetta dello Sport annunciò:[38]

«Il Comitato Direttivo della F.I.G.C., riunitosi d'urgenza, ha stanotte deliberato di sospendere i due matches pel campionato di I Categoria che dovevano svolgersi oggi a Milano e a Genova. L'annuncio è stato dato agli interessati con questo sibillino telegramma: "In seguito mobilitazione per criteri opportunità sospendesi ogni gara".»

Lo stesso giorno, Il Messaggero riportò testualmente quanto segue:

«Il comitato direttivo della Federazione Italiana Giuoco Calcio, riunitosi d'urgenza, ha deliberato di sospendere ogni match di campionato dandone avviso ai clubs interessati, e ciò in seguito alla mobilitazione.»

In precedenza la FIGC, per evitare la possibilità preventivata che il campionato venisse sospeso per la guerra, aveva proposto al Genoa, primatista del Girone Finale Nord, di giocare la penultima giornata il 13 maggio, come turno infrasettimanale, in modo da anticipare l'ultima giornata al 16 maggio, ma il club rossoblù aveva rifiutato, presumibilmente per impedimenti organizzativi. Ciò nonostante, il provvedimento federale di interruzione del torneo fu criticato con un comunicato ufficiale dallo stesso club genoano.[39]

Lo svolgimento della maggior parte degli incontri fu quindi rinviato: il 23 maggio vennero disputate regolarmente soltanto alcune partite di campionati minori fra società con sedi territorialmente vicine, fra cui l'incontro decisivo di Terza Categoria fra Olona e Stelvio conclusosi 3-0. Secondo alcune fonti, nella stessa giornata si sarebbe svolta anche la sfida di ritorno del campionato meridionale Naples-Internazionale Napoli, terminata 4-1.[40] L'omologazione di tale gara non è tuttavia dimostrata, in quanto non risultante dai documenti dell'epoca disponibili e in contrasto con la delibera FIGC che sanciva la sospensione di "ogni match di campionato".[10][33][34][37] Nell'Alta Italia, anche il derby di Milano fu posticipato, poiché il suo risultato era vincolato a quello dell'annullata Genoa-Torino,[40][41] sebbene, di fronte alle proteste subite, la Federazione diede come motivazione ufficiosa del rinvio l'impossibilità logistica da parte del Torino di raggiungere la città di Genova in quella giornata.[23][40] Il quotidiano genovese Il Lavoro avallò, invece, la decisione del presidente FIGC Carlo Montù, sostenendo che il match di Genova non si sarebbe comunque potuto svolgere a causa di un forte temporale.[40]

L'interruzione definitivaModifica

 
Carlo Montù, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio dal 1914 al 1915 e dal 1919 al 1920.

Quando avvenne l'interruzione del campionato il suo esito era ancora incerto. Sebbene bastasse un solo punto al Genoa per accedere alla finalissima nazionale, in caso di vittoria del Torino sui genoani e di mancato successo dell'Inter nella stracittadina milanese si sarebbe dovuto disputare uno spareggio tra la compagine piemontese e quella ligure per stabilire il club campione settentrionale. Nel caso in cui, invece, l'Inter fosse riuscita a battere il Milan all'ultima giornata con contemporanea vittoria del Torino, i nerazzurri avrebbero raggiunto i granata e i rossoblù in vetta, rendendo necessario addirittura un triangolare di spareggi. Restava, inoltre, ancora da disputare la succitata finale nazionale con il club campione centro-meridionale, anche se il divario tecnico fra i sodalizi delle due parti della penisola, emerso nelle due sfide delle stagioni precedenti, rendeva più probabile la vittoria del club campione del Nord.[40][42][43]

I giornali dell'Alta Italia dell'epoca si chiesero se il titolo sarebbe stato assegnato al Genoa, in vetta alla classifica settentrionale al momento della sospensione, e vi fu chi auspicò una decisione in tal senso.[44][45][46] Andrebbe notato, peraltro, che il Bollettino Ufficiale della FIGC, negli articoli concernenti i pronostici sul possibile vincitore del campionato, prendeva in considerazione le sole Milan, Torino, Inter e Genoa, definite «le quattro squadre finaliste del Campionato Italiano»: su sette pronostici espressi da altrettanti critici, quattro vedevano i granata favoriti e tre i rossoblù, e in particolare Nereo Squarzini riteneva il club piemontese quello più accreditato alla vittoria finale «per le speciali doti di resistenza» mostrate nel corso della stagione.[47]

Nonostante tali considerazioni, per regolamento il titolo di "Campione d'Italia" poteva essere assegnato esclusivamente nell'ambito della finalissima tra la formazione campione settentrionale e quella centro-meridionale. Inoltre, i dirigenti della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), essendo convinti che il conflitto si sarebbe concluso vittoriosamente nel giro di poche settimane, stabilirono che la manifestazione sarebbe stata ultimata alla cessazione delle ostilità. Viceversa, la prima guerra mondiale terminò sul fronte italiano soltanto il 4 novembre 1918: il Consiglio Federale, nuovamente presieduto da Carlo Montù, tornò a riunirsi l'anno dopo dopo per organizzare il campionato 1919-1920, col titolo rimasto vacante da quattro anni e non avendo più senso far giocare le gare restanti del torneo.

La disputa sull'assegnazione del titoloModifica

La vittoria postuma del GenoaModifica

 
Medaglione dedicato alla rosa genoana campione d'Italia 1914-1915

Secondo la storiografia tradizionale, la Federazione avrebbe pertanto deciso nel maggio 1919 di attribuire la vittoria del campionato italiano al Genoa, in quanto primo in classifica nel Girone Finale Nord al momento della sospensione bellica e più prossimo alla vittoria del torneo,[2][3][48] ignorando totalmente i pari diritti delle squadre centro-meridionali poiché ritenute a priori meno competitive.[10][49] Di tale decisione, tuttavia, allo stato non vi è alcuna traccia documentale ufficiale, perché nel 2016 la Federazione non riuscì a rinvenire nei propri archivi la relativa delibera.

In ogni caso, secondo la ricostruzione della "Fondazione Genoa 1893" (ente deputato allo studio della storia rossoblù), su cui si basò anche il giornalista Carlo Felice Chiesa, l'assegnazione del campionato si protrasse per le lunghe causa i reclami di Inter e Torino. La vicenda si sarebbe chiusa solo nel 1921: nel settembre di quell'anno la rivista sociale genoana avrebbe annunciato che il club era stato dichiarato vincitore del campionato 1914-1915, mentre la cerimonia di premiazione avrebbe avuto luogo l'11 dicembre 1921, durante la fase di risoluzione dello scisma in corso tra la FIGC e la Confederazione Calcistica Italiana (CCI), quest'ultima della quale faceva parte lo stesso sodalizio ligure.[5][50]

La tesi della Fondazione Genoa, tuttavia, non è materia condivisa; la ricostruzione dell'avvocato Gian Luca Mignogna e del "Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento" (ente deputato allo studio della storia della Lazio) posticiperebbe l'assegnazione del titolo al 1929. Il primo documento ufficiale ad attestare i rossoblù quali vincitori del suddetto campionato fu, infatti, l'albo d'oro della FIGC pubblicato nel secondo volume dell'Annuario Italiano Giuoco del Calcio, edito dalla Federazione nel 1930, in cui però non vengono menzionate né la relativa delibera, né la data, né tantomeno le motivazioni sulla base delle quali il titolo fu «aggiudicato al Genoa Club»;[7] al contrario, nel primo volume del summenzionato annuario, edito nel 1928, il campionato 1914-1915 risultava ancora «sospeso». In un articolo del quotidiano La Stampa, datato 1923, si afferma che il club ligure ricevette le medaglie del campionato 1914-1915 dalla FIGC, ma senza spiegare a che titolo vennero consegnate.[4] Sempre sulla Stampa, in una retrospettiva del 1927 sui primi trent'anni di storia del calcio italiano, Vittorio Pozzo, allenatore torinista dal 1912 al 1922, affermò che, stante l'interruzione del campionato per via della mobilitazione militare, il titolo era stato aggiudicato al Genoa, la società meglio classificata al momento della sospensione;[9] nella propria autobiografia, egli aggiunse che il titolo fu attribuito ai rossoblù dal Consiglio Federale:[51] in entrambi i casi, tuttavia, Pozzo non fornì ulteriori specificazioni.

Furono venticinque i tesserati del Genoa, fra calciatori e membri della società, che non appresero mai della vittoria, poiché scomparsi durante la guerra.[52] I presunti conflitti di interessi intercorrenti fra Carlo Montù (alla guida della Federazione nel 1919), Luigi Bozino (presidente prima federale e poi confederale negli anni 1921-1922), e i dirigenti genoani Edoardo Pasteur (vicepresidente FIGC e CCI sotto Montù e Bozino) e George Davidson (capo della Federazione Ciclistica Italiana) gettarono, comunque, un'ombra sull'intera vicenda.[6][53] Una delle maggiori censure successivamente mosse nei confronti della Federazione e della stampa dell'epoca, a cominciare dalle note critiche del giornalista Gianni Brera, fu inoltre quella di aver assunto posizioni e compiuto atti di palese discriminazione territoriale ai danni dei club centro-meridionali.[49]

La petizione della LazioModifica

 
La Lazio 1914-1915, vincitrice del girone finale dell'Italia centrale prima della sospensione bellica.

Il 24 maggio 2015, in occasione del centenario dall'entrata dell'Italia nella Grande Guerra, sulle colonne del settimanale Nuovo Corriere Laziale, l'avvocato Gian Luca Mignogna ha lanciato l'idea dell'assegnazione ex aequo del titolo a Genoa e Lazio, in quanto la squadra romana fu l'unica a qualificarsi alla finale centro-meridionale prima della sospensione del torneo, risultando consequenzialmente la compagine del Centrosud più vicina al raggiungimento della finalissima nazionale.[54] Nel dicembre dello stesso anno Mignogna, avvalendosi di una petizione online sottoscritta dalla tifoseria laziale, della collaborazione del "Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento" e di un dossier emerotecario a supporto della propria tesi,[55][56] ha avanzato una richiesta ufficiale alla FIGC di attribuzione del titolo ai biancazzurri, a pari merito coi rossoblù:[57] oltre che su ragioni giuridiche e sportive, l'istanza è stata fondata sull'argomentazione etico-morale di rendere onore all'importante contributo, in termini di vite umane e opere sociali, prestato dal club capitolino nel corso della prima guerra mondiale, a cui seguì la nomina del sodalizio capitolino a ente morale con Regio Decreto del 2 giugno 1921.[55][58]

Il 20 luglio 2016 la Commissione di Saggi nominata dal presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, per analizzare il caso, dopo aver esaminato la documentazione a riguardo e constatato che negli archivi federali e in quelli pubblici non vi è traccia della delibera di attribuzione dello scudetto al Genoa, ha espresso parere favorevole all'assegnazione congiunta del campionato a genoani e laziali.[10]

L'iniziativa è stata avversata dalla Fondazione Genoa, la quale nel giugno 2017 ha risposto al dossier in favore della Lazio sia sul piano giuridico, trasmettendo alla FIGC la propria documentazione onde contrastare le argomentazioni propugnate da Mignogna e l'assegnazione del titolo a pari merito, sia su quello sportivo, sottolineando come «il risultato della finale nazionale era, all'epoca, considerato pressoché scontato»[59] data la netta superiorità che per tutto il periodo delle finalissime venne palesata dai club settentrionali rispetto ai meno quotati centro-meridionali.[60] La querelle è proseguita nel corso degli anni seguenti: Mignogna ha continuato a depositare presso la Federazione fascicoli integrativi a supporto della propria tesi,[61] nonché ulteriore documentazione volta a dimostrare come la Lazio sarebbe da considerare la vincitrice del Campionato dell'Italia centro-meridionale,[62] con conseguente qualificazione alla finalissima,[63][64][65] e che l'attribuzione dello scudetto al Genoa nel 1921 sarebbe da ritenere un «falso storico» confermato dagli Annuari Ufficiali editi dalla FIGC,[11] mentre la Fondazione ha pubblicato nuovi comunicati ufficiali di obiezione alle affermazioni dell'avvocato romano.[66][67]

Dopo che l'iter ha subito una battuta d'arresto durante il commissariamento della Federazione, avvenuto dal febbraio all'ottobre del 2018, in occasione del Consiglio Federale del 30 gennaio 2019 il neopresidente Gabriele Gravina ha proposto la creazione di una commissione ad hoc per analizzare, con approccio storico-scientifico, sia la richiesta del titolo 1915 della Lazio, sia le petizioni di Genoa, Bologna e Torino relative ai campionati 1924-1925 e 1926-1927. L'organo collegiale è stato istituito il successivo 30 maggio, incaricando il vicepresidente della "Fondazione Museo del Calcio", Matteo Marani, di coordinare i docenti universitari che lo compongono.[68]

Torneo maggioreModifica

Squadre partecipantiModifica

Sezione piemontese-ligureModifica

Gestita dal Comitato Regionale Piemontese-Ligure - sede: Torino presso Ristorante Fiorina, Via Pietro Micca. Il C.R.P.L. gestì le qualificazioni dei soli gironi A e B. Le squadre piemontesi inserite nel girone C furono gestite dal Comitato Regionale Lombardo.[69]

Club Rosa Città Stadio Stagione 1913-1914
Acqui dettagli Acqui Terme (AL) Campo vicino al Poligono (50x100) ?° nella Promozione piemontese
Alessandria dettagli Alessandria (AL) Piazza d'Armi Vecchia (60x100) 5ª nel girone ligure-piemontese di 1ª Categoria
Andrea Doria dettagli Genova (GE) La Cajenna (Marassi) (50x100) 6ª nel girone ligure-piemontese di 1ª Categoria
Casale dettagli Casale Monf. (AL) c.Reg.Valentino v.Priocco (60x105) Campione d'Italia
Genoa dettagli Genova (GE) Campo di Via del Piano (Marassi) (64x104) 2° nelle finali di 1ª Categoria
Juventus dettagli Torino (TO) c.Vinzaglio ang.Sebastopoli (60x100) 4ª nelle finali di 1ª Categoria
AC Ligure dettagli Bolzaneto (GE) c. dell'AC Ligure[70] 10ª nel gir. ligure-p. di 1ª Cat. come "Liguria", ripesc.
Piemonte dettagli Torino (TO) c. Amoretti 7° nel girone ligure-piemontese di 1ª Categoria
Pro Vercelli dettagli Vercelli (NO) c. p.le Conte di Torino (60x100) 3ª nel girone ligure-piemontese di 1ª Categoria
Savona dettagli Savona (GE) c. Via Frugoni (55x100) 8° nel girone ligure-piemontese di 1ª Categoria
Torino dettagli Torino (TO) c.Stupinigi ang.Sebastopoli (65x110) 4° nel girone ligure-piemontese di 1ª Categoria
Valenzana dettagli Valenza (AL) c. ? (55x100) ?° nella Promozione piemontese
Veloces Biella dettagli Biella (NO) c. della Marucca, Reg. Vernato (50x98) 1ª nella Promozione piemontese, promossa
Vigor dettagli Torino (TO) v.le di Stupinigi (60x105) 9ª nel girone ligure-piemontese di 1ª Categoria

Sezione lombardo-emilianaModifica

Gestita dal Comitato Regionale Lombardo - sede: Milano presso "Ristorante Orologio" - Piazza del Duomo. Il C.R.L. gestì le qualificazioni dei gironi C, D e E. Su delega della Presidenza Federale ai suoi gironi furono aggregate le piemontesi Casale e Pro Vercelli, e tutte le emiliane.[69]

Club Rosa Città Stadio Stagione 1913-1914
Audax Modena dettagli Modena (MO) Campo di viale Tassoni 1° nella Promozione emiliana, promosso
Bologna dettagli Bologna (BO) Stadio Sterlino (55x100) 5° nel girone veneto-emiliano di 1ª Categoria
Brescia dettagli Brescia (BS) Campo Fiera 6° nel girone veneto-emiliano di 1ª Categoria
Chiasso dettagli Chiasso (TI) Campo di Mornello a Maslianico (CO) Abbandona la Serie C
Como dettagli Como (CO) Campo di via dei Mille (55x100) 9° nel girone lombardo di 1ª Categoria
Cremonese dettagli Cremona (CR) Campo di via San Rocco 1ª nella Promozione lombarda, promossa
Inter dettagli Milano (MI) Campo di via Goldoni 3ª nelle finali di 1ª Categoria
Juventus Italia dettagli Milano (MI) Campo di via Ravizza 8ª nel girone lombardo di 1ª Categoria
Milan dettagli Milano (MI) Velodromo Sempione 3° nel girone lombardo di 1ª Categoria
AC Milanese dettagli Milano (MI) Campo via Monterosa 63 10ª nel girone lombardo di 1ª Categoria, ripescata
US Milanese dettagli Milano (MI) Campo di via Stelvio 4ª nel girone lombardo di 1ª Categoria
Modena dettagli Modena (MO) Campo dell'ex Velodromo 3° nel girone veneto-emiliano di 1ª Categoria
Nazionale Lombardia dettagli Milano (MI) Campo della Baggina (95x60)[71] 6° nel girone lombardo di 1ª Categoria
Novara dettagli Novara (NO) Campo di viale Alighieri (52x102) 5° nel girone lombardo di 1ª Categoria
Racing Libertas dettagli Milano (MI) Campo di via Bersaglio[72] 7° nel girone lombardo di 1ª Categoria
Savoia Milano dettagli Milano (MI) Campo del Portello[73] ?° nella Promozione lombarda

Sezione venetaModifica

Gestita dal Comitato Regionale Veneto-Emiliano - sede: Venezia, presso Hotel Cavalletto - San Marco.

Club Rosa Città Stadio Stagione 1913-1914
Hellas dettagli Verona (VR) Campo vicolo Stimate 6 (48x96) 6° nelle finali di 1ª Categoria
Padova dettagli Padova (PD) Campo Belzoni 1° nella Promozione veneta, promosso
Petrarca dettagli Padova (PD) Campo p. Vittorio Emanuele II (55x95) 7° nel girone veneto-emiliano di 1ª Categoria
Udine dettagli Udine (UD) Campo v.le Venezia (60x100) 9ª nel girone veneto-emiliano di 1ª Categoria
Venezia dettagli Venezia (VE) Campo Sant'Elena (50x100) 4° nel girone veneto-emiliano di 1ª Categoria
Vicenza dettagli Vicenza (VI) Campo Borgo Casale (60x100) 5° nelle finali di 1ª Categoria

Gironi di qualificazioneModifica

Girone AModifica

Classifica finaleModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Genoa 18 10 9 0 1 61 5
  2. Alessandria 14 10 6 2 2 36 7
  3. Andrea Doria 13 10 6 1 3 20 18
4. Savona 10 10 4 2 4 17 23
5. Acqui 3 10 1 1 8 5 62
6. AC Ligure 2 10 0 2 8 8 32
VerdettiModifica
  • Genoa, Alessandria e Andrea Doria qualificate alle semifinali nazionali.
  • AC Ligure, Savona e Acqui riammesse al termine della guerra.
RisultatiModifica
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
4 ott. 0-16 Acqui-Genoa 0-12 8 nov.
5-0 Alessandria-Liguria 3-0
1-2 A.Doria-Savona 1-0


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
11 ott. 0-9 Acqui-Alessandria 0-6 15 nov.
4-1 A.Doria-Liguria 3-1
7-0 Genoa-Savona 6-0


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
18 ott. 3-0 Genoa-A.Doria 8-0 22 nov.
2-2 Liguria-Acqui 1-3
1-1 Savona-Alessandria 0-5
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (9ª)
25 ott. 4-0 A.Doria-Acqui 3-0 29 nov.
3-0 Alessandria-Genoa 1-2
3-0 Savona-Liguria 2-2


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (10ª)
1 nov. 0-5 Acqui-Savona 0-4 6 dic.
2-1 A.Doria-Alessandria 2-2
1-4 Liguria-Genoa 0-3
TabelloneModifica
ACQ ALE AND GEN LIG SAV
Acqui –––– 0-9 0-3 0-16 3-1 0-5
Alessandria 6-0 –––– 2-2 3-0 5-0 5-0
Andrea Doria 4-0 2-1 –––– 0-8 4-1 1-0
Genoa 12-0 2-1 3-0 –––– 3-0 7-0
Liguria 2-2 0-3 1-3 1-4 –––– 2-2
Savona 4-0 1-1 2-1 0-6 3-0 ––––
StatisticheModifica
Classifica in divenireModifica
10ª
Acqui 0 0 1 1 1 1 1 3 3 3
Alessandria 2 4 5 7 7 9 11 13 13 14
Andrea Doria 0 2 2 4 6 8 10 10 12 13
Genoa 2 4 6 6 8 10 12 14 16 18
Liguria 0 0 1 1 1 1 1 1 2 2
Savona 2 2 3 5 7 7 7 7 8 10

Girone BModifica

Classifica finaleModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Torino 19 10 9 1 0 37 8
  2. Juventus 15 10 7 1 2 46 14
  3. Vigor 14 10 7 0 3 27 20
4. Valenzana 6 10 2 2 6 10 30
  5. Piemonte 5 10 2 1 7 12 33
6. Veloces Biella 1 10 0 1 9 8 35
VerdettiModifica
  • Torino, Juventus e Vigor qualificate alle semifinali nazionali.
  • Piemonte disciolto a campionato in corso.
  • Valenzana e Veloces Biella riammesse al termine della guerra.
RisultatiModifica
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
4 ott. 2-6 Piemonte-Vigor 0-1 8 nov.
4-1 Torino-Veloces 2-1
0-9 Valenzana-Juventus 0-6


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
11 ott. 0-3 Valenzana-Torino 0-4 15 nov.
2-3 Veloces-Piemonte 0-2
3-2 Vigor-Juventus 0-3


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
18 ott. 8-1 Juventus-Piemonte 6-2 22 nov.
1-1 Veloces-Valenzana 1-4
1-5 Vigor-Torino 2-5


Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (9ª)
25 ott. 2-2 Piemonte-Valenzana[74] 0-2 29 nov.
1-1 Torino-Juventus 7-2
7-1 Vigor-Veloces 3-1


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (10ª)
1 nov. 4-0 Torino-Piemonte[74] 2-0 6 dic.
0-2 Valenzana-Vigor 1-2
0-4 Veloces-Juventus 0-5
TabelloneModifica
JUV PIE TOR VAL VEL VIG
Juventus –––– 8-1 2-7 6-0 5-0 3-0
Piemonte 2-6 –––– 0-2 2-2 2-0 2-6
Torino 1-1 4-0 –––– 4-0 4-1 5-2
Valenzana 0-9 2-0 0-3 –––– 4-1 0-2
Veloces Biella 0-4 2-3 1-2 1-1 –––– 1-3
Vigor 3-2 1-0 1-5 2-1 7-1 ––––
StatisticheModifica
Classifica in divenireModifica
10ª
Juventus 2 2 4 5 7 9 11 13 13 15
Piemonte 0 2 2 3 3 3 5 5 5 5
Torino 2 4 6 7 9 11 13 15 17 19
Valenzana 0 0 1 2 2 2 2 4 6 6
Veloces Biella 0 0 1 1 1 1 1 1 1 1
Vigor 2 4 4 6 8 10 10 10 12 14

Girone CModifica

Classifica finaleModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Pro Vercelli 17 10 8 1 1 24 6
  2. Casale 16 10 7 2 1 18 3
  3. Novara 12 10 6 0 4 16 8
4. Nazionale Lombardia 11 10 5 1 4 14 22
5. Racing Libertas 4 10 2 0 8 8 21
  6. Savoia Milano 0 10 0 0 10 0 20
VerdettiModifica
  • Pro Vercelli, Casale e Novara qualificate alle semifinali nazionali.
  • Savoia discioltasi a inizio stagione.[75]
  • Nazionale Lombardia e Racing Libertas riammesse al termine della guerra.
RisultatiModifica
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
4 ott. 1-1 Nazionale L.-Casale 0-6 8 nov.
2-1 Pro Vercelli-Racing Lib. 2-0
2-0 [74] Novara-Savoia[74] 2-0


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
11 ott. 1-3 Nazionale L.-Pro Vercelli 0-9 15 nov.
2-3 Racing Libertas-Novara 0-5
2-0 [74] Casale-Savoia[74] 2-0


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
18 ott. 0-2 Racing Libertas-Nazionale L. 1-4 22 nov.
1-0 Casale-Novara 0-1
2-0 [74] Pro Vercelli-Savoia[74] 2-0
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (9ª)
25 ott. 1-1 Pro Vercelli-Casale[76] 0-2 29 nov.
0-1 Novara-Nazionale Lombardia 2-1
2-0 [74] Racing Libertas-Savoia[74] 2-0


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (10ª)
1 nov. 1-2 Novara-Pro Vercelli 0-1 6 dic.
0-2 Racing Libertas-Casale 0-1
2-0 [74] Nazionale Lombardia-Savoia[74] 2-0
TabelloneModifica
CAS NLO NOV PRO RLI SMI
Casale –––– 6-0 1-0 2-0 1-0 2-0
Naz. Lombardia 1-1 –––– 1-2 1-3 4-1 2-0
Novara 1-0 0-1 –––– 1-2 5-0 2-0
Pro Vercelli 1-1 9-0 1-0 –––– 2-1 2-0
Racing Libertas 0-2 0-2 2-3 0-2 –––– 2-0
Savoia Milano 0-2 0-2 0-2 0-2 0-2 ––––
StatisticheModifica
Classifica in divenireModifica
10ª
Casale 1 3 5 6 8 10 12 12 14 16
Naz.Lombardia 1 1 3 5 7 7 7 9 9 11
Novara 2 4 4 4 4 6 8 10 12 12
Pro Vercelli 2 4 6 7 9 11 13 15 15 17
Racing Libertas 0 0 0 2 2 2 2 2 4 4
Savoia Milano 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

Girone DModifica

Classifica finaleModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Milan 19 10 9 1 0 52 3
  2. Juventus Italia 13 10 4 5 1 27 16
3. Bologna 9 10 2 5 3 15 24
4. AC Milanese 8 10 3 2 5 26 19
5. Chiasso 7 10 2 3 5 24 37
6. Audax Modena 4 10 2 0 8 14 59
VerdettiModifica
  • Milan e Juventus Italia qualificate alle semifinali nazionali.
  • AMC Milanese, Chiasso e Audax Modena riammesse al termine della guerra.
RisultatiModifica
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
4 ott. 0-0 Bologna-Juventus Italia 1-1 8 nov.
13-0 Milan-Audax[74] 2-0
3-1 Chiasso-A.M.C. 1-10


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
11 ott. 4-1 Audax-Bologna 2-4 15 nov.
5-0 Milan-A.M.C. 3-0
2-1 Juventus Italia-Chiasso 4-4


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
18 ott. 1-2 A.M.C.-Bologna 1-1 22 nov.
1-7 Chiasso-Milan 0-5
2-4 Audax-Juventus Italia 1-13
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (9ª)
25 ott. 9-1 Milan-Bologna 1-0 29 nov.
9-1 Chiasso-Audax 0-2
0-0 A.M.C.-Juventus Italia 0-2


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (10ª)
1 nov. 2-2 Bologna-Chiasso 3-3 6 dic.
0-6 Juventus Italia-Milan 1-1
2-4 Audax-A.M.C. 0-9
TabelloneModifica
AMC AUD BOL CHI JUI MIL
AMC Milanese –––– 9-0 1-2 10-1 0-0 0-3
Audax Modena 2-4 –––– 4-1 2-0 2-4 0-2
Bologna 1-1 4-2 –––– 2-2 0-0 0-1
Chiasso 3-1 9-1 3-3 –––– 4-4 1-7
Juventus Italia 2-0 13-1 1-1 2-1 –––– 0-6
Milan 5-0 13-0 9-1 5-0 1-1 ––––
StatisticheModifica
Classifica in divenireModifica
10ª
AMC Milanese 0 0 0 1 3 5 5 6 6 8
Audax Modena 0 2 2 2 2 2 2 2 4 4
Bologna 1 1 3 3 4 5 7 8 8 9
Chiasso 2 2 2 4 5 5 6 6 6 7
Juventus Italia 1 3 5 6 6 7 8 10 12 13
Milan 2 4 6 8 10 12 14 16 18 19

Girone EModifica

Classifica finaleModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Inter 18 10 9 0 1 60 8
  2. Como 12 10 5 2 3 22 20
3. US Milanese 10 10 3 4 3 21 32
4. Cremonese 8 10 4 0 6 15 25
[77] 4. Brescia 8 10 3 2 5 10 18
6. Modena 4 10 1 2 7 13 38
VerdettiModifica
  • Inter e Como qualificate alle semifinali nazionali.
  • Cremonese, Brescia e Modena riammesse al termine della guerra.
RisultatiModifica
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
4 ott. 2-1 US Milanese-Cremonese 4-5 8 nov.
3-2 Como-Inter 0-6
3-1 Brescia-Modena 1-1


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
11 ott. 8-0 Inter-Modena 7-1 15 nov.
2-1 Cremonese-Brescia 0-2
2-2 Como-US Milanese 3-3


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
18 ott. 8-0 Inter-Brescia 2-0 22 nov.
3-3 Modena-US Milanese 1-2
1-2 Cremonese-Como 0-1
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (9ª)
25 ott. 2-4 US Milanese-Inter[78] 1-12 25 dic.
2-0 Brescia-Como 0-2 29 nov.
0-1 Modena-Cremonese 2-4


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (10ª)
1 nov. 1-1 Brescia-US Milanese[79] 0-2 6 dic.
1-5 Cremonese-Inter 0-6
13 dic. 7-0 Como-Modena 2-4
TabelloneModifica
BRE COM CRE INT MOD USM
Brescia –––– 2-0 2-0 0-2 3-1 1-1
Como 2-0 –––– 1-0 3-2 7-0 2-2
Cremonese 2-1 1-2 –––– 1-5 4-2 5-4
Inter 8-0 6-0 6-0 –––– 8-0 12-1
Modena 1-1 4-2 0-1 1-7 –––– 3-3
US Milanese 2-2 3-3 2-1 2-4 2-1 ––––
StatisticheModifica
Classifica in divenireModifica
10ª
Brescia 2 2 2 4 5 6 8 8 8 8
Como 2 3 5 5 7 7 8 10 12 12
Cremonese 0 2 2 4 4 6 6 6 8 8
Inter 0 2 4 6 8 10 12 14 16 18
Modena 0 0 1 1 1 2 2 2 2 4
US Milanese 2 3 4 4 5 5 6 8 8 10

Girone FModifica

Classifica finaleModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Vicenza 16 10 8 0 2 43 13
  2. Hellas 15 10 7 1 2 28 15
  3. Venezia 12 10 4 4 2 23 18
4. Padova 7 10 3 1 6 23 37
5. Udine 6 10 2 2 6 15 24
6. Petrarca 4 10 2 0 8 11 36
VerdettiModifica
  • Vicenza, Hellas e Venezia qualificate alle semifinali nazionali.
  • Padova, Udine e Petrarca riammesse al termine della guerra.
RisultatiModifica
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
4 ott. 1-3 Padova-Vicenza 2-10 8 nov.
5-0 Venezia-Petrarca[74] 2-0
2-0 Hellas-Udine 0-3


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
11 ott. 2-5 Padova-Hellas 2-7 15 nov.
2-2 Udine-Venezia 3-3
6-0 Vicenza-Petrarca 7-2


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
18 ott. 1-5 Petrarca-Hellas 3-4 22 nov.
2-4 Udine-Padova 1-4
6-1 Vicenza-Venezia 1-3
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (9ª)
25 ott. 2-1 Petrarca-Udine 0-2 29 nov.
1-1 Venezia-Padova 5-3
3-2 Vicenza-Hellas 0-1


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (10ª)
1 nov. 2-0 Padova-Petrarca 2-3 6 dic.
0-2 Udine-Vicenza 1-5
0-1 Venezia-Hellas 1-1
TabelloneModifica
HEL PAD PET UDI VEN VIC
Hellas –––– 7-2 4-3 2-0 1-1 1-0
Padova 2-5 –––– 2-0 4-1 3-5 1-3
Petrarca 1-5 3-2 –––– 2-1 0-2 2-7
Udine 3-0 2-4 2-0 –––– 2-2 0-2
Venezia 0-1 1-1 5-0 3-3 –––– 3-1
Vicenza 3-2 10-2 6-0 5-1 6-1 ––––
StatisticheModifica
Classifica in divenireModifica
10ª
Hellas 2 4 6 6 8 8 10 12 14 15
Padova 0 0 2 3 5 5 5 7 7 7
Petrarca 0 0 0 2 2 2 2 2 2 4
Udine 0 1 1 1 1 3 4 4 6 6
Venezia 2 3 3 4 4 6 7 9 11 12
Vicenza 2 4 6 8 10 12 14 14 14 16

Semifinali nazionaliModifica

Squadre partecipantiModifica

Squadre liguri
1. Andrea Doria 14ª partecipazione al campionato nazionale
2. Genoa 17ª partecipazione al campionato nazionale
Squadre piemontesi
3. Alessandria 2ª partecipazione al campionato nazionale
4. Casale 4ª partecipazione al campionato nazionale
5. Juventus 16ª partecipazione al campionato nazionale
6. Novara 3ª partecipazione al campionato nazionale
7. Pro Vercelli 8ª partecipazione al campionato nazionale
8. Torino 8ª partecipazione al campionato nazionale
9. Vigor 1ª partecipazione al campionato nazionale
Squadre lombarde
10. Como 1ª partecipazione al campionato nazionale
11. Inter 7ª partecipazione al campionato nazionale
12. Juventus Italia 1ª partecipazione al campionato nazionale
13. Milan 15ª partecipazione al campionato nazionale
Squadre venete
14. Hellas 3ª partecipazione al campionato nazionale
15. Venezia 3ª partecipazione al campionato nazionale
16. Vicenza 4ª partecipazione al campionato nazionale

Girone AModifica

Classifica finaleModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Genoa 10 6 5 0 1 25 5
2. Casale 8 6 4 0 2 9 9
3. Juventus 6 6 3 0 3 13 15
4. Venezia 0 6 0 0 6 4 22
VerdettiModifica
  • Genoa qualificato al girone finale.
RisultatiModifica
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (4ª)
10 gen. 4-0 Genoa-Juventus 5-2 21 mar.
2-1 Casale-Venezia 1-0 21 feb.


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (5ª)
17 gen. 4-2 Juventus-Casale[74] 0-2 28 feb.
0-3 Venezia-Genoa 1-9
Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (6ª)
7 feb. 3-0 Genoa-Casale 1-2 7 mar.
2-0 [74] Juventus-Venezia 5-2
TabelloneModifica
CAS GEN JUV VEN
Casale –––– 2-1 2-0 2-1
Genoa 3-0 –––– 4-0 9-1
Juventus 4-2 2-5 –––– 2-0
Venezia 0-1 0-3 2-5 ––––
StatisticheModifica
Classifica in divenireModifica
Casale 2 2 2 4 6 8
Genoa 2 4 6 8 10 10
Juventus 0 2 4 4 4 6
Venezia 0 0 0 0 0 0

Girone BModifica

Classifica finaleModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Milan 9 6 4 1 1 9 6
2. Alessandria 7 6 3 1 2 7 5
3. Vigor 4 6 2 0 4 9 10
3. Novara 4 6 2 0 4 9 13
VerdettiModifica
  • Milan qualificato al girone finale.
RisultatiModifica
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (4ª)
10 gen. 2-0 Alessandria-Vigor 1-0 21 mar.
1-2 Novara-Milan 1-2


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (5ª)
17 gen. 2-1 Milan-Alessandria 0-0 28 mar.
3-2 Novara-Vigor 1-4
Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (6ª)
7 feb. 2-0 [74] Alessandria-Novara 1-3 14 mar.
2-0 Milan-Vigor 1-3 7 mar.
TabelloneModifica
ALE MIL NOV VIG
Alessandria –––– 0-0 2-0 2-0
Milan 2-1 –––– 2-1 2-0
Novara 3-1 1-2 –––– 3-2
Vigor 0-1 3-1 4-1 ––––
StatisticheModifica
Classifica in divenireModifica
Alessandria 2 2 4 6 7 7
Milan 2 4 6 8 9 9
Novara 0 2 2 2 2 4
Vigor 0 0 0 0 2 4

Girone CModifica

Classifica finaleModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Torino 12 6 6 0 0 18 3
2. Pro Vercelli 8 6 4 0 2 12 6
3. Hellas 2 6 1 0 5 10 16
3. Como 2 6 1 0 5 4 19
VerdettiModifica
  • Torino qualificato al girone finale.
RisultatiModifica
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (4ª)
14 mar. 5-0 Pro Vercelli-Como 1-0 28 mar.
10 gen. 3-1 Torino-Hellas 4-1


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (5ª)
21 mar. 1-5 Como-Torino[74] 0-2 21 mar.
17 gen. 2-3 Hellas-Pro Vercelli 0-3
Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (6ª)
24 gen. 3-0 Como-Hellas 0-6 7 mar.
3-0 Torino-Pro Vercelli 1-0
TabelloneModifica
COM HEL PRO TOR
Como –––– 3-0 0-1 1-5
Hellas 6-0 –––– 2-3 1-4
Pro Vercelli 5-0 3-0 –––– 0-1
Torino 2-0 3-1 3-0 ––––
StatisticheModifica
Classifica in divenireModifica
Como 0 0 2 2 2 2
Hellas 0 0 0 0 0 2
Pro Vercelli 2 4 4 6 8 8
Torino 2 4 6 8 10 12

Girone DModifica

Classifica finaleModifica
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Inter 9 6 4 1 1 27 2
2. Andrea Doria 7 6 3 1 2 11 10
3. Vicenza 5 6 2 1 3 8 23
4. Juventus Italia 3 6 1 1 4 6 17
VerdettiModifica
  • Inter qualificata al girone finale.
RisultatiModifica
Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (4ª)
10 gen. 16-0 Inter-Vicenza 0-0 21 feb.
1-1 Juventus Italia-Andrea Doria 2-4 28 mar.


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (5ª)
17 gen. 1-0 Andrea Doria-Inter 0-3 28 feb.
14 mar. 4-0 Vicenza-Juventus Italia[74] 0-2
Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (6ª)
21 mar. 1-4 [80]Juventus Italia-Inter 0-4 7 mar.
24 gen. 4-3 Vicenza-Andrea Doria 0-2
TabelloneModifica
AND INT JUI VIC
Andrea Doria –––– 1-0 4-2 2-0
Inter 3-0 –––– 4-0 16-0
Juventus Italia 1-1 1-4 –––– 2-0
Vicenza 4-3 0-0 4-0 ––––
StatisticheModifica
Classifica in divenireModifica
 
Andrea Doria 1 3 3 5 5 7
Inter 2 2 4 5 7 9
Juventus Italia 1 3 3 3 3 3
Vicenza 0 0 2 3 5 5

Girone finale NordModifica

Classifica finaleModifica

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Genoa 7 5 3 1 1 13 11
2. Torino 5 5 1 3 1 11 7
2. Inter 5 5 2 1 2 11 12
4. Milan 3 5 0 3 2 4 9
VerdettiModifica
  • Girone finale Nord non completato per la sopraggiunta sospensione bellica.

RisultatiModifica

Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (4ª)
18 apr. 1-1 Milan-Genoa 0-3 9 mag.
2-2 Torino-Inter 1-2


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (5ª)
25 apr. 5-3 Genoa-Inter 3-1 16 mag.
1-1 Milan-Torino 1-1
Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (6ª)
2 mag. 3-1 Inter-Milan[81] n.d. 23 mag.
6-1 Torino-Genoa[81] n.d.
TabelloneModifica
GEN INT MIL TOR
Genoa –––– 5-3 3-0 -[81]
Inter 1-3 –––– 3-1 2-1
Milan 1-1 -[81] –––– 1-1
Torino 6-1 2-2 1-1 ––––

StatisticheModifica

Classifica in divenireModifica
Genoa 1 3 3 5 7 -
Inter 1 1 3 5 5 -
Milan 1 2 2 2 3 -
Torino 1 2 4 4 5 -

Torneo centro-meridionaleModifica

Squadre partecipantiModifica

Sezione toscanaModifica

Club Rosa Città Stadio stagione 1913-14
Firenze FBC dettagli Firenze - 2° nel girone toscano di 1ª Categoria
Itala Firenze dettagli Firenze Ritirata dopo l'iscrizione 5ª nel girone toscano di 1ª Categoria
Libertas dettagli Firenze - 4ª nel girone toscano di 1ª Categoria
Lucca dettagli Lucca Campo di Sant'Anna 7° nel girone toscano di 1ª Categoria
Pisa dettagli Pisa Campo dell'Abetone 6° nel girone toscano di 1ª Categoria
Prato dettagli Prato - 8° nel girone toscano di 1ª Categoria
SPES Livorno dettagli Livorno - 3ª nelle finali del Centro-sud
Virtus Juventusque dettagli Livorno - 3ª nel girone toscano di 1ª Categoria

Sezione lazialeModifica

Club Rosa Città Stadio stagione 1913-14
Audace Roma dettagli Roma Stadio Nazionale 5ª nel girone laziale di 1ª Categoria
Fortitudo dettagli Roma - 4ª nel girone laziale di 1ª Categoria
Juventus Roma dettagli Roma Campo della Farnesina 3ª nel girone laziale di 1ª Categoria
Lazio dettagli Roma Stadio della Rondinella 1ª nelle finali del Centro-sud
Pro Roma dettagli Roma Campo della piramide 6ª nel girone laziale di 1ª Categoria
Roman dettagli Roma Campo due Pini 2° nel girone laziale di 1ª Categoria

Sezione campanaModifica

Club Rosa Città Stadio stagione 1913-14
Internazionale Napoli dettagli Napoli - 2° nelle finali del Centro-sud
Naples dettagli Napoli - 2° nel girone campano di 1ª Categoria

Sezione toscanaModifica

Classifica finaleModifica

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Pisa 20 12 9 2 1 40 11
  2. Lucca 16 12 7 2 3 23 11
3. Libertas 15 12 6 3 3 28 21
4. Firenze FBC 14 12 6 2 4 15 14
5. SPES Livorno 9 12 3 3 6 13 18
  6. Virtus Juventusque 6 12 2 2 8 15 27
7. Prato 2 12 1 0 11 4 36
  --- Itala Firenze - - - - - - -
VerdettiModifica
  • Pisa e Lucca qualificate alle semifinali dell'Italia centrale.
  • Virtus Juventusque fusasi il 14 febbraio con la SPES Livorno fondando l'US Livorno.
  • Itala Firenze ritiratasi prima dell'inizio del campionato e rinunciataria alla categoria.[82]

Nota

  • La qualificazione al turno successivo era inizialmente prevista per la sola capolista del girone. Con una delibera a eliminatorie in corso, la seconda classificata venne ammessa alle semifinali per allargamento dei quadri.[20][21][23][27]

RisultatiModifica

Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (8ª)
1 nov. 8-1 Libertas-Prato[74] 2-0 20 dic.
3-0 Pisa-SPES 1-1
1-1 Virtus Juventusque-Firenze 1-4


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (9ª)
8 nov. 2-0 Firenze-SPES[74] 2-0 3 gen.
4-2 Libertas-Lucca 1-2
5-0 Pisa-Prato[74] 2-0


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (10ª)
15 nov. 0-1 Lucca-Firenze 0-2 7 mar.
2-1 Pisa-Virtus Juventusque 6-4 10 gen.
2-2 Spes-Libertas 1-3


Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (11ª)
22 nov. 0-0 Virtus Juventusque-Lucca 0-3 17 gen.
1-6 Libertas-Pisa 1-5
2-1 Prato-Firenze[74] 0-2
Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (12ª)
29 nov. 0-3 Firenze-Pisa 0-5 24 gen.
1-2 Prato-Virtus Juventusque[74] 0-2
1-1 SPES-Lucca[74] 0-2


Andata (6ª) Sesta giornata Ritorno (13ª)
6 dic. 2-0 Libertas-Firenze 0-0 14 mar.
6-0 Lucca-Prato[74] 2-0 31 gen.
4-2 SPES-Virtus Juventusque n.d.


Andata (7ª) Settima giornata Ritorno (14ª)
13 dic. 2-1 Lucca-Pisa 1-1 7 feb.
2-2 Virtus Juventusque-Libertas[74] 0-2
0-2 [83] Prato-SPES[74] 0-2
TabelloneModifica
CSF LIB LUC PIS PRA SPE VIR
CS Firenze –––– 0-0 2-0 0-3 2-0 2-0 4-1
Libertas Firenze 2-0 –––– 4-2 1-6 8-1 3-1 2-0
Lucca 0-1 2-1 –––– 2-1 6-0 2-0 3-0
Pisa 5-0 5-1 1-1 –––– 5-0 3-0 2-1
Prato 2-1 0-2 0-2 0-2 –––– 0-2 1-2
SPES Livorno 0-2 2-2 1-1 1-1 2-0 –––– 4-2
Virtus Juventusque 1-1 2-2 0-2 4-6 2-0 nd[84] ––––

Sezione lazialeModifica

Classifica finaleModifica

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Roman 18 10 9 0 1 42 13
  2. Lazio 15 10 7 1 2 39 14
3. Audace Roma 11 10 5 1 4 25 18
4. Fortitudo 6 10 3 0 7 12 35
5. Juventus Roma 5 10 2 1 7 14 31
6. Pro Roma 5 10 2 1 7 17 38
VerdettiModifica
  • Roman e Lazio qualificate alle semifinali dell'Italia centrale.

Nota

  • La qualificazione al turno successivo era inizialmente prevista per la sola capolista del girone. Con una delibera a eliminatorie in corso, la seconda classificata venne ammessa alle semifinali per allargamento dei quadri.[20][21][23][27]

RisultatiModifica

Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (6ª)
1 nov. 2-4 Fortitudo-Juventus 3-2 6 dic.
3-2 Lazio-Audace 0-3 28 feb.
6-2 Roman-Pro Roma 7-3 6 dic.


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (7ª)
8 nov. 1-4 Juventus-Audace 0-5 13 dic.
1-8 Pro Roma-Lazio 2-5
4-0 Roman-Fortitudo 5-0


Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (8ª)
17 gen. 1-5 Audace-Roman 1-3 20 dic.
15 nov. 3-2 Fortitudo-Pro Roma 0-2
5-0 Lazio-Juventus 1-1
Andata (4ª) Quarta giornata Ritorno (9ª)
21 feb. 2-4 Audace-Fortitudo 3-1 7 mar.
17 gen. 1-4 Juventus-Pro Roma 4-1 3 gen.
22 nov. 2-5 Lazio-Roman 4-0


Andata (5ª) Quinta giornata Ritorno (10ª)
29 nov. 0-4 Fortitudo-Lazio 0-7 21 mar.
1-1 Pro Roma-Audace 0-3 14 mar.
3-0 Roman-Juventus 4-1 10 gen.
TabelloneModifica
AUD FOR JUR LAZ PRO ROM
Audace Roma –––– 2-4 5-0 3-0 3-0 1-5
Fortitudo 1-3 –––– 1-4 0-4 3-2 0-4
Juventus Roma 1-4 2-3 –––– 1-1 1-4 1-4
Lazio 3-2 7-0 5-0 –––– 5-2 2-5
Pro Roma 1-1 2-0 1-4 1-8 –––– 3-7
Roman 3-1 5-0 3-0 0-4 6-1 ––––

Semifinali dell'Italia centraleModifica

Classifica finaleModifica

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
  1. Lazio 10 6 5 0 1 15 9
2. Pisa 8 6 4 0 2 15 13
3. Roman 6 6 3 0 3 14 9
4. Lucca 0 6 0 0 6 3 16
VerdettiModifica
  • Lazio Campione dell'Italia centrale e qualificata alla finale del Centro-sud.

RisultatiModifica

Andata (1ª) Prima giornata Ritorno (4ª)
11 apr. 4-0 Pisa-Lazio 2-4 2 mag.
3-0 Roman-Lucca[74] 2-0


Andata (2ª) Seconda giornata Ritorno (5ª)
18 apr. 2-1 Lazio-Roman 5-1 9 mag.
2-3 Lucca-Pisa 0-4
Andata (3ª) Terza giornata Ritorno (6ª)
25 apr.
915
1-2 Lucca-Lazio[74] 0-2 16 mag.
7-0 Roman-Pisa[74] 0-2

Nota

  • Alcuni almanacchi affermano erroneamente che il girone fu sospeso a una giornata dalla fine.[85]

Semifinali dell'Italia meridionaleModifica

Risultati Luogo e data
Internazionale Napoli 3-0 Naples Napoli, 16 maggio 1915
Naples 4-1 Internazionale Napoli Napoli, 23 maggio 1915

Nota

  • Le partite del 18 e del 25 aprile (Internazionale-Naples 4-1 e Naples-Internazionale 1-1) furono annullate e fatte ripetere dalla FIGC il 16 e il 23 maggio per irregolarità nel tesseramento dei giocatori Pellizzoni e Steiger dell'Internazionale.[31] Secondo alcune fonti, l'esito non risolutivo dei match di maggio avrebbe reso obbligatorio uno spareggio per determinare la finalista del torneo centro-meridionale, incontro mai avvenuto in seguito alla sospensione del campionato.[35][36] L'omologazione della partita del 23 maggio, tuttavia, risulta essere dubbia, a causa della suddetta sospensione.[10][33][34]

Finali dell'Italia centromeridionaleModifica

Non disputate per la sospensione bellica, che impedì il completamento delle finali meridionali fra Internazionale Napoli e Naples e la stessa disputa della finale tra il campione meridionale e la Lazio.

Nota

  • In un articolo del 18 giugno 1920 pubblicato sul quotidiano L'Italia Sportiva (nominato Organo Ufficiale per i comunicati della Federazione nell'ottobre 1920) la Lazio viene definita vincitrice del Campionato dell'Italia centro-meridionale, ma non sono reperibili delibere che dimostrino che la Lazio sarebbe stata riconosciuta dalla FIGC campione del Centro-sud a tavolino.[65]

VerdettiModifica

  Genoa campione d'Italia 1914-15
Per decisione postbellica della FIGC[7][9][4]

Squadra campioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Genoa Cricket and Football Club 1914-1915.

NoteModifica

  1. ^ Classifica finale sospesa con titolo deliberato d'ufficio.
  2. ^ a b Il Genoa Cricket vincitore del campionato 1915, in La Stampa, 9 maggio 1919, p. 5. URL consultato il 23 giugno 2015.
  3. ^ a b Giorgio Dell'Arti, Martedì 23 settembre 1919, su cinquantamila.corriere.it. URL consultato il 7 maggio 2015.
  4. ^ a b c La Stampa, 2 luglio 1923, p. 2: "nel 1914-15 la Federazione attribuì le medaglie del campionato ai genoani, dopo che le finali erano state interrotte dallo scoppio della guerra".
  5. ^ a b Stefano Massa, Campionato 1914/15, il settimo sigillo, Stefano Massa: "Quel torneo così lontano, così vicino", su pianetagenoa1893.net, 8 giugno 2015. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  6. ^ a b Maurizio Martucci, Scudetto 1915 alla Lazio? Gli scandali e i privilegi di quel Genoa campione (a tavolino), su ilfattoquotidiano.it, 30 agosto 2016. URL consultato il 6 settembre 2016.
  7. ^ a b c Annuario Italiano Giuoco del Calcio - Pubblicazione ufficiale della F.I.G.C. - Vol. II (1929), p. 91, riporta testualmente «1915 - aggiudicato al Genoa F.C. - Genova». L'Annuario di Baccani del 1919-20, pubblicato nell'autunno 1919, scrisse che il campionato 1914-15 era rimasto senza vincitore, quindi l'aggiudicazione al Genoa dovette avvenire dopo la pubblicazione dell'Annuario Italiano del Football 1919-20.
  8. ^ Giuseppe Stolfi, La Pro Vercelli campione d'Italia, in La Stampa, 25 luglio 1921, p. 4.
    «Il match [...] consacra la Pro Vercelli Campione d'Italia per la sesta volta, dopo una interruzione di tre annate calcistiche, che hanno visto il massimo titolo conquistato, nell'ordine, dal Casale, dal Genoa e dall'Internazionale».
  9. ^ a b c Vittorio Pozzo, Trent'anni di foot-ball italiano, in La Stampa, 25 settembre 1927, p. 5.
    «Il campionato della stagione 1914-15 venne interrotto dalla mobilitazione proprio quando esso giungeva al suo termine, ed il titolo venne aggiudicato alla società meglio classificata al momento della sospensione, il Genoa Club».
  10. ^ a b c d e Francesco Saverio Intorcia, Lazio, scudetto 1915, ecco la relazione, su roma.repubblica.it, 21 luglio 2016. URL consultato il 22 febbraio 2019.
  11. ^ a b Scudetto 1915 – Clamoroso, l'Avv. Mignogna: "L'assegnazione al Genoa del 1921 è un falso storico", su laziostory.it, 27 giugno 2019. URL consultato il 3 luglio 2019.
  12. ^ a b La Stampa, lunedì 3 agosto 1914.
  13. ^ Il quotidiano La Stampa diede ai due tornei la denominazione erronea di Divisione A e di Divisione B, cfr. La Stampa, lunedì 3 agosto 1914; mentre gli articoli 9 e 10 del Regolamento Campionati 1914-15, cfr. Il calcio - Bollettino ufficiale della FIGC, anno I, n. 1, 15 ottobre 1914, pp. 14-17, chiamano le due costituende categorie Categoria A e Categoria B.
  14. ^ La Stampa, lunedì 31 agosto 1914.
  15. ^ a b Domenico Quirico, Naja. Storia del servizio di leva in Italia. Milano, Mondadori, 2008. ISBN 978-88-04-57598-6.
  16. ^ I giocatori già tesserati furono dichiarati dalla FIGC liberi di tesserarsi per altre società e furono assorbiti dagli altri club milanesi. Alcuni andarono a fondare lo Sport Iris Milan (libro del XX anno di fondazione del club 1914-1934 conservato in Biblioteca Nazionale Braidense).
  17. ^ La stampa, lunedì 5 ottobre 1914.
  18. ^ Regolamento Campionati 1914-15 (consultabile in Il calcio - Bollettino ufficiale della FIGC, anno I, n. 1, 15 ottobre 1914, pp. 14-17), articolo 10: «Un altro gruppo di diciotto squadre formato dalle rimanenti tre di ogni batteria del 1914-15 (escluse le tre ultime sostituite dalle tre vincenti di Promozione) costituiranno la Categoria B». Non è completamente chiara la questione delle retrocessioni da quanto scritto nel Regolamento 1914-15. Posto che certamente le quarte e le quinte classificate di ogni girone sarebbero state sicuramente declassate in Categoria B (insieme a tre delle sei ultime classificate), non è chiaro il criterio con cui la FIGC intendesse scegliere le tre retrocesse in Promozione, dato che i gironi erano sei e le retrocessioni in Promozione erano soltanto tre. In assenza di evidenze concrete, non è possibile conoscere quali fossero le tre retrocesse in Promozione, posto che tutte le retrocessioni furono annullate al termine della prima guerra mondiale. Per tale motivo, nei verdetti non si indicherà in quale campionato le squadre siano risultate retrocesse, in quanto per le sei ultime classificate non è chiaro quali siano state le tre declassate in Categoria B e quali siano state le tre retrocesse in Promozione.
  19. ^ Non fu certo per la mancata partecipazione di Marche, Umbria e Abruzzi che la FIGC allargò il girone finale dell'Italia Centrale alle seconde classificate di Lazio e Toscana, in quanto lo stesso regolamento era stato già applicato per le stagioni 1912-13 e 1913-14 nonostante la partecipazione dei soli campioni laziali e toscani. Probabilmente le motivazioni vanno ricercate nella necessità di allungare il campionato in modo tale da garantire la quasi simultaneità tra le fasi interregionali Nord, Centro e Sud permettendo così alla squadra campione centro-meridionale di disputare la finalissima in condizioni fisiche ottimali.
  20. ^ a b c d Baccani, p. 157.
  21. ^ a b c d Regolamento Campionati 1914-15 (consultabile in Il calcio - Bollettino ufficiale della FIGC, anno I, n. 1, 15 ottobre 1914, pp. 14-17).
  22. ^ Importanti deliberazioni della Federazione, in La Stampa, 15 febbraio 1915, p. 4.
  23. ^ a b c d e Marco Impiglia, Calcio di guerra (1914-1918) (PDF), su academia.edu. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  24. ^ Tabellini 1914/15, su akaiaoi.com. URL consultato il 1º giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2011).
  25. ^ Il calcio - Bollettino ufficiale della FIGC, anno II, n. 5, 15 marzo 1915, pp. 8-9.
  26. ^ Il Calcio - Bollettino Ufficiale della FIGC n. 5 (15 novembre 1914), p. 4 (sulla modifica del primo capoverso dell'articolo 15).
  27. ^ a b c Il primo match per il Campionato dell'Italia Centrale ("Il Ponte di Pisa", n. 15, 11 aprile 1915), su internetculturale.it. URL consultato il 26 febbraio 2019.
  28. ^ Per la richiesta delle squadre romane di ammettere alle finali dell'Italia centrale due squadre per regione, cfr. Il Messaggero del 31 luglio 1914 e Impiglia. Per la necessità di organizzare il campionato in modo da permettere al campione centro-meridionale di disputare la finalissima in condizioni fisiche ottimali, cfr. in particolare (tratto da Impiglia): «3) Nella passata stagione il campionato regionale laziale, come quello toscano, iniziò a novembre e terminò a febbraio. Risultato: nella finale a luglio la Lazio era l’ombra di se stessa. Occorre procrastinare l’avvio in maniera da far svolgere le semifinali di Lazio e Toscana in simultanea con quelle del nord».
  29. ^ Gian Luca Mignogna, Scudetto 1915, il 16 Maggio 1915 la Lazio fu Campione dell'Italia Centrale, su laziostory.it, 16 maggio 2018.
  30. ^ "GIRONE [TOSCANO-]LAZIALE: La P. F. [Presidenza Federale] ratifica il Calendario delle gare semifinali e finali di campionato stabilito dalla C. T. [Commissione Tecnica], confermandosi, però, a retta interpretazione del Regolamento di campionato che per il titolo di squadra campione dovranno incontrarsi la vincente dell’Italia Centrale e [quella] dell'Italia Meridionale" (tratto da Il calcio - Bollettino ufficiale della FIGC, 15 aprile 1915, p. 2).
  31. ^ a b CAMPIONATO PARTENOPEO - Annullamento Gara (consultabile in Il calcio - Bollettino ufficiale della FIGC, anno II, n. 8, 30 aprile 1915, p. 2) [...] delibera di annullare semplicemente la partita del 18 aprile [...] mandando alla C.T. di fissare nuova data.
  32. ^ La Gazzetta dello Sport del 30 aprile 1915.
  33. ^ a b c Panini.
  34. ^ a b c Baccani, p. 120.
  35. ^ a b Cfr. i relativi articoli pubblicati su La Gazzetta dello Sport e Il Mattino del 17 maggio 1915, su La Gazzetta dello Sport del 21 maggio 1915, nonché su Il Mattino e il Corriere di Napoli del 24-25 maggio 1915 (riportati anche su pianetagenoa1893.net).
  36. ^ a b RSSSF
  37. ^ a b Cfr. i relativi articoli pubblicati su i quotidiani di Roma Il Messaggero del 24 maggio 1915 e La Tribuna del 25 maggio 1915.
  38. ^ La Gazzetta dello Sport del 24 maggio 1915, cfr. anche Impiglia ("I dirigenti della Federcalcio si riunirono d’urgenza a Torino e, in nottata, deliberarono di non far giocare l’ultimo turno del campionato settentrionale").
  39. ^ La Gazzetta Dello Sport. Genova, 28 [Maggio 1915]: Questa sera si è riunito il Consiglio direttivo del Genoa, che ha preso la seguente deliberazione in merito alla sospensione del Campionato: «Il Consiglio direttivo del Genoa Cricket and Foot Ball Club [...] Visto l'improvviso deliberato della Commissione Tecnica della Federazione Italiana del Giuoco del Calcio col quale nello stesso giorno [domenica 23 maggio 1915] della finalissima veniva soppressa la gara, facendo così cadere le aspirazioni legittime del Genoa Club e di quei giuocatori che dopo ben otto mesi di sacrificio attendevano con serena fiducia l'ambito onore del Campionato Italiano, pel quale si erano già portati alla testa delle squadre concorrenti [...] pur considerando che necessità alcuna, dopo la mobilitazione già da tempo iniziata, non imponeva tale draconiano provvedimento [...] unanime delibera, di fronte alla imponenza e nobiltà dell’attuale momento patriottico per spirito di fratellanza e concordia colle Società consorelle, di soprassedere per ora a quelle fondate proteste cui in tempo di vita sportiva normale avrebbe dovuto ricorrere.»
  40. ^ a b c d e Stefano Massa, Considerazioni di Stefano Massa sul Campionato 1914/1915, su pianetagenoa1893.net. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  41. ^ Cfr. la dichiarazione in merito del presidente della Commissione Tecnica FIGC, avvocato Antonio Scamoni, su La Gazzetta dello Sport di lunedì 31 maggio 1915.
  42. ^ Chiesa, p. 70.
  43. ^ Chiesa, p. 71.
  44. ^ La Gazzetta dello Sport, 24 maggio 1915.
  45. ^ Lo Sport Illustrato, 10 giugno 1915.
  46. ^ La Stampa Sportiva n. 22 (1915).
  47. ^ Cfr. Il calcio - Bollettino Ufficiale della FIGC, 30 aprile 1915, pp. 8-19: a p. 8 il girone finale del Nord (identificato con «le finali del campionato italiano») viene definito «l'ultima e decisiva disputa per il titolo di campione italiano».
  48. ^ La Stampa, 12 maggio 1919, p. 2, che definisce i genoani «soltanto in questi giorni proclamati campioni del 1915».
  49. ^ a b Brera, pp. 39-40.
  50. ^ Carlo F. Chiesa, 1915-1920, in La grande storia del calcio italiano (Guerin Sportivo), nº 8 (C), agosto 2012, p. 70.
  51. ^ «Nel dopoguerra il Consiglio Federale assegnò ugualmente il titolo ai genoani, che avevano due punti in più di Torino e Inter», cfr. Il calcio raccontato da Vittorio Pozzo (PDF), puntata 14 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2011).
  52. ^ Aldo Padovano (a cura di), 1915 VS. 1918 Il Genoa e la Grande Guerra, su genoacfc.it (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2014).
  53. ^ Luigi Saverio Bertazzoni (a cura di), Annuario Italiano del Giuoco del Calcio, in I volumi dello sport (Modena, Società Tipografica Modenese), pubblicazione ufficiale della F.I.G.C., vol. II - 1929, 1930.
  54. ^ Gian Luca Mignogna, Lazio 1914-1915, lo scudetto negato, su laziostory.it, 18 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2016).
  55. ^ a b Change.org, petizione: Lazio 1914/15 campione d'Italia ex aequo, su change.org.
  56. ^ Dossier emerotecario Mignogna-Felci: Lazio campione del centro-sud 1914/15 (PDF), su laziostory.it.
  57. ^ Il Tempo – Lazio, scudetto 1914-15. C'è la svolta, su pianetagenoa1893.net, 7 marzo 2016.
  58. ^ La storia della Lazio – Arriva Bernardini, su enciclopediadelcalcio.it.
  59. ^ Scudetto 1915: la Fondazione Genoa ha trasmesso un dossier alla Figc, su pianetagenoa1893.net, 16 giugno 2017.
  60. ^ Una riunione delle società calcistiche dell'Italia Settentrionale, in La Stampa, 23 agosto 1926, p. 2.
  61. ^ Fabio Belli, Scudetto 1915, l'avv. Mignogna: "In FIGC Dossier Integrativo, ex aequo inoppugnabile!", su laziostory.it, 4 luglio 2017.
  62. ^ Gian Luca Mignogna, Scudetto 1915, ecco perché il 23 Maggio 1915 la Lazio fu Campione del Centro-Sud, su laziostory.it, 23 maggio 2019.
  63. ^ Scudetto 1915, la verità di Ghirelli, su leggo.it, 1º marzo 2019.
  64. ^ Gian Luca Mignogna, Scudetto 1915, l'Avv. Mignogna: "Dopo Brera e Ghirelli, ecco Tosatti: la Lazio era in finalissima nazionale!", su laziostory.it, 25 maggio 2019.
  65. ^ a b Andrea Tommassini, Nuovi documenti su Scudetto 1915, l'Avv. Mignogna: "La FIGC convochi il Comitato di Presidenza", su laziopress.it, 13 gennaio 2019. URL consultato il 30 gennaio 2019.
  66. ^ La replica del gruppo degli Storici della Fondazione Genoa sul titolo nazionale 1914/15, su pianetagenoa1893.net, 18 luglio 2017.
  67. ^ Comunicato sul Campionato Italiano di calcio 1914/15, su fondazionegenoa.com, 22 luglio 2019.
  68. ^ Il Consiglio federale dà il via alla riforma dei campionati, dal 2019/20 la Serie B a 20 squadre, su figc.it, 30 gennaio 2019.
  69. ^ a b Come risulta dai comunicati ufficiali conservati dall'attuale Comitato Regionale Lombardia nel proprio "Archivio Storico" in via Pitteri 95/2 a Milano.
  70. ^ Campionato 1914/1915, il settimo sigillo: poker del Genoa all'AC Ligure, su pianetagenoa1893.net. URL consultato il 3 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2014).
  71. ^ In via Trivulzio, di fronte al Pio Albergo Trivulzio, comunemente chiamato "la Baggina".
  72. ^ Situato nel "quartiere Vercellese", vicino a S.Siro.
  73. ^ L'Annuario del Foot-ball cita: "presso garage A.L.F.A." per definire la zona geografica (quartiere Vercellese sulla Guida Commerciale Savallo e Fontana).
  74. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae A tavolino per rinuncia.
  75. ^ Date perse 0-2 tutte le gare.
  76. ^ A tavolino, manca motivazione.
  77. ^ Posizione ricalcolata a tavolino annullando anche lo spareggio per la salvezza giocato a Milano il giorno dell'Epifania contro l'US Milanese e vinto dalle rondinelle per 2 a 1. "La Stampa" del 7 gennaio.
  78. ^ Sospesa per nebbia all'84' il 29 novembre, fu mandata a rigiocare il 20 dicembre 1914 ma fu ancora una volta sospesa per impraticabilità del campo al 40'.
  79. ^ Assegnato lo 0-2 a tavolino annullando il 2-2 sul campo a causa del tesseramento irregolare di Alessandro Bollani.
  80. ^ Gara da disputare il 7 febbraio 1915 e rinviata al 21 marzo.
  81. ^ a b c d Sospensione bellica per ordine della FIGC.
  82. ^ La classifica finale della FIGC per questa squadra ritirata non riportava la posizione in classifica perché, a differenza del Savoia di Milano, il forfait definitivo è stato dichiarato prima dell'inizio della competizione.
  83. ^ Il Prato dopo 6 gare si ritirò dal torneo per protesta contro la tassa fissa di £ 15 a gara per spese arbitrali, che la Federazione aveva istituito nel 1912 anche se, in seguito a campionato iniziato, la tassa fu ridotta. Le rimanenti gare gli furono date perse per 0-2 a tavolino.
  84. ^ Gara non disputata e data persa a entrambe per 2-0 (fusione società)
  85. ^ Campionato 1914/15, il settimo sigillo: Genoa manda tre "baci" all'Inter e vola in testa alla classifica, su pianetagenoa1893.net. URL consultato il 22 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2015).

BibliografiaModifica