What a Cartoon!

serie televisiva statunitense
What a Cartoon!
serie TV d'animazione
What a Cartoon.png
Titolo orig.What a Cartoon!
Lingua orig.inglese
PaeseStati Uniti
AutoreFred Seibert
StudioHanna-Barbera, Cartoon Network Studios
ReteCartoon Network
1ª TV20 febbraio 1995 – 28 novembre 1997
Episodi48 (completa)
Durata ep.7 min
Rete it.Rai 2, Cartoon Network
1ª TV it.1996
Generecommedia
Seguito daThe Cartoon Cartoon Show

What a Cartoon!, noto anche come The What a Cartoon! Show and The Cartoon Cartoon Show, è una serie televisiva animata statunitense del 1995, creata da Fred Seibert e prodotta da Hanna-Barbera Productions e, in alcuni corti, da Cartoon Network Studios.

Il progetto consisteva in 48 cortometraggi animati, destinati a restituire potere creativo ad animatori e artisti, ricreando le atmosfere che hanno generato gli iconici personaggi dei cartoni animati della metà del XX secolo. Ciascuno dei cortometraggi rispecchiava la struttura delle serie classiche, con ogni film basato su uno storyboard originale disegnato e scritto dal suo artista o creatore. I corti sono stati promossi sotto l'etichetta World Première Toons.[1]

Durante la trasmissione originale dei corti, la serie è stata intitolata The What a Cartoon! Show e successivamente The Cartoon Cartoon Show. Il progetto è servito allo sviluppo di varie serie animate di Cartoon Network tra cui Le Superchicche, Il Laboratorio di Dexter, Johnny Bravo, Mucca e Pollo, Leone il cane fifone, Mike, Lu & Og, Ovino va in città, Whatever Happened to... Robot Jones?, Nome in codice: Kommando Nuovi Diavoli, Brutti e cattivi e Megas XLR, così come I Griffin di Fox.

La serie è stata trasmessa per la prima volta negli Stati Uniti su Cartoon Network dal 20 febbraio 1995 al 28 novembre 1997, per un totale di 48 episodi ripartiti su una stagione. In Italia la serie è stata trasmessa su Rai 2, all'interno del contenitore Go-Cart, dal 1996.[2]

ProduzioneModifica

Ideazione e sviluppoModifica

 
Fred Seibert, creatore di What a Cartoon!

Nel 1992, Fred Seibert è diventato presidente della Hanna-Barbera, contribuendo a guidare lo studio alla ribalta con serie animate come 2 cani stupidi e Swat Kats. Seibert voleva che lo studio producesse dei corti animati "sulla scia dell'età d'oro dell'animazione americana". Sebbene il progetto, composto da 48 cortometraggi, è costato circa il doppio di una serie normale all'epoca,[3] Seibert ha offerto a Cartoon Network 48 possibilità di "successo o fallimento", aprendo possibilità per una nuova programmazione originale e offrendo diversi nuovi cortometraggi aggiunti alla grande libreria di Turner Entertainment. Secondo Seibert, la qualità non aveva molta importanza per gli operatori della rete via cavo, che erano più interessati alla promozione di nuovi programmi.[4]

Assieme al vicepresidente di Turner Broadcasting, Ted Turner, e il capo di Seibert, Scott Sassa, Cartoon Network ha annunciato una "fase senza precedenti" in cui le idee provenivano direttamente dagli animatori piuttosto che dagli esecutivi, portando Hanna-Barbera a supportare lo studio.[5][6] La società ha iniziato a scegliere i progetti animati nel 1993, ricevendo oltre 5.000 presentazioni per i 48 spazi messi a disposizione per i corti.[6]

L'idea di Seibert per il progetto è stata fortemente influenzata dai cartoni dei Looney Tunes.[6] I fondatori e presidenti di Hanna-Barbera, William Hanna e Joseph Barbera, insieme a Friz Freleng, John Kricfalusi e altri, hanno insegnato a Seibert come venivano prodotti i cortometraggi dell'età d'oro dell'animazione americana.[7]

Come era consuetudine fare per i film live action e nelle serie televisive, la società non ha pagato nessun creatore per ogni storyboard presentato e prodotto. Per la prima volta nella storia dello studio, i singoli creatori potevano mantenere quindi i propri diritti e guadagnare royalty sulle proprie creazioni.[7] Secondo Seibert, nonostante la maggior parte dell'industria ha "rigettato l'idea", si sono presentati molti fumettisti che hanno presentato idee originali alla Hanna-Barbera.[8]

EpisodiModifica

What a Cartoon! (1995-1997)Modifica

Serie Titolo originale Titolo italiano Prima TV USA Prima TV Italia
1 Le Superchicche Meat Fuzzy Lumkins 20 febbraio 1995
2 Il laboratorio di Dexter Changes 26 febbraio 1995
3 Yuckie Duck Short Orders 5 marzo 1995
4 Dino Stay Out! 19 marzo 1995
5 Johnny Bravo Johnny Bravo Johnny Bravo 26 marzo 1995
6 Sledgehammer O'Possum Out and About 2 aprile 1995
7 George and Junior Look Out Below 9 aprile 1995
8 Hard Luck Duck 16 aprile 1995
9 Shake & Flick Raw Deal in Rome 18 giugno 1995
10 The Adventures of Captain Buzz Cheeply A Clean Getaway 25 giugno 1995
11 O. Ratz with Dave D. Fly Rat in a Hot Tin Can 2 luglio 1995
12 Pfish and Chip Short Pfuse 9 luglio 1995
13 The Fat Cats Drip Dry Drips 16 luglio 1995
14 George and Junior George and Junior's Christmas Spectacular 23 luglio 1995
15 Yoink! of the Yukon 30 luglio 1995
16 Yuckie Duck I'm on My Way 6 agosto 1995
17 Mina and the Count Interlude with a Vampire 5 novembre 1995
18 Cow and Chicken No Smoking 12 novembre 1995
19 Boid 'n' Woim 1º gennaio 1996
20 Jof Help? 14 gennaio 1996
21 Podunk Possum One Step Beyond 21 gennaio 1996
22 Le Superchicche Crime 101 28 gennaio 1996
23 Wind-Up Wolf 4 febbraio 1996
24 Hillbilly Blue 11 febbraio 1996
25 Leone il cane fifone The Chicken from Outer Space 18 febbraio 1996
26 Pizza Boy No Tip 25 febbraio 1996
27 Gramps 3 marzo 1996
28 Il laboratorio di Dexter The Big Sister La grande sorella 10 marzo 1996
29 Bloo's Gang Bow-Wow Buccaneers 17 marzo 1996
30 Jungle Boy Mr. Monkeyman 9 ottobre 1996
31 Godfrey & Zeek Lost Control 16 ottobre 1996
32 Tumbleweed Tex School Daze 23 ottobre 1996
33 Buy One, Get One Free 30 ottobre 1996
34 The Kitchen Casanova 6 novembre 1996
35 The Ignoramooses 13 novembre 1996
36 Johnny Bravo Johnny Bravo and the Amazon Women Johnny Bravo 1º gennaio 1997
37 Pfish and Chip Blammo the Clown 8 gennaio 1997
38 Awfully Lucky 15 gennaio 1997
39 Strange Things 22 gennaio 1997
40 Snoot's New Squat 29 gennaio 1997
41 Larry and Steve 5 febbraio 1997
42 Sledgehammer O'Possum What's Goin' on Back There!? 12 febbraio 1997
43 The Zoonatiks Home Sweet Home 19 febbraio 1997
44 Swamp and Tad Mission Imfrogable 26 febbraio 1997
45 Dino The Great Egg-Scape 5 marzo 1997
46 Malcom and Melvin 26 novembre 1997
47 Tales of Worm Paranoia 27 novembre 1997
48 Malcom and Melvin Babe! He... Calls Me 28 novembre 1997

The Cartoon Cartoon Show (1997-2002)Modifica

The Cartoon Cartoon Show
serie TV d'animazione
Lingua orig.inglese
PaeseStati Uniti
StudioHanna-Barbera, Cartoon Network Studios
ReteCartoon Network
1ª TV6 novembre 1998 – 23 agosto 2002
Episodi34 (completa)
  • IMP Inc.
  • Captain Sturdy (Back in Action!)
  • Trevor!
  • Commander Cork: Space Ranger
  • King Crab: Space Crustacean
  • Kenny and the Chimp
  • Major Flake
  • Bagboy!
  • Ferret and Parrot
  • Foe Paws
  • A Kitty Bobo Show
  • Utica Cartoon
  • Nikki
  • Thrillseeker
  • Swaroop
  • Jeffrey Cat
  • Maktar
  • Lucky Lydia
  • Uncle Gus
  • Fungus Among Us
  • Prickles the Cactus
  • Longhair and Doubledome
  • Colin Versus the World
  • Lost Cat e My Freaky Family.

Distribuzione in ItaliaModifica

La serie fu trasmessa in Italia su Rai 2 e Cartoon Network, mentre The Cartoon Cartoon Show è inedita, ma solo il cortometraggio Foe Paws è stato trasmesso.

NoteModifica

  1. ^ Hal Erickson, Television Cartoon Shows: An Illustrated Encyclopedia, 1949 Through 2003, 2ª ed., McFarland & Co., 2005.
  2. ^ La Stampa - Consultazione Archivio, su www.archiviolastampa.it. URL consultato il 5 novembre 2020.
  3. ^ Frederator Studios Blogs | Fred Seibert's Blog | Blog History of Frederator’s original cartoon shorts. Part 15., su archives.frederatorblogs.com. URL consultato il 5 novembre 2020.
  4. ^ Frederator Studios Blogs | Fred Seibert's Blog | Blog History of Frederator’s original cartoon shorts. Part 17., su archives.frederatorblogs.com. URL consultato il 5 novembre 2020.
  5. ^ Frederator Studios Blogs | Fred Seibert's Blog | Blog History of Frederator’s original cartoon shorts. Part 20., su archives.frederatorblogs.com. URL consultato il 5 novembre 2020.
  6. ^ a b c Frederator Studios Blogs | Fred Seibert's Blog | Blog History of Frederator’s original cartoon shorts. Part 22., su archives.frederatorblogs.com. URL consultato il 5 novembre 2020.
  7. ^ a b (EN) The Fred Seibert Interview — Part 1, su Animation World Network. URL consultato il 5 novembre 2020.
  8. ^ Frederator Studios Blogs | Fred Seibert's Blog | Blog History of Frederator’s original cartoon shorts. Part 18., su archives.frederatorblogs.com. URL consultato il 5 novembre 2020.

Collegamenti esterniModifica

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