Apri il menu principale

Z

21ª lettera dell'alfabeto italiano
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Z (disambigua).
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Zeta" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Zeta (disambigua).
Latin alphabet Zz.svg

La Z (in italiano chiamata zeta, /ˈd͡zɛta/) è la ventunesima e ultima lettera dell'alfabeto italiano e la ventiseiesima e ultima dell'alfabeto latino. Nella sua forma maiuscola rappresenta anche la lettera zeta dell'alfabeto greco, mentre nella sua forma minuscola una consonante fricativa alveolare sonora nell'alfabeto fonetico internazionale, dov'è il simbolo corrispondente alla S sonora dell'italiano, come nella parola "Brasile", /'braziːle/.

StoriaModifica

Zen proto-semitica Zayin fenicia Zeta etrusca Zeta greca Zeta latina
         

Nel latino antico il suono rappresentato dalla lettera Z (una variante sonora di S, quando situata tra due vocali) si trasformò in R (rotacismo), e di conseguenza il simbolo non venne più utilizzato. Venne quindi rimosso dall'alfabeto e al suo posto (prima di H), venne inserita una lettera nuova, la G. Nel I secolo a.C. venne reintrodotto assieme alla Y, allo scopo di rappresentare più precisamente di quanto non fosse prima il valore della Z greca, che veniva altrimenti pronunciato con una S all'inizio della parola e con una S geminata (ss) nel mezzo: sona = ζώνη, "cintura"; trapessita = τραπεζίτης, "banchiere".

La forma greca della Z era molto simile a quella del simbolo fenicio  . Il nome del simbolo semitico era zayin, ma questo nome non venne adottato dai greci, che lo chiamarono zeta. Sembra probabile che zeta fosse il nome di un'altra delle sillabe semitiche, zade (tzaddi) trasferito alla Z per errore, oppure potrebbe trattarsi di un nome nuovo, creato su analogia di eta (η) e theta (θ). La pronuncia della lettera semitica era [z], come nella parola "episodio". Talvolta in corsivo la zeta latina viene scritta con un taglio a metà della linea obliqua.

Z goticaModifica

Un disegno diverso della Z che ha avuto origine nella scrittura gotica è la "z tagliata" (in tedesco: geschwänztes Z o Z mit Unterschlinge). In alcuni caratteri Antiqua, questa lettera è presente sia da sola sia in alcune legature. Insieme alla S lunga, è all'origine della legatura ß nell'ortografia tedesca.

Una variante grafica della Z tagliata è chiamata ezh, inserita nell'alfabeto fonetico internazionale come segno per la fricativa postalveolare sonora.

L'Unicode assegna delle codifiche per la "BLACK-LETTER CAPITAL Z" e la "FRAKTUR SMALL Z" tra gli intervalli simboli letterali e simboli matematici alfanumerici, come U+2128 (ℨ) e U+1D537 (𝖟), rispettivamente.

Codifica informaticaModifica

Il codice ASCII per Z maiuscola è 90 e per la minuscola "z" è 122; [1] o in binario, 01011010 e 01111010,[1] rispettivamente.

Il valore EBCDIC per la Z maiuscola è 233 è per la z minuscola è 169 (64 in meno).[1]

In HTML e in XML i riferimenti numerici dei caratteri sono "Z" per la maiuscola e "z" per la minuscola.

NoteModifica

  1. ^ a b c I codici della Z minuscola e minuscola hanno una differenza pari al valore del carattere spazio vuoto, che in ASCII vale='20'x=32 aggiunto, ed in EBCDIC ='40'x=64 sottratto per ottenere il valore della lettere minuscola.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

  Portale Linguistica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di linguistica