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Amanda Ripley McClaren
Amanda Ripley.png
Amanda Ripley nel videogioco Alien: Isolation
UniversoAlien
AutoreJames Cameron
1ª app. inAliens - Scontro finale (1986)
Ultima app. inAlien: Isolation (2014)
Interpretato da
Voce italianaGea Riva (in Alien: Isolation)
Sessofemminile
Data di nascita2112
ProfessioneIngegnere
AffiliazioneWeyland-Yutani

Amanda "Amy" Ripley McClaren è un personaggio immaginario della serie di Alien e dell'universo fantascientifico ad esso collegato. Amanda, figlia di Ellen Ripley protagonista della serie di film, fa il suo debutto nel director's cut di Aliens - Scontro finale (1986) per poi riapparire in seguito come protagonista del videogioco Alien: Isolation (2014), ambientato quarantadue anni prima degli eventi di Aliens - Scontro finale.[1]

IdeazioneModifica

Una scena tagliata da Aliens - Scontro finale, che fu successivamente inclusa nelle versioni DVD del film, rivela che Ellen Ripley ha una figlia, Amanda che durante gli eventi di Alien aveva dieci anni. Diventata adulta, Amanda si sposò (assumendo il cognome McClaren) e morì durante i 57 anni di criostasi di sua madre, svoltasi tra gli eventi dei primi due film. Ad Ellen Ripley viene mostrata una foto di Amanda già anziana; la foto ritraeva la madre dell'attrice Sigourney Weaver, Elizabeth Inglis. La scena fu tagliata su insistenza della 20th Century Fox, preoccupata per la durata eccessiva del film. Weaver si arrabbiò alla rimozione della scena che considerava importante per lo sviluppo nel film di Ellen Ripley attribuendo un ruolo di madre protettiva al giovane personaggio di Rebecca "Newt" Jorden [2].

Per il videogioco Alien: Isolation, durante la produzione fu utilizzato un manichino dalle fattezze femminili. Per gli sviluppatori del gioco, fu quasi dato per scontato che il protagonista sarebbe stato una donna.[3] Fu deciso successivamente di incorporare Amanda nel gioco. Gli artisti intendevano rappresentare Amanda rirendendo alcuni tratti di sua madre pur mantenendo una sua personalità distinta. Un esempio è la determinazione ereditata dalla madre, sebbene risulti più emotivamente fredda di quest'ultima.[4] Il personaggio fu realizzato attraverso il motion capture con l'obbiettivo di incrementare il suo realismo.[5]

BiografiaModifica

Amanda fu concepita durante una sosta tra viaggi interstellari. Sebbene fosse contrario al regolamento della Weyland-Yutani, a sua madre fu permesso di portare a termine la gravidanza.[6] Secondo il romanzo Alien: Out of the Shadows, il padre di Amanda abbandonò la famiglia quando ella aveva tre anni. Ellen le promise di tornare in tempo per il suo undicesimo compleanno.

In Alien: Isolation, Amanda Ripley è un ingegnere impiegata dalla Weyland-Yutani. Viene avvicinata dall'androide Christopher Samuels che la informa che è stata trovata la scatola nera del Nostromo, la nave che scomparve insieme a sua madre, e che si trova sulla stazione spaziale Sevastopol. Credendo che la scatola nera darà una risposta alle sue domande, Ripley accetta un posto nel gruppo di recupero, viaggiando sulla nave W-Y Torrens.

Secondo Aliens, Amanda si sposò, assumendo il cognome McClaren, ma non ebbe figli. Morì di cancro nel 23 dicembre, 2177,[7] fu cremata e seppellita nel Westlake Repository.

NoteModifica

  1. ^ Rick Lane, Alien-Isolation Review, bit-tech.net, 7 ottobre 2014. URL consultato il 2 settembre 2015.
  2. ^ Ridley Scott, James Cameron, H. R. Giger, Dan O'Bannon, Ronald Shusett (2002). The Alien Saga (DVD). Prometheus Entertainment.
  3. ^ Rachel Weber, Creative Assembly's Talented Miss Ripley, GamesIndustry.biz, 6 febbraio 2014. URL consultato il 18 marzo 2016.
  4. ^ Alistair Hope, Afterwords – Alien: Isolation, su Game Informer, 14 novembre 2014. URL consultato il 18 marzo 2016.
  5. ^ Samit Sarkar, Alien: Isolation devs bringing characters to life with performance capture, Polygon, 9 maggio 2014. URL consultato il 18 marzo 2016.
  6. ^ Crew dossier seen in Aliens, available as bonus feature on Alien Anthology Blu-ray
  7. ^ Alan Dean Foster, Aliens novelization, Warner Books, Inc., 1986, p. 24.