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Andrée Ruth Shammah

regista teatrale e imprenditrice italiana

Andrée Ruth Shammah (Milano, 25 giugno 1948) è una regista teatrale e imprenditrice italiana.

Indice

BiografiaModifica

Andrée Ruth Shammah è nata a Milano il 25 giugno 1948, da una famiglia sefardita fuggita da Aleppo[1].

Arriva nel mondo teatrale alla fine degli anni sessanta come assistente alla regia nel Piccolo Teatro di Giorgio Strehler e Paolo Grassi, dove conosce Franco Parenti[2]. Nel 1972 fonda a Milano, con Franco Parenti e Giovanni Testori, il Salone Pier Lombardo, nei locali dell'ex cinema Continental in Via Pier Lombardo[3].

Il 16 gennaio 1973 viene inaugurato il Salone Pier Lombardo con la sua prima regia: L'Ambleto di Giovanni Testori. Completerà la Trilogia degli scarrozzanti curando le regie di Macbetto (21 ottobre 1974) ed Edipus (27 maggio 1977). Ha inoltre proseguito gli allestimenti testoriani con L'Arialda (1976), I Promessi Sposi alla prova (1984) e La Maria Brasca (1992).

Altri suoi successi sono stati: La doppia incostanza di Pierre de Marivaux; Il maggiore Barbara di George Bernard Shaw, La palla al piede di Georges Feydeau, Il bosco di notte di Gaetano Sansone, Timone d'Atene di William Shakespeare, che si sono imposti per una concezione dello spazio scenico, proiettato verso una forma di teatro aperto e libero dai soliti cliché.

La Rai ha trasmesso alcuni spettacoli ripresi dal Salone Pier Lombardo: L'Arialda (1977, alla radio), L'Ambleto (1981), Macbetto (1981), Edipus (1981), Il malato immaginario (1984), I promessi sposi alla prova (1986). Per il Teatro alla Scala di Milano Andrée Ruth Shammah ha curato la regia de L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, trasmesso dalla Rai il 10 luglio 1988 e più volte replicato.

Nel 1989 muore Franco Parenti e il Salone Pier Lombardo, per omaggiarne la memoria, viene ribattezzato Teatro Franco Parenti. Andrée Ruth Shammah ne assume la direzione.

A cavallo tra gli anni novanta e il duemila allestisce altri spettacoli significativi: Io, l'erede di Eduardo De Filippo; Eracle di Euripide, con Franco Branciaroli, per il Teatro Olimpico di Vicenza; L'amante di Harold Pinter, con Luca De Filippo e Anna Galiena; Sior Todero brontolon di Carlo Goldoni; Hotel dei due mondi di Éric-Emmanuel Schmitt; Cesare e Silla, atto unico di Indro Montanelli; La terza moglie di Mayer di Dacia Maraini; La locandiera di Carlo Goldoni.

Con il nuovo millennio ha creato spettacoli pensati all'interno di progetti. Per L'emozione della complessità[4] ha curato Quale droga fa per me di Kai Hensel con Anna Galiena e Le cose sottili nell'aria di Massimo Sgorbani, con Ivana Monti e Mario Sala. Con il progetto Corpo a corpo (La leggenda del santo bevitore, dal racconto di Joseph Roth, con Piero Mazzarella, 2007) prosegue idealmente quel Festival Internazionale di Cultura Ebraica, organizzato negli anni 1987 e 1988, che le consentirono di riscosprire le radici ebraiche della sua famiglia[1].

Nelle ultime stagioni ha investito su testi di autori italiani contemporanei, poco conosciuti e poco rappresentati, scelti per qualità e capacità di indagare la nostra identità individuale e collettiva. Temi scottanti e vivi come quelli del potere, della vecchiaia e dell'abuso sono restituiti al pubblico con intelligenza e sensibilità, portando in scena Una notte in Tunisia di Vitaliano Trevisan con Alessandro Haber, Esequie solenni di Antonio Tarantino con Ivana Monti, Le cose sottili nell'aria di Massimo Sgorbani, Dove ci porta questo treno blu e veloce con Sabrina Colle sempre di Sgorbani. Importante anche la regia di Antonio e Cleopatra alle corse, novità di Roberto Cavosi, testo che ha vinto il Premio Speciale della Giuria Riccione 2007.

Parallelamente al suo operato di regista, ha ideato e organizzato molte iniziative che hanno lasciato un segno importante nella cultura milanese: Il viaggio tra parchi e antiche ville, Omaggio a Beckett[5], Processo alla cultura, Religione e potere, i Lunedì filosofici, che hanno offerto segnali culturali all'insegna della novità per la città di Milano.

Nel 2011 le viene assegnato il premio, per l'edizione italiana, del Montblanc de la Culture, Arts Patronage Award, per il "costante impegno profuso nel recupero del Teatro Franco Parenti, punto di riferimento nella vita culturale milanese ed italiana"[6].

In occasione dei 40 anni di attività, iniziata il 16 gennaio 1973 con la prima de L'Ambleto di Giovanni Testori, la stagione 2012/2013 viene dedicata in particolare all'Amleto di Shakespeare, reinterpretato da diversi artisti e culminante con il progetto Tfaddal, protagonisti gli under 40 della scena contemporanea[7].

Nel 2013 doppio riconoscimento del Premio Franco Enriquez: ad Andrée Ruth Shammah, per la migliore Direzione artistica, e al Teatro Franco Parenti, per la migliore programmazione e produzione nella sezione Teatro contemporaneo e nuovi linguaggi, assegnato dal Centro Studi Drammaturgici Internazionale Franco Enriquez[8].

Nella 2014 dirige Carlo Cecchi ne Il lavoro di vivere, di Hanoch Levin, uno dei più interessanti drammaturghi di cultura ebraica , riproposto in turnée nel 2017.

Nel 2016 riceve il Premio Marisa Bellisario, Mela d’Oro alla carriera "per una vita e una carriera dedicate al teatro. Insuperabile icona femminile dell'arte scenica italiana", assegnato dalla Fondazione Marisa Bellisario[9].

Nel 2016 cura la regia di Una casa di bambola, di Henrik Ibsen, con Marina Rocco e Filippo Timi, che interpreta tutti e tre i personaggi maschili dell'opera. Nel 2017 presenta due suoi testi: Memorie di Adriana, tratto da Ricordare e dimenticare, conversazione tra Adriana Asti e René de Ceccatty e Stasera si può entrare, fuori, con Eva Riccobono. Nel 2018 va in scena Cita a ciegas di Mario Diament, con Gioele Dix, Laura Marinoni, Elia Shilton, Sara Bertelà e Roberta Lanave.

Sposata con Giorgio Vogel, stimato odontoiatra (†18 maggio 2013)[10], e madre di Raphael Tobia Vogel, anch'egli regista[11].

TeatroModifica

RadioModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Vivo l’ebraismo come una sfida straordinaria, su Bet Magazine Mosaico, 29 giugno 2009.
  2. ^ Angela Puchetti, Andrée Ruth Shammah e Franco Parenti un amore senza età sbocciato sulla scena, su la Repubblica Milano, 15 agosto 2012.
  3. ^ Società Cooperativa Teatro Franco Parenti, su lombardiarchivi.
  4. ^ Igor Principe, Andrée Shammah: «Un teatro per pensare», su il Giornale, 1º ottobre 2006.
  5. ^ Ugo Volli, Frammenti sparsi di Beckett, su la Repubblica, 31 gennaio 1992.
  6. ^ A Andrée Ruth Shammah il Montblanc de la Culture Arts Patronage Award, su Pambianconews, 17 maggio 2011.
  7. ^ Martina Melandri, Tfaddal: 40 anni di Franco Parenti visti da Amleto, su Krapp’s Last Post, 11 maggio 2013.
  8. ^ Gloria Giovanetti, Premio Franco Enriquez ad Andrée Ruth Shammah e al Teatro Franco Parenti, su Pegaso News, 1º settembre 2013.
  9. ^ XXVIII edizione: le protagoniste, su Fondazione Marisa Bellisario, 17 giugno 2016.
  10. ^ Sergio Harari, Una clinica odontoiatrica intitolata a Vogel, pioniere della parodontologia, su Corriere della Sera, 13 maggio 2015.
  11. ^ Antonio Bozzo, «Che emozione il debutto nel teatro di mamma», su il Giornale, 7 gennaio 2016.
  12. ^ Teatro Stabile Torino Informazioni (PDF), su Teatro Stabile Torino, 3 maggio 1973.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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