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Andrea Matteo III Acquaviva

condottiero italiano
Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona
Duca di Atri e Teramo
Stemma
Trattamento Duca
Altri titoli Gran Siniscalco del Regno di Napoli
Nascita Atri, gennaio 1458
Morte Conversano, 29 gennaio 1529
Dinastia Acquaviva d'Aragona
Padre Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona
Madre Caterina Orsini del Balzo
Coniugi Isabella Todeschini Piccolomini d'Aragona
Caterina Della Ratta
Figli Giovanni Battista
Alfonso
Gianfrancesco
Giovanni Antonio Donato
Giovanna
Beatrice
Giovanni Vincenzo
Religione Cattolicesimo
Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona
1458 – 1529
Nato aAtri
Morto aConversano
Dati militari
Paese servitoBandera de Nápoles - Trastámara.svg Regno di Napoli
Forza armataMercenari
GradoCondottiero
BattaglieBattaglia di Otranto, battaglia di Campomorto ed altre
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Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona (Atri, gennaio 1458Conversano, 29 gennaio 1529) è stato un condottiero, gran siniscalco e letterato italiano.

Fu 8º duca di Atri e il 2° di Teramo, marchese di Bitonto, conte di Caserta, Conversano e San Flaviano e signore di Bellante, Canzano, Controguerra, Corropoli, Eboli, Forcella, Montepagano, Montone, Mosciano Sant'Angelo, Notaresco, Torano Nuovo, Tortoreto, Ripatransone e Sternatia.

«Nella persona di Andrea Matteo Acquaviva si videro meravigliosamente insieme uniti, e non mai scompagnati, Marte e Minerva. Unione rarissima, e che non ha avuto permanente durata in uomini, che nell'uno o nell'altro aringo si son distinti.»

(Carlo Antonio de Rosa)

BiografiaModifica

 
Albero genealogico degli Acquaviva

Era figlio di Giulio Antonio e di Caterina Orsini del Balzo, figlia naturale di Giovanni Antonio del Balzo Orsini, principe di Taranto.

Divenuto erede del ducato di Atri già alla morte del fratello maggiore Giovanni Antonio, scomparso nel 1479, ne assunse il titolo di marchese di Bitonto[1]; prese le redini degli stati feudali nel 1481 alla morte del padre Giulio Antonio, caduto durante la battaglia di Otranto, alla quale anche Andrea Matteo aveva partecipato. Fu uno degli artefici della congiura dei Baroni (1485-86), ma in seguito ottenne il perdono di re Ferrante d'Aragona: gli vennero tolte Bitonto e Teramo e ricevette in cambio il titolo di gran siniscalco e la signoria di Martina Franca. Nel 1503 fu catturato a Rutigliano dagli Spagnoli, rinchiuso a Gaeta e liberato tre anni dopo; dal 1506 dimorò prevalentemente in Napoli.

Andrea Matteo era un uomo d'armi e di lettere, colto e raffinato. Il suo palazzo in Napoli fu luogo di incontro di letterati come Giovanni Pontano e Jacopo Sannazaro, le cui opere furono stampate in una tipografia di proprietà del duca di Atri; per lui lavorarono insigni miniatori dell'epoca, come Cristoforo Majorana[2] e Reginaldo Pirano[3]. Insegnò all'Accademia Pontaniana e tradusse alcune opere di Plutarco, pubblicate nel 1526 a Napoli dal figlio Giovanni Antonio Donato[4][5].

DiscendenzaModifica

Andrea Matteo si sposò (1477-1480) con Isabella Todeschini Piccolomini d'Aragona (1459-1508), figlia primogenita di Antonio I, duca di Amalfi e conte di Celano (costui era figlio di Laudomia, sorella di Papa Pio II, ed aveva sposato Maria d'Aragona, figlia naturale legittimata del re). Rimasto vedovo, si risposò (1509) con Caterina Della Ratta († 1511), vedova di Cesare d'Aragona (figlio naturale del re di Napoli, morto in esilio nel 1504). Con questo matrimonio Andrea Matteo unificò i possedimenti di famiglia (anche se decurtati da confische del sovrano) con la ricca contea di Caserta ed altri beni tra cui il feudo di Eboli; qui gli Acquaviva successero ai Della Ratta, che l'avevano tenuta dal 1310. Seppe abilmente consolidare la contea facendo sposare suo nipote, Giulio Antonio II Acquaviva, con la pronipote della contessa di Caserta, Anna Gambacorta. Caserta sarebbe poi rimasta feudo degli Acquaviva fino al 1659, anno della morte di Anna Acquaviva.

Andrea Matteo ebbe i seguenti figli:

NoteModifica

  1. ^ Secondo altre fonti avrebbe avuto questo titolo per investitura sovrana sin dal 1464. Si veda il collegamento esterno sul Dizionario Biografico degli Italiani.
  2. ^ Valentina Sapienza, Cristoforo Majorana, Dizionario Biografico degli Italiani, volume 67, 2006.
  3. ^ Alessandra Perriccioli Saggese, Reginaldo Pirano, Dizionario Biografico degli Italiani, volume 84, 2015.
  4. ^ Giuseppe Coniglio, Giovanni Antonio Donato Acquaviva d'Aragona, Dizionario Biografico degli Italiani, volume 1, 1960.
  5. ^ Possedette una ricca biblioteca, che fu descritta e lodata dal vescovo Cantalicio; ad essa appartenne, tra gli altri, un prezioso codice miniato dell'Etica Nicomachea di Aristotele, oggi conservato nella Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna. Si veda il riferimento bibliografico di Otto Mazal, Der Aristoteles des Herzog von Atri, Adeva, Graz, ISBN 3-201-01416-8.

BibliografiaModifica

  • Domenico Martuscelli, Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli, volume 5, Napoli, 1822.
  • Giovanna Manetta Sabatini, Albero genealogico della famiglia Acquaviva d'Aragona, Teramo, 2009.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN88960813 · ISNI (EN0000 0001 0631 1465 · SBN IT\ICCU\BVEV\025435 · LCCN (ENn92087593 · GND (DE118917781 · ULAN (EN500313027 · BAV ADV10219496 · CERL cnp01884261 · WorldCat Identities (ENn92-087593