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Arta Terme
comune
Arta Terme – Stemma Arta Terme – Bandiera
Arta Terme – Veduta
Panorama di Piano d'Arta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaNon presente
Amministrazione
SindacoLuigi Gonano (lista civica Futuro per Arta Terme) dal 12-6-2017
Territorio
Coordinate46°29′N 13°01′E / 46.483333°N 13.016667°E46.483333; 13.016667 (Arta Terme)Coordinate: 46°29′N 13°01′E / 46.483333°N 13.016667°E46.483333; 13.016667 (Arta Terme)
Altitudine442 m s.l.m.
Superficie42,77 km²
Abitanti2 063[2] (31-3-2019)
Densità48,23 ab./km²
FrazioniAvosacco, Cabia, Cedarchis, Lovea, Piano d'Arta, Piedim, Rivalpo, Valle Località: Chiarsò, D'Inquam, Lavoreit, Plan di Cocés, Rinch, Rosa dei Venti[1]
Comuni confinantiMoggio Udinese, Paluzza, Paularo, Sutrio, Tolmezzo, Treppo Ligosullo, Zuglio
Altre informazioni
Cod. postale33022
Prefisso0433
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030005
Cod. catastaleA447
TargaUD
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona F, 3 249 GG[3]
Nome abitantiartesi
Patronosanti Ermacora e Fortunato
Giorno festivo12 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arta Terme
Arta Terme
Arta Terme – Mappa
Posizione del comune di Arta Terme nella ex provincia di Udine
Sito istituzionale

Arta Terme (Darte in friulano[4]) è un comune italiano di 2 063 abitanti[2] in Friuli-Venezia Giulia. È un centro termale e terapeutico.

Indice

Geografia fisicaModifica

Sorge a 442 m in Val Bût, nella regione alpina della Carnia.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 


Lingue e dialettiModifica

Ad Arta Terme, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano carnico, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[6].

CulturaModifica

Vi soggiornò anche Giosuè Carducci che ispirandosi proprio alla Carnia scrisse diverse poesie tra cui la celebre il comune rustico (1885).

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Tra parentesi è indicato il toponimo in friulano carnico[4].

  • Avosacco (Davosjâs)
  • Cabia (Cjabie)
  • Cedarchis (Cedarcjes), che si trova a sud del comune, all'incrocio tra i due fiumi Chiarsò e Bût. Era famoso per le sue segherie (di Tarussio, dei Bedechs e di Bruseschi) e per i suoi mulini.[senza fonte]
  • Lavoreit (Lavorêt), si può dire sia un casale nuovo, questa frazione sorse nel 1869 circa, staccandosi dal casolare Chiarsò. Da Piedim, attraversato il torrente Chiarsò, si sale sul monte Rinch, raggiunto il casolare Chiarsò si continua più in alto, dove si trova Plan di Cochess o (Coces), ricordato nel 1692, proseguendo ancora verso l'alto si giunge a Rinch. Un certo Conte Cannuccio, proprietario di questi fondi, li vendette ai locali abitanti. Nel 1829 ci vivevano 8 famiglie, circa 60 abitanti, ora è disabitato.
  • Lovea (Luviee)
  • Piano d'Arta (Dimplan), situata a 560 m s.l.m., è centro di villeggiatura estivo, in funzione soprattutto agli impianti termali del capoluogo Arta. La chiesetta del Santo Spirito, del XIV secolo, situata in località Chiusini e restaurata dopo il terremoto, conserva un piccolo campanile pensile, con cuspide a scandole, sullo spigolo sinistro della facciata è presente inoltre un portico in legno e affreschi nelle vele della volta del presbiterio e del coro.
  • Piedim (Piedim), faceva parte integrante assieme a Ricornut del comune di Rivalpo, dal suo nome è evidente che trae le sue origini dall'essere fondato ai piedi dei monti circostanti ed in riva al torrente Chiarsò a fianco dello sbocco del Riupoi, nel passato era uno scalo per legnami di grosso taglio (taés), alcune lavorate sul posto, altre avviate verso altre destinazioni.
  • Rivalpo (Rualp) invece prende il suo nome da un ruscello (Riupoi) che ha le sue sorgenti alle pendici del monte Cucco. Anticamente vi erano altri casolari posti molto in alto, sotto il monte Cucco, in località Chiarsovalis, ai cui abitanti la leggenda dà il nome di Pagans. Si notano ancora vestigia e ruderi di casolari e solchi di campi seminativi. Dal ritrovamento nel Rio Plombs di una piccola campana, si suppone che vi fosse in loco anche una piccola cappella, come raccontavano i vecchi del luogo.
  • Rosa dei Venti (Dincuan), conserva ancora il suo nome antico, luogo di sosta lungo la strada d'Incaroio che portava a Paularo.
  • Valle (Val), già nel lontano 1399 aveva il suo nome in quanto un certo Giovanni Quondan di "Val" beneficiava della chiesa di San Martino di Val.

Tutte queste frazioni dipendevano dalla chiesa di San Martino, le cui origini si collocano prima della metà del XV secolo e sono rilevate da alcune disposizioni testamentarie e da documenti autentici del 1412. Questa chiesa dipendeva fino al 1470 dal Curato di Ogni Santi di Sutrio, come risulta dagli atti notarili di Gasparini Micheli da Tolmezzo, pubblico notarius.

Queste frazioni, oggi sotto l'amministrazione del comune di Arta Terme, prima del 1821 erano separate da Arta del Friuli (come si chiamava allora). Esse avevano il proprio comune, con a capo il meriga (sindaco) ed il ViceMeriga. Sia a Valle che a Rivalpo, il luogo delle adunanze era il piazzale della chiesa o la casa canonica oppure in casa di qualche Meriga o notaio che fungeva da segretario.

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

SportModifica

Arta Terme è stata sede di ritiro estivo per diversi anni dell'Udinese Calcio.

Arta Terme è stata per due volte sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo ad Arta Terme
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1970 17ª Lido di Jesolo 165   Franco Bitossi   Eddy Merckx
1988 19ª Borgo Valsugana 233   Stefano Giuliani   Andrew Hampsten

NoteModifica

  1. ^ Comune di Arta Terme - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2019.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ a b Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana, su arlef.it. URL consultato il 18 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).
  7. ^ Dati generali, comune.noale.ve.it. URL consultato il 12 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2010).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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