Apri il menu principale
Paularo - Paulâr
comune
Paularo - Paulâr – Stemma
Paularo - Paulâr – Veduta
panorama del centrovalle
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaNon presente
Amministrazione
SindacoDaniele Di Gleria (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate46°32′N 13°07′E / 46.533333°N 13.116667°E46.533333; 13.116667 (Paularo - Paulâr)Coordinate: 46°32′N 13°07′E / 46.533333°N 13.116667°E46.533333; 13.116667 (Paularo - Paulâr)
Altitudine648 (Casa comunale) m s.l.m.
Superficie84,24 km²
Abitanti2 556[1] (31-12-2017)
Densità30,34 ab./km²
Frazionivedi elenco
Comuni confinantiitaliani: Arta Terme, Treppo Ligosullo, Paluzza, Moggio Udinese; austriaci: Dellach, Hermagor-Pressegger See, Kirchbach, Kötschach-Mauthen.
Altre informazioni
Linguefriulano-carnico variante paularina
Cod. postale33027
Prefisso0433
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030073
Cod. catastaleG381
TargaUD
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona F, 3 510 GG[2]
Nome abitantipaularini
Patronosanti Vito, Modesto e Crescenzia
Giorno festivo15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Paularo - Paulâr
Paularo - Paulâr
Sito istituzionale

Paularo (Paulâr in friulano[3][4]) è un comune italiano di 2.556 abitanti della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia (Friûl-Vignesie Julie, in friulano, Furlanija Julijska krajina in sloveno, Friaul-Julisch Venetien in tedesco).

Il nome deriva da "pabolarium" (pascolo) all'epoca molto ricco nella Valle, oppure da "povui-poulars", luogo di ippocastani, come testimoniano gli unici secolari esemplari arborei di piazza Julia, eredi di ben più vasta piantagione. Un'antica pergamena reca a tal proposito uno scritto: "Poularij di Incaroj, anno 1471"[5].

«Chiamasi Canale d'Incarojo l'intera valle solcata coll'alto But, che s'immette nel Tagliamento. Questa Valle, posta nella catena delle Alpi Carniche, la più orientale fra le settentrionali della Carnia, comprende il territorio del comune di Paularo, uno fra i più vasti territorj comunali, avendo l'area di 73988 pertiche censuarie. Le Alpi ne' loro vertici, elevati 2100 metri sopra il livello del mare, segnano i confini tra la Carnia e la Carintia, e mandano le acque nell'Adriatico co' loro versanti al Sud, e nel mar Nero con quelli al Nord»

(Incipit di un libro dell'architetto, matematico e meteorologo friulano Giovanni Battista Bassi dedicato "ai buoni valligiani d'Incarojo" il 30 novembre 1861.[6])

Indice

Geografia fisicaModifica

Il capoluogo, Paularo, è ubicato a 690 metri s.l.m.; l'abitato si distribuisce tra i 514 e i 950 metri s.l.m. circa mentre, nel suo complesso, la valle - denominata Valle d'Incarojo, Val Chiarsò e Valle di Paularo - è compresa tra i 410 e i 2.187 metri s.l.m..

OrografiaModifica

Complessivamente la Valle è circondata dai monti:

  • Zermùla (2.143 m), Findenigkofel (2.015 m) e Pizzul (1985 m) a nord;
  • Tersadia (1.959 m), Castoia (1231 m) e Cuc (1804 m) a ovest;
  • Salincjet (1.857 m) e Jouf (1242 m) a est;
  • Sernio (2.187 m), Flop (1792 m), Mezzodì (1806 m), Palasecca (1929 m) e Grauzaria (2066 m) a sud.

IdrografiaModifica

Il Chiarsò, da cui la valle prende il nome (Valle Chiarsò), è il torrente che si snoda lungo l'intero territorio e il suo nome, di origine preromana, potrebbe significare la presenza di luoghi rocciosi lungo il torrente. Nasce a 985 m, presso la Stue di Ramaç dall'unione dei rii Cercevesje e Malinfier, e termina a Cedarchis dove affluisce nel But. Dopo la suddetta confluenza, riceve il Maior, il Rù Tamai e il Rùat; a seguire, nel centro del paese, con la Minischite, il Rùtandi, l'Orteglas, la Turiee, la Muee e, per ultimo, con i rii Benedet e Poi.

Nella Valle d'Incarojo scorrono altresì le acque della:

  • cascata di Salino nell'omonima frazione;
  • cascata das Glirs a Meledis lungo l'arteria che conduce al confine di Stato con l'Austria;
  • cascata da Naše tra Prabon e Pizzul,

e zampillano due fonti d'acqua: la ferruginosa a Rùfosc e la solforosa ad Aones.

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Paularo.
 
segmento del monte Sernio

Il clima della zona, pur trattandosi di area alpina, è mite in quanto fortemente protetta dai venti dai quadranti nord-orientali. Le temperature medie annue oscillano attorno ai 9,6 °C.

La primavera presenta caratteristiche invernali nella prima parte di marzo per poi mitigarsi agli inizi di aprile quando le temperature minime non risultano più negative. Le medie stagionali primaverili sono comprese tra i 6 e gli 8 °C.

Il periodo in cui è possibile superare i 30 °C va da giugno ad agosto; solo eccezionalmente vengono superati i 35 °C.

L'inverno in questi ultimi anni non è più particolarmente rigido, con le temperature medie stagionali che oscillano tra i 1,5 °C e i -5 °C, e nemmeno piovoso. La neve non più abbondantissima anche perché parte del vapore acqueo precipita nelle antistanti Prealpi.

Storia ed eventiModifica

Un incendio del 24 dicembre 1709 annientò il prezioso archivio dell'allora comune di Villa di Mezzo (oggi frazione di Villamezzo) che disponeva di un'importante documentazione che ricostruiva in maniera completa e accurata la storia della Valle d'Incarojo, fino a quella data. Malgrado l'evento sono stati reperiti atti custoditi negli archivi delle Valli contermini che offrono, pur in maniera non precisa e assai frammentata, dei cenni storici riferiti agli anni antecedenti la distruzione archivistica villamezzina.

Nel 705 sulle montagne della Valle d'Incarojo si svolsero alcune battaglie tra i Longobardi e gli Slavi.

Il 31 agosto 1037 il Patriarca Peppone, assegna con il suo testamento “omni que vocatur Pizzul” alla Chiesa di Aquileia[5].

 
benvenuto all'ingresso del capoluogo

Un documento del 30 dicembre 1275 riconosce dinnanzi al Patriarca Gregorio di Montelongo di avere “decime" a Villa di Mezzo d'Incarojo (oggi Villamezzo).

Un atto testamentario di Stropatius che riporta la data del 1309, cita Villa de Fur (oggi Villafuori) e Tavella di Salino.

Il 16 luglio 1420 ebbe fine la lotta tra il Patriarcato di Aquileia e la Serenissima Repubblica di Venezia. La Valle d'Incarojo passò sotto l'egida della Patria Veneta, mentre sotto il profilo ecclesiastico rimaneva alle dipendenze della potestà patriarcale. La suddivisione amministrativa della Valle durante la dominazione veneta era costituita dai comuni di Villamezzo (con le frazioni di Villafuori e Rio); Paularo (con Misincinis e Casaso); Dierico; Salino (con i borghi di Lambrugno, Tavella e Castoia); Trelli (con la frazione di Chiaulis). Tale suddivisione rimase in vigore fino agli inizi del secolo XIX[5].

Il 30 agosto 1478 venne combattuta la Battaglia di Lanza contro i Turchi che aspiravano ad appropriarsi dell'intera Valle e di altre valli carniche.

Nell'anno 1692, un'alluvione distrugge totalmente la canonica del capoluogo.[7]

Nel 1700, Jacopo Linussio, nativo del posto e studente a Villach (Austria), divenuto un noto ed affermato imprenditore dell'industria tessile in Carnia creò numerosi laboratori tessili garantendo un'occupazione alla popolazione carnica mai vista prima e chiaramente anche per l'area paularina fu un periodo particolarmente fiorente[5].

A testimonianza di oltre quattro secoli di dominio della Serenissima Repubblica Veneta è un cippo confinario, in pietra, noto come di “Maria Teresa” tutt'oggi visibile a Valbertat Bassa che riporta scolpita la data del 1777 con impresso su un lato il leone di San Marco e sull'altro lo stemma del ducato di Carinzia.

Nel 1709 si scatenò un ampio incendio nell'allora comune di Villa di Mezzo (già citato in premessa).

Nel 1797 la Valle passa all'Austria a seguito della sconfitta del Sovrano asburgico Francesco II (Trattato di Campoformio).

 
panoramica sud del centrovalle

Nel 1805 annessione della Valle al Regno d'Italia creato da Napoleone I.

Nel 1814 con la caduta di Napoleone Bonaparte la Valle d'Incarojo nuovamente torna in territorio austriaco[5].

Nel 1866 la Carnia e con essa Paularo divennero territorio italiano. Da questo anno in poi divenne una frequentata località turistica caratterizzata in seguito anche da una massiccia presenza militare del Corpo degli Alpini ospitati nelle due caserme in via Roma e via Piave; esse furono edificate dal Ministero della Difesa italiano nel 1940 per la Guardia di Frontiera ma rimasero inutilizzate a causa della guerra; solamente dal 1962 al 1975 vi furono ospitate una compagnia di alpini ed una batteria di artiglieria da montagna.

Nel 1913 iniziarono i lavori della strada Duron, lunga sei chilometri, resa camionabile tra il 1939-1940 e di competenza provinciale nel successivo 1960. La nuova arteria farà da anello di congiunzione tra la strada provinciale valle d'Incaroio e la strada statale 53 bis per monte Croce Carnico al confine con l'Austria.[8]

Il 14 settembre 1915 (Prima Guerra Mondiale) sul monte Zermula avvenne il bombardamento che coinvolse militari austriaci contro i militari italiani.

Il 2 aprile 1917 a Casera Turiee una valanga travolgeva la sede del Comando Battaglione Alpini "Monte Granero". Tra i numerosi militari che persero la vita anche il loro comandante, maggiore Vincenzo Arbarello.[9]

Tra il 1936 e il 1941 viene realizzata un'altra importante arteria di comunicazione tra il centrovalle e Ramaz (9 chilometri) e Ramaz a Pontebba (24 chilometri) necessaria al consorzio comunale Paularo-Arta Terme-Moggio Udinese-Pontebba.[8]

 
volo con parapendio

Il 5 giugno 1944 i partigiani garibaldini entrarono a Paularo distruggendo, come primo atto, la sede del Fascio ubicata di fronte all'attuale Monumento ai Caduti di tutte le Guerre e nel pomeriggio uno stormo di cacciabombardieri diretti in Germania sorvolarono l'intera Valle[10]. Il 9 ottobre, alle ore 04:00 del mattino, un ordine del comandante dei partigiani e l'aiuto di un garibaldino locale esperto di dinamite, fa distruggere il "ponte di ferro" che consente l'ingresso al capoluogo provenendo da Tolmezzo[10]. L'11 ottobre nel corso di un'operazione di rastrellamento durante il Secondo Conflitto Mondiale, circa 300 residenti furono arrestati e deportati nei campi di concentramento tedeschi[10].

Nel 1951 il Comune raggiunge il più alto numero di cittadini residenti del secolo: 4.412 abitanti.

Il 6 maggio 1976 tutta la regione Friuli-Venezia Giulia è stata colpita da un violento sisma percepito anche nella Val Chiarsò nella quale, però, non ha creato seri danni alle infrastrutture.

Il 24 luglio 1983 viene inaugurato il Centro Residenziale per Anziani, struttura moderna e funzionale, grazie alla generosità e all'operosità dell'Associazione Nazionale Alpini e dei relativi Gruppi di Paularo e Dierico[11]. Il 10 e l'11 settembre 1983 la Valle venne investita da un'intensa alluvione che modificò permanentemente parte della morfologia e della viabilità del fondovalle capoluogo.

Nella mattinata del 19 agosto 1988 inaugurazione, dopo un'ampia riqualificazione, del nuovo "parco giochi Saletti" la cui madrina dell'evento è stata la bionda Maria Giovanna Elmi, annunciatrice e presentatrice di programmi della Rai, nonché cantante e attrice. La "fatina" della televisione, così come è stata definita, negli anni seguenti ha presentato altresì varie edizioni di concerti di musica classica organizzati nella Valle; Il 14 agosto 1990 affollatissimo concerto del cantante italiano Toto Cutugno organizzato nel contesto della Sagra paesana di San Rocco di Dierico.

 
centro della valle con il capoluogo

Il 4 giugno 1994 sul monte Pizzul, il Gruppo Alpini di Paularo con il supporto logistico dell'omologo di Dierico, ha avuto luogo la consegna del Tricolore alla tre scuole presenti sul territorio: la scuola dell'infanzia "Ten. Silvano Sbrizzai", la scuola primaria "Giovanni Battista Bassi" e secondaria di primo grado "Jacopo Linussio", rappresentate da oltre 300 alunni coi rispettivi genitori. La manifestazione avvenne dinnanzi alla graziosa cappelletta del Santissimo Redentore edificata dagli Alpini della Valle in onore e a ricordo dei Caduti dei due conflitti mondiali[11].

Tra la fine del 1995 e il 1999, a Misincinis è emerso, a seguito di scavi privati, un numero significativo di materiali utilizzati tra la fine dell'VIII e il I secolo a.C. e, in particolare, 145 tombe a incinerazione di una necropoli, i cui corredi si riferiscono alla cultura di La Tène e testimoniano la presenza di popolazioni celtiche e transalpine.

Il 13 luglio 2001 ha avuto luogo nella Valle la 11ª tappa del 12° Giro Rosa, Giro d'Italia Internazionale Femminile, vinta dalla svizzera Nicole Brändli.[12]

Nell'estate del 2002 il Gruppo Alpini di Dierico ha collocato sulla vetta del monte Sernio (2.187 m s.l.m.) una Croce di notevoli dimensioni (4 metri) che domina le Valli delle Alpi Carniche. La Croce è stata benedetta al termine di una Santa Messa officiata per l'occasione dal parroco di Dierico.[13]

Nella primavera del 2007 viene istituita l'Associazione Intercomunale Alta Carnia costituita dai comuni di Arta Terme, Ligosullo, Paularo e Zuglio con l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi e razionalizzare le risorse umane ed economiche dei quattro enti locali così come indicato dalla Legge regionale n.1/2006. Il 31 agosto Paularo accoglie il 3Presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Illy che nell'occasione visita una mostra di lavori realizzati dai corsisti della locale Università della Terza Età;[14] nello stesso mese viene presentato l'Inno di Paularo scritto da Ciro di Gleria (già autore di numerosi testi) e musicato da Florian Pedarnig. L'Inno sarà proposto nei concerti musicali della "Filarmonica Ferdinando Nascimbeni".[15] Il 30 dicembre si è svolta nella Val Chiarsò l'8ª edizione del "Formaggio di malga Italia-Austria" con la competizione tra malghe italiane e malghe austriache nell'ambito del "programma interregionale III" Italia-Austria.[16]

 
tratto del torrente Chiarsò

Il 13 e il 14 giugno 2008 la Val Chiarsò accoglie, per la prima volta, il convegno nazionale dell'Associazione Nazionale Alpini con tutto il direttivo del sodalizio presieduto dal presidente nazionale Corrado Perona.[11] Sabato 6 e domenica 7 settembre record di presenze di pubblico alla manifestazione estiva paularina "Mistîrs", rappresentazione degli antichi mestieri della Valle, che ha raggiunto la cifra di 12.000 ospiti. Il 28 settembre dopo l'esperienza quasi trentennale di Radio Paulâr, conclusasi in seguito all'entrata in vigore della legge Mammì che regolamentava l'intero settore radiotelevisivo italiano, vengono accese, su concessione ministeriale, le frequenze di Radio Paularo che diffonde, in una veste rinnovata dal punto di vista tecnologico, una programmazione musicale, di intrattenimento, varietà e di informazione sui 105.00 MHz dell'FM locale. Il 19 novembre uno speciale documentario sulla Valle d'Incarojo, di venti minuti, viene diffuso via satellite Eultelsat Hot Bird 13° est in tutta Europa, nel nord d'Africa e nella parte più vicina dell'Oriente, dall'emittente televisiva OasyTv all'interno della trasmissione Piccola grande Italia. Il programma è stato riproposto il giorno seguente e il sabato successivo.[17]

Il 23 maggio 2010 la Valle è stata percorsa durante lo svolgimento della 15ª tappa del 93º Giro d'Italia che ha impegnato i ciclisti, per la prima volta, a confrontarsi con l'impegnativo tratto del "Duron" (6,7 km con pendenza media del 10% e punte del 18%).[18]

Il 30 novembre 2012 inaugurazione comune tra i municipi di Paularo, Arta Terme e Pontebba, del progetto "Via di Attila" teso a rilanciare il percorso "Passo Cason di Lanza" che sarà protagonista in una tappa del Giro d'Italia nel 2013.[19]

Il 14 maggio 2013 la dirigenza del 96º Giro d'Italia fa percorrere, ancora una volta, l'intera Valle d'Incarojo durante la 10ª tappa della manifestazione sportiva nazionale con direzione Passo Cason di Lanza - Altopiano del Montasio.

Il 31 agosto 2014 visita al Comune del presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, in occasione della 19ª edizione della rassegna di "Mistîrs".[20]

Il 29 agosto 2015, a margine della celebrazione di una Santa Messa, è stato siglato un patto di amicizia tra il comune paularino e la città di San Giovanni Rotondo (regione Puglia) a cura dei rispettivi primi cittadini e di una rappresentanza delle due amministrazioni comunali. La cerimonia, con il taglio del nastro, si è svolta nel contesto dell'annuale manifestazione "Mistîrs" giunta alla 20ª edizione.[21] L'Amministrazione locale acquista la nuda proprietà di Palazzo Calice, a Villafuori, già appartenuto alla nobiltà veneziana e per ultimo alla famiglia Valesio-Calice[22].

Il 1º gennaio 2016 il comune entra a far parte della UTI, Unione Territoriale Intercomunale della Carnia, istituita con legge regionale n. 26 del 12 dicembre 2014. L’UTI coinvolge ventiquattro comuni dell’area montana carnica e assume l'esercizio di funzioni, anche di area vasta, precedentemente esercitate dalla Provincia e dalla Comunità montana della Carnia e di funzioni comunali.[23]

Il 16 luglio 2017 si è svolto il 30º raduno della "Sezione Carnica" dell'Associazione Nazionale Aplini di Tolmezzo. In occasione dell'evento il quadrimestrale sezionale "Carnia Alpina" (n.1/2 edito il 15 giugno 2017) ha dedicato alla Valle la copertina, la quarta di copertina e nove pagine interne con descrizione storica e foto dell'Incarojo tratti dalla pagina Wikipedia.[24]

Dal 1º febbraio 2018 i cinque comuni italiani confinanti territorialmente si riducono a quattro in seguito alla fusione tra Treppo Carnico e Ligosullo che hanno costituito il nuovo municipio di Treppo Ligosullo.[25] Il 20 aprile visita nel capoluogo degli esponenti politici Matteo Salvini e Massimiliano Fedriga.[26] Il 21 aprile Paularo e altri 133 comuni, cessano di appartenere alla Provincia di Udine, intesa come ente pubblico e politico, a seguito della chiusura prevista dalla legge regionale del 12 dicembre 2014 n.26 che ha abolito di fatto, unica regione in Italia, le quattro province della regione autonoma.[27] Il 19 maggio transito della 14ª tappa del 101° Giro d'Italia, con traguardo volante nel capoluogo, per attraversare il "Duron" direzione monte Zoncolan,[28] la sera ha avuto luogo la "Notte Rosa" manifestazione in occasione dell'evento ciclistico nazionale.[29] Il 13 luglio, la storica cornice di Palazzo Calice, ha ospitato la rassegna gastronomica delle Alpi Carniche "Gusto Carnia" con la presenza della deputata della Repubblica Italiana Aurelia Bubisutti.[30]

StemmaModifica

Lo stemma comunale rappresenta uno scudo alla sannitica, trinciato in banda, azzurro in capo su cui spiccano in rosso tre torri in pietra merlate alla ghibellina con tre porte aperte; rosso in punta e tre stelle in oro a sei raggi ordinate sotto ciascuna torre. Le tre torri ricordano i tre fortilizi che per diversi secoli hanno provveduto alla difesa del paese, il primo innalzato sopra la zona Duron, che poneva in comunicazione le valli di Treppo, Paluzza e Valcalda, l'altro sopra la frazione di Dierico che dominava il canale d'Incarojo e il terzo con torre e tempietto pagano era posto sopra il colle che dominava Paularo sul quale ora si eleva la chiesa Parrocchiale. Inoltre la prima torre simboleggia l'assieme delle Ville a Nord, quella centrale il Capoluogo e la terza la popolazione del canale lungo il corso del torrente Chiarsò; verso sud; esse poggiano su uno scosceso fondo rosso simbolo delle ripide e rocciose montagne della Valle.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architettura religiosaModifica

 
127 gradini conducono alla parrocchiale dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia martiri
  • Chiesa parrocchiale di Paularo dedicata ai santi patroni Vito, Modesto e Crescenzia martiri; poggia le basi su una preesistente chiesa del Quattrocento ma l'attuale edificio sacro è stato costruito attorno al 1750 su progetto di Domenico Schiavi. L'interno è stato affrescato da Antonio Schiavi (fratello di Domenico) della scuola veneziana del periodo Tiepolo-Piazzetta e rappresenta un capolavoro assoluto del pittore.

La Chiesa custodisce tra le altre: due opere di pittore locale posizionate nelle pareti del battistero ("la moltiplicazione dei pani e dei pesci" e "le nozze di Cana"); nella cupola altre due opere ("la Trinità in gloria" e "i "quattro dottori della Chiesa" Agostino, Girolamo, Ambrogio, papa Gregorio I); altre due tele, a olio su tela, nell'altare delle anime purganti (1803) e una in quello di san Valentino rappresentante la Madonna in trono con bambino e i santi Valentino, Agostino, Gerolamo e Giovanni Battista; un magnifico Crocifisso, a grandezza quasi naturale del XVI secolo circa; l'altare marmoreo offerto da Jacopo Linussio (lo ricorda una lapide bianca sul retro con l'epigrafe D.O.M. Jacobi Linussi, pietate MDCCCXLVII) con le statue dei Santi Vito e Modesto ai due lati, con in mano una palma segno del loro martirio, e al centro il Salvatore con un vessillo dorato; il tabernacolo la cui parte è stata dipinta da Antonio Schiavi in pittura su metallo con fogli d'oro zecchino e ossidi metallici; il battistero del XVI secolo e l'organo del 1764.

Centoventisette sono i gradini necessari per raggiungere l'ingresso della chiesa parrocchiale partendo dal primo costruito accanto all'ingresso dello storico palazzo Calice-Screm: novantatré fino al ballatoio panoramico, altri trentaquattro da quest'ultimo al portale d'ingresso disegnato da Domenico Schiavi;

  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, fondata intorno al 1300 circa ed affrescata nel XVI secolo da Giulio Urbanis di San Daniele del Friuli. La chiesa, ubicata a Dierico, accoglie un meraviglioso altare ligneo del 1522 realizzato da Antonio Tironi da Bergamo;
  • Chiesa di San Giovanni Battista, costruita nel XV secolo e ristrutturata nel XVI. Presenta all'interno un altare dedicato alla Beata Vergine del Carmine, uno a San Giovanni Battista e una tela opera di pittore locale;
  •  
    cappella SS. Fabiano e Sebastiano
    Chiesa parrocchiale di Santa Caterina d'Alessandria martire, eretta a Salino nel 1400 e ristrutturata nel 1849. Conserva un antico campanile medioevale e un altare del 1600 che raffigura la Madonna della cintura e i santi Agostino, Monica, Caterina, Floriano e Antonio abate;
  • Chiesa di Sant'Antonio abate edificata nel 1674 su volere del nobile Tommaso Calice. Ora sconsacrata è di proprietà del comune di Paularo che la adibisce per ospitare mostre d'arte temporanee, esposizioni fotografiche, concerti musicali e corali;
  • Cappella dei santi Fabiano e Sebastiano eretta nel 1688 a Villafuori su mandato della nobile famiglia dei Calice. Al suo interno presenta un settecentesco altare in marmi policromi sormontati da statue in pietra bianca raffiguranti Maria Assunta in cielo e i due santi a cui è dedicata. Da alcuni anni accoglie l'immagine lignea, di scultura altoatesina, della Beata Maria Vergine Addolorata donata alla comunità paularina dai reduci della Grande Guerra (1915-1918);
  • Chiesa di San Pietro apostolo, costruita nel 1715 a Chiaulis, custodisce un'importante tela di San Pietro attribuita a Nicola Grassi;
  • Sacello di Santa Maria di Loreto costruito nel 1745 a Villamezzo, già importante centro del "comune delle Tre Ville"; trattasi di un raro esempio di architettura a base ottagonale;
  • Chiesa del Santissimo Redentore a Ravinis;
  • Santuario di Maria SS. Ausiliatrice del Monte Castoia, costruito nel 1870 e in seguito ampliato. Custodisce degli affreschi del pittore Giacomo Monai di Nimis e sopra l'altare principale la leggendaria pietra con impressa l'immagine della Madonna con il Bambino Gesù in braccio nota come "Madone dal Clap" rinvenuta nel corso d'acqua che scorre accanto;

PalazziModifica

  •  
    palazzo Calice-Screm
    Palazzo Valesio-Calice, a Villafuori, edificato nel 1591 per opera di una famiglia veneziana, domina nella quasi totalità il capoluogo. Il singolare edificio è composto da due ali e disposto su un ampio cortile racchiuso da un muro di cinta merlato. Particolare e di notevole pregio il portale che riporta l'emblema della famiglia Valesio-Calice. Il palazzo è raggiungibile anche attraverso una storica e lunga gradinata detta "Cjamburjan". La famiglia che vi soggiornava apparteneva alla nobiltà veneziana con l'incarico anche di governo dei boschi per conto di Venezia;
  • Palazzo Calice-Screm, costruito nel XVI secolo e considerato il prototipo della casa carnica;
  • Palazzo Morocutti, edificato nel 1631 a Trelli, rappresenta uno dei pochissimi edifici antichi carnici presenti nella frazione;
  • Palazzo Tommaso Calice, costruito nel 1674 da Tommaso Calice anno in cui ottenne per motivi militari anche il titolo di Barone. L'infrastruttura è sede della locale Canonica;
  • Palazzo Scala, edificato nel XVII secolo. È stato completamente ristrutturato dopo l'incendio che ebbe luogo la notte di Natale del 1709, quando Villamezzo andò in fiamme. Le sue origini risalgono probabilmente al 1500, almeno stando ai suoi caratteri architettonici: la bifora centrale e il portale, infatti, rimandano allo stile Luigi XIII. Ospita oggi un museo di antichi strumenti musicali denominato "la Mozartina" e curato dal maestro prof. Giovanni Canciani di cui è il titolare;
     
    un'ala di Palazzo Valesio-Calice
  • Palazzo Linussio-Fabiani, risale alla metà del XVII secolo. Fu la dimora di Jacopo Linussio e della sua famiglia e ospitò numerosi personaggi illustri del tempo tra i quali: il poeta Giosuè Carducci (1835-1907): poeta e scrittore italiano, vincitore di premio nobel per la letteratura (1906); la poetessa Caterina Percoto, l'architetto e matematico Giovanni Battista Bassi, Wolf e Arboit;
  • Palazzo Tarussio (Côrt di Tarùsc) da ammirare a Villamezzo e presente in loco fin dal 1737. Una rappresentazione tipica di abitazione carnica del secolo con all'interno alcune opere lignee del maestro Giacomo Sbrizzai ed altri intagliatori del legno della Valle di Paularo.

Altri sitiModifica

  • Cippo confinario di Maria Teresa, n.15 del 1772, delimitava il confine tra la Repubblica di Venezia e l'Impero Austriaco: su un lato è impresso il Leone di San Marco, sull'altro lo stemma del ducato di Carinzia, casa regnante d'Austria. Il Cippo è riconducibile ad una successiva definizione dei confini in quanto riporta su due lati la data del 1887 riferita alla confinazione legata all'annessione del Friuli all'Italia nel 1966;[31]
  • Cascata di Salino, tra Salino e il borgo di Lambrugno, l'acqua scivola su rocce sedimentarie risalenti a 250 milioni di anni fa. La poetessa e scrittrice Caterina Percoto, che frequentemente trascorreva le vacanze in Incarojo, l'ha definita "una delle meraviglie della Carnia";
  • Cascata "das Glirs", tra Meledis e Valbertat, l'acqua percorre calcari siluriani variegati in cui prevalgono i colori rosati;
  • Cascata "da Naše", tra Ravinis e malga Pizzul, un'altra cascata che scorre su rocce vulcaniche verdastre;
  •  
    tratto della Cascata di Salino
    Forra "das Calas", cavità originata dal Chiarsò in Ramaz avente una profondità di un centinaio di metri e larghezza da due a cinque metri, il corso d'acqua forma dei pozzi profondi e ribollenti. in corrispondenza della forra è stato realizzato un sentiero che permette di percorrere senza difficoltà il tratto impervio del fondovalle e di osservare da vicino un interessante esempio di erosione fluviale su rocce calcaree delle Alpi Carniche. Era il terrore dei boscaioli che rischiavano la vita durante la "menade" ossia il trasporto del legname a valle agevolato dalla spinta dell'acqua del torrente;
  • Borgo Cjavec (Borc di Cjavec o Borgut), uno dei borghi più belli e antichi del capoluogo ubicato in prossimità di Palazzo Fabiani. Tra gli edifici del complesso spicca "casa Del Negro" (in dal barbe Gjulio) custode di un antico tornio per la produzione del sidro di pere di qualità "martins" e di mele paularine;
  • Necropoli Preromana a Misincinis, nel corso di una serie di scavi effettuati tra il 1996 e il 1999 presso un'abitazione privata della frazione, vennero alla luce particolari strumenti di natura storica che a seguito di esami condotti dalla soprintendenza per i BAAAAS del Friuli-Venezia Giulia hanno permesso di individuare per la prima volta in Carnia una necropoli preromana costituita, allo stato attuale della ricerca, da 145 tombe ad incinerazione sovrapposte le une alle altre presentando differenze sensibili sia per quanto riguarda il rituale che per le caratteristiche del corredo. Il materiale raccolto, più di 800 pezzi, è costituito da oggetti di ornamento e abbigliamento come fibule, spilloni, ganci di cintura e pendagli. È stata rinvenuta anche una punta di giavellotto ed un puntale di lancia oggetti, forse, appartenuti ad un defunto;
  • Fonte idrosolforosa, o pudia, zona Aones, a un km circa prima dell'ingresso nel capoluogo, sgorga abbondante dalla sorgente l'acqua pudia nota per le sue proprietà terapeutiche;
  • Fonte idroferruginosa, a Rùfosc oltre Misincinis, nota sorgente di acqua immersa nel verde dei boschi che caratterizzano la Valle d'Incarojo. Per l'elevato contenuto di ferro tinge le rocce di un'evidente tinta ruggine; è conosciuta come acqua di ferro (aghe di fiêr);
  • Abies Alba Miller: dal latino abete bianco, è un esemplare dalle caratteristiche insolite per questa specie di albero ed è stato censito tra i monumenti naturali della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia (LR 9/2007 art.81). Il tronco, al quale è stato attribuito l'esotico nome di "la palma", si divide a pochi metri dal suolo in sei fusti, il maggiore dei quali raggiunge l'altezza di 35 metri e una circonferenza di 3,80 metri ed un'età di 170 anni circa. È possibile ammirarlo nel bosco di Zermula sulla strada che da Paularo conduce a Passo Cason di Lanza;[32]
  •  
    la "Gloria" nel monumento ai Caduti di tutte le Guerre eretto nel capoluogo
    tre croci in vetta: è il numero di croci in ferro collocate su altrettante cime che coronano la Valle d'Incaroio. Raggiungibili tramite sentieri segnalati sfrecciano rispettivamente sui monti Sernio, Zermula e Tersadia;
  • Grotta di Attila: cavità che si incontra tra Lanza e Sella Val Doce (sentiero 458) in prossimità del valico austriaco. L'ingresso è alto 4 metri e la cavità si estende per 400 metri con un dislivello di 30 metri; per un tratto può essere percorso in posizione eretta. Si tratta di una grotta carsica drenante in profondità le acque che circolano nella torbiera. Una delle molte leggende che circolano da secoli sul sito è che l'interno conservi un tesoro, non ancora rinvenuto, nascosto da Attila.

PiazzeModifica

Le principali:

  • piazza Bernardino Nascimbeni, al centro del capoluogo, nella quale ha sede il palazzo del Municipio con gli altri organi amministrativi del comune; l'ufficio postale e la farmacia;
  • piazza Julia: accoglie il complesso monumentale realizzato da Giobatta Segalla in memoria di tutti i Caduti e dispersi, militari e civili di Paularo, nei conflitti bellici avvenuti nel 1911/1912 - 1935/1936 - 1940/1945;
  • piazza IV Novembre: in prossimità del ponte centrale che conduce in piazza Julia, su questa piazza si affaccia palazzo Linussio-Fabiani.
     
    palazzo Linussio-Fabiani, residenza di Jacopo Linussio. Vi soggiornò il poeta Giosuè Carducci

VieModifica

Le più note sono:

Parchi e giardiniModifica

  •  
    laghetto al parco Saletti
    parco giochi "Saletti", in via Pineta n.22, direzione Dierico; area giochi per bambini e zona sportiva (tennis, calcetto, pallavolo) con bar, area campeggio attrezzato per tende e camper nonché palestra per arrampicata e campo minigolf a 18 buche su una superficie di 15.000&m² con illuminazione notturna;
  • parco "Giardinetti", all'ingresso del capoluogo, appena dopo il "Ponte di Ferro", sulla destra, area giochi per bambini e panche relax

Caserme militariModifica

  • caserma "cap.magg. Medaglia d'Oro al Valor Militare" Olivo Maronese, via Piave n.44; ha accolto: la 10ª Compagnia del Battaglione Alpini "Mondovì", la 9ª Batteria del Gruppo Artiglieria da Montagna "Pinerolo" e la 278ª Compagnia "Val Tagliamento" delle Truppe Carnia-Cadore di San Daniele del Friuli, tutte con militari del corpo degli Alpini e i loro fedelissimi e indispensabili Muli;
  • caserma dell'Esercito Italiano, via Roma n.60, già sede di comando militare con uffici e alloggi per ufficiali degli alpini;
  • caserma dell'Esercito Italiano, via Roma n.37, già sede di uffici e alloggi per ufficiali e sottufficiali degli alpini (struttura demolita, ora area adibita a parcheggio auto);
  • caserma "Monte Paularo", via Piave n.4, già sede di comando brigata del corpo della Guardia di Finanza;
  • caserma Comando Stazione Carabinieri, via Pineta n.9, presidio tuttora operativo dei militari dell'Arma dei Carabinieri;

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[33]

 

Lingue e dialettiModifica

 
pannello stradale bilingue

È d'uso corrente la conversazione in dialetto carnico (ciargnèl), una variante della lingua friulana - tutelata dalla legge n.482/1999 sulle minoranze linguistiche storiche e recepita dalla legge regionale 18 dicembre 2007 - mentre l'italiano viene parlato nelle occasioni formali. La Valle presenta ulteriori varianti linguistiche: a Lovea, Valle e Rivalpo (frazioni del comune di Arta Terme), si parla un dialetto carnico con le vocali lunghe e strette (mangjeet, steet, ecc.); Salino è caratterizzato da una cadenza particolare e calma; a Dierico vige la "erre" pronunciata alla francese con una "e" aggiunta alla fine di buona parte delle parole terminanti in a chiusa.

Esempi di vocaboli in lingua friulana nella dialettica paularina:

  • aghe = acqua
  • beč = soldo
  • binesere = buonasera
  • binore = mattina
  • bregòns = pantaloni
  • brusàdùle = braciola
  • cartùfules = patate
  • casele = scomparto
  • cavoče = testa/capo
  • čuc = collina
  • čuč = formaggio
  • cjanive = cantina
  • cjap = appendino
  • cjapà = prendere
  • cence = senza
  • còtule = gonna
  • curtiš = coltello
  • dane = abete bianco
  • dašpâ = fare
  • flâ = alito/sorso
  • frut = bambino
  • gei = gerla
  • lepe = fetta
  • luanie = salsiccia
  • incjesjie = biscia
  • jodi = vedere
  • jote = brodo/minestra
  • madrac = serpente
  • mandi = ciao
  • miôr = meglio
  • mišdì = mezzogiorno
  • netâ = pulire
  • nul = nuvoloso
  • om = uomo
  • peâ = allacciare
  • peč = abete rosso
  • pečot = straccio
  • pečotâr = straccione
  • pidâ = sgambettare
  • piron = forchetta
  • plancjes = soffitta
  • pocâ = spingere
  • podin = tinozzo
  • pueme = fidanzata
  • sjavet = ciabatta
  • sedon = cucchiaio
  • seglâr = lavabo
  • seglot = secchio
  • tabajâ = parlare
  • tače = bicchiere
  • toc = pezzo
  • troj = sentiero
  • ubidî = ubbidire
  • vacje = mucca
  • vignarûl = ditale
  • vignû = arrivato
  • vore = lavoro
  • vosâ = urlare
  • vuei = oggi

ReligioneModifica

La prima confessione religiosa professata dalla cittadinanza è quella cattolica apostolica romana. L'Arcidiocesi di Udine sovraintende sulle tre parrocchie cui è suddiviso il territorio comunale:

  • "Santi Vito, Modesto e Crescenzia martiri" parrocchia di Paularo, con estensione pastorale sulla chiesa del "Santissimo Redentore" di Ravinis. Parroci: dal 2018 Sandro Tirelli, dal 1989 Giobatta Del Negro, dal 1979 Luigino Talotti, dal 1933 Primo Zuliani, dal 1927 Osvaldo Della Negra, dal 1912 Giovanni Battista della Pietra, dal 1896 Giovanni Battista Beorchia, dal 1856 Antonio Misdariis;[34]
 
santuario "Madone dal Clap"
  • "Santa Maria Maggiore" parrocchia di Dierico. Parroci: dal 2018 Sandro Tirelli, dal 2004 Ivo Dereani, dal 1977 Paolo Verzegnassi, dal 1973 Italo Plos, dal 1958 Nazzareno Zomero, dal 1933 Sebastiano Degano, dal 1931 Giuseppe Fasiolo, dal 1930 Luigi Vecchiani, dal 1926 Giosuè Cecconi, dal 1921 Romualdo Gortani, dal 1909 Antonio Gallo, dal 1905 Guido Steccati, dal 1893 Antonio Nenis;[34]
  • "Santa Caterina d'Alessandria martire" parrocchia di Salino, con estensione pastorale sulle chiese di "San Giovanni Battista" di Trelli, di "San Pietro apostolo" di Chiaulis e del santuario del monte Castoia dedicato alla SS. Maria Ausiliatrice conosciuto come "Madone dal Clap". Parroci: dal 2018 Sandro Tirelli, dal 2000 Ivo Dereani, dal 1966 Luigi Bordignon, dal 1965 Primo Zuliani, dal 1958 Italo Pos, dal 1945 Ezio Sandri, dal 1936 Egidio Del Pino, dal 1927 Giuseppe Gubiani, dal 1923 Carlo Soravito, dal 1918 Giovanni Battista Plozzer, dal 1915 Pasquale Sonsini, 1915 Giacomo Fabiani, dal 1913 Giacomo Minisini, dal 1905 Luigi Mattioni, dal 1902 Ermete Tessitori, dal 1890 Natale Longo.[34]

Cognomi più comuniModifica

nel periodo medioevale[5]

  • Bortolo
  • Cacuso
  • Conai
  • Incarojio
  • Janusitu
  • Pogli
  • Schiavo
  • Trasferini
  • Valesio
  • Vidoni
  • Zanini

nel periodo della Repubblica Veneta (secolo XV-XIII)[5]

  • Barazzutti
  • Bergamin
  • Blanzani
  • Bortolutti
  • Bubizutti
  • Buzzi
  • Cacitti
  • Calis
  • Canciani
  • Candoni
  • Candotti
  • Chiarandon
  • Fanzoi
  • Floriti
  • D'Agnese
  • De Mollis
  • De Scala
  • De Schiavo
  • Di Marco
  • Del Cot
  • Del Quot
  • Del Moro
  • Della Toni
  • Durighello
  • Gaartner
  • Gortan
  • Grafon
  • Gusetti
  • Jachina
  • Jacobus
  • Maion
  • Mamoliti
  • Misson
  • Monte
  • Petron
  • Pilizzaro
  • Pilotti
  • Pirenza
  • Pitic
  • Pittino
  • Poiacii
  • Revelant
  • Rubeis
  • Screm
  • Sgardello
  • Solar
  • Tarussio
  • Tolazzo
  • Toneatti
  • Unfer
  • Vidal
  • Volpati
  • Zanche
  • Zanin
  • Zozzuli

dal secolo XIX a oggi[35]

  • Baschiera
  • Blanzan
  • Brovedan
  • Canciani
  • Candussio
  • Cella
  • Ciani
  • Clama
  • De Crignis
  • Della Schiava
  • Del Linz
  • Del Negro
  • Del Rosso
  • Dereani
  • De Toni
  • Di Gleria
  • Durighello
  • Fabiani
  • Ferigo
  • Flospergher
  • Gortan
  • Maion
  • Matiz
  • Menean
  • Nascimbeni
  • Plozner
  • Poiazzi
  • Puppis
  • Reputin
  • Revelant
  • Rosean
  • Sbrizzai
  • Screm
  • Segalla
  • Sollero
  • Spiz
  • Tarussio
  • Teon
  • Vuerli
  • Zanier
  • Zozzoli

Enti e associazioniModifica

  •  
    palazzo del Municipio
    Pro Val d'Incarojo, per lo sviluppo delle attività turistiche, dei prodotti enogastronomici e artigianali locali, delle tradizioni nonché la tutela e la salvaguardia dei patrimoni storici, artistici, architettonici, culturali e ambientali;
  • Gruppo Amici della Montagna;
  • Gruppo Alpini ANA "Magg. Giovanni Del Negro" di Paularo, costituito nel 1956 e gemellato con l'omologo della città di Pisa;
  • Gruppo Alpini ANA di Dierico, istituito nel 1975;
     
    parrocchiale del '700 nel capoluogo
  • Circolo ACLI "Leonardo Tarussio", istituito il 5 ottobre 1947 dai fondatori Caterina Malatesta, Enrico Radivo, Leonardo Tarussio, Antonio Di Gleria, Giovanni Gortan, don Primo Zuliani[36];
  • Sezione dell'Associazione Nazionale Artiglieri e Genieri;
  • Sezione dell'Associazione Friulana Donatori di Sangue - AFDS), costituita nella Valle nel 1954;
  • Associazione Sportivo-Culturale "Ravinis", nata nei primi anni '80 per la promozione di attività sociali e ricreative a sostegno delle manifestazioni e tradizioni locali. Il sodalizio cura la realizzazione delle "maschere carnevalesche di Ravinis" singolari, suggestive e creative con stili sempre innovativi e raffinati ideate artigianalmente. Le numerose edizioni susseguitesi negli anni hanno posto in luce una speciale serie: Guriuz, Vento del nord, Scacco al re, Crystal e Nocturna e i carri Iride, Volo nel blu, Bùc d'aùr, Il fuoco di Beleno (quest'ultimo si è aggiudicato il 1º premio al carnevale di Buja 2017 come miglior carro mascherato[37]). Le maschere di Ravinis sono state destinatarie di prestigiosi riconoscimenti in Italia e all'estero (oltre 100 partecipazioni) nonché del 1º premio internazionale al Carnevale di Venezia come “maschera antica più bella”;
  • Università della Terza Età, sodalizio teso a promuovere nella Valle una serie di vari corsi di istruzione che vanno dall'apprendimento delle lingue, alla cucina, al cucito, alla medicina e chirurgia, ecc.;
  • Paularo Photo Lab Association, circolo fotografico costituito da giovani e meno giovani che nella vita fanno tutt'altro ma che amano trascorrere il tempo libero scattando fotografie e dal meglio dei loro lavori, oltre 2.500 scatti, organizzano esposizioni fotografiche. Il gruppo ha debuttato con il progetto "Muse's - di.segni del tempo" dedicato a ritratti paularini di vita vissuta, presentato il 5 dicembre 2018 a Trieste al Consiglio della Regione Friuli Venezia Giulia e in seguito nelle mostre allestite a Tolmezzo,[38] Ovaro e Venzone. Il 28 settembre 2018 una rappresentanza del Circolo è stata ospite a Geo programma di Rai 3.

CulturaModifica

BibliotecheModifica

 
biblioteca e sede di Radio Paularo
  • Biblioteca comunale pubblica "Antonio Sartori". Oltre 6000 volumi censiti e di libera consultazione, distinti per libri di prestito, di consultazione, per ragazzi e di fondo locale.

ScuoleModifica

  • Scuola paritaria dell'Infanzia "Tenente Silvano Sbrizzai";
  • Scuola Primaria statale "Jacopo Linussio";
  • Scuola Secondaria statale di primo grado "Jacopo Linussio".

Fino agli anni '90 erano attive scuole primarie anche a Dierico (istituita nel 1867), Ravinis (operativa dal 1926), Salino (aperta nel 1927) e Chiaulis (nel 1947), poi accorpate a quella del capoluogo intitolata a Giovanni Battista Bassi inaugurata nel 1823.[39]

MuseiModifica

 
particolare da San Vito
  • La Mozartina, museo privato del maestro prof. Giovanni Canciani, natio del posto, ospitato nel palazzo settecentesco "Scala". Il percorso espositivo si dipana lungo varie sale a tema: "sala dell'organo Testa" rappresenta una sintesi di tutti gli strumenti a tastiera. Vi sono infatti il cavicembalo, il pianoforte e delle cetre ma soprattutto l'organo Testa, del 1650, si tratta di uno strumento detto "ad ala" per via della disposizione delle 320 canne che ricordano due ali di uccello chiuse. Si dice sia appartenuto alla Regina Cristina di Svezia che regalà al Cardinale Ottoboni, futuro Papa Alessandro VIII e che anche Haendel e Scarlatti lo abbiano suonato; "sala carnica" con un raro pianoforte da tavolo Kaeferle dell'Ottocento, strumento spesso usato dagli operisti e progettato secondo gli schemi del fisico tedesco Helmholtz. Al piano superiore nella "sala dei concerti" si incontra un pianoforte Lipp, la cui storia sfuma nella leggenda, due armonium e una vasta raccolta di pianete del Seicento e Settecento; "stanza del compositore" si trova un pianoforte Erard, la marca preferita da Beethoven; "sala del Genovesino" caratterizzata da due dipinti del Cinquecento: la Natività, attribuita a Luigi Miradori, detto il genovesino, e il dipinto di Gioacchino Asseretto. Alle pareti sono appesi strumenti dell'Ottocento tra i quali anche alcuni di provenienza nepalese. Stampe e manoscritti di notevole rilievo arricchiscono l'intera collezione.[40]
  • Ecomuseo, allestito nel complesso di Sant'Antonio abate, costruito nel capoluogo alla fine del 1600, propone, permanentemente immagini fotografiche delle evidenze più significative del territorio sotto l'aspetto naturalistico, delle tradizioni e delle professioni di ieri e di oggi. I lavori fotografici illustrano: "i menaus" (boscaioli del tempo), "il scalpelin", "il purcitar", "il mulinar", "il stali e il cjot", "la Femenate", "il carnevale artistico di Ravinis". Nella Valle sono inoltre visibili, seguendo un preciso percorso: il "Mulino ad acqua" a Salino; la “Teleferica” costruita diversi anni fa e tutt'oggi funzionante nel capoluogo, e, a Villamezzo, l'esposizione dell'"attività del boscaiolo" oggi operatore forestale, allestita nella sede della locale Stazione del Corpo Forestale Regionale del Friuli-Venezia Giulia. L'Ecomuseo è aperto al pubblico il primo week-and di ogni mese.

MediaModifica

RadioModifica

  •  
    scorcio dell'incantevole Trelli
    Radio Paularo, trasmette dal capoluogo, sui 105.00 MHz, musica di vario genere, cultura e religione, prevalentemente in lingua locale. Il segnale radiofonico è diretto solo agli utenti della Valle;
  • RTS-Radio Trelli Stereo 104, condotta da giovanissimi speakers, tra i quali Dario, Enore e Giacomino, selezionava da Trelli, via Pietro Zorutti n.20, musica a rotazione per un'utenza giovane, in lingua italiana;
  • Radio Paulâr, ha accompagnato per anni le serate dei paularini trasmettendo musica a richiesta con dediche, auguri e un notiziario. Inconfondibili le uniche due voci della radio, esclusivamente in lingua locale, quelle di Marta e Gianni;
  • Radio M, emittente in lingua italiana che da Misincinis diffondeva un palinsesto musicale vario; tra i conduttori Vera, Giacomina e Fiorello.

TvModifica

RTP RadioTelePaulâr, unica emittente televisiva privata della Valle, di proprietà di Enzio Canciani, trasmetteva da via Pacifico Valussi n.1, documentari, film e approfondimenti, anche politici, di interesse locale e spesso - in simulcast - diffondeva alcune reti televisive satellitari estere. Ha cessato le trasmissioni, unitamente all'affiliata Radio Paulâr, stessa sede, con l'entrata in vigore della "legge Mammì" che ha normato radicalmente negli anni '80/'90 l'intero sistema radiotelevisivo italiano. Il servizio informativo e di diffusione/valorizzazione culturale legato al territorio sono svolti oggi da VTC VideoTeleCarnia e Tele Alto But, emittenti rivate che trasmettono da Treppo Ligosullo e Paluzza, comuni contermini.

WebModifica
  • sito internet ufficiale dell'Amministrazione Comunale raggiungibile dall'indirizzo http://www.comune.paularo.ud.it/ È strutturato in otto finestre tematiche: il comune, uffici, albo pretorio, il paese, territorio, comitati e associazioni, modulistica e procedimenti, statuto e regolamenti. Offre collegamenti esterni con il meteo, il bollettino valanghe, il turismo della regione autonoma Friuli Venezia Giulia;
  • sito internert "ProLoco Paularo". Promozione on-line delle attività turistiche realizzate nella Valle d'Icarojo. http://www.prolocopaularo.it
  • pagina facebook "Gruppo parrocchiale S.GPII Paularo" attivata il 22 febbraio 2012 come Gruppo parrocchiale giovanile GPII Paularo. Rinominata il 24 febbraio 2015 si occupa dell'attività della Parrocchia Santi Vito, Modesto e Crescenza martiri del capoluogo ed è curata da alcuni giovani associati della locale comunità cristiano-cattolica. https://www.facebook.com/pg/Gruppo-parrocchiale-SGPII-Paularo

StampaModifica

Periodici:

  • InfoPaularo: periodico curato e redatto dall'amministrazione comunale. Distribuito ai nuclei familiari residenti informa delle attività poste in essere dall'amministrazione stessa;
  • Bollettino Parrocchiale "SS.Vito, Modesto e Crescenzia martiri": periodico semestrale di cultura religiosa e di informazione comunitaria, curato e redatto dal parroco del capoluogo, inviato alle famiglie del Comune e agli emigrati di Paularo, in Italia, in Europa e nel Mondo;
  • Bollettino Interparrocchiale "S. Maria Maggiore": periodico semestrale di cultura religiosa e di informazione comunitaria destinato alle famiglie delle parrocchie di Dierico e Salino e frazioni di Trelli e Chiaulis.

Pubblicazioni:

 
antico cippo confinario di Stato in pietra, n.15 del 1772
  • "I due merlotti in gabbia. Dierico di Paularo", Osvaldo Fabiani, 1864
  • "Sot il Sernio a l'ombre dai povui di Paular", Raimondo Valesio Calice, 1953
  • "La Valle d'Incarojo o di Paularo", Natalino Sollero, 1980
  • "Per una storia degli abitanti nel canale d'Incarojo", E. Mirmina, 1981
  • "La struttura religiosa attraverso i secoli", Nazario Screm, 1983
  • "La scuola e i maestri della Valle d'Incarojo", Nazario Screm, 1983
  • "I Parroci della Val d'Incarojo", Nazario Screm, 1983
  • "La famiglia Menean di Paularo", Nazario Screm, 1986
  • "I Sindaci nella Valle d'Incarojo e le strutture sociali ed amministrative dei loro tempi", Nazario Screm, 1987
  • "La famiglia Calice dal 16º al 20º secolo con appendice sulle vicende storiche demografiche ed artistiche della Valle d'Incarojo", Raimondo Valesio Calice, 1990
  • "Il trasporto del legname dei tempi andati nella Valle d'Incarojo. Strutture ed attrezzi per la fluitazione", Nazario Screm, 1990
  • "Giacomo Segalla fotografo - l'uomo, l'artigiano, l'artista", Egidio Screm, Gio Batta Segalla, Ireno Sandri, Dino Zanier, 1990
  • "Liendis di Pais, contadis in poesie", Renzo Oberto, 1991
  • "11 ottobre 1944 - Rastrellamento a Paularo", Gianni Oberto, 1994
  • ''L'Incarojo tra storia e leggenda, Natalino Sollero, 1994
  • "La famiglia Calice: dalla Valle d'Incarojo al mondo", Raimondo Valesio Calice, 1995
  • "Arrotini e coltellinai di Paularo nel mondo", Gianni Oberto, 1999
  • "Il torrente Chiarsò racconta la sua storia (dal XVI al XX secolo)", Nazario Screm, 2000
  • "Paularo...una favola che dura una vita..., Danielle Maion, 2000
  • "Le malghe antiche della Valle d'Incarojo", Nazario Screm, 2006
  • "Il clap da Milie e las trei tors dal steme dal Cumun", Naziario Screm, 2006
  • "Scolte... la vere storie da mari dai cjargnei", Ciro di Gleria e Angelo Scarsini, 2007
  • "Attila flagellum Dei - La buse di Attila in Lance - 452 d.C.", Nazario Screm, 2007
     
    Dierico immerso nel verde dei boschi
  • "Il plan das pupes di Pissignaries a Paular", Nazario Screm, 2008
  • "L'eccidio che oscurò la Resistenza nella Valle d'Incarojo e l'occupazione tedesco-cosacca", Nazario Screm, 2010
  • "La Chiesa di San Vito a Paularo", Egidio Screm, 2012
  • "La Gloria che sparge fiori ed alloro sulle Tombe dei Caduti", Egidio Screm, 2012
  • "Le Chiese di Paularo in Carnia", Egidio Screm, 2013
  • "Principali vie e piazze di Paularo", Nazario Screm, 2013
  • "Ferigo, stodia di una famiglia di arrotini", Gianni Oberto, 2015
  • "In un bati di ceas. Paularo attraverso l'obiettivo di Giacomo Segalla", Egidio Screm, 2015
  • "Quel giovane di Casaso che sognava di diventare sacerdote", Nazario Screm, 2016
  • "Paularo nella Grande Guerra", Gianni Oberto, 2017
  • "I luoghi di silenzio e di preghiera nella Valle d'Incarojo", Naziario Screm, 2017

Gruppi musicaliModifica

Nel corso dell'ultimo secolo è stata di particolare interesse la musica popolare. Fiorirono a tal proposito numerosi gruppi musicali alcuni dei quali esibiti, spesso e con successo, oltre i confini della Valle, della Regione e all'estero, incidendo altresì dischi, musicassette e CD[41]:

  • "Filarmonica Ferdinando Nascimbeni", costituita nel 1909 dall'omonimo Maestro. Nell'anno 1931 si è classificata prima nella categoria "D" del III Concorso Bandistico Provinciale svoltosi a San Daniele del Friuli. Tra il repertorio musicale vi sono: Meneghini Polka, La perle da Ciargne, Olympiade marsch, Our glorious Land, La vita è bella, Tornerò, Liebe Freunde, Peter's specialisten, Heringerung an Erkulesband. La Filarmonica, con il suo caratteristico costume, si esibisce in concerti nella Valle durante manifestazioni e feste patronali e in altri comuni della regione; spesso è richiesta nella vicina Austria. Per molti anni è stata diretta dal maestro Alfio Cella poi dall'omologo Luigi Pasquali e oggi da Loris Tarussio.
  • "Maccalè", costituito a Dierico negli anni '30 da quattro persone;
  •  
    l'Alpen Echo negli anni '80
    "Bande di Cjasas", nata nel 1949 era composta da otto strumentisti, si sciolse nel 1960;
  • "Grup di Salin", l'attività dei sette elementi che lo formarono fu negli anni post-bellici del Secondo Conflitto Mondiale;
  • "I Miucs", costituito tra le due Grandi Guerre era animato da otto musicanti;
  • "I Madalins", fanfara di undici elementi della fisarmonica "Ferdinando Nascimbeni", nacque negli anni '20 e proseguì fino al 1950;
  • "Sempre Allegra", cinque bambini che insieme componevano l'età di sessantadue anni. Amanti della musica nel 1952 parteciparono al concorso pubblico radiofonico indetto dalla Rai Radiotelevisione Italiana dal titolo "Microfono ai Carnici" conseguendo il 2º premio consegnato dal presentatore Nunzio Filogamo;
  • "Alpen Echo", nati negli anni '50 era composto da otto musicisti più due cantanti. Il gruppo, formato dalle ceneri dei "Sirena" e dei "Diana", concluse l'attività alla fine degli anni '90 e deve il successo in Italia e all'estero ai suoi storici componenti: Ciro, Simone, Arnaldo, Marziano, Adriano, Stanco e ai cantanti che si sono succeduti: Patrizia, Vinicio, Loredana, Giacomina, Mirella. I pezzi che hanno fatto la storia del gruppo, che ha inciso tre musicassette, sono: La Marj dai Ciargnej, Il Gej, il Most, i Bošcadors, la Farinarie, Brave Lise, l'Invier, In tal Duron, Di sere, A'nin, il trenin de Ciargne, l'Emigrant, Ciargne biele, Un ricuart, Sot i povui, Autobann, Sot i volz, Polche par Roberto, Tant par ridi, La noste Val, Vilotis furlanis, Lusor di lumin, Sliton polka, Ciant pai boscadors, Madalins, Passant par Tumiec, Ciargnele nemorade, Il treno da Nazion, In Valdajer, Il most, Polka nostalgia, Sot il pujul. Alpen Echo hanno esportato la loro musica anche in Svizzera, Austria e Belgio;
  • "Cence Lune", nato a Casaso nel 1974 suonava con un basso, una tromba, l'armonica e il clarinetto. Dante, Diomiro, Antonio e Ruggero hanno partecipato a sagre di paese, matrimoni e feste di carnevale. Tra il repertorio del gruppo: il rombombon, la derne, che dai Miucs, Schneewalzer, il Diùt, Ribote, la Trambe, Piripipi, la doce Clapuše, Patagonje, l'Americane. I "Cence Lune" furono ospiti di Rai 2 all'interno della trasmissione di viaggi e cultura "Sereno&Variabile" curata da Osvaldo Bevilacqua;
  • "Lunatici 70", in attività tra il 1969 e il 1984 si sono esibiti prevalentemente nella sala da ballo e discoteca "Pineta" di Saletti e in alcune località svizzere;
  • "d'Inciaroj Folk", costituiti nel 1972 presero in seguito il nome di "Primavera Folk". Il gruppo proponeva brani musicali d'oltreconfine austriaci e sloveni fino al 1987;
  • "The Remo's Boys", animò le serate dei paularini per un breve periodo. Era composto da alcuni musicisti dei "Lunatici 70";
     
    panorama sui monti Sernio e Tersadia dal tempietto del SS. Redentore di Pizzul
  • "Fogolar Musical", operò tra il 1977 e i primi anni '80 con quattro musicisti;
  • "The Love Express", la batteria, la fisarmonica, la tastiera, la chitarra e il sassofono erano gli strumenti che permisero al gruppo di far conoscere la propria musica tra il 1979 e il 1988 non solo nella Valle. I giovani 18/25enni proponevano musica folk e pop;
  • "OberCarnia", di Misincinis nei primi anni '70 con sei musicisti;
  • "Lidia e Silvano", duo costituito nel 1982 si distingue fin da subito per l'incisione musicale di due pezzi di plateale successo in regione e oltre: il Cjalderuč e Glešiute Clevolane. Negli anni a seguire altri brani hanno dato lustro a Lidia (cantante e autrice) e Silvano (fisarmonica): Cun tè in paradiš, l'Intajadôr, A l'Alpin, Mandi mes muraies; Bàrbe Gùe, A Fuarmi cun me, Un Paîs come Paulâr, Cjampane, Il Giat, Cjargnele nemorade, In tal Gei, Nin a Roses, La Tauseane, Bepo biadač. Il duo ha inciso, per ultimo, due CD dal titolo: "Cjargne Antighe" e "Nostalgje da Cjargne e di te";
  • "Trio dal Borgùt", trio caratterizzato dal solo strumento dell'armonica a bocca. Nato nel 1983 con l'abilità musicale di Romano, Giulio e Pietro, è balzato alla notorietà grazie a: Svole pai tez, Ricuart di Vittorio, La tauseane, Pierin, Drindulaile, incisi in un CD;
  • "Carramba", nel 1982 cinque ragazzi di Villamezzo, tra gli 8 e 11 anni, costituivano un originale gruppo musicale;
  • "Buful Band", costituito nel 1996 il repertorio era prettamente folk americano;
  • "Vagabonz", sei giovani di Dierico che offrivano un panorama musicale vario dal folk al pop;
  • "Dayana", proponeva fino al 1997 musica varia curata da sette giovani di Dierico.

Gruppi coraliModifica

  • "Gruppo Corale Paularo", fin dal 1976, anno di fondazione, è stato diretto dal maestro Paolo Verzegnassi, arciprete dal 1977 al 2004 della parrocchia "S.M. Maggiore" di Dierico. Il Gruppo è stato protagonista di vari concerti di canto nella Valle e ha partecipato a numerose rassegne corali regionali realizzate a Treppo Ligosullo, Muzzana del Turgnano, Majano, Bordano, Bertiolo, Porto Nogaro, Udine, Trivignano Udinese, Castions di Strada, Tolmezzo. Nel 1978 ha partecipato a un concerto in Piazza San Marco a Venezia nel corso della Festa del Redentore; nel 1982 a Kotschach-Mauthen (Austria) nella "Giornata di scambi culturali"; il 9 ottobre 1988 in Germania e nell'ottobre 1990 in Canada (Ottawa, Quebek, Montréal). Il repertorio del Gruppo Corale Paularo era costituito da canti popolari, villotte, cori operistici e canti religiosi come la "Missa Brevis" di Wolfgang Amadeus Mozart, eseguita per la prima volta in Italia il 15 agosto 1984 congiuntamente ad un'orchestra di Torino. Era composto da 52 coristi.[42];
     
    Gruppo Corale Paularo nel 1979
  • "Piccolo Coro Voci Bianche", nato a marzo 1980 da un gruppo di bambini, tra i 7 e gli 11 anni, era diretto dal maestro Enore Gortan coadiuvato da don Gianni Pellarini, Patrizia, Aladino, Susanna, Nicola e Nives.[43] Bambini e bambine (tra i primissimi: Santina, Fabiola, Monica, Andrea, Herbert, Giacomino, Claudio, Marco, Ivana, Daria, Iva, Belinda, Paola B., Cristina, Carmen, Rosanna, Oriana, Laura.) lo hanno animato con voci angeliche solenizzando le cerimonie religiose con una serie di sostanziali novità riguardo ai canti liturgici. Ha partecipato a rassegne corali regionali, al Carnevale dei Bambini di Codroipo e l'emittente televisiva regionale TeleFriuli, il 28 marzo 1980, ha dedicato una intera trasmissione, in diretta, al neocostituito piccolo coro presente negli studi tv del capoluogo friulano.[44] Rinominato in seguito "Corut" cantano tutt'oggi una quindicina di sole ragazze ventenni dirette dal maestro Daniel Prochazka.
  • "Coro Voci Bianche di Dierico", venti ragazze, tra i 14 e i 20 anni, dirette dal maestro don Paolo Verzegnassi, loro parroco, che hanno contribuito ad allietare eventi religiosi e canori regionali;
  • "Coro Cive Silvestro Faleschini ANA Paularo", fondato nel 2005 è composto da 18 alpini in congedo tra i 32 e 81 anni del locale Gruppo ANA.[45] È stato diretto dai maestri Francesco di Bernardo e Federica Stefani e da settembre 2016 da Marco Clama;
  • Coro "Jacopo Linussio", costituito nel 2006 è formato da circa 30 coristi animati dal canto popolare e religioso diretti dal maestro Daniel Prochazka.[46]

CucinaModifica

La cucina è caratterizzata da piatti sostanziosi come la polenta, le minestre e i minestroni, i prodotti derivanti dalla macellazione del suino, il musetto, le frittate (soprattutto con le erbe della zona) e la selvaggina.

Tra le specialità, le più singolari sono:

  • burbusâ: polenta tenera ottenuta con burro, acqua e farina;
  •  
    angolo di apicoltura a Trelli
    cjarsons: ravioli di pasta ripieni di ricotta, pangrattato, uvetta sultanina, cacao ed erbe varie, lessati e conditi con burro e ricotta affumicata. Una specialità che si è diffusa in tutta la Carnia;
  • craùt e brovade: cappucci e rape frantumati, bolliti e miscelati a carne suina affumicata;
  • frico, noto ormai in tutta la regione friulana, ottenuto con patate miscelate a formaggio locale: Viene abbinato alla polenta con farina di mais cucinata all'interno del cjalderuč in ghisa. Il frico, un tempo, era specialità quasi giornaliera;
  • šterz: farina di mais arrostita e ridotta a gnocchi da immergere nel caffellatte;
  • sopis: fette di pane dorato affogate nell'uovo sbattuto oppure nel vino brulè;
  • polente (polenta) cucinata con farina di granturco coltivato nella Valle, era il piatto principale della dieta della maggior parte delle famiglie paularine per almeno cento anni, dalla metà dell'Ottocento alla seconda guerra mondiale.

Tradizioni e folcloreModifica

  • 5 gennaio: accensione della "Femenate", rito celtico animato a Casaso e in seguito ripreso a Dierico, Villafuori, Misincinis e Paularo centro. Consiste nell'infuocare un rombo ligneo fissato in posizione verticale, dell'altezza di circa 15 metri, fornito dallo scarto del granturco, di ramaglie di campo e a volte fieno, che provoca enormi fiamme dal fumo delle quali vengono tratti presagi per il prossimo futuro, specialmente quelli legati al raccolto: se il fumo si dirige a levante esso sarà buono se nella parte opposta saranno tempi di difficoltà. La sera stessa a Villamezzo è tradizione rivivere la natività con l'animazione dell'arrivo dei tre Re Magi;
  • domenica antecedente la prima di Quaresima; carnevale in maschera con sfilata di carri allegorici;
  •  
    "Femenate" epifanica
    11 febbraio: solennità della Beata Vergine di Lourdes con processione con l'omonima statua della Madonna;
  • 24 maggio: Messa solenne al Santuario della SS. Maria Ausiliatrice del monte Castoia - "Madonna dal Clap";
  • 2ª domenica di giugno: ricorrenza del patrono San Vito con celebrazione solenne;
  • 2ª domenica di luglio: santa Messa sul Monte Zermula, nel punto più alto, ove spicca una croce ferrea;
  • 1º sabato di agosto: pellegrinaggio da Trelli al santuario della SS. Maria Ausiliatrice - "Madonna dal Clap";
  • 1º sabato di agosto: pranzo al rifugio Fabiani di Pecol di Chiaule (a piedi, da Ramaz, sul sentiero CAI 454);
  • 1ª domenica di agosto: giornata al SS. Redentore sul monte Pizzul con il gruppo Alpini ANA di Paularo;
  • 2º sabato e domenica di agosto: festa della Madonna della Cintura a Salino. Cerimonia religiosa, torneo di calcio a cinque, chioschi gastronomici, gara di briscola e serate danzanti;
  • 14, 15 e 16 agosto: festa patronale di San Rocco a Dierico, con Santa Messa solenne e processione del Santo per le vie dell'abitato. Vengono allestiti chioschi con serate serate danzanti ed organizzato un percorso di trekking amatoriale non competitivo (Dierico, Jouf, Chianipade, plan dal Baree, Faùl);
  • ultimi sabato e domenica di agosto: "Mistîrs", rappresentazione di antichi mestieri e tradizioni carniche;
  • 2ª domenica di settembre: ricorrenza della Beata Maria Vergine Addolorata a Villafuori;
  • 1ª domenica di ottobre: ricorrenza della Beata Vergine del Rosario a Paularo;
  • 2ª domenica di ottobre: ricorrenza della Madonna del Rosario a Ravinis;
  • 3ª domenica di ottobre: ricorrenza della Madonna del Rosario a Casaso;
  • ultima domenica di novembre: festa di Santa Caterina a Salino;
  • 24 dicembre: lucciolata per le vie del capoluogo.

L'evento che da un ventennio primeggia, richiamando un afflusso importante di pubblico da tutta la Regione, è la rassegna rappresentativa "Mistîrs" con il motto: "cultura del lavoro, la storia di una Valle" con eventi specifici distribuiti su due giornate:

  •  
    teleferica rappresentativa di Mistîrs
    1º giorno - sabato: concorso "Rocksîrs" per musicisti in marileghe; gara con "i fas e cui buinz"; "lancio das pirules" e "lunari dai Guriuz"; giochi di luce e fuoco con "i ferai svolants"; spettacolo pirotecnico
  • 2º giorno - domenica: sfilata musicale della "Filarmonica F. Nascimbeni" di Paularo e della "Banda Austriaca" gemellata, con la conseguente apertura delle esposizione ecomuseali; animazioni de: "l'aghe di Riu e il frico dur", "il MUlin da Fritule", "las Cortz di Djeri", "il Most", "il Ciôt", "i lavors dai Menaus", "la cort dai matez", "l'ingegn da borgade di Vile di Fur", "i mistîrs di Lamon", "il Geâr", "filà la lane", "il Cestâr", "l'Intajadôr dal len e da piere", "il Fari", "la Giave dal marmul", "i Mosaicist"; lavorazione di produzione tavole e travi con la "segantina" e attività di esbosco con la "Teleferica" (Rio e Nisùle); esibizione in piazza di un gruppo folcloristico friulano; sfilata del gruppo "Salino Insieme": piante e fiori della terra paularina; "la menade" lungo il tratto del torrente Chiarsò; "cavoi e incavolà", "la Mede"; "tòl il sac e va pal mont", omaggio agli emigranti; "Miss.tîrs e misteris", sfilata in costume e musica in piazza.

Nella due giorni è aperto il concorso fotografico a premi "Obiettivo Mistîrs", le foto dei momenti più belli e agli angoli più suggestivi della rappresentazione scelti da una giuria che valuta le migliori istantanee che hanno colto lo spirito di Mistîrs e della Valle d'Incarojo.

Figure di rilievoModifica

 
monumento a Jacopo Linussio
  • Tomaso Calice (n.1674 Paularo), insignito dall'Imperatore Leopoldo I del titolo di Barone del Sacro Romano Impero.[47]
  • Jacopo Linussio (n.1691 Paularo), imprenditore tessile di spiccata genialità e successo in Carnia, in Friuli e all'estero. È stato eretto un monumento in suo onore nel centro del capuluogo.
  • Bartolo Tarussio (n.1700 Paularo), Capitano della Casa d'Austria.
  • Bernardino Nascimbeni (n.1861 Paularo), figura molto apprezzata nel campo dell'innovazione; fu ufficiale di posta. Nel 1911 si prodigò a far giungere, per la prima volta, la corrente elettrica nella Valle.
  • Giacomo Segalla (n.1913 Paularo), primo e unico fotografo della zona e celebre documentarista di fatti, eventi, vita di paese, paesaggi. Ha lasciato un patrimonio archivistico fotografico di straordinaria ricchezza documentale.[48]
  • Manlio Scopigno (n.1925 Paularo), allenatore di calcio che portò il Cagliari alla conquista dello storico scudetto nella stagione 1969-1970.
  • Giovanni Canciani (n.1936 Paularo), professore di musica d'organo, ha fondato a Torino l'Associazione Musicale Syntagama Musicum e ne fu direttore artistico. È proprietario della Mozartina collezione di strumenti musicali di inestimabile valore in mostra per il pubblico all'interno di "Palazzo Scala" di cui è proprietario a Paularo.[49]

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

  •  
    Salino con la chiesa parrocchiale
    Casaso, a 675 m. slm, alla destra orografica del torrente, su un terrazzo alla periferia del capoluogo. Detto il paese dei "cence lune", poiché posto in una posizione tale da non consentire la vista della luna al suo sorgere;
  • Chiaulis, a 610 m. slm, alla destra orografica del torrente Chiarsò; costituisce il borgo più meridionale della Valle, alle falde del monte Tersadia (1.959 m), tra il Rio Molini e Trelli;
  • Dierico, a 676 m. slm, alla sinistra orografica del torrente ai piedi dell'imponente monte Sernio. Anticamente costituiva un comune a sé stante;
  • Misincinis, a 715 m. slm, su un pendio ben esposto a sud lungo la strada che porta a passo Lanza e monte Pizzul.
  • Ravinis, a 855 m. slm, a mezzacosta del monte Zermula (2.143 m) è costituito da due borghi ("di sopra" 905 m e "di sotto" 810 m) che ormai si uniscono in seguito all'espansione delle abitazioni;
  •  
    la riviera di Casaso
    Rio, sorge a 670 m s.l.m., si ha notizia fin dal 1327 come Villa de Riu d'Incarojo, prima di enuclearsi a Paularo costituiva frazione del "comune di Villamezzo";
  • Salino, a 653 m s.l.m., il nome deriverebbe dal latino Salina con significato di "sorgente salata" o "terreno ricco di sale, sterile". È formato dai borghi di Salino stesso, Lambrugno, Tavella e Castoia. Caro alla poetessa Caterina Percoto;
  • Trelli, a 775 m. slm, sulla destra orografica del torrente Chiarsò, alle falde del monte Tersadia (1.959 m). Se ne ha notizia a partire dal 1285 come Trieli;
  • Villafuori, a 701 m. slm, alla destra orografica del torrente Chiarsò. Se ne ha notizia fin dal 1279 come Chasas de Incarojo;
  • Villamezzo, a 690 m. slm, nota fin dal 1275 come Villa de medio. Per il moderno sviluppo edilizio forma un unico nucleo abitativo con Villafuori e Rio. Un tempo costituiva comune a sé stante con Villafuori, Rio, Misinicinis e Cogliat.

Fauna, fauna domestica e floraModifica

Nell'area montana della Valle d'Incarojo, trovano un habitat ideale:

  •  
    Pony del Bram's Ranch
    carnivori: gatto selvatico, volpe, tasso;
  • mustelidae: martora, faina, puzzola, ermellino, donnola;
  • insettivori: riccio, toporagno, crossopo, talpa, ape, vespa, lucciola;
  • roditori: scoiattolo, ghiro, moscardino, marmotta, ratto, topo maggiore, sorcio domestico, topo di campagna, ratto anfibio, lepre comune, lepre bianca;
  • ungulati: capriolo, cervo, camoscio;
  • rapaci: falco, poiana, gufo, aquila;
  • passeracei: corvo, cornacchia, gracco, gazza, merlo, tordo, pettirosso, scricciolo, passero, allodola, fringuello, lucherino, zuffolo, upupa, rondine, cisselide rondone;
  • picidi: cuculo, picchio;
     
    Regine delle Alpi locali
  • gallinacei: gallo cedrone, fagiano di monte, francolino di monte, pernice, beccaccia, colombo;
  • rettili: lucertola, orbetto, biscia, vipera comune;
  • anfibi: rana, raganella, ululone, rospo, salamandra;
  • pesci: trota, cavedano.

Fauna domestica: mucca, capra, pecora, asino, cavallo, cane, gatto.

Flora più comune:

EconomiaModifica

L'economia si basa fondamentalmente sull'artigianato e sul turismo.

AgriturismoModifica

  • Bram's Ranch: azienda agricola e agrituristica, con maneggio, in località Aones alle porte del capoluogo. Passeggiate a cavallo nella Valle.
  • Sandri: agriturismo ai piedi del Monte Sernio tra ampi prati verdeggianti è il luogo ideale per godere del contatto con la natura. È un punto di partenza per escursioni, per gli amanti dell'alta quota o per chi ama passeggiare tra i paesi di montagna. Sette camere, quattordici letti e cinque servizi. Tra le specialità: gnocchi alla zucca, polenta e frico, cjarsons.

ArtigianatoModifica

  •  
    neve su via Guglielmo Marconi
    "Creazioni Wally": consolidata esperienza nel campo della sartoria confeziona costumi tradizionali carnici. Abiti per bambino e adulto con una lavorazione artigianale che garantisce la cura dei particolari e delle rifiniture. Lavori su misura: l'abito da bambino viene proposto con un assortimento di modelli. Il vestito è costituito da un corpetto realizzato in cotone o velluto, impreziosito da ricami floreali e da un cordoncino nella scollatura; un'ampia gonna arricciata di cotone stampato nella tipica fantasia a roselline di diverse tonalità; il grembiule in tinta unita rifinito alla base da piccole nervature; la camicia è bianca con applicazioni di pizzo alle maniche e al collo. Sono disponibili, da abbinare al costume, i “scarpez” carnici prodotti anche in versione ridotta per souvenir;
  • "Clap Laser": valorizza la tradizione locale nel settore dell'artiginato artistico. Grazie anche alla tecnologia computerizzata laser che consente di offrire prodotti con marcatura personalizzata, produce articoli per la casa e l'arredamento facendo rivivere in chiave moderna la tradizione dell'arte del legno. I prodotti, grazie all'utilizzo di materiali scelti e all'adozione di particolari tecniche di costruzioni, sono funzionali ed esteticamente piacevoli. La tecnica di lavorazione artigianale prevede anche la sagomatura del legno mentre la levigatura e rifinitura sono eseguite a mano. La ditta produce ciotole di diversi diametri, cofanetti, bomboniere e taglieri; in vendita anche gerle, panieri e gli zoccoli carnici (dalbides). La marcatura a mezzo laser viene eseguita su legno, vetro, carta, cuoio, ceramica;
  • "Fratelli Leita": artigiani in manutenzione, riparazione e restauro di strumenti musicali antichi e moderni tra i quali pianoforti, fortepiani, clavicembali, harmonium, ecc. di varia fattura, epoca e provenienza rispettandone le caratteristiche originali sia nel funzionamento che nell'estetica. Nello showroom allestito in via Piave è possibile visionare e suonare strumenti usati in vendita revisionati e restaurati. I fratelli Alessandro e Michele realizzano su richiesta copie di strumenti storici con particolare cura nella scelta dei materiali e delle tecniche costruttive ricercando le caratteristiche del timbro originale ed attualmente si dedicano alla costruzione di nuovi strumenti musicali con innovazioni tecniche che garantiscono un alto standard qualitativo che ha permesso l'accreditamento del laboratorio presso la Soprintendenza dei Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Regione Piemonte;
  • "Scarpéz di Dina e Chiara": azienda familiare di Trelli produttrice di scarpéz carnici cuciti interamente a mano con stelle alpine ricamate. Le calzature di Dina e Chiara, oltre al riconoscimento "Premio Giovane Talento 2015" ad Altamoda Roma, sono state indossate dalle modelle nel corso della presentazione di una collezione di costumi da bagno avvenuta a Firenze durante il "Pitti Immagine".[50]

MalgheModifica

  •  
    mucche al pascolo a malga Ramaz
    Curdin: (1689 m) produzione casearia. Condotta da anni da un unico titolare, ormai novantenne e reduce di cinque anni di guerra in Libia e sulla Manica, lo stesso riceveva da donna Rachele Mussolini specifici doni per ogni singolo pastore dipendente che da Roma ottenevano ciascuno una mantella, un paio di stivali, dei pantaloni e un berretto.[31]
  • Costarobbia alta: (1401 m);
  • Costarobbia bassa: (1290 m);
  • Culét: (1544 m);
  • Dimon di sopra: (1612 m);
  • Foran: (1343 m);
  •  
    panorama su malga Ludin
    Lanza: (1552 m) malga e agriturismo insieme, situati in un territorio di estremo interesse botanico, geologico, speleologico e faunistico che offrono la possibilità di assistere alla lavorazione dei prodotti caseari. Punto ideale per escursioni naturalistiche, propone, nelle immediate vicinanze, due palestre di arrampicata con vari gradi di difficoltà, vie ferrate e di arrampicata;
  • Ludin: (1680 m) collocata su un panoramico ripiano di versante, lungo le pendici meridionali dell'omonimo monte (2015 m s.l.m.). I suoi pascoli e le strutture ricettive vengono utilizzati a metà stagione da malga Ramaz e a breve sarà operativo un servizio agroturistico;
  •  
    malga Valute vista da nord
    Meledis alta: (1513 m) l'attività casearia di malga Meledis bassa si trasferisce a metà stagione estiva su quella superiore di Meledis Alta;
  • Meledis bassa: (1085 m) produzione di formaggio, burro, ricotta sia bovino che caprino;
  • Monte Castoia: (1205 m);
  • Monte Lago: (1920 m);
  • Paluchian: (1625 m) succursale della vicina malga Pizzûl;
  • Parrocchia: (1443 m);
  • Pecol di Cjaule bassa: (1337 m);
  • Pizzul: (1532 m) prodotti caseari, posti letto, servizi, ristorazione con prodotti e piatti locali;
  • Ramaz: (1050 m) precede quella di Meledis, produce formaggio, ricotta, burro;
     
    particolare della casera malga Pizzul
  • Tamai: (1361 m);
  • Val Dolce: (1703 m) raggiungibile da Lanza attraverso strada forestale è collocata ai piedi di Creta di Aip (2279 m s.l.m.);
  • Valbertat alta: (1510 m) tramite il Sentiero tematico dei Malgari, nell'ambito della "Via delle Malghe Carniche", si giunge dopo aver lasciato Valbertat Bassa. Proseguendo la strada forestale e oltrepassando il confine di Stato questa conduce alla malga austriaca di Stranig;
  • Valbertat bassa: (1361 m) da Paularo è raggiungibile in automobile dopo 3 km da Ramaz e 11 dal capoluogo della Val Chiarsò;
  • Valute: (1455 m) i pascoli di malga Zermula si estendono anche su malga Valute raggiungibile mediante mulattiera che segue verso la vetta del monte Zermùla (2143 m s.l.m.);
  • Zermùla: (1298 m) accoglienza e produzione di formaggio, ricotta fresca ed affumicata, burro, caciotte con latte vaccino o caprino.

Malghe antiche non più esistenti[51]Modifica

  • Albareit alte (1273 m)
  • Casere vecje (1380 m)
  • Cercevese (1600 m)
  • Cjanipade (1255 m)
  • Cueste di Crignes (1610 m)
  • Dal Mestri (1512 m)
  • Dimon di sot (1466 m)
  • Fontanefrede di sore (1541 m)
  • Foran da gjaline (1503 m)
  • Forchiutte (1408 m)
  • Ludinut basse (1224 m)
  • Montute di sot (1466 m)
  • Neveledis (1250 m)
  • Noiarèt (1402 m)
  • Pecol di Cjaule alte (1759 m)
  • Pizzul di sot (1420 m)
  • Plan di Fontanes (1094 m)
  • Plantarobbie (1304 m)
  • Ramaz alte (1463 m)
  • Spusinceis (941 m)
  • Turrièe (1555 m)
  • Val Savarion (856 m)
  • Valbertat di miec (1403)
  • Vintules (1190 m)
  • Zoùf di là (1241 m)

TurismoModifica

ProLoco Paularo organizza nel corso dell'anno solare iniziative sportive e non, il programma aggiornato è pubblicato sul sito web istituzionale dell'Ente. Nel promuovere l'esperienza in alta montagna di alcuni sports è tuttavia suggerito di evitare detti percorsi nei mesi di marzo-aprile-maggio noti per le arene di canto destinate all'accoppiamento dei galli cedroni e forcelli[52]:

Sci alpinismo-ciaspole:

  •  
    Ariete paularino a Donfloor
    itinerario 1: passo Cason di Lanza - casera Val Dolce - casera Aip - forcella Val Dolce - passo Cason di Lanza lungo il sentiero CAI 458 (quota 1552–1790 m s.l.m.);
  • itinerario 2: passo Cason di Lanza - agriturismo "al Cippo" di Valbertat Bassa - Cordin - forcella Val Dolce - passo Cason di Lanza lungo il sentiero CAI 458 (quota 1525–1800 m s.l.m.);

Trekking:

  • itinerario 3: passo Cason di Lanza - casera Val Dolce - Casera Aip - bivacco "Ernesto Lomasti" - forcella Val Dolce - passo Cason di Lanza (quota 1552–1980 m s.l.m., sentieri CAI 439, 440, 403, 458);
  • itinerario 4: passo Cason di Lanza - casera Cordin lungo sentiero CAI 451 - sella Cordin - forcella Val Dolce lungo sentiro CAI 403 - rientro lungo sentiero CAI 458 (quota 1500–1800 m s.l.m.);
  • itinerario 5: passo Cason di Lanza casera Caserutta - casera Aip - sella Val Dolce - passo Cason di Lanza (quota 1400–1800 m s.l.m., sentieri CAI 440, 439, 403, 458);
  • itinerario 6: passo Cason di Lanza - monte Zermùla - passo Cason di Lanza (quota 1552–2143 m s.l.m., sentieri CAI 442a, 442);
  • itinerario 7: casera Ramaz - casera Melesid bassa - casera Meledis alta - casera Lodin alta - casera Ramaz (quota 1053–1758 m s.l.m., parte del sentiero dei Celti CAI 448 e 448b). A Lodin alta possibilità di raggiungere in pochi minuti su sentiero semplice e scorrevole il Zollner See (Lago di Zolner) in territorio austriaco.

Mountain Bike:

  • itinerario 8: passo Cason di Lanza - agriturismo "al Cippo" di Valbertat Bassa - casera Valbertat Alta - casera Meledis Alta - passo Meledis - Ki. Kordin Alm (Austria) - sella Cordin - casera Cordin Grande - agriturismo "al Cippo" di Valbertat Bassa - passo Cason di Lanza (quota 1403–1752 m s.l.m., sentieri CAI 448, 403);
  • itinerario 9: Paularo centro - Ravinis - casera Tamasi - malga Zermula - ponte Fuset - casera Costa Robbia bassa - Sortisella - Pisignaries - Paularo centro (quota 650–1400 m s.l.m., sentiero CAI 403);
  • itinerario 10: Paularo centro - Aones - Casaso - Rio - Villamezzo - Villafuori - Paularo centro (quota 600–780 m s.l.m.);
  • itinerario 11: Paularo centro - malga Zermùla - casera Tamai - Neveledis - Varlee - Misincinis - Paularo centro (quota 650–1400 m s.l.m., sentiero CAI 441);
     
    tratto cascata "das Glirs"

Ciaspole, in collaborazione con il gruppo "Amici della Montagna":

  • itinerario 12: Valdajer - Costa Robbia - Montute (difficoltà escursionistica). Notturna in area Valdajer (difficoltà escursionistica);
  • itinerario 13: area monte Pizzul (difficoltà escursionistica);
  • itinerario 14: area Zermula - area Valute (difficoltà escursionistica);
  • itinerario 15: area Valdajer - monte Neddis (difficoltà media);
  • itinerario 16: notturna in area Tamai (difficoltà escursionistica);
  • itinerario 17: area Lanza (difficoltà escursionistica).

Alberghi e ristorantiModifica

  • consorzio "Albergo diffuso" garante di un originale servizio turistico per chi desidera trascorrere anche un solo weekend nella Valle senza rinunciare alla comodità e all'intimità di una vera e propria casa. 12 sono gli alloggi ospitali offerti nel corso di tutto l'anno e sono ubicati rispettivamente: 3 nel capoluogo, 2 a Villamezzo, 1 Ravinis, 5 a Dierico, a Salino;
  • "Al Cavallino", bar ristorante;
  • "Dal Palač", bar trattoria;
  • "Al Fogolar", pizzeria;
  • "Alla Posta", pizzeria.

Centri residenzialiModifica

In via Pineta 2, nel capoluogo, opera un centro residenziale per anziani con assistenza qualificata per la terza età nel quale vengono svolte attività finalizzate al sostegno delle abilità dell’anziano, al culto religioso e alla ricreazione. La struttura è priva di barriere architettoniche.[53]

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

 
Salino, i suoi borghi e Trelli

Paularo, pur confinando con territorio austriaco, non dispone di una rete stradale internazionale. Le vie di comunicazione ordinarie sono:

  • strada provinciale 23 Cedarchis - Paularo
  • strada provinciale 40 Arta Terme - Trelli - Salino - Paularo
  • strada provinciale 24 Paluzza - Treppo Ligosullo - Paularo
  • strada secondaria Pontebba - Passo Lanza - Paularo

DuronModifica

La costruzione dell’arteria stradale del Duron risale al 1913 ed è stata resa camionabile tra il 1939 e il 1940. Di competenza provinciale dal 1960 (SP.24) essa fa da anello di congiunzione tra la strada provinciale Valle d'Incarojo di Paularo e la strada statale 53 bis monte Croce Carnico a Paluzza che conduce al confine con l'Austria.

 
ciclisti sul Duron

La rampa del Duron è ritenuta impegnativa nel campo della disciplina sportiva del ciclismo ed è nota per essere stata percorsa, in più edizioni, dal Giro d’Italia.

Caratteristiche del segmento viario:

  • 6.7 km di lunghezza
  • 9,6% di pendenza media
  • 18% di pendenza massima
  • 421 metri di dislivello
  • 1.069 metri s.l.m. di altitudine a Passo Duron vertice della salita

Nel Giro d'Italia, passo Duron apre - oltrepassati Treppo Ligosullo, Sutrio e Paluzza - al traguardo di tappa del monte Zoncolan definita la più dura del ciclismo mondiale.[54]

Mobilità urbanaModifica

Il mezzo di trasporto maggiormente utilizzato è l'automobile privata.

Il servizio pubblico è gestito dalla Società Autotrasporti Friuli-Venezia Giulia (SAF) con un numero variabile di linee urbane ed extraurbane operative sia nei giorni feriali che festivi:

  • Tolmezzo - Zuglio - Rosa dei Venti - Paularo;
  • Tolmezzo - Zuglio - Piedim - Paularo;
  • Rosa dei Venti - Paularo;
  • Paularo - Ravinis - Dierico - Paularo.

SportModifica

Eventi sportiviModifica

Ciclismo - Giro d'ItaliaModifica

  •  
    "traguardo volante " del 101º Giro d'Italia a maggio 2018
    la 15ª tappa del 93º Giro d'Italia, il 23 maggio 2010 ha interessato la Valle percorrendo, dopo aver salutato il centro del capoluogo, l'inedito e impegnativo tratto del "Duron" (6,7 km con pendenza media del 10% e punte del 18%) in direzione del monte Zoncolan con provenienza da Mestre. Tappa vinta dall'italiano Ivan Basso;
  • la 10ª tappa del 96º Giro d'Italia, il 14 maggio 2013 ha percorso la valle in tutta la sua estensione in direzione Cason di Lanza-Altopiano del Montasio. Tappa vinta dal colombiano Rigoberto Urán;[55]
  • la 14ª tappa del 101º Giro d'Italia, il 19 maggio 2018 ha nuovamente interessato la Valle attraversando il capoluogo, dove è stato allestito il traguardo volante, per proseguire sul percorso del "Duron" (passo Duron a 1.069 m.slm) verso monte Zoncolan proveniente da San Vito al Tagliamento. La Tappa, lunga 186 km, è stata vinta dall'inglese Chris Froome;[28]

Altri eventiModifica

  • la 11ª tappa del 12° Giro Rosa, Giro d'Italia Internazionale Femminile, il 13 luglio 2001 si è disputata nella Valle d'Incarojo ed è stata vinta dalla svizzera Nicole Brandli.[12]
  • la cronoscalata "Trofeo Carnia in Mtbike", il 15 luglio 2012, si è disputata sul tratto Paularo centro-Malga Pizzul ed è stata vinta da Marco Del Misser;[56]
  • la gara ciclistica in bike "Carnia Classic", il 28 agosto 2016, ha toccato Paularo percorrendo la ripida del Duron, proveniente da Tolmezzo per proseguire via Treppo Ligosullo per Cercivento, Ovaro, Zoncolan, Verzegnis e nuovamente Tolmezzo. Il percorso di 112 Km ha raggiunto un dislivello di 2650 m.;[57]
  • la 2ª tappa del Giro del Friuli Venezia Giulia Juniores si è conclusa il 2 giugno 2017 a Paularo con partenza da Ovaro. Tappa di 95 km vinta dall'emiliano Luca Regalli, classe 1999;[58]
  •  
    angolo al parco Saletti
    il 30° SuperGiro delle Dolomiti, l'11 giugno 2017, ha toccato Paularo al 78º km dallo start avvenuto a Lienz (Austria), passando per Treppo Ligosullo-Lanzenpass-Pontebba-Nassfeldpass, con arrivo nella stessa città del Tirolo al 232º km.[59]
  • il 31º Giro ciclistico delle Dolomiti, il 10 giugno 2018, è transitato nuovamente a Paularo al 78º km dallo start avvenuto a Lienz (Austra) alle ore 05:00, passando per Plokenpass, Treppo Ligosullo, Paularo, Lanzenpass, Pontebba e Nassfeldpass, con arrivo nella città di Lienz (Austria) alle ore 19:30. All'edizione del SuperGiroDolomiti 2018 hanno partecipato 1200 ciclisti percorrendo 232 Km con 5.234 m. di dislivello e n.3 passi in due Stati diversi (Austria e Italia). La corsa è stata vinta dall'austriaco Alban Lakata (classe 1976) seguito dall'italiano Stefano Cecchini (classe 1978).[60]

Impianti sportiviModifica

  • campo di calcio comunale nel capoluogo;
  • campo di calcio comunale "Nives Romano" alle porte di Dierico;
  • campi da tennis, calcetto e pallavolo a Saletti;
  • percorso di minigolf a Saletti;
  • campo di bocce a Saletti;
  •  
    area camping a Saletti
    palestra di arrampicata a Saletti;
  • pista di pattinaggio a Saletti;
  • area di volo con aliante o parapendio;
  • pista da sci, discesa libera e slalom, a Sella Duron: attiva dai primi anni '70 a metà degli anni '80; era dotata di skilift con fabbricato e impianto completo di funi e illuminazione nottuna. L'infrastruttura era di proprietà privata poi assorbita dal locale comune e in seguito data in concessione. Per la costante diminuzione delle precipitazioni nevose e la concorrenza di identici impianti invernali contermini (Zoncolan, Sella Nevea, Castel Valdaier, Austria e Slovenia) il servizio sportivo è stato chiuso.[61]

Società sportiveModifica

Velox Paularo, società sportiva dilettantistica dai colori sociali giallo e blu, opera nei settori:

Sodalizio costituito nel 1961 con il nome di "Giac-Velox" ha partecipato nel 1963 al primo campionato Juniores e a una serie di competizioni sciistiche e di atletica. Nel 1968 aderisce al Campionato Carnico vincendo negli anni successivi due titoli di campione, scudetti nel 1978 (12 vittorie, 5 pareggi, 5 sconfitte con 35 reti fatte e 26 subite) e nel 2004.[62]

La Valle sui mediaModifica

  • 19 e 20 novembre 2008 - Oasy Tv, programma "Piccola grande Italia" speciale sulla Valle d'Incarojo. La rete è diffusa anche via satellite Eultelsat Hot Bird 13° est in tutta Italia, Europa, nel nord d'Africa e nella parte più vicina dell'Oriente.[17]
  • 1º ottobre 2009 - Rai 1, sceneggiato Don Matteo. Paularo è stato al centro dell'episodio "Caro papà" della settima stagione di Don Matteo, diretto da Lodovico Gasparini e interpretato dall'attore italiano Terence Hill; nel corso della puntata è stato citato il nome Paularo.
  • 23 maggio 2010, diretta Rai 3, Rai Italia, Eurosport e Rai Radio 1, in occasione del passaggio dei ciclisti nella 15ª tappa del 93º Giro d'Italia che ha interessato la Valle percorrendo anche l'inedito e impegnativo tratto del "Duron" con direzione monte Zoncolan e provenienza da Mestre.
  • 14 maggio 2013 - diretta Rai 3, Rai Italia, Rai Sport, Eurosport, Rai Radio 1, in occasione del passaggio dei ciclisti nella 10ª tappa del 96º Giro d'Italia che ha percorso l'intera valle con direzione Cason di Lanza-Altopiano del Montasio.
  • 24 aprile 2015 - quotidiano La Stampa di Torino. La rubrica Opinioni di Tiziano Fratus prende in esame l'abete bianco detto "Palma" presente nei boschi paularini.[63]
  • 30 agosto 2015 - TeleAltoBut. Trasmissione dedicata interamente alla manifestazione Mistirs edizione 2015.[64]
  • 15 giugno 2017 - rivista quadrimestrale "Carnia Alpina" n.1/2-2017. Il periodico ha dedicato alla Valle la copertina, la quarta di copertina e nove pagine interne con descrizione storica associata da belle e recenti fotografie del posto.[24]
  • 14 dicembre 2017 - Telefriuli, programma "Lo sapevo!" con Alexis Sabot. Sfida tra cittadini di Paularo e Spilimbergo.[65]
  • 4 gennaio 2018 - Radio Studio Nord, programma "RadioAttività" con Cristian Comelli. La "Femenate".[66]
  • 19 maggio 2018 - diretta Rai 2, Rai Sport + HD, Rai Italia, Eurosport, Rai Radio 1, in occasione del passaggio dei ciclisti nella 14ª tappa del 101º Giro d'Italia che ha interessato la Valle ripercorrendo l'impegnativo "Duron" in direzione monte Zoncolan con provenienza da San Vito al Tagliamento.[67]
  • 28 settembre 2018 - diretta su Rai 3 nella trasmissione Geo condotta da Sveva Sagramola, il circolo fotografico "Paularo Photo Lab Association" presenta il progetto "Muse's - di.segni del tempo, ritratti di vita vissuta". Ospiti nello studio televisivo romano di via Teulada il presidente dell'associazione Dylan e Rossella una componente del gruppo.[68]
  • 3 gennaio 2019 - diretta su Rai 3 nel programma Geo condotto da Sveva Sagramola; Violetta ed Eliana, associate a Federazione Coldiretti FVG, cucinano e presentano le ricette di alcuni piatti storici paularini;
  • 17 gennaio 2019 - Sky Uno, programma MasterChef Italia, la quarantenne Gloria conquista con il piatto paularino "gnocchi di formadi frant, miele, pere e fiori eduli" il palato dei giudici/cuochi Bruno Barbieri, Joe Bastianich, Antonio Cannavacciuolo e Gorgio Locatelli, superando la prova della prima puntata dell'edizione 2019 ottenendo il Grembiule MasteChef [69] fino a giungere alla finale.

CuriositàModifica

  •  
    chiesa parrocchiale di Dierico
    scarpez: calzature principalmente diffuse fino a qualche anno fa, costituite da una soletta senza tacco composta da vari strati trapuntati a mezzo spago, la parte superiore in velluto nero, a volte ornata di fiorellini colorati a ricamo, con punta rivolta in alto e scollatura più o meno pronunciata. Creati da persone abili e di ingegno chiamate "scarpetaries" e calzati normalmente in occasioni di festa, ma non solo, sia da donne che da uomini[35];
  • Serenus: è il nome latino del monte dolomitico Sernio che si affaccia su Paularo. Nome imposto nel 1298 (tradotto significa privo o spoglio di alberi) il monte è stato scalato per la prima volta il 21 agosto 1879 da Minetta e Annina Grassi, 2 ragazze di Tolmezzo, pochi giorni dopo, l'8 settembre, anche da Cantarutti, Caporiacco, Kecler e Marinelli che ne rilevò l'altitudine di m.2187;
  • grotta di Lourdes: opera originale creata nel 1935 da Giobatta Segalla (1878-1963) all'interno della Cappella del capoluogo dedicata alla B.V. di Lourdes e consacrata l'11 febbraio dell'anno successivo, data in cui ricorre l'anniversario della prima apparizione di Nostra Signora a Bernadette Soubirous (Lourdes-Francia 11.02.1858). L'opera, tutta in gesso, rispecchia autenticamente la grotta di Massabielle su desiderio dell'allora parroco mons. Primo Zuliani che fece giungere, altresì, dalla cittadella dei Pirenei una statua lignea della Madonna, così come descritta dalla giovane veggente, per collocarla all'interno del capolavoro di Giobatta. L'ingegno del Segalla si esprime anche nel Monumento ai Caduti di tutte le Guerre che realizzò in piazza Julia e sul quale primeggia la statua bronzea eseguita dal prof. Torquato Tamagnini, da Roma, raffigurante "la Gloria che sparge fiori e alloro sulle tombe dei caduti"[70];
  • campanon: si svolge nel campanile della chiesa parrocchiale di Dierico ed è una tradizione in seguito ripresa nel capoluogo. Giovani del posto eseguono il suono delle campane con l'aiuto di catene applicate al batacchio creando diverse melodie ritmiche con l'aiuto di una campana in movimento. Il campanon o la "scampanotade", come si dice, può farsi anche a campane completamente immobili (normalmente sono tre). I "campanari" lo compongono in occasione di festività particolari; nel caso di Dierico, per esempio, il 16 agosto ricorrenza del patrono San Rocco;
  •  
    B.V. del Rosario a Casaso
    rosario del Papa: l'immagine lignea della Madonna del Rosario con Gesù Bambino accolta nel sacello di Casaso, reca sulla mano destra la corona del rosario donata da Papa Benedetto XVI a un abitante della frazione ammesso nel 2008 al rito del "baciamano papale" in Vaticano e che, a sua volta, l'ha offerta in dono alla statua della B.V. Maria della piccola frazione. La preziosa corona è costituita da 59 grani in madreperla separati da una medaglia con incisa l'araldica pontificia del 265º successore di Pietro da una parte e la figura della Mater Ecclesiae dall'altra con a capo il Crocifisso nella forma del pastorale del Vescovo di Roma;
  • l'albero di Natale per Turriaco: ogni anno l'Amministrazione comunale dona all'omologa di Turriaco l'albero di Natale della valle d'Incarojo da collocare al centro della piazza. L'abete rosso natalizio, proveniente da Paularo, viene illuminato durante la cerimonia dell'accesione organizzata dal comune ospitante;[71]
  • benedetta dal Pontefice: è un'immagine fotografica raffigurante Maria Ausiliatrice indicata dai devoti del posto come “Madonna delle partorienti”, protettrice delle donne in attesa e prossime al parto. Custodita nel capitello di Rio, l'effigie rappresenta nei particolari la Madonna con il Bambino Gesù appena nato adagiato sulle ginocchia più due Angeli e sostituisce l'identico gruppo scultoreo ligneo, risalente ai primi del 1700, asportato da ignoti la notte del 1º aprile 1987 e mai rinvenuto. La sacra immagine, accompagnata in Vaticano, è stata benedetta da Papa Francesco il 7 luglio 2013 durante la preghiera dell'Angelus; lo ricorda uno scritto collocato all'interno della struttura devozionale;
  • il lupo del Duron: dopo cento anni è stato avvistato un esemplare di lupo vagare per i boschi del Duron. All'animale, individuato nel primo pomeriggio del 13 febbraio 2019 da un residente, è stato girato un breve video con il cellulare a testimonianza dell'eccezionale presenza;[72]
  • festival di Salino: esibizione canora di aspiranti cantanti locali che interpretavano i loro idoli della musica italiana calandosi anche nei panni del personaggio di riferimento. Organizzato in varie edizioni nella frazione di Salino, la rassegna è stata ospitata negli ultimi anni dal Teatro Comunale Luigi Candoni di Tolmezzo più idoneo ad accogliere il sempre maggior pubblico.[73]

AmministrazioneModifica

L'Amministrazione comunale ha sede nel palazzo del Municipio in piazza Bernardino Nascimbeni n.16.

SindaciModifica

[74]

  • Daniele Di Gleria (2016-attuale)
  • Ottorino Faleschini (2011-2016)
  • Maurizio Vuerli (2006-2011)
  • Sergio Tiepolo (1999-2005)
  • Mario Revelant (1995-1999)
  • Giovanni Canciani (1990-1993)
  • Alessandro Plozner (1980-1990)
  • Pietro Fabiani (1975-1980)
  • Giacomo Tarussio (1975-1975)
  • Rino Screm (1951-1963)
  • Giovanni Battista Del Negro (1946-1951)
  • Egidio Dereani (1945-1946)
  • Gino Sbrizzai (1945-1945)
  • Egidio Screm (1925-1933)
  • Giovanni Fabiani (1917-1918)
  • Francesco S. De Franceschi (1914-1915)
  • Leonardo Sbrizzai (1911-1914)
  • Pietro Fabiani (1901-1906)
  • Luigi Calice (1888-1910)
  • Giovanni Sbrizzai (1874-1888)
  • Antonio Fabiani (1871-1873)
  • Daniele Lenassi (1865-1870)
  • Giovanni Fabiani (1863-1865)

GemellaggiModifica

 
catena montuosa del Sernio vista da Saletti

Comitati frazionaliModifica

  • Villamezzo-Villafuori-Rio-Cogliat
  • Ravinis-Misincinis
  • Casaso
  • Dierico
  • Salino-Trelli-Chiaulis

Inno di PaularoModifica

Presentato nel 2007 è stato scritto da Ciro di Gleria e musicato da Florian Pedarnig. Viene proposto nei concerti della "Filarmonica

Ferdinando Nascimbeni". Testo (in lingua locale e traduzione in italiano):[15]

«Cassû in tas monz tal cûr da alte Cjargnie, (Tra le montagne, nel cuore della Carnia,)
al è un Paîs cun dut il so splendôr, (un Paese brilla, per la sua bellezza, di intensa luce,)
la int cujete e laboriôse, (con persone per bene e laboriose,)
pal mont si à simpri fat onôr. (che nel mondo si sono rese onore.)
Il marangon, il muradôr e il fâri, il boscadôr, il guo e il cjaliâr, (Il falegname, il muratore e il fabbro, il boscaiolo, l'arrotino e il calzolaio,)
dut chest ingegn al conte la sô stôrie, (queste professionalita' esprimono la sua storia,)
nou sin cjargnei, sin di Paulâr. (perché siamo carnici, di Paularo.)
Simpri in tas monz, tal vert e l'arie frescje, (Sui monti, tra il verde e l'aria fresca,)
tu sinz parfint il cjant dal rusignûl, (odi gorgheggiare l'Usignolo,)
pal mont chest cjant par simpri al reste, (e questo canto nel mondo rieccheggia all'infinito,)
par dî ce bjèl ch'al è il Friûl. (raccontando la bellezza del Friuli.)»

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana, su arlef.it. URL consultato il 18 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 477.
  5. ^ a b c d e f g Natalino Sollero, L'Incarojo fra storia e leggenda. Interrelazioni con il Friuli e la Carnia, Pasian di Prato, Campanotto Editore, 1994.
  6. ^ Giovanni Battista Bassi, Cenni biografici di p. Nicolò Sellenati, parroco di Paularo d'Incarojo in Carnia, Udine, Tipografia Foenis, 1861.
  7. ^ Raimondo Valesio, Sot il Sernio a l'ombre dai povui di Paular", Paularo, 1953.
  8. ^ a b Natalino Sollero, La Valle d'Incaroio o di Paularo, pagina 42, pubblicato nel 1980.
  9. ^ Cristian Adami, Le poco favorevoli condizioni meteo spostano in paese la festa di Casera Turriee., in Carnia Alpina, anno XXX, 3 del 15 ottobre 2016.
  10. ^ a b c Nazario Screm, L'eccidio che oscuro' la Resistenza nella Valle d'Incarojio, Paularo, Tip. A. Moro, aprile 2010.
  11. ^ a b c Umberto Taboga ANA Sezione Carnica, 1923-2003 Ottant'anni portati bene. Otto decenni di vita della Sezione Alpini Carnica, Tolmezzo, Edizioni Carnia Alpina - Tip. Moro Andrea, 2003.
  12. ^ a b Rai Sport, Vittoria della Brandli, Rai Radiotelevisione Italiana, 13 luglio 2001.
  13. ^ Redazione l'Alpino, Carnica. La croce sul Monte Sernio, ANA - L'Alpino, dicembre 2002.
  14. ^ Regione Autonoma FVG, Paularo: Illy visita esposizioni all'Istituto "J.Linussio", Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, 31 agosto 2007.
  15. ^ a b Inno di Paularo Testo di Ciro Di Gleria su musica di Florian Pedarning., su paularo.com, 19 agosto 2007.
  16. ^ 8ª Edizione della Premiazione del formaggio di malga”Paularo”, su ersa.fvg.it.
  17. ^ a b La val d'Incarojo va in televisione per far conoscere la sua ospitalità, su paularo.com, 19 novembre 2008.
  18. ^ Regioni Italiane web, Giro d'Italia - 15ª Tappa Mestre - Monte Zoncolan, Powered by U N I C O net, aprile 2010.
  19. ^ Pellizotti battezza a Paularo il progetto “Via di Attila”, su messaggeroveneto.gelocal.it.
  20. ^ Messaggero Veneto, Paularo, Serracchiani alla rassegna Mistirs, Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A., 1º settembre 2014.
  21. ^ Il Friuli.it, A Paularo rivivono i Mistirs, Editoriale il Friuli s.r.l., 20 agosto 2015.
  22. ^ A Villa Fuori tornano gli arredi, su messaggeroveneto.gelocal.it.
  23. ^ Riforme: ecco le 18 UTI del Friuli Venezia Giulia, su udine20.it.
  24. ^ a b Berto40, Paularo attende con ansia il raduno degli aplini carnici, in Carnia Alpina, anno XXXI, 1-2 del 15 giugno 2017.
  25. ^ Enti locali: nasce il nuovo Comune di Treppo Ligosullo, su udine.diariodelweb.it.
  26. ^ Lunedì Salvini ritorna a Tolmezzo, Paularo e a Gemona, su studionord.news.
  27. ^ Addio a un pezzo di storia: dopo oltre 200 anni chiude la Provincia di Udine, su ilgazzettino.it.
  28. ^ a b Giro d’Italia, Froome trionfa sullo Zoncolan preso d’assalto da migliaia di tifosi, su messaggeroveneto.gelocal.it.
  29. ^ Manifestazioni per il Giro d'Italia- Tolmezzo, Lauco, Ovaro, Paularo, su infriuliveneziagiulia.com.
  30. ^ Maria Vittoria Revelant, GUsto Carnia, in Info Paularo, Dicembre 2018.
  31. ^ a b Gian Franco Dreossi e Mauro Pascolini, Valbertat e Cordin Grande, dal patriarca dei malghesi, in Malghe e alpeggi della montagna friulana, anno 2010.
  32. ^ Attilio de Rovere, Luighi e incanti della Natura - live Carnia, in Friuli Venezia Giulia, turismofvg.it. 2012
  33. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  34. ^ a b c Nazario Screm, I Parroci della Val d'Incarojo, unico, Agosto 1983.
  35. ^ a b Natalino Sollero, La Valle d'Incarojo o di Paularo, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1980.
  36. ^ Circolo ACLI - Associazione Cristiana Lavoratori Italiani, La nostra storia nel 60' anno di fondazione, Tolmezzo, Graphica, 2008.
  37. ^ Il carro di Paularo trionfa alla sfilata., su messaggeroveneto.gelocal.it.
  38. ^ Nei volti di diciotto anziani i segni del tempo di Paularo, su messaggeroveneto.gelocal.it.
  39. ^ Nazario Screm, Le scuole e i maestri della Valle d'Incarojo., Paularo, 1983.
  40. ^ CarniaMusei, La Mozartina Paularo, in La Mozartina Paularo, 2001.
  41. ^ Circul "Cence Lune" di Cjasas, Lunarj dal 1998, Cjasas di Paular, Tipografia Moro Andrea Tolmezzo, dicembre 1997, p. da 1 a 12.
  42. ^ Gruppo Corale Paularo, Vent'anni della Corale di Paularo, Paularo, GCP, 1996.
  43. ^ don Primo Zuliani, Piccolo Coro Voci Bianche, in Bollettino Parrocchiale dei SS. Vitop, Modesto e Crescenzia m, n.3 di settembre 1981.
  44. ^ Don Giobatta del Negro, Piciul Corut, in Bollettino parrocchiale SS. Vito, Modesto e Crescenzia, 1 del 2018.
  45. ^ [www.ana.it/coro/coro-cive-ana-di-paularo?currentPage=5 Coro Cive ANA di Paularo].
  46. ^ Il coro "Jacopo Linussio" Val d'Incarojo di Paularo, su montagnasenzaconfini.it.
  47. ^ L'Icarojo tra storia e leggenda. Interrelazione con il Friuli e la Carnia, Campanotto Editore, 1994, p. autore Natalino Sollero.
  48. ^ Egidio Screm, Giacomo Segalla, fotografo a Paularo, in Sot la Nape, Paular e il Cjanal d'Incjaroi., 1/2007.
  49. ^ Carnia Musei - La Mozartina di Paularo, Comunità Montana della Carnia, 2001.
  50. ^ Monika Pascolo, A Trelli nascono gli scarpèz di Dina e Chiara, in Stele di Nadal 2019, anno 2019, 71, pag. 235.
  51. ^ Le malghe antiche della Val d'Incarojo che non esistono più, A. Moro Tolmezzo - gennaio 2006.
  52. ^ ProLoco Paularo, Percorrendo la Via di Attila - cason di Lanza, in pieghevole del Comune di Paularo-ProLoco Val d'Incarojo.
  53. ^ Centro residenziale per anziani Paularo, su lacasadiriposo.com.
  54. ^ La salita più dura del ciclismo mondiale, su ilpost.it.
  55. ^ [www.gazzetta.it/Giroditalia/2013/it/percorso-tappe/tappe.shtml?t=10&lang=it&refresh_ce-cp Cordenons - Altopiano del Montasio].
  56. ^ [www.ilfriuli.it Carnia in Mtb a Paularo].
  57. ^ [www.carniabike.it Carnia classic 2016].
  58. ^ GIRO FRIULI VG: Regalli sfreccia a Paularo, su federciclismo.it.
  59. ^ Supergiro delle Dolomiti 2017. (PDF), su dolomitensport.at.
  60. ^ SUPERGIRO DOLOMITI 2018 - 10.06.2018, su bikeandmore.it.
  61. ^ CENSIMENTO IMPIANTI ABBANDONATI IN FRIULI VG (PDF), su mountainwilderness.it.
  62. ^ Tutta la Carnia piange Nives, la presidentessa della Velox, su messaggeroveneto.gelocal.it.
  63. ^ La Stampa di Torino - Tiziano Fratus, Carnia, quell'antico abete bianco che i friulani chiamano "Palma", su lastampa.it.
  64. ^ Battista Muser - TeleAltoBut, MISTÎRS 2015 - Paularo, su youtube.com.
  65. ^ Telefriuli.it, Lo Sapevo! Paularo Vs Spilimbergo, su telefriuli.it.
  66. ^ Radio Studio Nord, A Paularo la vallata si accende in occasione della “Femenate”, su studionord.news.
  67. ^ [www.dday.it/redazione/26551/giro-ditalia-101-tutte-le-tappe-in-chiaro-su-rai-2-hd-e-raiplay Giro d'Italia 101, tutte le tappe in chiaro su Rai 2 HD e RaiPlay].
  68. ^ Da Paularo a Geo con il progetto Muse’s e le Rughe della Carnia, su studionord.news.
  69. ^ Masterchef 2019, la friulana Gloria conquista i giudici con il suo piatto, su tg24.sky.it.
  70. ^ Egidio Screm, La Gloria che sparge fiori ed alloro sulle tombe dei Caduti, Tolmezzo, Andrea Moro Editore, 2012.
  71. ^ Amministrazione comuinale di Paularo, Eventi del comune, in Info Paularo, Dicembre 2018.
  72. ^ I lupi son arrivati in Carnia, su udinetoday.it.
  73. ^ Festival di Salino: in 700 al Candoni di Tolmezzo, su ricerca.gelocal.it.
  74. ^ Nazario Screm, I sindaci della Valle d'Incarojo, Udine, S.G.L. Roseano - Designgraf, 1987.

BibliografiaModifica

  • Raimondo Valesio Calice, Sot il Sernio a l'ombre dai povui di Paular, Paularo, 1953
  • Natalino Sollero, La Valle d'Incarojo o di Paularo, Arti Grafiche Friulane, Udine, 1980
  • Natalino Sollero, L'Incarojo tra storia e leggenda, Campanotto Editore, Udine, 1994
  • Danielle Maion, Paularo...una favola che dura una vita..., Tipografia Moro Andrea, Tolmezzo, 2000
  • Egidio Screm, La Chiesa di San Vito a Pualaro, Andrea Moro Editore, Tolmezzo, 2012
  • Egidio Screm, Le Chiese di Paularo in Carnia, Arti Grafiche Friulane/Imoco spa, Udine, 2013
  • Nazario Screm, Principali vie e piazze di Paularo, Andrea Moro Editore, Tolmezzo 2013

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN239212404