Arturo Diaconale

giornalista italiano

Arturo Diaconale (Montorio al Vomano, 8 settembre 1945) è un giornalista italiano, direttore del quotidiano L'Opinione delle libertà. Dal 4 agosto 2015 fino a luglio 2018 è stato membro del Consiglio di amministrazione della Rai. Dal 1º agosto 2016 è responsabile della comunicazione della Società Sportiva Lazio e portavoce del presidente Claudio Lotito.

GiornalismoModifica

Abruzzese di nascita e romano di adozione, dopo la laurea in Giurisprudenza iniziò l'attività giornalistica nella redazione romana de Il Giornale di Sicilia (1973). Nel 1976 divenne giornalista parlamentare. Nel 1980 divenne capo della redazione romana ma nel 1985 passò come redattore parlamentare a Il Giornale, allora diretto da Indro Montanelli, diventando commentatore di politica interna. Nel 1992 lasciò Il Giornale e divenne redattore capo di Studio Aperto, testata giornalistica dell'emittente televisiva Italia 1. L'anno successivo fu nominato direttore del settimanale L'Opinione, che Diaconale trasformò in quotidiano diventato successivamente L'Opinione delle libertà.

Nel 1995 ha ideato e condotto una trasmissione giornalistica su Rai 3, dal titolo Ad armi pari e negli anni successivi ha partecipato come opinionista a tutti i principali talk show italiani. Si è occupato anche di temi sindacali divenendo un esponente di punta della componente moderata del sindacato dei giornalisti italiani. Insieme a colleghi come Giuliana Del Bufalo, Diaconale si è battuto e ha contribuito a modificare in senso profondamente migliorativo il contratto nazionale di lavoro.

Oltre all'attività nella carta stampata, nella televisione e nell'editoria si è anche dedicato all'organizzazione di convegni internazionali sui grandi temi storici e politici. Vi hanno partecipato scrittori ed intellettuali di grande spessore, sia italiani che stranieri. In particolare, in qualità di segretario del Centro Studi Francesco De Sanctis, ha organizzato per la Provincia di Roma i convegni “L'uso politico della storia”, “Immagine e identità degli italiani”, “Europa e Occidente, identità a confronto”.

PoliticaModifica

Nel 1996 fu candidato al Senato per il Polo per le Libertà del Lazio, nel collegio di Rieti, ma fu sconfitto dal rappresentante dell'Ulivo e vicesegretario del PDS Gavino Angius, che lo distanziò di quasi cinque punti percentuali (47,4% contro 42,5%). Con l'ingresso di Forza Italia nel PPE, avvenuto nel 2000, Diaconale si pone in modo più critico rispetto a questo movimento e propone la nascita di un soggetto politico unitario che raccolga i liberali e i laici presenti nel centro destra. Nel 2001, assieme ad altri esponenti politici, tra cui Vittorio Sgarbi, fonda l'associazione Polo Laico con l'obbiettivo di varare una lista con esponenti laici vicini al centro destra per le elezioni politiche del 2001.

Nel 2004 avvia sul suo giornale un dibattito relativo alla Casa Laica, una lista che intende unire i movimenti vicini al centro destra. Ritenendo prioritario far tornare in Italia una forza liberale, Diaconale si impegna nello sforzo di unire i liberali e partecipa alla ricostituzione del Partito Liberale Italiano nel 2004. Partecipa anche alla nascita dei Riformatori Liberali nel 2005, del cui manifesto è uno dei primi firmatari.

Nel 2009, in vista del V congresso del Partito Liberale del 20 e 21 febbraio, si candida come segretario del partito con Marco Taradash come presidente del partito formando assieme la mozione "Italia liberale" che si scontrò aspramente con quella del segretario uscente Stefano De Luca "Democrazia liberale" che poi sarà quella che risulterà vincente. Nel marzo del 2009 viene nominato commissario straordinario del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga[1], posizione che gli viene confermata come presidente del parco al termine del commissariamento il 7 luglio 2010.

Nel febbraio del 2014, istituisce il «Tribunale Dreyfus»[2], una onlus nata per la riforma del sistema giudiziario italiano e dotata di un Soccorso Azzurro dedicato alle vittime dei casi di malagiustizia.

Il 4 agosto 2015 viene eletto membro del Consiglio di Amministrazione della RAI dalla Commissione di Vigilanza RAI.[3][4][5]

Successivamente lascia la presidenza del "Movimento Vittime della Giustizia e del Fisco" e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga[6].

Nel 2019 è promotore, insieme a Giuseppe Basini e Cinzia Bonfrisco, dell'associazione Destra Liberale Italiana.

Incarichi istituzionaliModifica

PubblicazioniModifica

Arturo Diaconale è autore di numerosi saggi politici e, in particolare, nel 1995, della prima analisi del fenomeno di Mani pulite[senza fonte] con il volume Tecnica post moderna del colpo di Stato, magistrati e giornalisti. Successivamente sono stati pubblicati:

  • Attacco alla libertà;
  • Democrazia e libertà, scritto per Rubbettino con Davide Giacalone;
  • Iran, Israele, l’olocausto nucleare (Koinè, 2006);
  • Come ci vedono gli stranieri (in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura);
  • Santità! Ma possiamo continuare a dirci Cristiani?.

Diaconale è autore anche una serie di saggi apparsi sui volumi curati da Renato Brunetta e Vittorio Feltri venduti in edicola insieme al quotidiano Libero;

NoteModifica

  1. ^ Diaconale nuovo commissario straordinario, su parks.it. URL consultato il 17 ottobre 2011.
  2. ^ Nasce il Tribunale Dreyfus, su mondoliberonline.it. URL consultato il 13 febbraio 2014.
  3. ^ Scelti dalla Commissione di Vigilanza i sette componenti del Cda Rai. Le reazioni e i commenti, su primaonline.it. URL consultato il 4 agosto 2015.
  4. ^ Riforma Rai, eletto nuovo cda. Blog Grillo: “Nome per M5S è Freccero. Non c’è tempo per voto online”, il Fatto Quotidiano, 4 agosto 2015. URL consultato il 4 agosto 2015.
  5. ^ lottizze-rai a tutto spiano – ecco come diaconale ha tenuto su un giornale coi soldi pubblici. URL consultato il 1º dicembre 2016.
  6. ^ Un saluto ed un impegno, su opinione.it. URL consultato il 6 agosto 2015.
  7. ^ Arturo Diaconale è Presidente del Parco, su gransassolagapark.it. URL consultato il 17 ottobre 2011.

Collegamenti esterniModifica