Claudio Lotito

imprenditore e politico italiano

Claudio Lotito (Roma, 9 maggio 1957) è un imprenditore italiano. Dal 20 luglio 2004 è il presidente della Lazio[1] e dal 26 luglio 2011 al 7 luglio 2021[2] è stato anche proprietario, in società con Marco Mezzaroma, della Salernitana.[3] Eletto consigliere federale nel 2009 e rieletto nel 2013 e 2018, dal 2010 al 2021 è stato componente del Comitato di Presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio.[4]

Claudio Lotito nel 2017

A livello individuale, nel 2015 si è aggiudicato il premio Financial Fair Play (organizzato dall'Associazione Italiana Allenatori Calcio e dall'associazione no profit DGS Sport&Cultura) per la rigorosa e meticolosa gestione del bilancio economico della Società Sportiva Lazio.[5]

Dal 2004 a oggi, da proprietario e Presidente della Lazio, società acquistata che era sull'orlo del fallimento, ha vinto 3 Coppe Italia (2009, 2013, 2019) e 3 Supercoppe italiane (2009, 2017, 2019). Da comproprietario della Salernitana a partire dal 2011 è riuscito in dieci anni a portare la squadra dalla Serie D alla Serie A.

BiografiaModifica

Nasce a Roma, in una clinica del quartiere Parioli, da madre insegnante di lettere originaria di San Lorenzo a Pinaco, frazione di Amatrice in provincia di Rieti, e padre carabiniere originario di Soveria Mannelli, in provincia di Catanzaro; cresce a Ciampino, all'epoca frazione del comune di Marino, e da ragazzo gioca a calcio nel ruolo di portiere nell'ASD Amatrice Calcio.[6] Diplomatosi presso il Liceo Classico Statale "Ugo Foscolo" di Albano Laziale, ha conseguito una laurea in pedagogia alla Sapienza con il massimo dei voti e ha intrapreso anche l'attività di giornalista pubblicista a Il Tempo prima di entrare nel mondo dell'imprenditoria;[7] vive nella Villa San Sebastiano (Appia Antica, Roma), divenuta il suo quartier generale nonché sede dei suoi uffici.

È sposato da molti anni con la moglie Cristina Mezzaroma, figlia di Gianni, componente di un'importante famiglia di imprenditori edili romani; i due hanno un figlio di nome Enrico.[8]

È proprietario di un'impresa di pulizie, la "S.n.a.m. Lazio Sud", due di servizi ("Bona Dea" e "Linda"), una di catering ("Omnia Service"), un'altra di termo-gestione ("Gasoltermica Laurentina") e un'agenzia di vigilanza privata ("Roma Union Security"), oltre ad esser socio di due societá immobiliari. Sul finire della Prima Repubblica, le sue imprese si procuravano gran parte del fatturato aziendale grazie agli appalti degli enti locali e delle società a controllo pubblico: regione, provincia, comune, le unità sanitarie locali, gli ospedali.[9]

Nel mondo del calcioModifica

La presidenza della LazioModifica

 
Claudio Lotito in veste di patron della Lazio nel 2009

Il 19 giugno 2004 Lotito entra nell'azionariato della Società Sportiva Lazio partecipando, tramite la holding "Lazio Events S.r.l." (da lui controllata al 100% attraverso i tre veicoli "S.n.a.m. Lazio Sud", "Linda" e "Bona Dea"), all'aumento di capitale acquistando 18.268.506 nuove azioni della società biancoceleste (che corrispondevano al 26,969% di tutte le azioni), spendendo circa 18,268 milioni di Euro. Contemporaneamente la cooperativa di lavoro "Team Service S.C.A R.L." di Emilio Innocenzi (considerato vicino a Lotito) arriverà al 2,667% delle azioni.

Celebre una delle prime dichiarazioni del neo presidente laziale:

«Ho preso questa squadra al suo funerale e l'ho portata in condizione di coma irreversibile. Spero presto di renderlo reversibile[10]»

Per risollevare la difficile situazione economica in cui versava la società, Lotito decise di avvalersi della legge 21 febbraio 2003, n. 27 (meglio nota come Decreto salva-calcio) approvata dal governo Berlusconi, per mezzo della quale ottenne la rateizzazione del debito pregresso con l'Agenzia delle Entrate (quantificato in 140 milioni di euro) su un arco di 23 anni,[11] oltre a rilevanti sconti sulle penali[senza fonte]. Tale accordo, giudicato troppo favorevole alla Lazio, non venne accettato dal primo funzionario statale delegato a trattare, che si dimise e fu sostituito da un altro[senza fonte]. Gli sconti, come anche tutti quelli ottenuti da altre società calcistiche, erano stati originariamente considerati dalla UE aiuti di stato[12]; la legge fu quindi modificata ricevendo l'imprimatur della Commissione europea per la concorrenza.[13][14] Negli anni successivi l'imprenditore romano ha proseguito un lungo percorso di risanamento del debito pregresso che ha riportato la Lazio in equilibrio economico-finanziario.[15]

Da presidente della Lazio ha finora vinto tre Coppe Italia nelle stagioni 2008-2009, 2012-2013 e 2018-2019, tre Supercoppe italiane nel 2009, nel 2017 e nel 2019, un Campionato Primavera nel 2012-2013, due Coppe Italia Primavera nel 2013-2014 e nel 2014-2015, una Supercoppa Primavera nel 2014.

L'esperienza a SalernoModifica

 
Claudio Lotito insieme con l'ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca durante un'intervista nel 2015 dopo la promozione matematica in Serie B dei granata

Il 21 luglio 2011 Lotito, affiancato dal cognato Marco Mezzaroma, fonda e diventa comproprietario dell'allora Salerno Calcio, società iscritta al campionato di Serie D.[3]

Il 7 luglio 2012, dopo appena un anno dalla ricostruzione e con la risalita della squadra campana in Lega Pro Seconda Divisione, il duo Lotito-Mezzaroma acquista il logo e i colori sociali dello storico sodalizio, ricostituendo di fatto la Salernitana che in data 14 aprile 2013, vincendo la gara esterna col Fondi per 5 a 1, ottiene la matematica promozione in Lega Pro Prima Divisione nonché la seconda consecutiva in soli due anni di gestione societaria.

Da comproprietario della Salernitana ha vinto il campionato di Serie D 2011-2012, girone G, il campionato di Lega Pro Seconda Divisione 2012-2013, girone B, la Supercoppa di Lega di Seconda Divisione 2013, la Coppa Italia Lega Pro nel 2014 e il campionato di Lega Pro 2014-2015 nel girone C, che sancisce il ritorno in Serie B dei granata. Al primo anno in B si salva vincendo i play-out contro la Virtus Lanciano; la stagione seguente si piazzerà decimo, nel 2017-2018 dodicesimo, nel 2018-2019 sedicesimo (rivincendo un altro play-out ai rigori contro il Venezia)[16] e ancora decimo nel 2019-2020. Nel 2020-2021 la Salernitana arriva seconda tornando in Serie A dopo 23 anni.[17]

A causa delle regole federali che non permettono la coesistenza di due club appartenenti ad un unico proprietario o a suoi affini nella stessa categoria, Lotito ha dovuto lasciare la presidenza del club, affidandola definitivamente il 7 luglio 2021 ad un trust indipendente, guidato dal generale Ugo Marchetti, con il compito di trovare un compratore per la società entro sei mesi dall'affidamento.[2]

L'interesse per il BariModifica

In seguito al fallimento del Football Club Bari 1908 di Cosmo Antonio Giancaspro, il 31 luglio 2018 viene reso noto che la proposta della Filmauro S.r.l. del patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis ha convinto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, superando con la sua Società Sportiva Calcio Bari le altre dieci proposte, tra cui quella di Claudio Lotito con la Società Sportiva Bari 1908, per la rinascita del Bari dopo il fallimento.[18]

L'ingresso in politicaModifica

Alle elezioni politiche italiane del 2018 viene candidato da Forza Italia (partito di centro-destra di Silvio Berlusconi) al Senato nel listino del collegio proporzionale, risultando non eletto.[19] Il 4 agosto 2020 a seguito di un ricorso, il seggio assegnato a Vincenzo Carbone è stato assegnato a Claudio Lotito, pertanto la giunta delle elezioni del senato ha deliberato la contestazione del seggio occupato da Vincenzo Carbone.[20][21] Ci sarà una votazione, dovuta al ricorso, che però non è ancora stata fissata vista la situazione legata alla pandemia di COVID-19.[22]

Procedimenti giudiziariModifica

Arresto per appaltiModifica

Nel 1992 viene coinvolto in un'inchiesta della magistratura sugli appalti della Regione Lazio e in seguito arrestato in compagnia di un funzionario che, secondo i magistrati, rivelava all'imprenditore i coefficienti di massimo ribasso necessari ad aggiudicarsi la gara da 27 miliardi di lire per le pulizie nel triennio 1992-1995. I magistrati ritenevano anche che fosse socio occulto delle imprese vincitrici per favorire le società vicine ai partiti.[9]

Coinvolgimento in CalciopoliModifica

Processo sportivo: 4 mesi di squalificaModifica

Sul finire della stagione 2005/2006 viene coinvolto nello scandalo Calciopoli per illeciti commessi nel campionato precedente, cioè il primo della sua gestione. Il 14 luglio 2006 viene condannato dalla Commissione d'Appello Federale all'inibizione per 3 anni e 6 mesi e al pagamento di un'ammenda di 10.000 euro, mentre la Lazio è condannata alla retrocessione all'ultimo posto del campionato 2005/2006, alla penalizzazione di 7 punti da scontare nel successivo campionato di serie B e a un'ammenda di 40.000 euro.[23]

Il 27 ottobre la Camera di Conciliazione ed Arbitrato del CONI comunica le sentenze definitive, condannando Lotito a quattro mesi di inibizione (pena ulteriormente ridotta rispetto alla sentenza d'appello della Corte Federale che lo condannava a due anni e sei mesi[24]). Per la Lazio viene confermata la sentenza d'appello che revocava la retrocessione all'ultimo posto del campionato 2005-2006 condannando la società biancoceleste a 30 punti di penalizzazione, mentre i punti di penalizzazione da scontare nel campionato di Serie A 2006/2007 passano, dagli 11 previsti dalla Corte Federale, a 3.

Processo penale: prescrizioneModifica

L'8 novembre 2011, nell'ambito del processo penale relativo allo scandalo di Calciopoli, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Napoli a 1 anno e 3 mesi e 25.000 euro di multa.[25]

Nel marzo del 2012 la condanna passa a 18 mesi di reclusione e a 40.000 euro di multa.[26]

Il 17 dicembre 2013 la Corte ha preso atto per Lotito e Della Valle della intervenuta prescrizione, come richiesto anche dalla Procura.[27]

Aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanzaModifica

Il 3 marzo 2009 Claudio Lotito è stato condannato in 1º grado a due anni di reclusione per aggiotaggio e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza sui titoli del club biancoceleste.[28] Nel gennaio 2014 il reato di aggiotaggio è prescritto, mentre la pena per l'omessa alienazione di partecipazioni dovrà essere rideterminata dalla corte di appello di Milano per decisione della Quinta Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione, la decisione vale per entrambi gli imputati Claudio Lotito e Roberto Mezzaroma.[29]

Affitto dell’Olimpico: 1 mese e mezzo di squalificaModifica

Nell’agosto del 2011 per lo scontro con il presidente del CONI Gianni Petrucci per l’affitto dello Stadio Olimpico Lotito usa l’espressione “estorsione” per motivare il mancato pagamento di una delle quote del canone (2,5 milioni di euro) per poter utilizzare lo stadio; infine verrà punito con un 1 mese e mezzo di squalifica.[30]

Agentopoli: 2 mesi di squalificaModifica

Nel 2012 per violazioni dei regolamenti per quanto riguarda il trasferimento di calciatori viene squalificato per 2 mesi.[31]

Sospensione da consigliere federale: archiviazioneModifica

Viene sospeso in via cautelare dalle cariche di consigliere federale della FIGC e di componente del Comitato di Presidenza nel febbraio 2012. Il 7 dicembre la procura federale archivia il procedimento nei suoi confronti per violazione della clausola compromissoria, in relazione alla sospensione dalla carica di consigliere federale.

Il caso Iodice: archiviazioneModifica

Nei primi giorni del febbraio 2015 Giuseppe Iodice, dirigente della squadra di calcio dell'Ischia Isolaverde, militante nello stesso girone della Salernitana, divulga una discussione telefonica tra lui e Lotito, in cui l'imprenditore capitolino afferma che la presenza di piccoli club in Serie A e B come il Carpi o il Frosinone è economicamente deleteria e inoltre spara a zero su alcune autorità dello sport italiano.[32] Iodice il 20 febbraio consegna alla procura di Napoli un'altra registrazione di una telefonata con Lotito che lo denuncia alla procura di Roma per calunnia e diffamazione. Sulla vicenda apre un'inchiesta anche la procura federale della Figc e il procuratore Stefano Palazzi chiede e ottiene dal superprocuratore Coni, il generale Cataldi, altri quaranta giorni di proroga alle indagini per appurare se le parole di Lotito con Iodice avessero avuto poi un seguito.

Il 10 giugno dello stesso anno Lotito viene indagato dalla procura di Napoli per tentata estorsione e vengono perquisite la sua abitazione,[33] quelle di Carlo Tavecchio (presidente FIGC) e Mario Macalli (presidente Lega Pro) e la sede della FIGC. Lotito avrebbe fatto avere ad alcune società della Lega Pro dei contributi in cambio dell'appoggio alla elezione di Mario Macalli a presidente.[34]

Nel luglio 2015 si è avuta l'archiviazione del fascicolo sportivo riguardante il presidente della Lazio sul caso della telefonata al dg dell’Ischia Pino Iodice, su decisione del procuratore federale della FIGC, Stefano Palazzi.[35]

Nel febbraio del 2017 la Procura della Repubblica di Napoli ha chiesto e ottenuto l'archiviazione anche del procedimento penale aperto nel 2015 a carico di Claudio Lotito concernente l'ipotesi di tentata estorsione collegata al medesimo episodio.[36]

Il caso Infront e l'ostacolo alla Covisoc: archiviazioneModifica

Un'intercettazione telefonica nell'ambito di un'inchiesta su corruzione e infiltrazioni mafiose nella Lega Pro rivelerebbe che Claudio Lotito, oltre a ricattare i vertici della Lega Calcio, sarebbe - insieme con Adriano Galliani - coinvolto nella Infront, società che gestisce i diritti televisivi della Lega Calcio e più o meno direttamente controllore di Lazio, Salernitana, Bari e Brescia.[37]

Il 13 ottobre 2015, nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge proprio Infront e altri dirigenti di club italiani, la procura di Milano lo accusa di aver ostacolato l'attività di vigilanza della Covisoc che ha il compito per la Figc di dare l'autorizzazione (dopo aver visionato i bilanci) all'iscrizione dei club ai campionati.[38]

Con decreto 19 aprile 2018, il Gip di Milano ha disposto l'archiviazione del procedimento con riferimento a tutte le ipotesi di reato (a carico tra gli altri di Adriano Galliani, Marco Bogarelli, Riccardo Silva, Claudio Lotito, Enrico Preziosi e Gianluca Paparesta), non sussistendo elementi idonei a sostenere l'accusa in giudizio.[39][40]

Evasione fiscale e false fatturazioniModifica

Dal 26 gennaio 2016 Lotito è indagato, insieme con altri dirigenti e procuratori, per evasione fiscale e false fatturazioni riguardo alla compravendita di giocatori: gli agenti avrebbero fatturato in maniera fittizia alle società le loro prestazioni esclusive mentre i club avrebbero completamente dedotto dal reddito imponibile queste spese beneficiando anche della detrazione dell'IVA relativa alla pseudo prestazione ricevuta.[41][42]

Due anni più tardi, in relazione alla maxi inchiesta “Fuorigioco” sulla compravendita di calciatori, a Lotito viene contestato di aver evaso l’IVA nell’ambito dei trasferimenti di Giuseppe Sculli al Genoa e di Pasquale Foggia alla Sampdoria avvalendosi di fatture relative ad operazioni inesistenti.[43]

Nell’estate del 2020 saranno l’ex giocatore bianco celeste Mauro Zarate e il suo agente Ruzzi, denunciato poi da Lotito per tentata estorsione, ad alludere, in un’intervista a Le Iene, a pagamenti in nero o ad evasione fiscale riguardo alla commissione di 15 milioni versata dalla Lazio alla società londinese Pluriel Limited e poi in parte fatti arrivare agli argentini tramite la società del fratello del calciatore il quale però pretende il pagamento di 8,850 milioni di euro tra stipendi e bonus mai incassati e un contratto più basso che ha accettato di firmare con il Velez per sottrarsi dal mobbing di Lotito.[44][45] La procura di Roma aprirà un fascicolo, a carico di ignoti, con le ipotesi di evasione fiscale e false comunicazioni sociali nei bilanci della Lazio mentre la procura federale della FIGC propenderà per l’archiviazione.[46]

Multe cancellateModifica

Nel gennaio 2019 viene indagato dalla Procura di Roma per concorso in falso e truffa insieme con altre 196 persone e viene sottoposto a un sequestro preventivo del valore di 26.000 euro poiché tra il 2012 e il 2014 avrebbe fatto figurare come veicoli di scorta usati da forze dell'ordine alcune auto private che erano state multate.[47]

Il caso tamponi COVID-19: 12 mesi di squalificaModifica

Per il mancato rispetto dei protocolli anti COVID-19 - e in particolare per la mancata comunicazione alle Asl competenti e la messa in isolamento di alcuni calciatori positivi prima di alcune partite di Champions e Serie A - il 26 marzo 2021 il Tribunale federale condanna Lotito a 7 mesi di squalifica e a 12 mesi i medici sociali della Lazio mentre il club riceve una multa da 150.000 euro.[48] Il 30 aprile seguente in appello, su ricorso presentato dalla Procura Federale, viene condannato a 12 mesi e la multa per la Lazio sale a 200.000 euro; la nuova pena, sommata ai 2 mesi di squalifica del 2012, determina l'automatico decadimento da ogni incarico federale e l'impossibilità di candidarsi in futuro.[49]

Presenza nei mediaModifica

Fin dal suo insediamento da presidente della Lazio, Claudio Lotito è stato al centro dell'attenzione dei media soprattutto in virtù del suo modo particolare di esprimersi, che non disdegna le citazioni in latino, retaggio del suo passato di studente di liceo classico.

Lotito ha preso parte a una puntata della terza serie de I Cesaroni, girata all'interno del Centro sportivo di Formello, e al film L'allenatore nel pallone 2 nel 2008. Oltre a tali apparizioni cinematografiche ha anche partecipato come ospite a vari talk-show quali Porta a Porta di Raiuno, AnnoZero di Rai 2, Robinson e Ballarò di Rai 3, oltre a Tetris e Piazzapulita di LA7.

Claudio Lotito talvolta è oggetto di satira televisiva, e venne imitato dal comico Max Giusti per la prima volta su Raidue durante la trasmissione Quelli che il calcio.

Il patron biancoceleste dal 2012 al 2013 ha tenuto una rubrica dal sapore ironico in cui discuteva di alcune frasi in lingua latina di puntata in puntata, nel programma televisivo calcistico Undici in onda sulle reti Mediaset.[50]

FilmografiaModifica

NoteModifica

  1. ^ S.S. Lazio S.p.a. - Bilancio al 30 giugno 2004, p. 6.
  2. ^ a b Massimo Cecchini, Salernitana ammessa in Serie A: accettato il secondo trust, su gazzetta.it, 7 luglio 2021. URL consultato il 7 luglio 2021.
  3. ^ a b Lotito pensa in grande: «Salerno Calcio in 5 anni ai vertici» | la Città Archiviato il 19 agosto 2011 in Internet Archive.
  4. ^ Costituito il Comitato di Presidenza e approvate le linee guida delle Licenze Nazionali
  5. ^ SPORT - Il Messaggero, su www.ilmessaggero.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato dall'url originale).
  6. ^ Lotito sul sisma: «È una ferita mortale nel mio cuore. Ad Amatrice ho i ricordi più belli. Aiutiamo i terremotati», in Il Messaggero, 25 agosto 2016. URL consultato il 25 agosto 2016 (archiviato il 30 agosto 2016).
  7. ^ Claudio Lotito (Magazine – ottobre 2008), su vittoriozincone.it, vittoriozincone.it, 31 ottobre 2008. URL consultato il 27 giugno 2021.
  8. ^ Non solo Presidente della Lazio, ecco chi è Claudio Lotito, su donnaglamour.it, donnaglamour.it, 8 maggio 2019. URL consultato il 27 giugno 2021.
  9. ^ a b Gianfrancesco Turano, Fuori gioco: Calcio e potere. Da Della Valle a Berlusconi, da Preziosi a Moratti. La vera storia dei presidenti di Serie A, Chiarelettere, 2012, ISBN.
  10. ^ Luca Valdiserri, La Lazio si salva con una corsa in scooter, in Corriere della Sera, 30 marzo 2005, p. 42 (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2009).
  11. ^ Repubblica.it » sport/calcio/serie_a » Lazio, siglato l'accordo col Fisco Lotito: "140 milioni in 23 anni", su www.repubblica.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  12. ^ Repubblica.it/sport/calcio: Ue, bocciato il decreto salva calcio Molte società a rischio fallimento, su repubblica.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  13. ^ Repubblica.it » sport/calcio » Decreto salvacalcio, ok definitivo dall'Antitrust di Bruxelles, su repubblica.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 24 giugno 2020).
  14. ^ 2006/898/CE: Decisione della Commissione, del 22 giugno 2005 , relativa alle misure previste dall’Italia a favore delle società sportive professionistiche — (Decreto salva calcio ) [notificata con il numero C(2005) 1794] (Testo rilevante ai fini del SEE), 32006D0898, 13 dicembre 2006. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 2 giugno 2021).
  15. ^ Breve storia finanziaria della gestione Lotito, su L'Ultimo Uomo, 10 gennaio 2018. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 21 maggio 2019).
  16. ^ Serie B, playout: la Salernitana si salva in 10 e ai rigori, il Venezia va in C, su sportmediaset.mediaset.it. URL consultato il 10 giugno 2021.
  17. ^ Salernitana, fa festa Lotito: “Ho mantenuto gli impegni”, su corrieredellosport.it. URL consultato il 10 giugno 2021.
  18. ^ Il Bari è di De Laurentiis! Riparte con lui dalla Serie D, su gazzetta.it, 31 luglio 2018. URL consultato il 1º agosto 2018 (archiviato il 1º agosto 2018).
  19. ^ Elezioni 2018, Lotito beffato: fuori dal Senato. Eletti Galliani e Sibilia. URL consultato il 5 marzo 2018 (archiviato il 2 giugno 2021).
  20. ^ (IT) Colpo di scena al Senato: Lotito, il seggio è a un passo, su iltempo.it, 5 agosto 2020. URL consultato il 6 agosto 2020 (archiviato il 13 aprile 2021).
  21. ^ (IT) Lotito senatore? Primo via libera dell’aula al suo ricorso, su corriere.it, 6 agosto 2020. URL consultato il 6 agosto 2020 (archiviato il 13 aprile 2021).
  22. ^ QDL – On. Casini: “Lazio, mercato non all’altezza della Champions. Lotito al Senato? Ecco cosa so”, su Cittaceleste.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 13 aprile 2021).
  23. ^ Sentenza (PDF), su gazzetta.it. URL consultato il 28 maggio 2012 (archiviato il 4 febbraio 2012).
  24. ^ Appello: Juve in B a meno 17. Milan, Fiorentina e Lazio in A, su gazzetta.it. URL consultato il 28 maggio 2012 (archiviato il 13 luglio 2015).
  25. ^ Calciopoli, COLPEVOLI!, su Calcio: ultime news - Gazzetta dello Sport. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  26. ^ Aggiotaggio, Lotito condannato in appello a 18 mesi di reclusione e a 40 mila euro di multa, su Il Fatto Quotidiano, 12 marzo 2012. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 26 febbraio 2014).
  27. ^ Calciopoli, appello: Moggi: 2 anni e 4 mesi, prescrizione per Lotito e Della Valle, su La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  28. ^ Aggiotaggio, Lotito condannato, su corriere.it. URL consultato il 3 marzo 2009 (archiviato il 4 marzo 2009).
  29. ^ Lotito prosciolto dall'accusa di aggiotaggio - Calcio - iltempo Archiviato il 19 marzo 2014 in Internet Archive.
  30. ^ Lotito: "Estorsione dal Coni"Ma Petrucci lo denuncia, su la Repubblica, 24 giugno 2011. URL consultato il 27 marzo 2021 (archiviato il 14 aprile 2021).
  31. ^ Matteo Dalla Vite, La poltrona di consigliere è salva solo per 45 giorni, in La Gazzetta dello Sport, 27 marzo 2021, p. 9.
  32. ^ E ora spuntano Lotito, Galliani, Infront: "Mani su Bari, Brescia, Salernitana e...", su La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  33. ^ Perquisizioni alla Figc: indagato Lotito, ascoltato Tavecchio, su Il Sole 24 ORE. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 giugno 2015).
  34. ^ Lotito indagato per tentata estorsione, perquisita la sede della Figc, su Calcio - La Repubblica, 10 giugno 2015. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  35. ^ Procura Figc, Palazzi archivia caso su telefonata Lotito-Iodice, su la Repubblica, 16 luglio 2015. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 13 aprile 2021).
  36. ^ Non fu estorsione: procura archivia procedimento su Lotito per la telefonata sul Frosinone e il Carpi, su Calcio - La Repubblica, 2 febbraio 2017. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 13 aprile 2021).
  37. ^ Quando la Curva Carpi disse a Lotito, tuo pallone fa 'Skyfo' TUTTI I VIDEO - Calcio, su ANSA.it, 13 febbraio 2015. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 13 febbraio 2015).
  38. ^ Doping finanziario nel calcio, anche Preziosi tra gli indagati, su Primocanale.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  39. ^ Caso Infront e diritti tv: il tribunale “disintegra” le accuse dei Pm, su Il Sole 24 ORE. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 1º giugno 2021).
  40. ^ Redazione, Diritti Tv, il gip archivia il caso Infront: la Lega e i club sono enti privati, su Calcio e Finanza, 25 aprile 2018. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 18 maggio 2019).
  41. ^ Calcio e Fisco, 64 indagati. E la Guardia di Finanza va nella sede del Milan, su La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 13 maggio 2021).
  42. ^ Evasione fiscale nel calcio, 64 indagati in inchiesta Napoli: anche Galliani, Lotito, De Laurentiis, Lavezzi e Paletta - Sport, su ANSA.it, 26 gennaio 2016. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'8 luglio 2020).
  43. ^ Rocco Fabio Musolino, Inchiesta ‘Fuorigioco’: Lotito accusato di evasione dell’Iva, su Lazio News 24, 20 aprile 2018. URL consultato il 26 marzo 2021 (archiviato il 13 aprile 2021).
  44. ^ Caso Zarate, Lotito in azione: pronte le denunce, su corrieredellosport.it. URL consultato il 26 marzo 2021 (archiviato il 13 aprile 2021).
  45. ^ Lotito e calcio mercato: lo “strano” ingaggio di Maurito Zàrate | VIDEO, su Le Iene. URL consultato il 26 marzo 2021 (archiviato il 13 aprile 2021).
  46. ^ Fulvio Fiano, Zarate-Lotito, la lite infinita per gli stipendi non pagati arriva in Procura, su Corriere della Sera, 12 ottobre 2020. URL consultato il 26 marzo 2021 (archiviato il 13 aprile 2021).
  47. ^ Multe cancellate, 197 indagati: c’è anche Lotito, patron della Lazio, su Il Sole 24 ORE. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 13 maggio 2021).
  48. ^ Sentenza Lazio-tamponi: 7 mesi di inibizione a Lotito e ammenda al club, su La Gazzetta dello Sport. URL consultato il 26 marzo 2021 (archiviato il 13 aprile 2021).
  49. ^ Corte d’Appello della Figc, 12 mesi di squalifica a Lotito per la vicenda dei protocolli Covid, su www.lastampa.it. URL consultato il 1º maggio 2021 (archiviato il 6 maggio 2021).
  50. ^ Lotito spiega il latino in tv: il video della “lezione” del patron [collegamento interrotto], su solosalerno.it. URL consultato il 24 maggio 2013.

BibliografiaModifica

  • Gianfrancesco Turano, Fuori gioco: Calcio e potere. Da Della Valle a Berlusconi, da Preziosi a Moratti. La vera storia dei presidenti di Serie A, Chiarelettere, 2012, ISBN 88-6190-223-5.

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