Bernardino Guinigi

arcivescovo cattolico italiano
Bernardino Guinigi
arcivescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti
 
Nato26 novembre 1663 a Camaiore
Ordinato presbitero27 novembre 1710
Nominato vescovo1 giugno 1711 da papa Clemente XI
Consacrato vescovo7 giugno 1711 dal cardinale Fabrizio Paolucci
Elevato arcivescovo11 settembre 1726 da papa Benedetto XIII
Deceduto13 gennaio 1729 (65 anni) a Lucca
 

Bernardino Guinigi (Camaiore, 26 novembre 1663Lucca, 13 gennaio 1729) è stato un arcivescovo cattolico e diplomatico italiano, a servizio della Santa Sede.

BiografiaModifica

Nel giugno del 1702 ricevette l'incarico di internunzio apostolico a Colonia, per circa un anno, mentre l'11 ottobre 1703 fu nominato internunzio apostolico nel Ducato di Savoia. Fu ordinato diacono il 23 novembre 1710 e dopo quattro giorni sacerdote.

Ministero episcopaleModifica

Il 1º giugno 1711 fu nominato vescovo di Rieti da papa Clemente XI.

Il 7 giugno 1711 ricevette la consacrazione episcopale dalle mani del cardinale Fabrizio Paolucci, co-consacranti l'arcivescovo titolare di Nicea Ferdinando Nuzzi, divenuto in seguito cardinale, e l'arcivescovo titolare di Teodosia Domenico Zauli. Durante il suo episcopato indisse nel 1716 un sinodo diocesano[1], accolse nella chiesa di San Giovanni in Statua i padri Scolopi, che erano presenti in città sin dal 1698, mentre il 1º maggio 1717 consacrò la Chiesa di Santa Scolastica.

Il 20 dicembre 1723 venne nominato da papa Innocenzo XIII vescovo di Lucca. L'11 settembre 1726 la diocesi fu elevata al rango di arcidiocesi, non metropolitana, con la bolla Inscrutabili divinae di papa Benedetto XIII e pertanto fu nominato primo arcivescovo.

Durante il suo episcopato commissionò dei lavori di restauro ed ampliamento della Villa del Vescovo all'interno della Villa Reale di Marlia.

Morì a Lucca il 13 gennaio 1729.

Genealogia episcopaleModifica

La genealogia episcopale è:

NoteModifica

  1. ^ Paolo Desanctis, Notizie storiche sopra il tempio cattedrale, il capitolo, la serie dei vescovi, ed i vetusti monasteri di Rieti, 1887, p. 95.

Voci correlateModifica

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