Gaspare Carpegna

cardinale italiano
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Gaspare Carpegna
cardinale di Santa Romana Chiesa
Portret van kardinaal Gasparo Carpegna Effigies Cardinalium nunc viventium (serietitel), RP-P-1909-4372.jpg
Ritratto del cardinale Carpegna
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Incarichi ricoperti
 
Nato8 maggio 1625 a Roma
Ordinato presbiteroin data sconosciuta
Nominato arcivescovo16 giugno 1670 da papa Clemente X
Consacrato arcivescovo22 giugno 1670 dal cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
Creato cardinale22 dicembre 1670 da papa Clemente X
Deceduto6 aprile 1714 (88 anni) a Roma
 

Gaspare Carpegna (Roma, 8 maggio 1625Roma, 6 aprile 1714) è stato un cardinale italiano.

BiografiaModifica

Nacque a Roma l'8 maggio 1625, figlio di Francesco Maria dei conti di Carpegna, nel Montefeltro, e di Marzia Spada.

Dopo aver compiuto studi letterari e giuridici, iniziò la carriera ecclesiastica, ricoprendo incarichi durante i pontificati di Innocenzo X (uditore della Segnatura di Giustizia e segretario della Congregazione delle Acque), di Alessandro VII (segretario del cardinale Flavio Chigi, canonico di San Pietro, referendario dell'una e dell'altra Segnatura, segretario della Congregazione del Buon Governo, uditore di Rota), e infine di Clemente IX (consultore del Sant'Uffizio)[1].

Papa Clemente X (un nipote del quale, Antonio Altieri, aveva sposato sua sorella, Maria Virginia di Carpegna) lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 22 dicembre 1670 ed il 12 agosto 1671 lo nominò cardinale vicario quando dovette sostituire il proprio figlio adottivo Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni. Il cardinale Carpegna tenne saldamente il vicariato fino alla morte, per oltre 40 anni, sotto ben 5 papi: Clemente X, Innocenzo XI, Alessandro VIII, Innocenzo XII e Clemente XI.

Gran curiale, membro di numerosissime congregazioni e molto presente nella cultura romana (fu anche acclamato in Arcadia nel 1695, con il nome di Ermete Aliano, primo porporato assurto a tale onore), abilissimo nelle manovre di corte, assai severo nel reprimere gli abusi, tentò anche l'accesso al soglio pontificio nel conclave del 1689 - quello che elesse Alessandro VIII Ottoboni - ma ne fu escluso dall'ostilità della Francia e del Granducato di Toscana.

Reso inabile nel 1707 da un colpo apoplettico, morì il 6 aprile 1714 all'età di 88 anni, e fu sepolto nella tomba di famiglia a Santa Maria in Vallicella.

Il Museo Carpegna e la collezione CarpegnaModifica

Tra i più raffinati collezionisti del suo tempo, Gaspare di Carpegna raccolse numerose opere d'arte, sia contemporanea che antica, sia profana che sacra, esponedole nel suo palazzo di rione Sant'Eustachio (oggi in Corso del Rinascimento), in quello che le cronache dell'epoca definiscono il Museo Carpegna. Tra queste quadri, disegni, sculture, stoffe, vetri sacri e dorati, carte cinesi, porcellane e maioliche (tra cui i Piatti Carpegna oggi ai Musei vaticani) ed altri oggetti. Particolarmente pregevoli erano i pezzi di epoca classica, tra cui bronzi, epigrafi, medaglie in oro ed argento, monete, bassorilievi, mosaici, piccoli manufatti in bronzo, avorio, vetro, cristallo, ma soprattutto le gemme, cammei di età imperiale e altre opere di glittica tra le più celebri e preziose dell'antichità[2].

Alcuni anni dopo la morte del cardinale, per interessamento di Benedetto XIV, la collezione fu ceduta dal nipote Francesco Maria di Carpegna allo Stato e destinata alla Biblioteca Vaticana. Trasferita al Museo Cristiano (nucleo originario dei Musei Vaticani) e al Museo Profano sin dalla loro costituzione (1757 e 1767, rispettivamente), la collezione Carpegna fu oggetto di spoliazioni in epoca napoleonica, così che alcune tra le sue opere più pregevoli sono oggi conservate al Museo del Louvre, a Parigi[3].

Tra gli oggetti più preziosi della collezione erano i grandi cammei di epoca imperiale per i quali nel 1779 Pio VI aveva incaricato Luigi Valadier di realizzare preziose ed elaborate montature. Tra questi si segnalano il Cammeo Carpegna, rappresentante Il trionfo di Bacco (in agata, con montatura in alabastro, bronzo e oro del 1780, oggi alla Frick Collection di New York)[4], il Cammeo di Augusto (in agata, con montatura in marmo, cristallo di rocca, oro, bronzo dorato e smalto del 1785, oggi al Museo del Louvre)[5], e il Cammeo di Bacco e Arianna (in pasta di vetro con montatura in marmo, pietre semipreziose, cristallo di rocca e bronzo del 1780-1785, anch'esso al Museo del Louvre)[6].

Il Palazzo dei Principi a CarpegnaModifica

Attorno al 1675 il cardinale Gaspare commissionò il progetto di un maestoso palazzo, da ubicarsi nel paese di origine della famiglia, Carpegna, nel Montefeltro, al famoso architetto Giovanni Antonio De Rossi. Nel 1696, ad oltre vent'anni dall'inizio dei lavori (gli scavi per gettare le fondamenta furono iniziati nel 1674), lo splendido palazzo, tutt'ora esistente e in buono stato, poteva considerarsi ultimato. Nei quattro punti cardinali delle fondamenta furono poste delle medaglie raffiguranti i cardinali Gaspare e Ulderico di profilo e il paesaggio del paese con il palazzo in costruzione datate 1675 con il motto " Nomen fama-quae vestra sumus " siamo il vostro nome e la vostra fama, fuse nei tre metalli oro, argento e bronzo, il costo finale dell'opera ammontò a 190.000 scudi romani d'oro.[senza fonte]

Pur inquadrabile nello stile delle ville dell'epoca, palazzo Carpegna spicca per la sua caratteristica di palazzo-fortezza, ispirato alle ville fortificate di matrice fiorentina[7].

Genealogia episcopaleModifica

Successione apostolicaModifica

NoteModifica

  1. ^ Giovanni Romeo. Carpegna, Gaspare. Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 20, 1977. Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana
  2. ^ Luca Pesante.I piatti di Castel Gandolfo. Maioliche raffaellesche alla corte dei Papi. Edizioni Musei Vaticani, 2019
  3. ^ Carla Benocci. Il cardinale Gaspare di Carpegna tra rinnovamento religioso e collezionismo archeologico illuminato: una figura di mediazione attenta al mondo spagnolo. In: Illuminismo e Ilustración. Le antichità e i loro protagonisti in Spagna e in Italia nel XVIII secolo. L'erma di Bretschneider, 2003
  4. ^ Frick Collection. The Triumph of Bacchus, su frick.org.
  5. ^ Musée du Louvre. Atlas base des oeuvres exposées. Camée d'Auguste, su cartelfr.louvre.fr.
  6. ^ Musée du Louvre. Atlas base des oeuvres exposées. Bacchus et Ariadne, su cartelfr.louvre.fr.
  7. ^ Palazzo Carpegna, su comune.carpegna.pu.it.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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