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I Datsuns al Big Day Out.

Il Big Day Out (BDO) è stato un festival musicale che si svolgeva ogni anno tra l'Australia e la Nuova Zelanda. Come è accaduto nel 2006, il festival era famoso in quanto si svolgeva su ben otto palchi diversi, spaziando in questo modo tra musica rock, metal, grunge o punk rock, musica hip hop, musica pop, dance ed elettronica. Non mancavano anche esibizioni jazz.

Indice

StoriaModifica

Il festival ha avuto inizio come unico show nel 1992 a Sydney, ma ben presto nel 1993 venne esteso a Melbourne, Perth, e Adelaide. Nel 1994, vennero aggiunti spettacoli a Auckland (Nuova Zelanda), e nel Queensland, (Australia). Sebbene nel 1997 venne annunciato che quella sarebbe stata l'ultima edizione dell'evento musical, il festival ha ripreso attività dal 1999, saltando quindi esclusivamente il 1998 durante il quale, comunque, i principali promotori Vivian Lees e Ken West organizzarono un festival prevalentemente elettronico e dance.

Il festival vedeva una massiccia presenza di band e musicisti australiani e neozelandesi in gran maggioranza sconosciuti al pubblico europeo (con eccezioni di rilievo come i Jet. Tuttavia si poteva rilevare ogni anno la presenza di almeno cinque-sei band di fama mondiale. Anche per questo, Il BDO era considerato uno dei festival più apprezzati del mondo.

L'ultima edizione del festival si é tenuta nel 2014[1]. Da allora ogni tentativo di farlo rinascere é fallito.

CuriositàModifica

  • Il gruppo grunge americano Pearl Jam, invitato alla manifestazione dell'anno 2001 (con un anno di anticipo visto che si trattava di una delle prime date da quando avevano ricominciato a suonare dal vivo avendo smesso all'inizio degli anni novanta), diede forfait a causa degli spaventosi incidenti verificatisi il 30 giugno 2000 al festival di Roskilde, in Danimarca, avvenuti durante la loro esibizione, che causarono la morte di 9 persone.
  • Proprio durante il concerto del 2001 a Sydney si verificò la morte di una ragazza a causa della pressione della folla durante un concerto dei Limp Bizkit; le autorità australiane criticarono duramente, tra l'altro, il cantante della band statunitense Fred Durst per aver allarmato eccessivamente la folla durante i primi tentativi di soccorso alla ragazza, determinando una situazione di panico che ha impedito un'assistenza migliore. Da quell'anno sono state inaugurate nuove transenne per ridurre il rischio di ferimenti a causa della pressione della folla
  • Nel 2004 l'evento con sede a Sydney, il più famoso del BDO ed il più gremito, venne ripetuto in due date con le stesse identiche esibizioni per permettere a più di gente di assistervi.

L'eventoModifica

Come quasi tutti i più moderni festival musicali, il Big Day Out si teneva regolarmente in stadi e/o strutture sportive progettate per eventi che vedano il coinvolgimento di molte persone. In tutte le manifestazioni vi erano comunque diversi palchi (ovviamente vicini tra loro) in cui in contemporanea si poteva assistere a diverse performance. Frequentemente si assisteva ad esibizioni di star internazionali che si tenevano sul palco più grande, e meno noti artisti anche locali negli stage più piccoli.

Caratteristica del BDO era la presenza di una sala circolare di tipo circense, detta boiler room in cui si esibivano artisti di musica elettronica, per esaltare lo spirito e l'intensità dell'evento similmente a quanto accade nei rave.

L'evento iniziava dalla mattina, alle nove- dieci circa, e proseguiva almeno fino all'una di notte.

PartecipazioniModifica

1992Modifica

Hellmen, Massappeal, The Meanies, Smudge, Sound Unlimited Posse, Ratcat, The Village Idiots, Violent Femmes, The Welcome Mat, Yothu Yindi, You Am I, Dave Graney;

1993Modifica

1994Modifica

1995Modifica

1996Modifica

1997Modifica

1998Modifica

In quest'anno, come già detto, il BDO non si tenne.

1999Modifica

2000Modifica

2001Modifica

2002Modifica

2003Modifica

2004Modifica

2005Modifica

2006Modifica

2007Modifica

Altri progettiModifica

NoteModifica

  1. ^ The Big Day Out music festival that taught a generation of Australians what was cool in music cancelled, su dailymail.co.uk, 26 giugnio 2014. URL consultato il 16 febbraio 2019.

Collegamenti esterniModifica

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