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Camorra barese
Area di origineBari
Aree di influenzaProvincia di Bari
Bossvari (confederazioni tra clan)
AlleatiSecondo le indagini si suppone che siano alleati con la 'Ndrangheta
AttivitàEstorsione
Racket
Traffico di droga
Traffico di armi
Prostituzione
Gioco d'azzardo
Appalti
Rapina
Usura

La Camorra barese è un'organizzazione malavitosa operante a Bari e in provincia, da non confondere con la camorra napoletana.

In prevalenza confederazioni tra clan, che come attività primarie continuano ad essere dediti ai reati in materia di stupefacenti, contrabbando e alle estorsioni. Fra i clan spiccano i Telegrafo del San Paolo, il clan Parisi di Japigia (scissosi nel 1990 dalla Sacra Corona Unita) con a capo il noto boss Savinuccio Parisi[1], Capriati, Strisciuglio (quartiere Libertà), Diomede, gli emergenti Lorusso e Di Cosola.

A Bari episodi delittuosi vedono sempre più coinvolti incensurati o minori, destinati ad ingrossare le file dei clan con compiti anche di rilievo. Gravi delitti (rapine, estorsioni, spaccio di droga, porto illegale di armi) vengono spesso commessi da minori collegati alla criminalità organizzata, desiderosi di dar prova delle loro capacità per entrarvi a far parte.[2] Spesso il precoce inserimento nelle organizzazioni criminali è dovuto anche ai legami familiari ed alla necessità di sostituire nella gerarchia criminale i congiunti detenuti.

L'iniziazione in età minorile è del resto confermata dalla circostanza che, come risulta da recenti indagini molti giovani appena maggiorenni hanno ricoperto o ricoprono ruoli di primo piano in seno alle organizzazioni mafiose.[3]

I principali gruppi operativi sono:

A questi si affiancano gruppi minori, come i

  • Fiori-Risoli attivi a San Pasquale dove «opera anche il gruppo Velluto»;
  • Anemolo - Carrassi e Poggiofranco;
  • Di Cosimo-Rafaschieri - Madonnella.[5]

Una «nuova paranza» composta dalle giovani leve delle famiglie Strisciuglio, Parisi, Capriati e quel che rimane dei Di Cosola sta cercando di mettere radici a Triggiano, Noicattaro, Cellamare, Capurso, Monopoli, Mola e Polignano a Mare (già terre dei Parisi e Palermiti); Casamassima, Adelfia, Valenzano, Bitritto, Palo del Colle (per lungo tempo sotto l’influenza dei Di Cosola); Rutigliano e Giovinazzo (cittadine degli Strisciuglio), Modugno, Binetto e Grumo Appula (già vicine ai Capriati).

C’è poi l’area molto vasta che negli anni è stata sotto il controllo degli Stramaglia e che comprende Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Valenzano, Cassano delle Murge, Santeramo in Colle, Sannicandro.

In alcune di queste città sono presenti «colonie» di clan diversi. Sono entrate nel lungo elenco delle realtà a rischio anche cittadine che sembravano essere rimaste fuori dal gioco delle influenze come Noci e Castellana Grotte.

Per Conversano e Rutigliano le cronache documentano di collegamenti con la famiglia dei Campanale di San Girolamo.

Ci sono poi grossi centri in cui la malavita barese non è riuscita ad attecchire per la presenza di gruppi criminali forti e radicati. La Dia, nella sua ricostruzione della geografia dei clan in provincia, cita gli esempi di Toritto e Grumo, sotto l’egida degli Zonno; Altamura lungamente regno dei Dambrosio-Loiudice,[6] a Gravina in Puglia il gruppo Mangione, Terlizzi con i Ficco e Dello Russo, infine Bitonto, con diversi gruppi : Cipriano, Conte e i Cassano.[7]

NoteModifica

  1. ^ Il clan Parisi torna in cella - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 13 febbraio 2019.
  2. ^ Un «codice d'onore» della mafia barese, su www.lagazzettadelmezzogiorno.it. URL consultato il 13 febbraio 2019.
  3. ^ La Camorra Barese, su La Camorra Barese. URL consultato il 13 febbraio 2019.
  4. ^ articolazione degli Strisciuglio (San Girolamo dove insiste la storica faida con i Lorusso, a loro volta vicini ai Capriati
  5. ^ Clan baresi fotografati dalla Dia (JPG), su 2.citynews-baritoday.stgy.ovh.
  6. ^ Altamura, omicidio D'Ambrosio: in manette altro componente gruppo di fuoco, su Stato Quotidiano, 9 giugno 2011. URL consultato il 13 febbraio 2019.
  7. ^ La mappa dei clan: «Bitonto territorio dei Conte, Cassano e Cipriano», su BitontoViva, 2017-07-28T07.06.28 GMT. URL consultato il 13 febbraio 2019.