Castellar (Alpi Marittime)

comune francese
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Castellar
comune
Commune de Castellar
Castellar – Stemma
Castellar – Veduta
Vista di Castellar dalle Granges Saint-Paul
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoArms of Nice.svg Alpi Marittime
ArrondissementNizza
CantoneMentone
Amministrazione
SindacoHuguette Layet (cdx) dal 2014
Territorio
Coordinate43°48′N 7°30′E / 43.8°N 7.5°E43.8; 7.5 (Castellar)Coordinate: 43°48′N 7°30′E / 43.8°N 7.5°E43.8; 7.5 (Castellar)
Altitudine342 m s.l.m.
Superficie12,27 km²
Abitanti997[1] (2009)
Densità81,26 ab./km²
Comuni confinantiMentone, Castillon, Sospello, Olivetta San Michele (IT-IM), Ventimiglia (IT-IM)
Altre informazioni
Cod. postale06500
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE06035
Nome abitantiCastellarois (FR); Castellaresi (IT)
Parte diComunità della Riviera francese
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Castellar
Castellar
Castellar – Mappa
Sito istituzionale

Castellar (in italiano, desueto, Castellaro, come in mentonasco; in occitano Ou Castellà) è un comune francese di 997 abitanti, situato nel dipartimento delle Alpi Marittime, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Confina con i comuni italiani di Ventimiglia e Olivetta San Michele in provincia di Imperia (Liguria).

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il territorio del comune di Castellar corrisponde alla parte alta del bacino del torrente Fontan, che qui nasce per poi sfociare a Mentone.

StoriaModifica

Il territorio di Nizza ha fatto da sempre parte della Liguria sotto l'Impero Romano, nel Regno longobardo e nel Regnum Italiae formatosi con Carlo Magno. Fin dall'epoca longobarda nel territorio operarono i monaci bedettini di San Colombano che già avevano fondato nel cuneese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, nel VII secolo l'abbazia di Taggia e nel VIII secolo a Nizza il monastero di Cimiez. Essi operavano in raccordo e con scambio di merci attraverso i valichi con i monaci dell'abbazia di Lerino, che da monaci eremiti avevano accolto in epoca longobarda la regola cenobitica di san Colombano diffondendosi anche fuori dall'isola, dalla costa da Ventimiglia fino a Seborga; furono monaci famosi per la cultura, lo studio ed il lavoro, e per la riapertura di vie commerciali, la coltivazione intensiva con nuove tecniche agricole, bonifiche terriere e terrazzamenti, e la conservazione degli alimenti; tutte le fondazioni accoglieranno verso il IX secolo la regola benedettina.

Il primo villaggio di Castellaro[2], detto Castellaro Vecchio, si trovava su uno sperone roccioso situato a nord est del paese attuale.

Il toponimo, o nome del villaggio, appare per la prima volta il 19 gennaio 1258, in un atto di cessione del territorio dal conte di Ventimiglia al conte di Provenza, Carlo I d'Angiò.

Nel 1261, il conte Guglielmo Pietro di Ventimiglia si sposò con Eudossia Lascaris, della famiglia imperiale di Bisanzio, i cui discendenti portarono allora il cognome di Lascaris.

Il castello è citato nel 1302, e sarebbe stato costruito dal municipio di Peglia. Nel 1388, Castellaro fece atto di dedizione a Nizza, e la contea nizzarda passò sotto il controllo dei conti di Savoia, e poi duchi di Savoia.

Essendo diminuite le minacce di aggressioni da parte dei Saraceni, un accordo venne approvato il 30 settembre 1435, tra Luigi ed Enricone Lascaris, signori di Gorbio e di Castellaro, con gli abitanti, indicante:

«È permesso a questi ultimi di spostare il villaggio in un luogo più comodo, sulla collina di San Sebastiano, e di costruirvi a loro spese, nello spazio temporale di cinque anni, ventinove case della medesima altezza e larghezza, di fortificarle con una cinta esterna e di abitarle con le loro famiglie, come uomini ligi e soggetti fidi.»

Tale fondazione del Nuovo Castellaro spiega la disposizione regolare del villaggio lungo strade diritte e parallele.

I signori di Castellaro appartengono tutti alla famiglia Ventimiglia-Lascaris.

Il comune, stretto fra i confini di Stato con la Repubblica di Genova ad est e con il Principato di Monaco a sud e ad ovest, passò prima alla Contea di Tenda, e poi con i Savoia alla Contea di Nizza, di cui seguì la storia nel Ducato di Savoia, e successivamente nel Regno di Sardegna, di cuì seguì ugualmente la storia, per poi passare infine nel 1860 alla Francia.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti

Lingue e dialettiModifica

La lingua parlata è il mentonasco, che prende il nome da Mentone, un idioma gallo-romanzo di transizione tra l'area ligure e quella occitana.

Castellar fa quindi parte della Terra Mentonasca, cosiddetto Paese Mentonasco. Infatti viene chiamata così la regione dove è corrente tale linguaggio.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Guglielmo Stefani, Dizionario generale geografico-statistico degli Stati sardi, Torino, Pomba, 1855, p. 265.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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