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Chiesa di San Tomaso Cantuariense

edificio religioso di Verona
Chiesa di San Tomaso Cantuariense
San Tomaso Becket.JPG
Ingresso
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàVerona-Stemma.svg Verona
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareTommaso Becket
Diocesi Verona
Stile architettonicogotico rinascimentale
Inizio costruzioneXIV secolo
CompletamentoXVI secolo

Coordinate: 45°26′31.92″N 11°00′10.08″E / 45.4422°N 11.0028°E45.4422; 11.0028

La chiesa di San Tomaso Becket, meglio conosciuta come chiesa di San Tomaso Cantuariense, è un luogo di culto cattolico situato nei pressi del centro storico di Verona, appena oltre il Ponte Nuovo del Popolo. È dedicata al santo inglese Tommaso Becket.

Indice

StoriaModifica

 
Interno della chiesa

L'attuale chiesa, costruita dai carmelitani nel XV secolo, sorge nel luogo dove erano state consacrate due chiese, una dedicata a San Tomaso Becket (1316), altra all'Annunciata (1351). La struttura si presenta come una unione tra il romanico tradizionale veronese ed il gotico.

Nel 1545 (o 1550) furono affidati all'architetto Michele Sanmicheli alcuni progetti di riordino architettonico della chiesa, rimasti tuttavia incompiuti. La facciata è nuda ed incompiuta, arricchita da un rosone e da due bifore. Il portale, del 1493, fu trasportato nella posizione attuale, nel 1518, dalla chiesa di Santa Maria Mater Domini, sita in Valdonega.

DescrizioneModifica

ArchitetturaModifica

La facciata a capanna della chiesa, rimasta incompiuta, presenta, ai lati, due alte bifore in marmo e, al centro, sopra il portale strombato, il rosone circolare. Lungo il fianco destro della chiesa, sorge il campanile, alto 60 metri, che fu realizzato nel tardo Quattrocento in stile romanico. Ospita dieci campane in scala musicale di Re3 calante, fuse dalla ditta Cavadini Vr nel 1930, che vengono suonate manualmente secondo la tecnica dei concerti di Campane alla veronese. Queste campane sono rinomate negli ambienti dei suonatori per il suono, ritenuto (dall'atto di collaudo) preciso e melodioso. Sostituiscono 6 precedenti campane in mi3.

L'interno della chiesa è a navata unica; è pavimentato a riquadri bianchi e rossi ad eccezione del presbiterio ed il soffitto è coperto da legno, con capriate a due montanti e soffitto a riquadri. Gli altari sono in tutto otto, inseriti in archi rinascimentali.

Nella chiesa sono conservate opere di Paolo Farinati, Francesco Torbido, Girolamo dai Libri, Antonio Balestra e Alessandro Turchi. Sono presenti anche i mausolei neoclassici di Michele Sanmicheli e don Nicola Mazza, opere di Ugo Zannoni.

Organo a canneModifica

Sulla cantoria alla sinistra del presbiterio, si trova lo storico organo a canne, costruito nel 1716 da Giuseppe Bonatti e suonato dal giovane Wolfgang Amadeus Mozart il 7 gennaio 1770, durante uno dei suoi viaggi in Italia e non solo lo suonò come lui sapeva magistralmente fare ma come molti ragazzini un poco monelli fanno tutt'oggi, con un coltellino incise le sue iniziali W.S.M. (Wolfgang Salisburgensis Mozart) Incisione tuttora visibile sulla cassa dell'antico organo. Lo strumento, a trasmissione integralmente meccanica, ha due tastiere e pedaliera a leggio e la seguente disposizione fonica:

Prima tastiera - Positivo tergale
Principale in eco 4'
Frazolé 2'
Ottava 1'
Duodecima doppia 2/3'-1/2'
Seconda tastiera - Registri di Ripieno
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava
Decima seconda
Decima quinta
Decima nona
Vigesima seconda
Vigesima sesta
Vigesima nona
Trigesima terza e sesta
Seconda tastiera - Registri di Concerto
Trombe reali 8' Bassi
Trombe reali 8' Soprani
Flutta reale 8'
Flauto in VIII Soprani
Flauto in XII
Cornetto II 2'-1.1/3'
Voce umana 8'
Pastorale 8'[1]
Pedale[2]
Contrabbassi 16'+8'
Trombe reali 8'
Accessori
Passere
Speranza
Grillo I
Grillo II
Rosignolo
Tiratutti

NoteModifica

  1. ^ in realtà Regale, costruito in cartone e posizionato sopra le tastiere immagine
  2. ^ i registri del Pedale furono aggiunti solo nel 1786; sino ad allora era privo di registri propri e costantemente unito al I manuale

BibliografiaModifica

  • Giorgio Borelli (a cura di), Chiese e monasteri di Verona, Verona, Edizioni B.P.V., 1981, ISBN non esistente.
  • C. Moretti, L'Organo italiano, Casa musicale eco, Monza 1989, pp. 399–400. ISBN 88-6053-030-X

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